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Vecchio 12-05-2008, 23.32.35   #1
vagabondo del dharma
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Sì, ma chi è Lirio Abbate?

Ero vicino alla televisione quando Travaglio ha detto che il neo eletto Presidente del Senato "ha avuto frequentazioni con la mafia". Fazio ha subito cercato di dissociarsi, ma Marco ha rincarato la dose, sottolineando come "al peggio non c'è mai fine, forse solo la muffa, anzi no, da lì si ricava la penicilina, forse un lombrico".

- Si, ma chi è Lirio Abbate? -[

E fin qui nulla di eccezionale. Travaglio ormai fa di queste uscite il suo pane quotidiano: quello che gli altri tacciono, lui porta alla luce, portando alla ribalta cose che all'opinione pubblica nazionale sono completamente sconosciute, mai trattate da media asserviti al potere. Chi vuole può andarsi a leggere i libri, che, stranamente, non suscitano alcuna reazione nei "nostri" rappresentanti. I libri si sa li comprano in pochi e chi li compra sono sempre gli stessi. Poca eco, poca cosa.

- Si, ma chi è Lirio Abbate? -

Se lo dici in una rete del servizio pubblico, ancorchè su una rete apertamente "comunista", in regime di par condicio, in prima serata, la eco si crea, volenti o nolenti (Fazio).

- Si, ma chi è Lirio Abbate? -

I fatti: reazione bipartisan, con l'opposizione pronta a sposare la causa del presidente del Senato, che accusa Travaglio, esponente di non si sa quale potere occulto, di minare il "sano dialogo" creatosi tra maggioranza ed opposizione. Solo Di Pietro si dissocia dal coro.

- Si, ma chi è Lirio Abbate? -

I fatti: Travaglio è teatrale, ma non certo stupido; strappa applausi, ma non spara le notizie a caso, quasi sempre cita atti, prove documentali, fonti autorevoli. Stavolta cita un libro di Lirio Abbate.

- Spiegatemi, chi è Lirio Abbate?

Se siete accaniti lettori di quotidiani (io no) forse potete aver saputo che trattasi di un giornalista minacciato dalla mafia per inchieste molto scomode portate avanti. Trattasi del primo giornalista a diffondere la notizia della cattura di Provenzano. Trentasette anni, palermitano, scortato.

- AH, ecco chi è Lirio Abbate! -

Lirio Abbate ha scritto quello che ha detto Travaglio e nessuno lo sapeva, almeno il grande pubblico, quello avvezzo alla fruizione del medium televisivo. E finchè non lo sa la televisione, va tutto bene. Perchè è come se non esistesse. Lirio Abbate scrive quello che Travaglio dice in televisione.

- AH, ecco chi è Lirio Abbate -[/i]

In quel caso nessuno si sogna di intervenire, forse perchè Schifani è ancora solo uno dei tanti mastini sguinzagliati per i TG per riempire il "pastone" serale di sferzate al solfuro (fanno parte del gioco - finto) contro l'opposizione. Ma se non fosse diventato presidente del senato, le parole di Travaglio non avrebbbero avuto la stessa eco, perchè attaccare l'istituzione vuol dire attaccare il sistema e quindi anche l'opposizione si sente in dovere di intervenire a difesa, anche se in quel posto ci fosse davvero stato un lombrico, il decoro nazionale lo richiede: impostazione seria della voce, leggera indignazione, allontamento dal microfono con ciglia aggrottate, "così si apre la strada al terrorismo" e via, il gioco è fatto.

Insomma, grande rivelazione di Travaglio, e la notizia quale diventa? Mica la rivelazione di Travaglio? No, la reazione politica (ripeto quasi bipartisan) a quello che è avvenuto in una rete del servizio pubblico, questa è la notizia. Ma forse si potrebbe andare a verificare da dove ha preso quelle notizie Travaglio, chi è Lirio Abbate, far capire al pubblico di casa se è uno credibile o meno. Ma no, voi volete mettere a pensare gli italiani sulla verità? Ma no, per carità, lasciamogli il solito teatrino, con le dichiarazioni di tutto l'arco costituzionale sintonizzate sulla stessa posizione. E' questa la notizia, rivedete pure i vostri criteri di notiziabilità del cazzo!


Ma Schifani ha querelato Lirio Abbate?
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Vecchio 13-05-2008, 09.08.09   #2
nexus6
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Originalmente inviato da vagabondo del dharma
- Si, ma chi è Lirio Abbate? -
"Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro segretezza. Portate alla luce del giorno questi segreti, descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e prima o poi la pubblica opinione li getterà via. La sola divulgazione di per sé non è forse sufficiente, ma è l'unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri."

Joseph Pulitzer lo scriveva un po' di tempo fa, da giornalista, prima dell'invasione del medium televisivo. Hai portato qui uno dei tanti e sintomatici casi in cui le notizie non sono nascoste, ci sono, non c'è alcuna censura, ma chi si azzarda a collegarle, a collegare gli eventi, a fornire un quadro di insieme al grande pubblico cortocircuita il sistema ed esso compatto reagisce all'attacco. Gli eventi rimangono scollegati, solo locali, non se ne coglie l'importanza: la Sicilia è la Sicilia, Napoli è Napoli, non contando che la malavita è ben radicata anche nelle capitali del nord e che se gli spazzini facessero sciopero per un giorno a Firenze, Torino ed in altre città queste andrebbe verso un collasso rifiuti come Napoli. No, invece, la Sicilia è la Sicilia, Napoli è Napoli.

Ne parlavo nella discussione sull'anarchismo: questo è il tipo di censura più efficace poichè effettivamente si può affermare che non esiste.

E chi è Roberto Saviano? Dobbiamo attendere che la camorra lo faccia fuori, viste le scandalosamente pubbliche minacce dei boss di Casal Di Principe al processo che li vede imputati? Nemmeno alle BR facevano fare le loro dichiarazioni e apologie ai processi. Eppure la notizia è passata sotto silenzio. Sotto almeno il silenzio che conta. Tutto ciò che non viene macinato dai mass-media non esiste. Non avviene. Forniscono ormai il tessuto reale al quale la gente si connette. L'informazione. Questo il reale capitale del futuro.

Queste constatazioni sono elementari, ma si scontrano contro l'ipnosi collettiva.

Antonio
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Vecchio 13-05-2008, 10.26.02   #3
nexus6
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Riferimento: Sì, ma chi è Lirio Abbate?

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Originalmente inviato da nexus6
Sotto almeno il silenzio che conta. Tutto ciò che non viene macinato dai mass-media non esiste. Non avviene. Forniscono ormai il tessuto reale al quale la gente si connette. L'informazione. Questo il reale capitale del futuro.
Forniscono monopòli di interpretazione. Ed essa è tutto. Tutto ciò che ci basta. L’interpretazione, propriamente, non fa la realtà, è la realtà. Viviamo nell’ambito simbolico e la traduzione mentale delle azioni costituisce il nostro ambiente, il quotidiano. Tutto è mentale. Interpretazione.

Ed ecco perché accanto agli altri poteri forti, vi deve essere un apparato che renda il più possibile uniforme il pensiero collettivo. Si crea il consenso attorno ad una guerra con i film hollywoodiani, si impedisce che certe notizie possano essere collegate ed arrivino ai mezzi di comunicazione di massa. Ogni devianza è scongiurata. Ma è pericoloso, hanno ragione. Ho letto che i giornalisti di Report su Rai3, per esempio, potrebbero essere molto più incisivi nelle loro inchieste e portarne alla luce delle altre, ma non lo fanno, e non per problemi di querele, ma per senso di “responsabilità”, dicono. Ne ho viste alcune di tali inchieste. La Gabanelli pare parli con un nodo in gola. Il pubblico non sarebbe pronto. No, non lo sarebbe.

Ma direi che bisogna trovare il modo di renderlo tale. E gli intellettuali dove sono? Questo dovrebbe essere il loro ruolo ovvero il creare interpretazioni altre, flessibili, etiche, critiche, aperte che forniscano dei buoni strumenti alle persone per comprendere le mutazioni del presente. Ma latitano, invece, e si uniformano anche loro, preferiscono continuare a ragionare di facezie inutili, e lì spostano l'attenzione del pubblico, ovvero sul nulla, altro che “pensiero debole”, direi proprio pensiero inesistente, nichilismo come assenza di responsabilità e di nullità morale. Leggendo gli incipit (altro non riesco) dei vari libri di Severino, Galimberti e della maggior parte dei libri "sociali" degli "scienziati", stomaco. Letteralmente. Uno degli ultimi in cui sono sfortunamente incappato: l'illustre Tullio Regge. Il nulla che pare tutto, ma che poi si rivela in sostanza per quello che è: niente.


Antonio
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Vecchio 13-05-2008, 14.19.03   #4
S.B.
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Riferimento: Sì, ma chi è Lirio Abbate?

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Forniscono monopòli di interpretazione. Ed essa è tutto. Tutto ciò che ci basta. L’interpretazione, propriamente, non fa la realtà, è la realtà. Viviamo nell’ambito simbolico e la traduzione mentale delle azioni costituisce il nostro ambiente, il quotidiano. Tutto è mentale. Interpretazione.

Esse est percipi, esiste ciò che percepiamo. Cosa percepiamo? In primo luogo, visto che le pietre ancora non parlano, se non agli spiriti più romantici o ai geologi, percepiamo ciò che gli altri ci trasmettono attraverso il linguaggio.

Dove per linguaggio non bisogna fermarsi al concetto di proposizione, asserzione. Il comportamento, l'azione, l'arte, la retorica sono parte del linguaggio. Saper usare il linguaggio significa saper comunicare ciò che si vuole e non comunicare ciò che non si vuole. C'è dunque un'asimmetria insanabile tra chi conosce il linguaggio,sa analizzarlo criticamente, e chi lo accoglie passivamente.
Questa è l'asimmetria tra chi da l'informazione e chi la riceve, a mio avviso.

Tornando a considerazioni più inerenti: questa mi sembra l'ennesima occasione per notare come la RAI sia il regno del politicamente corretto, è terreno comune di tutti i partiti, nulla si può dire se non ciò che non disturba gravemente uno dei regni (politici) che la governano.

Servizio di pubblica semi-inutilità.
O meglio, per un terzo utile, per un terzo inutile e per un terzo dannoso.
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Vecchio 13-05-2008, 15.13.52   #5
chlobbygarl
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Riferimento: Sì, ma chi è Lirio Abbate?

Faccenda più complessa di come appare o di come si fa passare, a testimonianza ulteriore del fatto per cui la ricerca di verità è un vessillo che non si è mai certi di tenere davvero in mano: travaglio riporta di incontri relativi agli anni '80 tra schifani e un tipo che solo 20 anni dopo viene accusato di mafia, gli stessi fatti sono patrimonio di pubblicistica da ben prima che se accorgesse Lirio Abbate, nè alcuna procura (non che la cosa sia dirimente, ma nemmeno ininfluente) ha inteso ad oggi impiantarci sopra un castello di accuse: dunque quale il senso di parlarne in una trasmissione ad elevato audience?Intendiamoci, difendo il suo pieno diritto di farlo, di più, spero che continui a farlo: ma trovo altrettanto legittimo e imprescindibile che la speculazione sia reciproca, biunivoca e allo stesso modo libera.Quale il senso di riportare fatti di questo tipo, già noti e ininfluenti giuridicamente, se non per forzare il passaggio conoscente di colui che poi verrà accusato di mafia = mafioso
?

Con studiata alchimia nel proporlo in tal modo: quale tribunale potrà mai incolpare alcuno di aver riportato fatti veri, ancorchè inutili ai fini dell'attribuzione della categoria (giuridica e non solo) di mafioso?Sicuri però del fatto che nel frattempo il messaggio veicolato alle masse è di correlazione con mafia, in odore di mafia.Perchè se il messaggio in sè è di contenuto oggettivo e dunque neutro, non lo è la scelta di proporlo ove rapportata al significato possibile del medesimo: in una trasmissione di 15 minuti parlare del neoinsediato presidente del senato scegliendo quella notizia piuttostochè un'altra non è una scelta neutra, ancorchè pienamente legittima e difendibile.

Ma sono due piani diversi: in una società davvero pluralista, la libertà assoluta di stampa deve contemplare libertà assoluta di critica a sè stessa.Deve cioè potersi mettere in conto che la massima libertà, sempre augurabile, possa portare a scelte pienamente criticabili, anche se irrilevanti giuridicamente.

no, non è questo l'esempio di giornalismo che serve a mio avviso, anche se ritengo che debba permanere e riprodursi di continuo sul suolo italico, auspicabilmente sempre migliore e 'nuovo'.Ma è solo attraverso l'elaborazione collettiva e continua dei 'fatti' che pluralismo e democrazia si compiono assieme e vicendevolmente.Massima libertà di stampa, senza però che eventuali critiche vengano lette sempre e aprioristicamente come reazione della casta.

credo che schifani sia un pagliaccio, ma detesto un giornalismo che evoca scenari precisi su basi implausibili, chiunque ne sia l'oggetto.

una articolo che semplifica quanto penso
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Vecchio 13-05-2008, 21.50.07   #6
ornella
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Riferimento: Sì, ma chi è Lirio Abbate?

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=chlobbygarl] travaglio riporta di incontri relativi agli anni '80 tra schifani e un tipo che solo 20 anni dopo viene accusato di mafia, gli stessi fatti sono patrimonio di pubblicistica da ben prima che se accorgesse Lirio Abbate, nè alcuna procura (non che la cosa sia dirimente, ma nemmeno ininfluente) ha inteso ad oggi impiantarci sopra un castello di accuse: dunque quale il senso di parlarne in una trasmissione ad elevato audience?
Rimane il fatto che viene accusato 20 anni dopo, che non significa che gia vent'anni prima non appartenesse alla mafia.
Parlare della mafia equivale ad avere un piede nella fossa, ho fiducia di Travaglio, che non è fiducia cieca, forse inconsapevolmente dirà cose inesatte nonostante lo sforzo, ma sta giocando con il fuoco ha tutta la mia stima, che non è fiducia cieca. Lui ha dato correttamente la notizia, ha detto ques'uomo ha fatto delle accuse, al quale non sono seguite delle querele perché? perchè?Se io dico chlobbygarl è un ladro tu mi quereli, Lui non lo ha fatto perchè?Politica? Forse ci sono delle ragioni che vanno oltre l'amore per la Verità, ma non amo giudicare se non i fatti.
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Vecchio 14-05-2008, 09.59.26   #7
chlobbygarl
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Riferimento: Sì, ma chi è Lirio Abbate?

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Originalmente inviato da ornella
Rimane il fatto che viene accusato 20 anni dopo, che non significa che gia vent'anni prima non appartenesse alla mafia.
Certo, ma non significa nemmeno che gli appartenesse oltre ogni ragionevole dubbio.Il diritto garantisce le persone fino a condanna definitiva, essere liberali, garantisti, sicuramente anche anarchici Ornella, prevede che non sia opportuno instillare dubbi sulla base di quelle che in questo caso appaiono possibilità più che probabilità, questo sia che si parli del ragazzo dei centri sociali fermato per vandalismo, che di bin laden, passando per schifani, berlusconi, dell'utri e quant'altri.

La categoria "opportuno" la intendo sempre come sottoinsieme di quella "libero".Dunque, la dialettica pubblica deve approssimare col contributo di ognuno, nei limiti dettati dalle norme e parallalamente accompagnata dall'interrogarsi sulla ricollocabilità di tali limiti, cosa sia opportuno e cosa no.

Per farlo, bisogna che nulla di quanto legittimo venga vietato e che quanto in odore di legittimità venga vagliato come opzionabile o meno.

Questi sono due piani imprescindibili ad un sistema liberale: di Travaglio difenderò sempre la totale libertà di pubblicare e dire cose anche inopportune, nel senso che difenderei addirittura quello di ascoltare da lui cose in odore di legittimità e quindi non ancora-legittime ma ozionabili come tali.

Ma a Travaglio chiedo la possibilità di criticare le sue scelte senza dovermi prendere del 'fascistello' a prescindere, nel senso che sicuramente ci anche sono alcuni fascistelli che lo fanno.

Il problema è che se la politica per funzionare deve attraversare giocoforza il collettore della bipolarizazione, l'elaborazione collettiva del senso comune dovrebbe sempre mantenere massimamente aperta la possibilità di operare chirurgici e molteplici e diversi distinguo, all'interno di categorie quali che siano: si chiama pluralità vocale nell'atto del porre istanze alla pubblica attenzione.Quindi, non perchè una cosa la dice il 'virtuoso' Travaglio deve essere immune da analisi critica.

Scegliere una notizia in mezzo a tante per rappresentare qualcuno significa porre l'accento sulla medesima come connotativa.Altra cosa è presentarla all'interno di un libro in cui appaia elencata in mezzo ad una serie di altre.
Allora, la domanda che io penso di dovermi fare, sempre, è il perchè di quella notizia, disinteressandomi al fatto che l'abbia data travaglio piuttosto che emilio fede.

L'assunto di partenza è che le notizie non sono mai neutre, gli eventi lo sono, mentre la scelta di privilegiarne, misurarne, normarne alcuni (aspetti) rispetto ad altri ugualmente possibili non lo è mai, neutra, quindi non lo è mai filosoficamente, fisicamente, giuridicamente.Il diritto, pensa te, non è neutro!

Le notizie "oggettive" date sui giornali sono un'aberrazione mass-mediatica, un'idiozia alla quale abbiamo consacrato miti fasulli preposti allo smantellamento di miti fasulli: una partita di giro letale per la coscienza della gente.

L'unico modo di rendere imparziale una notizia è dichiararne preliminarmente il carattere, sempre legittimo, di parzialità.L'unico modo di neutralizzare un'azione se-duttiva è quello di dichiararla prima, o da parte del se-duttore come ventura oppure da parte del sedotto come già avvenuta o messa in conto.

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Parlare della mafia equivale ad avere un piede nella fossa, ho fiducia di Travaglio, che non è fiducia cieca, forse inconsapevolmente dirà cose inesatte nonostante lo sforzo, ma sta giocando con il fuoco ha tutta la mia stima, che non è fiducia cieca. Lui ha dato correttamente la notizia, ha detto ques'uomo ha fatto delle accuse, al quale non sono seguite delle querele perché? perchè?
Ti sbagli, le querele sono seguite, la notizia è di ieri.
Citazione:
Se io dico chlobbygarl è un ladro tu mi quereli, Lui non lo ha fatto perchè?Politica? Forse ci sono delle ragioni che vanno oltre l'amore per la Verità, ma non amo giudicare se non i fatti.
a parte che io non ti querelo se mi dai del ladro ! i "fatti" non esistono nemmeno nelle notizie di travaglio, ma devi ricostruirli tu da sola sempre.
Non 'fidarti' mai nemmeno di travaglio, men che mai di di chlobbygarl
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Vecchio 14-05-2008, 10.25.44   #8
Monica 3
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Io credo che registrare quello che si vede sia un dovere di tutti ed ognuno, ma è veramente difficile. Provate a disegnare e vedrete quanto la nostra mente ci inganna e deforma la realtà.

Purtroppo prima di esprimerci abbiamo bisogno di sentire da che parte tira il vento ed asserviremo la nostra mente all'opinione dei più o dei più cari o dei più temuti. Confondiamo la nostra mente con inutili giri di parole per non fare veramente capire quello che abbiamo da dire o per riservarci il diritto di cambiare quello che abbiamo detto. Ed allora la realtà ci sfugge, le decisioni necessarie non vengono prese, il caos ci soffoca.

Un guru del passato un giorno disse:

"Sia il vostro parlare sì sì e no, no". Ed allora tutto diventa più semplice.

Forse quello che ho scritto è un po' fuori tema, ma serve a me per capire.

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Vecchio 14-05-2008, 12.56.09   #9
ornella
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Riferimento: Sì, ma chi è Lirio Abbate?

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=chlobbygarl]Certo, ma non significa nemmeno che gli appartenesse oltre ogni ragionevole dubbio.Il diritto garantisce le persone fino a condanna definitiva, essere liberali, garantisti, sicuramente anche anarchici Ornella, prevede che non sia opportuno instillare dubbi sulla base di quelle che in questo caso appaiono possibilità più che probabilità, questo sia che si parli del ragazzo dei centri sociali fermato per vandalismo, che di bin laden, passando per schifani, berlusconi, dell'utri e quant'altri.
Più avanti sostieni che all'epoca Schifani querelò Abbate. Il punto centrale è questo, se è vero ciò che sostieni e che io non ho letto da nessuna parte, Travaglio ha detto cose non reali, che lo abbia fatto volutamente o no, non è molto serio. Dici che non mi devo fidare di te portami le fonti della querele ad Abbate, e che non mi devo fidare di te io comunque le cercherò.



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Ma a Travaglio chiedo la possibilità di criticare le sue scelte senza dovermi prendere del 'fascistello' a prescindere, nel senso che sicuramente ci anche sono alcuni fascistelli che lo fanno.
Pensavo a qualcosa di simile giusto poche ore fa, tutte le degenerazioni le assurdità a cui stiamo assistendo derivano da questo modo di ragionare.
Dalla superficialità e l'indifferenza in cui ci arrendiamo a vivere, ma non solo la non volontà, o incapacità di comprendere(E quest'ultima non è una colpa)fa si che non è importante l'essere in grado di fare una cosa che sia politica o altro, ma dare l'impressione di saperlo fare. Come chi acquista abiti firmati per aver certezza della qualità, o almeno della riconoscibilità. I miei li acquisto sui banchi o nei negozietti, ma avendo maggiore disponibilità mi rivolgerei ad un sarto. Vieni giudicato "fascistello"da chi si affida ai dogmi e rinuncia o non è in grado di comprendere un ragionamento più complesso.


Citazione:
Il problema è che se la politica per funzionare deve attraversare giocoforza il collettore della bipolarizazione,
Non vedo perchè per forza, si ci dicono che è meglio, ci dicono.

Citazione:
l'elaborazione collettiva del senso comune dovrebbe sempre mantenere massimamente aperta la possibilità di operare chirurgici e molteplici e diversi distinguo, all'interno di categorie quali che siano: si chiama pluralità vocale nell'atto del porre istanze alla pubblica attenzione.Quindi, non perchè una cosa la dice il 'virtuoso' Travaglio deve essere immune da analisi critica.
Sono d'accordo ho infatti detto che non è fiducia cieca, ma ti rimando a sopra.
Citazione:
Scegliere una notizia in mezzo a tante per rappresentare qualcuno significa porre l'accento sulla medesima come connotativa.Altra cosa è presentarla all'interno di un libro in cui appaia elencata in mezzo ad una serie di altre.
Allora, la domanda che io penso di dovermi fare, sempre, è il perchè di quella notizia, disinteressandomi al fatto che l'abbia data travaglio piuttosto che emilio fede.
Non avendo fiducia cieca neanche per me stessa e ragionando semmai per potenzialità, ti posso dire che se una persona ha un comportamento retto per 20 volte, ed un'altra solo 5 non significa che il primo non mentirà mai, e che il secondo dirà solo menzogne, ma il peso del loro passato influisce giustamente sul mio interesse e attenzione. Comunque accetto ma non ritengo infallibile nemmeno le sentenze dei tribunali. Anzi non mi fido nemmeno di ciò che vedo con i miei stessi occhi e orecchie.

Citazione:
L'unico modo di rendere imparziale una notizia è dichiararne preliminarmente il carattere, sempre legittimo, di parzialità.L'unico modo di neutralizzare un'azione se-duttiva è quello di dichiararla prima, o da parte del se-duttore come ventura oppure da parte del sedotto come già avvenuta o messa in conto.
Questo merita una risposta a se, forse una discussione.
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Vecchio 15-05-2008, 01.17.31   #10
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Originalmente inviato da chlobbygarl
Faccenda più complessa di come appare o di come si fa passare, a testimonianza ulteriore del fatto per cui la ricerca di verità è un vessillo che non si è mai certi di tenere davvero in mano: travaglio riporta di incontri relativi agli anni '80 tra schifani e un tipo che solo 20 anni dopo viene accusato di mafia, gli stessi fatti sono patrimonio di pubblicistica da ben prima che se accorgesse Lirio Abbate, nè alcuna procura (non che la cosa sia dirimente, ma nemmeno ininfluente) ha inteso ad oggi impiantarci sopra un castello di accuse: dunque quale il senso di parlarne in una trasmissione ad elevato audience?Intendiamoci, difendo il suo pieno diritto di farlo, di più, spero che continui a farlo: ma trovo altrettanto legittimo e imprescindibile che la speculazione sia reciproca, biunivoca e allo stesso modo libera.Quale il senso di riportare fatti di questo tipo, già noti e ininfluenti giuridicamente, se non per forzare il passaggio conoscente di colui che poi verrà accusato di mafia = mafioso
?
una articolo che semplifica quanto penso

Caro Chlobby,

il tuo metodo è assolutamente infallibile. Basta proporre un tema, prendere una qualsivoglia posizione e tu riuscirai sempre, attraverso dissertazioni anche brillanti, a mettere in evidenza come la verità non sia così facile da accertare e come c'è bisogno di andare cauti.
Alla fine a me sembra che tu cerchi sempre di arrivare ad una "via di mezzo", che, sia chiaro, non fa una grinza dal punto di vista della logica, ma che sacrifica sempre la "tensione ideale" (e non ideologica, attenzione) che spesso anima chi cerca di vivere la realtà che lo circonda non solo come un fenomeno di studio e riflessione ma come un qualcosa che gli si "torce dentro".



Qui la accusa di essere "ideologico" (ormai l'accusa più gettonata del forum, assieme a quella di "maschio femminilizzato", "femmina maschilizzata", e "la tua è una proiezione" ) non me la toglie nessuno, ma fa niente.

Nel ribadirti la mia stima per l'educazione e l'equilibrio con cui porti sempre avanti le discussioni, devo comunque sottolineare che non ti seguo, soprattutto stavolta. Non mi interessa cercare il corretto metodo di analisi.
Mi voglio indignare.

Travaglio è un giornalista eccessivo e va spesso sopra le righe, esagerando.
La sua "uscita" è stata sicuramente premeditata, potrebbe avere finalità pubblicitarie (vendere più libri, rendersi ancora più "visibile") o altro, a me non interessa. Fatto sta che il suo ragionamento non fa una grinza in termini di critica politica: citare tutti i grandi nomi che hanno ricoperto la carica e arrivare a Schifani fa veramente effetto, e dovrebbe farlo a chiunque, non solo a chi non ha simpatie per la compagine di centrodestra. La qualità del prescelto è veramente molto discutibile, a prescindere da tutte le altre considerazioni.

Sulla accusa "diffamatoria" la questione è più complessa.

Si scopre che chi è stato in società con Schifani, solo diciotto anni dopo è stato condannato per mafia, e tutti ad esultare perchè questo dovrebbe scagionare (ma da cosa poi visto che la tematizzazione del caso è stata tutta incentrata dai nostri "liberissimi media" - tra i primi nelle classifiche mondiali per questa indiscussa qualità - sul vergognoso attacco travagliano, senza badare minimamente a far luce sui fatti, partendo magari dal dire chi era Lirio Abbate per chi non lo sapesse?) il presidente del senato. In effetti potrebbe.

Io non so dove tu viva, ma se vivi in zone dove la camorra e la mafia proliferano saprai sicuramente che l'escalation dei "capimafia" ma anche dei "manovali" è qualcosa che parte da lontano, spesso moltissimi anni prima che la magistratura riesca a costruire un impianto accusatorio nei loro confronti. La magistratura non agisce, ma la realtà sociale già sancisce ampiamente chi è mafioso o camorrista (e chi "studia" per diventarlo) e chi no, molto prima che venga "acclarato" attraverso un processo. In quel caso si dovrebbe accertare come erano "percepiti" socialmente questi frequentatori di Schifani.

Quello che posso dire è che le persone non diventano mafiose da un giorno all'altro, conoscendo un "satori maledetto" di illuminazione mafiosa, ma partono come persone poco raccomandabili, dediti ad intrallazzi e giri vari, prima di essere conosciuti a livello giudiziario come mafiosi.

I presunti amici di Schifani non so che tipi fossero.

Fatta questa considerazione, passo al vero nocciolo della questione, che non è tanto se Schifani sia amico di mafiosi o meno, ma verte sulle dinamiche giornalistiche italiane, che fanno veramente ribrezzo.

Ci sono condannati in parlamento, ci sono persone che giudicano "eroi" mafiosi acclarati, ci sono persone di dubbia qualità che ricoprono le più alte cariche dello stato, ci sono senatori a vita riabilitati dall'accusa di mafia perchè assolti a livello giudiziario da sentenze che nel contempo confermano chiaramente che la frequentazione mafiosa è avvenuta in un periodo non più perseguibile penalmente, ci sono persone che festeggiano con cannoli per essere stati condannati blandamente, c'è tutto questo e altre nefandezze altrettanto gravi: qualcuno cerca di portarlo alla luce, alla ribalta, oltre le 300.000 teste che vanno a comprarsi un libro (esenti da querele, chissà perchè) e si viene a discutere di sabotaggio del "dialogo", di volere distruggere la democrazia, qualcuno sottolinea che Schifani è stato scelto dal popolo, omettendo completamente di dire che, in base alla scellerata legge elettorale, la scelta di chi doveva andare in parlamento, soprattutto nei piani alti e sicuri, l'hanno fatta i partiti, senza che il popolo potesse fare niente.

Ci raccontano frottole tutti i giorni, distorcono i fatti, i tg sono sapienti e strategici prodotti funzionali sempre all'affermazione di una determinata e "parziale" visione della società, omettono casi clamorosi, rivedono tutti i criteri di notiziabilità al fine di compiacere il potere: ecco, arriva qualcuno che attacca tutto questo, mette in evidenza l'assurdità della situazione, per farlo si espone, spesso spinge troppo sull'acceleratore, apre un bel po' di finestre per fare entrare aria nuova, e che succede?

Il sistema fa quadrato, tratta il fatto nella maniera più assurda possibile, concentra tutti i titoli sulle "aperture" di Berlusconi, sulle blandizie di Veltroni, sul che bel clima c'è in questo inizio di legislatura e sui "cattivi" che con il terrorismo mediatico vogliono minarne le fondamenta.

Troppa "tensione ideale", mi rendo conto, ho travisato ideologicamente troppi aspetti, forzati, interpretati male, ma solo perchè ne ho veramente piene le balle.

Ma siamo o non siamo in un paese anomalo da tantissimi punti di vista? Soprattutto dal punto di vista dei media e dell'informazione?
Lo vogliamo dire o no?
La presunta "distorsione dei fatti" di Travaglio è solo una goccia nell'oceano quotidiano di totale, sistematico, strutturale travisamento della verità, che se non può essere oggettivamente raccontata, può essere almeno perseguita attraverso l'applicazione dei principi e delle "regole del mestiere" che dovrebbero guidare la professione giornalistica.

Scandalizziamoci anche per questo, quotidianamente, sistematicamente, poco "pacatamente".
vagabondo del dharma is offline  

 



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