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Cultura e Società - Problematiche sociali, culture diverse.
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Vecchio 16-06-2006, 10.48.51   #1
VanLag
Ospite abituale
 
L'avatar di VanLag
 
Data registrazione: 08-04-2002
Messaggi: 2,959
Mi sento preso per il di dietro….

Quando sento frasi celebrative e piene di sdegno per la morte di qualche personaggio italiano che perisce nello svolgimento delle sue funzioni, (esempio i militari in Iraq), non mi tornano i conti, perché si fa leva sulla bruttura della morte, ma quella bruttura pare essere a senso unico.

Nessuno infatti, si indigna o spende parole per le decine di migliaia di vittime civili cirachene, nessuno ha parole per il padre, la madre i figli innocenti, che vivono una situazione protratta di angoscia o di dolore che vivono il terrore nelle loro case, nelle loro giornate.......

Ed allora mi chiedo che bontà ha tutto quello sdegno che mostriamo se muore un nostro caro? Che valore ha tutta quella condanna della morte e del terrore?

La verità è che non siamo realmente contro la morte, contro gli assassini, contro il terrore, ma con quello sdegno, stiamo solo difendendo il me ed il mio. Piangiamo il nostro caro perché ci è vicino, perché condivide i nostri valori, perché rappresenta il nostro mondo, rispecchia ciò che siamo ed è solo quel “ciò che siamo” che vogliamo difendere cercando il consenso di chi ci stà attorno.

La ragione non arriva a comprendere questa cosa…. Se la vita di un uomo è importante lo è sia che esso sia il mio fratello anagrafico, sia che esso sia un afgano che neppure conosco, se non la sentiamo così, siamo sotto una spinta emotiva, una spinta che è anche comprensibile intendiamoci, ma che va compresa…. Perché, se è vero che quella è la spinta della vita che porta istintivamente a difendere se stessa, è anche vero, che dagli istinti animali, all’uomo due volte sapiens, c’è di mezzo un bel po’ di evoluzione che ha sviluppato la ragione.

E la ragione è proprio la funzione raziociniante che ci porta a cercare la strada di un bene e di un male che siano oggettivi e giusti ed escano dalla sfera emozionale ed istintiva che è inevitabilmente concentrata su se stessi.
E’ una ragione in embrione, evidentemente, perché se fosse compiuta proteggeremmo con lo stesso amore, non solo la vita di tutti gli uomini del mondo, ma la vita di ogni organismo vivente, ma quell’embrione non può essere messo da parte.

Quindi a meno che sia possibile dimostrare alla ragione, che la vita di un uomo nato in Italia vale più della vita di un uomo nato in Iraq, credo sia importante fare conoscere che pretendere lo sdegno per la morte di un nostro caro, ignorando quella di molti altri innocenti, è un atto contrario alla ragione e che fa sentire, presi per i fondelli, coloro che nelle loro vite, si basano sulla ragione.

VanLag is offline  
Vecchio 16-06-2006, 14.30.14   #2
oizirbaf
Ospite abituale
 
 
Data registrazione: 11-01-2005
Messaggi: 168
... Leonard Cohen sintetizzava il concetto in una frase: "the frontiers are my prison". Quelle frontiere sono evidentemente penetrate a fondo in chi non vede un unico Pianeta, un'unica Umanità.
Sono con te, amico: è poco ... ma come dici tu poco è meglio che niente.
oizirbaf is offline  
Vecchio 16-06-2006, 15.16.16   #3
romolo
Ospite abituale
 
Data registrazione: 13-11-2005
Messaggi: 278
Tra le prime "frontiers" metterei la ragion di Stato.
I funerali solenni in questione hanno assoluto significato politico: eludono il dissenso, tutelano il consenso nei confronti del potere.
Allora diventa chiaro perché "il sacrificio non è stato inutile"...
Il lutto e il dolore sono pretesti di liturgia ufficiale.
romolo is offline  
Vecchio 16-06-2006, 18.28.06   #4
fallible
Ospite abituale
 
Data registrazione: 27-10-2004
Messaggi: 1,774
5 potere

Salve, pur nel "dispiacere" per la morte di un poveraccio andatoinIraq per un busta paga più"pingue" (affemazione di un familiare) e senza voler togliere nulla alle motivazioni umanitarie che Lo hanno spinto là, mi ha colpito un pezzo di " 5 potere" trasmesso ieri sulla 7 durante una trasmissione in cui intervistavano Floris e Mentana (ne ho visto pochi minuti) dove si invitava e siamo nel 75 a spegnere quell'orrendo elettrodomestico che è il televisore.......già da allora si intravedeva la capacità manipolatrice del suddetto.......oggi ne subiamo le conseguenze in modo esponenziale per la capillarità con cui esso ci raggiunge e "manipola".........rimane comunque sincero il dolore per la morte di un ragazzo (età di mio figlio) morto sul "lavoro" claudio
fallible is offline  
Vecchio 16-06-2006, 18.52.36   #5
Mr. Bean
eternità incarnata
 
L'avatar di Mr. Bean
 
Data registrazione: 23-01-2005
Messaggi: 2,566
Io credo che esista una parola in grado di sintetizzare ciò che ha scritto VanLag: egoismo. Se muore un nostro caro è come se mancasse improvvisamente una parte di noi. Eravamo abituati a vedere sempre le stesse persone intorno a noi e poi.... se muore o se ne va una di esse, dovremo riorganizzarci di conseguenza. Quattro anziani che giocano a carte tutti i giorni... appena ne morrà uno, gli altri tre dovranno cercarsi un quarto compagno.
Non credo sia solo un discorso di media.... fa parte invece, dell'animo umano "normale".....
Mr. Bean is offline  
Vecchio 16-06-2006, 20.27.07   #6
Viola
Ospite abituale
 
Data registrazione: 12-04-2006
Messaggi: 48
Citazione:
I funerali solenni in questione hanno assoluto significato politico: eludono il dissenso, tutelano il consenso nei confronti del potere.

Sono assolutamente d'accordo. Certi funerali maestosi, ufficiali mi danno quasi fastidio perchè so che non sono rivolti al povero morto, ma a "ragion di stato".
Viola is offline  

 



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