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Cultura e Società - Problematiche sociali, culture diverse.
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Vecchio 13-10-2003, 21.05.03   #1
VanLag
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La macchina del latte, la mucca e la ricchezza......

- Puh…puh…. – biascicò VanLag, sputando il liquido bianco dalla bocca……

Per la prima volta nella storia l’uomo, (almeno l’uomo occidentale), si è liberato dallo spettro della miseria e della fame ma invece di creare una società più libera è più confacente alla sua natura, ha nutrito e continua a nutrire un’idolatria del mercato che stà cancellando la sua umanità e la sua individualità. Forse non ci crederete ma questa triste storia inizia con il latte del super mercato.
Mi direte - cosa c’entra il latte comprato al supermercato con i problemi odierni di una società che diventa sempre più opprimente? - Il fatto è che il latte oggi non è più prodotto dalle mucche ma è prodotto dalla “macchina”.
La macchina è formata da stalle asettiche, da mungitrici meccaniche, da scrematrici impersonali, dall’imbottigliamento meccanizzato, dai trasporti su tir maleodoranti, dagli scafali anonimi in super mercati ancora più anonimi, dove, commesse nervose ed un po’ tristi, sognano vite da dive mentre ci battono lo scontrino per i due cartoni di latte.
Questa è la macchina del latte che, nell’illusione di risparmiare 50£ rispetto al negozio, tutti noi abbiamo contribuito a costruire, senza renderci conto che inevitabilmente ci avrebbe fagocitati annullando la nostra individualità. La macchina infatti non ha bisogno di creatività, di genialità, di libero pensiero, di idee nuove, non ha bisogno ne di mè ne di voi, ma ha bisogno di automi che girino le ruote o schiaccino i bottoni. Un bisogno che cresce parimenti alle dimensioni della macchina e che piano, piano stà inglobando ed appiattendo tutti noi, (BLOB).

La cosa per ora sembra appagarci, infondo continuiamo a credere che risparmiamo qualche soldo ed in più, il latte arriva ogni mattina, puntuale, sulle nostre tavole. Quello che ci sfugge, mentre lo beviamo, distratti pensando magari agli impegni della giornata, è che il latte della macchina non è solo meno cremoso del latte della mucca, ma è anche meno “vivo” perché ha perso, nel suo lungo cammino, il legame dell’uomo con la terra.
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Vecchio 14-10-2003, 00.02.39   #2
Attilio
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E non si parla solo del legame biologico, ma di qualcosa di molto più importante: non è figlio della terra, bensì di una "modificazione genetica" della terra.

Pane senza sapore e latte senza corpo, vino senza vita e carne senza fibre.

Buon appetito ragazzi.
Lasciatemi da parte una di quelle buone fiorentine fuori legge ed una bottiglia di brunello coltivato in casa, non chiedo altro alla vita.
Attilio is offline  
Vecchio 14-10-2003, 00.22.37   #3
Fragola
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Re: La macchina del latte, la mucca e la ricchezza......

Citazione:
Messaggio originale inviato da VanLag
il legame dell’uomo con la terra.

Hai centrato il bersaglio!

Bellissimo intervento e pure scritto bene! Grazie.
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Vecchio 14-10-2003, 22.24.36   #4
VanLag
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Per Fragola, quella che io ho chiamato la “macchina” è quello che Fedro identifica con il gigante parlando della città di New York nel secondo suo libro (Lila), quando parla delle strutture sociali e dell’intelletto.
Il legame dell’uomo con la terra invece non ricordo da dove l’ho preso, (forse da Gibran).

Attilio confessa chi è il tuo spacciatore di brunello e di fiorentine….. non puoi lasciarci così coi pelati transgenici e le zucchine modificate…..

.............Comunque io ho fatto a tempo a bere il latte munto dalle mammelle della mucca dalle mani ruvide del contadino. Pochi ricordi ancestrali, di sere invernali, quando bambino piccolissimo la mamma ci dava il pentolino di alluminio bollato e, con le mie sorelle, andavamo nella stalla del contadino che abitava vicino a noi.
Entravamo infreddoliti e l’odore del fieno, del latte, e della stalla ci invadeva le narici, mentre il caldo tepore animale ci riscaldava. Io credo che se ci fosse un “misurometro” della vita indicherebbe che i due liquidi bianchi hanno una composizione diversa.

Per chi ama K. Gibran lo aveva detto anche lui…..

..........Poiché se cuocete il pane con indifferenza, voi cuocete un pane amaro, che non potrà sfamare l'uomo del tutto.
E se spremete l'uva controvoglia, la vostra riluttanza distillerà veleno nel vino.
E anche se cantate come angeli, ma non amate il canto, renderete l'uomo sordo alle voci del giorno e della notte


…………. Ed oggi di amore se ne parla tanto ma ne circola poco…. Haimè….. hoibò…..
VanLag is offline  
Vecchio 14-10-2003, 22.56.45   #5
Attilio
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Che dire Van Lagh... uno spacciatore così lo coprirei al costo di finire in galera io al posto suo

Mi piace immaginare quell'indefinibile ingrediente che descrivi tu come una parte di noi che, nel momento in cui operiamo su ciò che la natura ci mette a disposizione, viene a far parte di quel che "produciamo" arricchendolo di qualcosa di buono. Tutte cose difficili da definire, forse indefinibili, ma che lasciano un piacevole sapore in ogni pietanza.

Sono troppo giovane e viziato per avere nel mio passato quello che tu descrivi. Ricordo però dei momenti in cui, mentre gironzolavo con mio padre per le prealpi orobie, ci si fermava in un cascinale a c.ca 1400m di altitudine per acquistare del formaggio locale. Mangiarlo nei campi appena usciti dal cascinale era una cosa fantastica: un angolo di paradiso.

Uno dei rari paradisi creati dall'uomo.
Attilio is offline  
Vecchio 14-10-2003, 23.32.22   #6
Mary
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Caro VanLag
hai perfettamente ragione, e non è solo il latte!

Ogni tanto mentre mangio mi viene da ringraziare chi mi sta permettendo di vivere. L'insalata, la mela, la bistecca, il pane.... In quello che noi mangiamo vi è il sole, la terra, l'aria, l'acqua.
Grandi doni che la terra ci offre e che noi ormai disprezziamo.

Anch'io ricordo il sapore del latte appena munto e l'odore della stalla. Ricordo le mucche che erano ancora mucche e non portatrice di mostruose mammelle. Tanto latte e poi lo buttano per le strade o nei campi per il famoso "quota latte".
Produciamo di più per poi sprecare ignobilmente il "di più".
Poveri noi come ci siamo ridotti.
Abbiamo perso il senso della misura e della dignità, senza provare il benché minimo senso di vergogna.

Noi siamo quel che mangiamo e visto che mangiamo tutto prodotto artificiosamente noi stessi diventeremo..... artificiali. Anzi, lo siamo già.

Dove stiamo andando?! ma ci vogliamo fermare un attimo a riflettere?!
Comincio a farlo al supermercato. Compro il meno possibile ed il più semplice possibile. Niente prodotti di "gran marca", ma una via di mezzo. Niente prodotti "novità" o sponsorizzati, ma tutto quello che di più semplice posso trovare. Niente cose che costano molto, niente beni di lusso, niente di quello che può essere definito consumismo. Confezioni semplici per combattere lo spreco. E mangiare di meno non fa poi tanto male alla salute.
E' una giornaliera caccia al tesoro, ma nel mio piccolo io combatto la mia guerra per riprendermi il mio potere in questo mondo.

Adamo ed Eva non appartengono alle favole, sono tornati: siamo noi. Abbiamo creduto di essere divenuti immortali con in mano il poter tecnologico, poter fare come più ci pare e piace, e infischiarcene di rispettare qualche piccola regola del paradiso terrestre. Piccole regole in fondo: rispettare la natura, rispettare gli esseri che vi dimorano, rispettare la divinità che è in ogni cosa.

Stiamo per essere, ancora una volta, cacciati via a pedate dal meraviglioso paradiso in cui venivamo ospitati.

Ciao
Mary
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Vecchio 15-10-2003, 21.32.28   #7
VanLag
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Dove stiamo andando?! ma ci vogliamo fermare un attimo a riflettere?!

Io spero che succeda presto...... Non è solo l’impoverimento, o l’imbarbarimento alimentare ma c’è l’aspetto annichilente sull’individualità che la società moderna ha sull’uomo.
Quella scissione in livelli sempre più distinti e l’altissimo grado di interazione necessari a produrre il bene materiale, stanno rendendo sempre più le nostre società simili ad una gigantesca macchina della quale l’uomo è sempre più una rotellina insignificante. Ci sembra che il meccanismo ci nutra ma in realtà esso ci succhia le energie per accrescere se stesso e previene, di fatto, la possibilità che l’originalità, la creatività ed il genio, che sono in ciascuno noi si esprimano. Nell’ottica di questo super-organismo, l’uomo non ha più diritto ad aspirazioni, emozioni, sogni, ma può solo interpretare il suo ruolo di ingranaggio, in pratica esso, (l’uomo) non ha più valore.
L’industrializzazione e la tecnologia potevano realmente sollevarci dalla fatica fisica ma invece di usarle per noi, ci siamo fatti usare da esse. Cara Mary, credo proprio che ci sia molto ma molto da riflettere.......

Ciao
VanLag is offline  
Vecchio 15-10-2003, 21.58.38   #8
sisrahtac
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Non per fare sempre il Bastian contrario,però...chi ha detto che i prodotti transgenici o comunque coltivati con moderni mezzi di cultura siano peggio di quelli tirati sù con metodi tradizionali.La modificazione del dna (per le piante,ma anche per gli animali...e quindi anche per l'uomo,ma questo è un'altro discorso...)permetterebbe la creazione di specie più prolifiche,più forti...più evolute.E' che noi ci facciamo impressionare troppo di film alla Matrix,con coltivazioni di feti umani su larga scala,oppure dalle pubblicità della coop,che inviano messaggi distorti solo per tristi scopi commerciali...Capisco chi condanna la clonazione,in quanto superflua e comunque con pesanti effetti collaterali;capisco chi condanna l'uso di tecniche d'allevamento cannibaliste come quelle dei mangimi animali....però non facciamo di tutta l'erba (transgenica) un fascio!Guardiamo anche i lati positivi.
sisrahtac is offline  
Vecchio 15-10-2003, 23.05.56   #9
Mary
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Catharsis
io sono solo una tipa senza eccessiva cultura, ma da sempre ho permesso al mio cervello di lavorare. Non sono che un piccolo granello di sabbia nel deserto, e come tale mi pongo.

I cibi transgenici sono una minaccia mortale e non solo per noi esseri umani.
Guardiamo la natura: ha diversificato, attraverso milioni di anni, i geni. Se lo ha fatto vi è una ragione ben precisa. Per esempio, la resistenza alle malattie. Questo avviene già fra gli esseri umani.
Se l'uomo lascerà che animali, pesci e piante, manipolate geneticamente, si diffondano liberamente la prima cosa che avverrà è che gli stessi distruggeranno i loro simili, più deboli, che esistono in natura. E si perderà irrimediabilmente la diversità biogenetica.
Pensa al grano, un giorno quello modificato geneticamente prende il sopravvento su tutte le piante simili. Poi spunta una nuova malattia che attacca le piante, in breve tempo, non essendoci la diversità genetica, tutte le piante del pianeta verrebbero distrutte, prima che l'uomo possa trovare il rimedio.

Non sono una pessimistica, guardo solo la realtà.
E non sto prendendo in considerazione i danni che questi alimenti potrebbero produrre sull'organismo.
Mi viene in mente un farmaco (non ricordo il nome) che decine d'anni fa si dava alle donne incinte per curare il vomito. Sicurissimo, innocuo. Dicevano. Poi hanno scoperto che aveva reso molti bambini focomelici.

C'è qualcuno che ha il coraggio di fidarsi delle multinazionali?!
Per denaro venderebbero le loro madri e i loro figli!

Eppure, siamo, ci riteniamo esseri intelligenti!!!!!
Mah!!!!
Ciao
Mary
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Vecchio 15-10-2003, 23.16.19   #10
Mary
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Caro VanLag

condivido pienamente quel che dici.

L'unica cosa che possiamo fare è divenire noi stessi il mondo nuovo. Essere noi stessi i semi di quel genere umano degno di essere definito evoluto, che ancora deve venire.

Un tempo mi domandavo perchè Dio non ci dava una mano. Ora so che qualcosa ha fatto: ha mandato coloro che si interrogano, che cercano, che amano, che sperano, che si trasformano.

Un po' come ritrovarsi in un grande albergo che va a fuoco nel cuore della notte. Alcuni si svegliano, altri continuano a dormire.
Coloro che si sono destati devono cercare di svegliare i dormienti. Ci sono quelli che hanno preso potenti sonniferi, ricchezza, potere, presunzione, fanatismo.... difficilmente si sveglieranno. Ma ci sono altri che certamente sono in grado di destarsi. Anch'io ho dormito a lungo sognando di essere sveglia.
Ora credo di essere sveglia, ma so che esiste la possibilità che stia ancora dormendo. E non smetto mai di cercare di trovare la verità.

Ciao
Mary
Mary is offline  

 



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