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Vecchio 16-01-2008, 18.57.05   #1
nuages
Ospite abituale
 
Data registrazione: 16-12-2007
Messaggi: 196
Chi ha diritto a parlare nelle Università Italiane?

Mi riferisco alla negazione di parlare al Papa alla Sapienza di Roma, io non sono schierato da nessuna parte, ma non capisco i divieti di esprimersi, mi sembra che sia di moda essere laici, senza magari capire bene i contenuti, io penso che si possa crescere ovunque solo con il confronto sereno e democratico, questi professori in fisica vorrei vedere quanto sono liberali se li chiami al confronto sui loro concetti di base accreditati in fisica.
purtroppo l'Italia e tanti altri paesi del mondo funziono sui poteri di "casta", e così non cresceremo mai purtroppo.
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Vecchio 17-01-2008, 11.12.07   #2
La_viandante
stella danzante
 
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Data registrazione: 05-08-2004
Messaggi: 1,751
Riferimento: Chi ha diritto a parlare nelle Università Italiane?

Non esiste nessuna negazione al papa di parlare alla Sapienza, il papa ha declinato di sua volontà l’invito che è ancora lì integro.

Oggi gli studenti cattolici della Sapienza manifestano col bavaglio, ma invece di manifestare contro chi ha censurato l’intervento, cioè il Papa, manifestano contro chi gli è stato detto che avrebbe operato la censura, i mass media trovano un colpevole qualsiasi di una colpa che non esiste, e tutti lì pronti a fare la guerra al capro espiatorio di colpe che non esistono.
Io mi chiedo ma davvero si è pronti a credere obbedire e combattere per una informazione che è palesemente mistificatoria?

Citazione:
purtroppo l'Italia e tanti altri paesi del mondo funziono sui poteri di "casta", e così non cresceremo mai purtroppo

Il problema è anche che tanta gente ha fede cieca in certe caste, come quella dei giornalisti, prossimo vaffa day di Grillo sarà infatti proprio questa categoria.
La_viandante is offline  
Vecchio 17-01-2008, 12.13.39   #3
cenerentolainnamorat
Ospite
 
Data registrazione: 12-01-2008
Messaggi: 4
Riferimento: Chi ha diritto a parlare nelle Università Italiane?

A me è dispiaciuto sinceramente tutto ciò che si è mosso contro il Papa...
una visita è una visita.
Non se li mangiava mica i ragazzi.
Hanno fatto uno sbaglio enorme a fare una manifestazione per fermarlo e tutte quelle caricature....
Si può anche contestare come persona, magari si, era molto meglio Giovanni Paolo II, però è sempre un Papa...
Mi sembra eccessivo manifestare.

Se fosse venuto un musulmano lo avrebbero magari accolto...
come hanno accolto, a detta di studenti della Sapienza, in passato, teppisti!
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Vecchio 17-01-2008, 12.25.40   #4
kore
Ospite abituale
 
Data registrazione: 31-07-2007
Messaggi: 343
Riferimento: Chi ha diritto a parlare nelle Università Italiane?

Dal sito di Repubblica:

Testo della lettera:
Citazione:
"Magnifico Rettore, con queste poche righe desideriamo portarLa a conoscenza del fatto che condividiamo appieno la lettera di critica che il collega Marcello Cini Le ha indirizzato sulla stampa a proposito della sconcertante iniziativa che prevedeva l'intervento di papa Benedetto XVI all'Inaugurazione dell'Anno Accademico alla Sapienza. Nulla da aggiungere agli argomenti di Cini, salvo un particolare. Il 15 marzo 1990, ancora cardinale, in un discorso nella citta di Parma, Joseph Ratzinger ha ripreso un'affermazione di Feyerabend: "All'epoca di Galileo la Chiesa rimase molto più fedele alla ragione dello stesso Galileo. Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto". Sono parole che, in quanto scienziati fedeli alla ragione e in quanto docenti che dedicano la loro vita all'avanzamento e alla diffusione delle conoscenze, ci offendono e ci umiliano.
In nome della laicità della scienza e della cultura e nel rispetto di questo nostro Ateneo aperto a docenti e studenti di ogni credo e di ogni ideologia, auspichiamo che l'incongruo evento possa ancora essere annullato".

Citazione:
Era il 14 novembre del 2007 quando il professor Cini inviò la seguente lettera aperta " Se la Sapienza chiama il Papa e lascia a casa Mussi", pubblicata sul Manifesto

Signor Rettore, apprendo da una nota del primo novembre dell'agenzia di stampa Apcom che recita: «è cambiato il programma dell'inaugurazione del 705esìmo Anno Accademico dell'università di Roma La Sapienza, che in un primo momento prevedeva la presenza del ministro Mussi a ascoltare la Lectio Magistralis di papa Benedetto XVI». Il papa «ci sarà, ma dopo la cerimonia di inaugurazione, e il ministro dell'Università Fabio Mussi invece non ci sarà più».

Come professore emerito dell'università La Sapienza - ricorrono proprio in questi giorni cinquanta anni dalla mia chiamata a far parte della facoltà di Scienze matematiche fisiche e naturali su proposta dei fisici Edoardo Amaldi, Giorgio Salvini e Enrico Persico - non posso non esprimere pubblicamente la mia indignazione per la Sua proposta, comunicata al Senato accademico il 23 ottobre, goffamente riparata successivamente con una toppa che cerca di nascondere il buco e al tempo stesso ne mantiene sostanzialmente l'obiettivo politico e mediatico.

Non commento il triste fatto che Lei è stato eletto con il contributo determinante di un elettorato laico. Un cattolico democratico - rappresentato per tutti dall'esempio di Oscar Luigi Scalfaro nel corso del suo settennato di presidenza della Repubblica - non si sarebbe mai sognato di dimenticare che dal 20 settembre del 1870 Roma non è più la capitale dello stato pontificio. Mi soffermo piuttosto sull'incredibile violazione della tradizionale autonomia delle università - da più 705 anni incarnata nel mondo da La Sapienza dalla Sua iniziativa.

Sul piano formale, prima di tutto. Anche se nei primi secoli dopo la fondazione delle università la teologia è stata insegnata accanto alle discipline umanistiche, filosofiche, matematiche e naturali, non è da ieri che di questa disciplina non c'è più traccia nelle università moderne, per lo meno in quelle pubbliche degli stati non confessionali. Ignoro lo statuto dell'università di Ratisbona dove il professor Ratzinger ha tenuto la nota lectio magistralis sulla quale mi soffermerò più avanti, ma insisto che di regola essa fa parte esclusivamente degli insegnamenti impartiti nelle istituzioni universitarie religiose. I temi che sono stati oggetto degli studi del professor Ratzinger non dovrebbero comunque rientrare nell'ambito degli argomenti di una lezione, e tanto meno di una lectio magistralis tenuta in una università della Repubblica italiana. Soprattutto se si tiene conto che, fin dai tempi di Cartesio, si è addivenuti, per porre fine al conflitto fra conoscenza e fede culminato con la condanna di Galileo da parte del Santo ufficio, a una spartizione di sfere di competenza tra l'Accademia e la Chiesa. La sua clamorosa violazione nel corso dell'inaugurazione dell'anno accademico de La Sapienza sarebbe stata considerata, nel mondo, come un salto indietro nel tempo di trecento anni e più.

Sul piano sostanziale poi le implicazioni sarebbero state ancor più devastanti. Consideriamole partendo proprio dal testo della lectio magistralis del professor Ratzinger a Ratisbona, dalla quale presumibilmente non si sarebbe molto discostata quella di Roma. In essa viene spiegato chiaramente che la linea politica del papato di Benedetto XVI si fonda sulla tesi che la spartizione delle rispettive sfere di competenza fra fede e conoscenza non vale più: «Nel profondo.., si tratta - cito testualmente - dell'incontro tra fede e ragione, tra autentico illuminismo e religione. Partendo veramente dall'infima natura della fede cristiana e, al contempo, dalla natura del pensiero greco fuso ormai con la fede, Manuele II poteva dire: Non agire "con il logos" è contrario alla natura di Dio».

Non insisto sulla pericolosità di questo programma dal punto di vista politico e culturale: basta pensare alla reazione sollevata nel mondo islamico dall'accenno alla differenza che ci sarebbe tra il Dio cristiano e Allah - attribuita alla supposta razionalità del primo in confronto all'imprevedibile irrazionalità del secondo - che sarebbe a sua volta all'origine della mitezza dei cristiani e della violenza degli islamici. Ci vuole un bel coraggio sostenere questa tesi e nascondere sotto lo zerbino le Crociate, i pogrom contro gli ebrei, lo sterminio degli indigeni delle Americhe, la tratta degli schiavi, i roghi dell'Inquisizione che i cristiani hanno regalato al mondo. Qui mi interessa, però, il fatto che da questo incontro tra fede e ragione segue una concezione delle scienze come ambiti parziali di una conoscenza razionale più vasta e generale alla quale esse dovrebbero essere subordinate. «La moderna ragione propria delle scienze naturali - conclude infatti il papa - con l'intrinseco suo elemento platonico, porta in sé un interrogativo che la trascende insieme con le sue possibilità metodiche. Essa stessa deve semplicemente accettare la struttura razionale della materia e la corrispondenza tra il nostro spirito e le strutture razionali operanti nella natura come un dato di fatto, sul quale si basa il suo percorso metodico. Ma la domanda {sui perché di questo dato di fatto) esiste e deve essere affidata dalle scienze naturali a altri livelli e modi del pensare - alla filosofia e alla teologia. Per la filosofia e, in modo diverso, per la teologia, l'ascoltare le grandi esperienze e convinzioni delle tradizioni religiose dell'umanità, specialmente quella della fede cristiana, costituisce una fonte di conoscenza; rifiutarsi a essa significherebbe una riduzione inaccetabile del nostro ascoltare e rispondere».

Al di là di queste circonlocuzioni (i corsivi sono miei) il disegno mostra che nel suo nuovo ruolo l'ex capo del Sant'uffizio non ha dimenticato il compito che tradizionalmente a esso compete. Che è sempre stato e continua a essere l'espropriazione della sfera del sacro immanente nella profondità dei sentimenti e delle emozioni di ogni essere umano da parte di una istituzione che rivendica l'esclusività della mediazione fra l'umano e il divino. Un'appropriazione che ignora e svilisce le innumerevoli differenti forme storiche e geografiche di questa sfera così intima e delicata senza rispetto per la dignità personale e l'integrità morale di ogni individuo.

Ha tuttavia cambiato strategia. Non potendo più usare roghi e pene corporali ha imparato da Ulisse. Ha utilizzato l'effige della Dea Ragione degli illuministi come cavallo di Troia per entrare nella cittadella della conoscenza scientifica e metterla in riga. Non esagero. Che altro è, tanto per fare un esempio, l'appoggio esplicito del papa dato alla cosiddetta teoria del Disegno Intelligente se non il tentativo - condotto tra l'altro attraverso una maldestra negazione dell'evidenza storica, un volgare stravolgimento dei contenuti delle controversie interne alla comunità degli scienziati e il vecchio artificio della caricatura delle posizioni dell'avversario - di ricondurre la scienza sotto la pseudo-razionalità dei dogmi della religione? E come avrebbero dovuto reagire i colleghi biologi e i loro studenti di fronte a un attacco più o meno indiretto alla teoria danwiniana dell'evoluzione biologica che sta alla base, in tutto il mondo, della moderna biologia evolutiva?

Non desco a capire, quindi, le motivazioni della Sua proposta tanto improvvida e lesiva dell'immagine de La Sapienza nel mondo. Il risultato della Sua iniziativa, anche nella forma edulcorata della visita del papa (con «un saluto alla comunità universitaria») subito dopo una inaugurazione inevitabilmente clandestina, sarà comunque che i giornali del giorno dopo titoleranno (non si può pretendere che vadano tanto per il sottile): «Il Papa inaugura l'Anno Accademico dell'Università La Sapienza».

Congratulazioni, signor Rettore. Il Suo ritratto resterà accanto a quelli dei Suoi predecessori come. simbolo dell'autonomia, della cultura e del progresso delle scienze.

Marcello Cini
kore is offline  
Vecchio 17-01-2008, 12.41.20   #5
kore
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Riferimento: Chi ha diritto a parlare nelle Università Italiane?

Dal sito dell'osservatore romano:

Citazione:
La lettera del segretario di Stato al rettore

Venuti meno i presupposti per un'accoglienza dignitosa

Dal Vaticano, 16 Gennaio 2008
Magnifico Rettore,
il Santo Padre aveva accolto volentieri l'invito da Lei rivoltoGli di compiere una visita a codesta Università degli Studi "La Sapienza", per offrire anche in questo modo un segno dell'affetto e dell'alta considerazione che Egli nutre verso codesta illustre Istituzione, che ebbe origine secoli or sono per volontà di un Suo venerato Predecessore.
Essendo purtroppo venuti meno, per iniziativa di un gruppo decisamente minoritario di Professori e di alunni, i presupposti per un'accoglienza dignitosa e tranquilla, è stato giudicato opportuno soprassedere alla prevista visita per togliere ogni pretesto a manifestazioni che si sarebbero rivelate incresciose per tutti. Nella consapevolezza tuttavia del desiderio sincero coltivato dalla grande maggioranza di Professori e studenti di una parola culturalmente significativa, da cui trarre indicazioni stimolanti nel personale cammino di ricerca della verità, il Santo Padre ha disposto che Le sia inviato il testo da Lui personalmente preparato per l'occasione. Mi faccio volentieri tramite della Superiore decisione, allegandoLe il discorso in parola, con l'auspicio che in esso tutti possano trovare spunti per arricchenti riflessioni ed approfondimenti.
Colgo volentieri l'occasione per porgerLe, con sensi di profonda deferenza, cordiali saluti.

Sembra proprio che il papa abbia rifiutato l'invito perché non ha accettato la contestazione, attività legittima e costituzionalmente garantita.
Con abile mossa politica è riuscito a passare da "vittima".
Il papa censurato? Non mi sembra proprio, infatti il suo testo verrà letto ugualmente.
kore is offline  
Vecchio 17-01-2008, 13.04.18   #6
nuages
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Messaggi: 196
Riferimento: Chi ha diritto a parlare nelle Università Italiane?

il problema è che davanti la possibilità di gravi disordini, si è preferito lasciare l'invito, poi si può ricamare tutto quello che si vuole, ma perchè tanta voglia di contestare un Papa, lasciamolo esprimere tranquillamente le sue credenze poi sempre tranquillamente si può aprire un dialogo anche in contrapposizione,
la storia dell'uomo è pierna di errori, che fare? questa è la nostra storia evolutiva, Gandi con la non violenza ha liberato l'India, questa è la vera grandezza, saper dialogare senza barricate senza alzare i toni....purtroppo la TV che ci mostra i nostri politici non ci da un buon esempio, Pannella che urla che lui è l'unico pulito, ma non c'è bisogno di urlare ed insultare per farsi capire, ma possibile che la colpa è sempre degli altri, e poi studenti a parte questi grandi cervelloni di professori in fisica cosa credono di essere?i depositari della verità assoluta?provate ad andare a mettere in discussione i loro sacri concetti della fisica accreditata delle partilelle, e vedrete dove va a finire la loro grande democrazia......
nuages is offline  
Vecchio 17-01-2008, 14.30.12   #7
aschilio
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Messaggi: 60
Riferimento: Chi ha diritto a parlare nelle Università Italiane?

Citazione:
Originalmente inviato da kore
Dal sito dell'osservatore romano:



Sembra proprio che il papa abbia rifiutato l'invito perché non ha accettato la contestazione, attività legittima e costituzionalmente garantita.
Con abile mossa politica è riuscito a passare da "vittima".
Il papa censurato? Non mi sembra proprio, infatti il suo testo verrà letto ugualmente.
La paura della verità
Quello che era inimmaginabile è accaduto: la visita di Benedetto XVI alla Sapienza in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico non si terrà. La notizia ha scosso l'Italia e ha poi cominciato a fare il giro del mondo, mentre cresce la marea delle reazioni, sincere o strumentali: incredule, addolorate, indignate, enfatiche, in alcuni casi persino più o meno soddisfatte. L'ondata decrescerà, naturalmente, ma resta il fatto grave che il Papa ha dovuto rinunciare a recarsi nella prima università di Roma, la città di cui è vescovo, nell'ateneo più grande del Paese del quale è primate. Perché si è arrivati a tanto? La risposta è semplice: a causa dell'intolleranza, radicalmente antidemocratica, di pochi, anzi di pochissimi.

Sono parole del direttore dell'Osservatore Romano.
Come risponde il mondo laico a queste parole? Può essere sostenuta la tesi secondo cui l'intolleranza espressa da "pochi, anzi pochissimi" scienziati, nasconda in realtà la paura del confronto dialettico? Sono i fisici che rifiutano il confronto o è il Papa che non sà che dire? La ricerca della verità è esclusività della scienza o possono essere percorse altre strade? La verità è una meta-fisica o è un dato acquisito sperimentalmente e immutabile nel tempo? La verità è una e assoluta o la sommatoria delle verità relative possono può sostituire l'unica verità assoluta?... dai divertiamoci... ce n'è da scrivere, battiamo il ferro finchè è caldo chissà che non ne esca una discussione interessante..
aschilio is offline  
Vecchio 17-01-2008, 14.56.08   #8
S.B.
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Messaggi: 486
Riferimento: Chi ha diritto a parlare nelle Università Italiane?

Citazione:
Originalmente inviato da kore

Sembra proprio che il papa abbia rifiutato l'invito perché non ha accettato la contestazione, attività legittima e costituzionalmente garantita.
Con abile mossa politica è riuscito a passare da "vittima".
Il papa censurato? Non mi sembra proprio, infatti il suo testo verrà letto ugualmente.

Non è passato a vittima, all'interno della vicenda lui è sempre stato "vittima", ovviamente la rinuncia si può leggere, in modo meno ideologico, come buon senso. Il Papa ha semplicemente capito che non era aria e che la sua presenza avrebbe generato disordini maggiori.

E' stato vittima perchè lui si è limitato ad accettare un invito e poi a declinarlo date le cricostanze non favorevoli.

La Viandante
Citazione:
Oggi gli studenti cattolici della Sapienza manifestano col bavaglio, ma invece di manifestare contro chi ha censurato l’intervento, cioè il Papa, manifestano contro chi gli è stato detto che avrebbe operato la censura, i mass media trovano un colpevole qualsiasi di una colpa che non esiste, e tutti lì pronti a fare la guerra al capro espiatorio di colpe che non esistono.

Il Papa ha declinato l'invito, che poteva risolversi in una spiacevole manifestazione dai toni aspri, che avrebbe certamente rovinato la cerimonia, alcuni professori e vari studenti, lungi dal mantenere una discussione serrata con chi ha mandato l'invito, cioé rettore e senato accademico, hanno minacciato proteste eclatanti molto più simili a quelle di un branco di bigotti medievali che vanno in crociata che non alle discussioni civili quali una democrazia laica matura dovrebbe essere abituata.

Anch'io non avrei invitato il Papa e avrei espresso al Rettore, anche pubblicamente, ma verso il rettore, il mio dissenso riguardo l'invito. Tutto il resto è stata un'immensa caciara dalla quale qualche figura come il Papa ne è uscita con grande dignità mentre altre figure sono rimaste ferme a vergognarsi della loro stupidità.

Mi preoccuperei di più del livello culturale denotato dalle uscite di certi studenti al telegiornale, che non di un'innocuo intervento del Papa.
S.B. is offline  
Vecchio 17-01-2008, 15.23.24   #9
La_viandante
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Riferimento: Chi ha diritto a parlare nelle Università Italiane?

Non solo è stato letto tra gli applausi generali perché i “dissidenti” sono stati costretti dalla polizia a restare fuori dall’Università, ma Mussi e Veltroni hanno recitato la parte di quelli che non capiscono come mai il papa per una lettera di 57 persone e una decina di studenti non sia potuto andare a parlare. E me lo chiedo anche io, ma come è possibile?

Come è possibile far passare una legittima contestazione per censura quando è solo imputabile alla volontà papale di non presenziare all’inaugurazione?

È evidente che i media ci danno a bere molto di più di quello che si possa anche lontanamente immaginare, e a questo punto non posso non pensare che la cosa è stata premeditata da molto prima, dalla scelta sciagurata del Retore che sapeva molto bene avrebbe provocato una reazione, reazione che sebbene sia avvenuta nel modo più pacifico possibile, tramite una lettera privata, è diventata il capo d’accusa per la laicità tutta.
Oggi laicità è sinonimo di intolleranza.
Che patatrac. Mi viene da pensare che quei professori siano caduti in una trappola tesa da tempo ai danni dei non cattolici.
Tutta la solidarietà a quel gruppetto di ultimi eroi.
La_viandante is offline  
Vecchio 17-01-2008, 20.12.05   #10
S.B.
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Riferimento: Chi ha diritto a parlare nelle Università Italiane?

Citazione:
Tutta la solidarietà a quel gruppetto di ultimi eroi.

Suvvia, non esageriamo, eroi di cosa? Hanno impedito al Papa di tenere un discorso contro la pena di morte, cosa c'è di eroico?

Citazione:
Non solo è stato letto tra gli applausi generali perché i “dissidenti” sono stati costretti dalla polizia a restare fuori dall’Università

Devo dire che hanno dimostrato una sagacia non indifferente, se avessero più semplicemente accettato l'intervento del Papa ma proposto un'intervento da parte di una forte personalità laica, magari per parlare del confronto fede ragione dubito sarebbe stata negata loro la possibilità e avrebbero ottenuto molto di più.

Citazione:
Come è possibile far passare una legittima contestazione per censura quando è solo imputabile alla volontà papale di non presenziare all’inaugurazione?

Non è censura, su questo sono d'accordo, però non è che il Papa si sia ritirato proprio di sua spontanea volontà, ha capito di non essere gradito ed educatamente (qualità che invece è mancata a molti dei manifestanti che sbraitavano slogan incomprensibili) si è fatto da parte.
S.B. is offline  

 



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