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Cultura e Società - Problematiche sociali, culture diverse.
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Vecchio 20-01-2003, 19.36.27   #1
Armonia
 
Data registrazione: 30-03-2002
Messaggi: 250
Exclamation vivere nella società

Sia nell'infanzia che nell'adolescenza le persone risentono dell'influenza dell'ambiente in cui sono nate: e subiscono un processo di socializzazione .
Ed è per questo processo che gli individui che fanno parte di una certa società o di un gruppo hanno in comune determinati valori e convinzioni ed agiscono di comune accordo all'interno della stessa organizzazione.

È assodato che nell'uomo, lo sviluppo fisico, intellettivo ed emozionale, come anche la socializzazione è un processo che dura tutta la vita.
Come può quindi, l'interpretazione del retroterra sociale di una persona aiutare a spiegarne attitudini e comportamenti?
In che modo il tipo di comunità in cui vive può condizionare lo stile e la qualità della vita?
Quali sono le circostanze che alterano ruolo e status di una persona nella società, e come queste interferiscono nelle relazioni interpersonali ?


Armonia is offline  
Vecchio 21-01-2003, 10.10.43   #2
VanLag
Ospite abituale
 
L'avatar di VanLag
 
Data registrazione: 08-04-2002
Messaggi: 2,959
Il mio pensiero.....

Come può quindi, l'interpretazione del retroterra sociale di una persona aiutare a spiegarne attitudini e comportamenti?

Per me che asserisco, magari in modo un po’ provocatorio, che noi non siamo altro che il prodotto della nostra memoria, leggere negli altri l’espressione del loro back ground culturale è una cosa naturale.
La conoscenza del retroterra culturale aiuta a capire tante cose nell’altro e ad affrontare con maggior apertura ed intelligenza i contrasti. Non aiuta però ad evitare la contrapposizione perché questa nasce appunto dalla diversità dei sistemi di valori.

In che modo il tipo di comunità in cui vive può condizionare lo stile e la qualità della vita?

Lo stile, direi in modo totale. Sulla qualità invece mi sento di fare un distinguo. Dipende da che valenza diamo alla parola “qualità”.
Se dicendo una vita di qualità, intendiamo una vita serena ed in pace, direi che essa è indipendente dall’ambiente, in quanto è più un’attitudine mentale.
Se con qualità intendiamo una vita integrata agli standard socioculturali del luogo dove siamo e caratterizzata dal successo e dalla gratificazione degli altri, la dipendenza dall’ambiente è come per lo stile.

Quali sono le circostanze che alterano ruolo e status di una persona nella società, e come queste interferiscono nelle relazioni.

Acc….. Armonia, che domande difficili.
Direi che i valori che assorbiamo in gioventù caratterizzeranno i nostri movimenti futuri determinando tutte le nostre scelte e le nostre vite, compresa la vita di relazione.

È assodato che nell'uomo, lo sviluppo fisico, intellettivo ed emozionale, come anche la socializzazione è un processo che dura tutta la vita.

Se è vero che dura tutta la vita, è anche vero che è inversamente proporzionale all’età ed i parametri di riferimento, e le scale di valori, vengono formati in primissima età. Il bambino è un contenitore vuoto che si satura velocemente con le informazioni che assorbe dall’ambiente. Una volta giunto a saturazione tutto quello che può succedere sono dei leggeri aggiustamenti sui contenuti acquisiti.
VanLag is offline  
Vecchio 29-01-2003, 12.50.26   #3
kri
Ospite abituale
 
Data registrazione: 11-06-2002
Messaggi: 1,297
Accidenti che domande difficili!

Io credo che l'uomo si forgia all'interno della sua cultura, dalla quale sicuramente non affatto facile uscire. Però sta anche all'uomo stesso capire quante realtà differenti esistano.

Secondo me si ma soli in parte (parlo della prima domanda), se la spiegazione ad un comportamento umano fosse tutto ed esclusivamente nel suo retraggio culturale, figli della stessa famiglia sarebbero cloni! Invece (e qui c'è la teoria del terzo figlio ... che forse Ygramul è più adatta a spiegare), i figli sono chiaramente diversi pur vivendo nella stessa realtà. Così una comunità. Ne deriva solo un atteggiamento mentale .. che può per fortuna variare (essendo l'uomo un animale di facile adattamento) a secondo degli spostamenti e conoscenze acquisite.
Credo che .... e vado a rispondere a tutte le altre ... l'atteggiamento e le abitudine siano la nostra corazza verso il mondo. Il nostro comportamento deriva da ciò che siamo abituati a fare e non conoscendo altro il solo modo di sentirci sicuri è quello di continuare sulla strada insegnataci.

Ora vivere in una comunità comporta spesso dei problemi di adattamento e di socializzazione. Per essere integrati bisogna essere uguali ... (vedi la discussione sul battesimo), ma questo è altamente diseducativo. Crea dei traumi a chi non è poi così propenso all'unificazione di pensiero. Ne deriva uno status necessario per uno stile di vita coerente con la realtà vissuta.

A questo è facile dire questione di vedute e quindi di intelligenza, o meglio capacità di poter scegliere liberamente.

Non è assolutamente facile liberarsi da concetti mentali prestabiliti, e sicuramente porta a vivere malissimo .. e per evitare di dover sacrificare il proprio vero io si tende ad accettare e a creare una immagine di se notevolmente distorta tanto da renderla la carta trasparente che soffoca il proprio io. Per vivere certe realtà infatti , a volte è tristemente necessario o emarginarsi o annullarsi. Questa situazione è vera da sempre ... combatterla? Si è possibile ma se ci pensiamo da qui nasce la superficialità dilagante della nostra società.

Infine “giudicare” e giustificare alcuni atteggiamenti solo per essere nati in realtà diverse (se ci appartenessero non troveremmo nulla da dover giustificare), lo trovo essenziale per la comprensione dell’altro … il problema è: siamo noi capaci di accettare la cultura altrui e non condannarla?
kri is offline  

 



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