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Cultura e Società - Problematiche sociali, culture diverse.
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Vecchio 30-10-2003, 00.31.39   #1
Franco1
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Data registrazione: 12-01-2003
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Un articolo per riflettere

In corpore vili
MASSIMO DEL PAPA

I vili ce l’hanno fatta. Istanza di trasferimento, cioè concretissimo rischio di azzeramento del processo Previti, accolta dalla Cassazione, procedimento sospeso, stallo di settimane che qualunque sarà la decisione sfocerà quasi certamente nella prescrizione causa partenza in gennaio di uno dei giudici. Così azzeccano la via di fuga alla vigilia della sentenza i vili, quelli che non hanno coraggio di sottoporsi a viso aperto a un tribunale, quelli che tremano e balbettano o piangono o inveiscono davanti al loro giudice naturale e intanto giocano sporco, cambiano le regole come gli conviene per andarsi a cercare il favore del tempo o meglio ancora di un giudice comprensivo, come il compare di sbarra Squillante che giuravano con mano sul fascicolo virtuale 9520 di non aver mai frequentato, mai praticato e invece si è scoperto che già all’inizio degli anni ’80 li proscioglieva da procedimenti guarda un po’ riguardanti le antenne, le televisioni.

I vili, forti coi deboli e deboli coi forti, esultano, la legge Cirami, legge di civiltà che non avrebbe inciso, si diceva, sui processi Previti e di mafia fa il suo dovere in combinato disposto con le denunce strumentali per attivarla. Per cui cittadini rubate accoppate stuprate che poi basta denunciare i vostri pubblici ministeri e perdio, se la legge è uguale per tutti anche voi finirete a Brescia, dovunque purchè non vi processino, purchè giustizia non sia fatta.

Queste le priorità mentre il Paese affonda, queste le vere ragioni di Stato di chi abbiamo mandato a liquidarlo, secondo la sentenza del processo gemello Imi-Sir/Lodo Mondadori una cosca che combinava affari in tribunale su sponde opposte, avvocati & giudici e dietro l’Innominato, quello da salvare a tutti i costi ma che si può anche ricattare, “simul stabunt simul cadent”, o alle stelle o nella polvere ma insieme, legati fino alla fine al punto da insieme farsi Stato per travolgerlo invece d’esserne travolta.

A questo punto il problema di una ingiustizia colossale e legale in un certo senso non è più di chi l’odore dei vili l’ha subito fiutato e da sempre lo denuncia, ma di chi li ha votati e forse continuerà nel nome di un rinnovamento che non c’è, di un comunismo che non c’è, di una libertà che c’è meno ancora. Quale libertà? Quella di umiliarci come sudditi che assistono al trionfo della disuguaglianza legale, della impunità di casta? Quella di vedere i grandi ladri liberarsi della Giustizia, dello Stato che vorrebbe processarli ma non può perché ormai sono parti di lui, si sono incistati nello Stato come una metastasi che lo paralizza, lo corrode, lo uccide?

I vili continuano come se l’opinione pubblica che li ha votati non esistesse, non contasse e infatti non conta. Non c’è più contatto, più residuo scambio tra il corpo sociale e la politica complice, trasversale che prima ha chiuso le sue porte in faccia alla Giustizia che inseguiva i furfanti di lusso riciclati in politica e poi ha messo insieme le leggi con cui farla fessa, si fa chiamare “garantismo” ma serve soltanto a garantire se stessa. L’uomo della strada pensa che, se ruba, basterà anche a lui denunciare il suo magistrato per farla franca ma non è così, le leggi che gli eletti si fanno su misura valgono solo per loro, per il corpo sociale non debbono, non possono valere altrimenti si svelerebbe la criminosità insita in quelle norme, partorite (e firmate) in corpore vili, da uno Stato vile. Anzi per loro la legge deve scattare dura, per compensare, per coprire i privilegi di casta, le impunità della politica.

Mai così tanta distanza tra l’élite degli eletti e la feccia degli elettori ai quali debbono bastare le promesse di cartapesta, l’informazione drogata, le riabilitazioni di Vanna Marchi, vera icona di una Italia dove in fondo siamo tutti un po’ mascalzoni. O così almeno si vorrebbe.
Franco1 is offline  
Vecchio 30-10-2003, 10.39.32   #2
Marco_532
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Cosa si può dire di più? Non sò...è tutto vero!!!

Non esiste soluzione? è possibile che non ci sia un rimedio a tutto questo , che dovremmo accettarlo così comè perchè non possiamo cambiare le cose?

Preferisco pensare positivamente e credo che l'impegno ,la conoscenza e il tempo ,aggiusteranno le cose. L'importante è agire in qualche modo e non soccombere a tutto ciò che non è giustizia e come tale divide gli uomini.

Marco_532 is offline  
Vecchio 30-10-2003, 13.49.30   #3
Attilio
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L'arte del verbo ammalia il popolino, tutti si proclamano innocenti attaccando ferocemente gli accusatori.
Uccidi l'accusatore: Chi mai poi ti potrà accusare?

Poco c'entrano con la politica queste vicende, però la politica ne é pervasa in ogni sua parte.
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Vecchio 30-10-2003, 14.13.39   #4
Naima
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Capita anche a voi di parlare del governo e di non trovare mai nessuno che l'abbia votato?? Io devo ancora parlare con uno che abbia dato il voto all'attuale governo, ma dove sono finiti? Eppure devono esserci e devono anche essere la maggioranza..... mah
Naima is offline  
Vecchio 30-10-2003, 15.11.46   #5
Marco_532
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Re:

Noi siamo quello che siamo, e quello che dovremmo essere?
Agiamo secondo il nostro vero o a volte agiamo secondo la nostra convenienza?

Quante volte ci troviamo davanti a scelte e abbiamo modelli di comportamento differenti difronte a queste? Se agissimo SEMPRE secondo il nostro vero, secondo i nostri principi etici, saremmo esseri molto più perfetti di quello che in realtà attualmente siamo.

Perchè accade questo? Credo che entri in gioco "l'impossibilità del singolo, che nella sua individualità vorrebbe cambiare il mondo, senza vedere una possibile soluzione accettabile". A questo punto, quando l'individuo prende coscenza di questo, si trova scoraggiato a compiere l'azione nel "vero", e di conseguenza opta per la convenienza immediata.
Nonostante questo, credo che bisogna avere più fiducia in sè e agire, sempre, la dove possibile, nel proprio "vero", anche se è cosa estremamente difficile da applicare a svariati campi d'azione.

Comunque ognuno di noi, secondo le sue possibilità, nei campi in cui riesce, agisce nel "vero" e questo è quello che conta. Con il tempo miglioreremo ma non possiamo pretendere che le cose cambino dall'oggi al domani........OGNUNO DEVE FARE LA PROPRIA PARTE........
Marco_532 is offline  
Vecchio 30-10-2003, 15.37.22   #6
Naima
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O più semplicemente ci sono persone più opportuniste e altre meno... persone sincere o quasi sempre sincere e altre false... non è che siamo tutti uguali però. Parlando di situazione politica italiana, sto leggendo un racconto tratto da Cronache Italiane di Stendhal intitolato la Badessa di Castro, si parla di briganti:

"Il melodramma ci ha mostrato cosí spesso i briganti italiani del Cinquecento, e tanta gente ne ha parlato senza conoscerli, che noi abbiamo ora intorno ad essi le idee più false. Si può dire, in generale, che questi briganti costituirono l'opposizione contro i governi atroci che in Italia succedettero alle repubbliche del Medioevo. Il nuovo tiranno fu di solito il più ricco cittadino della defunta repubblica, il quale, per accattivarsi il favore del basso popolo, ornava la città di splendide chiese e di bei quadri. Tali furono i Polentani di Ravenna, i Manfredi di Faenza, i Riario d'Imola, gli Scaligeri di Verona, i Bentivoglio di Bologna, i Visconti di Milano, e finalmente i meno bellicosi e i più ipocriti di tutti, i Medici di Firenze".

Mi ha colpito quando parla del più ricco cittadino della defunta repubblica....
Naima is offline  
Vecchio 30-10-2003, 15.57.50   #7
Marco_532
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O più semplicemente ci sono persone più opportuniste e altre meno... persone sincere o quasi sempre sincere e altre false... non è che siamo tutti uguali però.

Verissimo ma credo che non serva niente questa considerazione, quando viene accettata per quella che è, quando ci si rassegna che non possa essere altrmenti...NON è COSì....il cambiamento è possibile al di fuori della rassegnazione.

Quello che ho scritto voleva tentare di spiegare questo concetto.

Marco_532 is offline  
Vecchio 30-10-2003, 16.09.47   #8
Naima
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Magari la pensassero tutti come te! Ma ammetti che avere il coraggio delle proprie idee non è così semplice come sembra... un conto è sostenere che questo governo non è corrotto come lo sono stati altri e che sta facendo una giusta politica (al masimo ti prendi una pernacchia e qualche imprecazione) un conto è rischiare ben di più per contrastare la corruzione, la mafia e andare a mettere in SERIO pericolo persono molto influenti. L'altro giorno rientrando da Roma per passare le tre ore di Eurostar ho attaccato bottone col mio dirimpettaio, un signore di Napoli. Mi ha parlato delle difficoltà incotrate per avviare un'attività privata insieme ad altri soci. Dopo un pò di tempo ha dovuto chiudere bottega. Lui diceva che avrebbe anche rischiato, ma i soci avevano famiglia con figli e hanno preferito ritirarsi... ora non li possiamo biasimare, che ne dici? Io la penso come te, forse sono solo un pò più disillusa ma è che parlando finora con le persone che conosco non ho ricevuto una bella impressione di come la pensiamo noi italiani in genere. Forse è anche per questo che ho cercato un riferimento di discussione " alternativo" e mi sa che l'ho trovato.
Naima is offline  
Vecchio 30-10-2003, 16.25.45   #9
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Messaggio originale inviato da Naima
L'altro giorno rientrando da Roma per passare le tre ore di Eurostar ho attaccato bottone col mio dirimpettaio, un signore di Napoli. Mi ha parlato delle difficoltà incotrate per avviare un'attività privata insieme ad altri soci. Dopo un pò di tempo ha dovuto chiudere bottega. Lui diceva che avrebbe anche rischiato, ma i soci avevano famiglia con figli e hanno preferito ritirarsi... ora non li possiamo biasimare, che ne dici?

Credo che abbiano valutato i rischi e abbiano preso la strada che credevano migliore per loro e per la famiglia. Ma questo è un caso a parte; questa scelta non procura male, ma in altre circostanze avrebbe potuto portare ad un miglioramento. Miglioramento economico.
Da parte mia credo che la famiglia valga molto ma molto di più di un (banale al confronto) miglioramento finanziario...il denaro non è padre della felicità, considerato nell'ambito familiare, potrebbe essere al massimo un fratello, che contribuisce alla felicità ma non è affatto unico mezzo per quel fine.

Marco_532 is offline  
Vecchio 30-10-2003, 16.59.13   #10
Naima
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Però se siamo noi a dover cambiare le cose con il nostro comportamento e ad assumerci la responsabilità delle nostre idee... capisci cosa ho voluto dire? Che per cambiare spesso si devono correre dei rischi alcuni veramente pericolosi, altri che magari più che rischi sono seccature. In ogni modo, non tutti siamo disposti a farlo o non tutti possiamo farlo (vedi appunto chi mette in gioco anche altre persone). Lasciando perdere i grossi rischi, troverai comunque poche persone disposte a fare anche piccole rinunce per cambiare una situazione che loro stessi affermano di non tollerare più! Figuriamoci poi i potenti, che dovrebbero rinunciare a ben maggiori privilegi per fare una politica veramente a favore degli elettori. Guarda solo con quanta naturalezza ci comunicano che per risollevare le casse dello stato siamo sempre noi a dover pagare, mentre loro percepiscono stipendi da re e possono godere di molte facilitazioni. Mi sembra giusto che siano ben pagati, forse è l'unico modo per far si che non rubino, ma che abbiano privilegi eccessivi mi sembra uno sperpero di denaro e un'offesa a noi cittadini che per avere un servizio dobbiamo votarci ai santi! Ok ho deviato un pò dal tema centrale ma questo argomento mi scalda parecchio!
Naima is offline  

 



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