Forum di Riflessioni.it
WWW.RIFLESSIONI.IT

ATTENZIONE: Questo forum è in modalità solo lettura
Nuovo forum di Riflessioni.it >>> LOGOS

Torna indietro   Forum di Riflessioni.it > Forum > Cultura e Società
Cultura e Società - Problematiche sociali, culture diverse.
>>> Sezione attiva sul forum LOGOS: Tematiche Culturali e Sociali
Vecchio 30-01-2003, 11.28.16   #1
VanLag
Ospite abituale
 
L'avatar di VanLag
 
Data registrazione: 08-04-2002
Messaggi: 2,959
L’America è grandiosa ed è potente, il tutto o il niente, il bene e il male.

L’America è sicuramente un “soggetto” controverso destinato ad aprire diatribe senza fine tra quello che c’è di buono e di cattivo in essa. La soggettività può farci vedere solo il bene o solo il male, a secondo dei nostri valori, mentre l’oggettività dovrebbe portarci a vedere tutte le facce della medaglia. L’invito è a continuare il post esprimendo le proprie opinioni sull’America.

L’America è il bene perché ha raggiunto livelli di sviluppo tecnologico ed uno standard di vita, mai toccati fino ad ora. La sua forza sta nella capacità di ghermire il “valore funzionale”. In America non si bluffa, un’idea o funziona oppure no e non c’è clientelarismo o raccomandazione che tengano. Se hai l’idea giusta fai fortuna, altrimenti vai sotto i ponti. Questa capacità di valorizzare le idee buone spiega la fuga di cervelli verso il nuovo continente e spiega anche il successo dell’America attraverso la sua potenza scientifica e tecnologica. Loro e non i cinesi o i russi sono andati sulla luna.
La fede nella scienza, l’importanza dei fatti sopra le opinioni, l’adesione alla realtà materiale, hanno permesso al popolo americano un sistema di vita che, al di là delle antipatie o simpatie personali, è sicuramente il più “avanzato” del pianeta.
Un effetto collaterale, di questa attitudine ad individuare valori tangibili, è la grande coesione che il popolo americano, in barba al suo stesso individualismo, riesce a produrre nei momenti di crisi. Se esiste un obbiettivo “vero, pratico e comune” infatti è più facile mettersi d’accordo.
Dell’America conosciamo anche gli alti ideali, primo fra tutti l’amore per la libertà, (di cui però parlo in epilogo).

Haimè come tutte le medaglie anche il “positivismo scientifico” offre un’altra faccia, un rovescio della medaglia dai risvolti inquietanti. La scienza infatti trattando solo ciò che è misurabile ha fatto subordinare alla “cruda materia”, l’etica e la morale che sono valori non pesabili, non misurabili e come tali invisibili per la scienza.
Questo piccolo “concetto” è probabilmente la causa delle aberrazioni che oggi ravvisiamo nel sistema americano. L’esasperazione del bene materiale quale valore primario, ha reso gli americani voraci consumatori, che spesso immaginiamo come grossi obesi che inquinano e devastano tutto ciò che toccano. Il sistema basato solo sulla scienza ha dato al “libero mercato” il primato assoluto, generando mostri quali le multinazionali che pospongono all’arricchimento ogni idea etica. (Un esempio per tutti Bopal in India, dove nel 1984 ci fu una fuga di gas letale dall’industria chimica Union Carbide che causò la morte di oltre 4mila persone.).
Infine la supremazia delle logiche di mercato su altre logiche, hanno reso gli americani sospetti di politiche poco chiare, soprattutto nelle aree geograficamente meno sviluppate del pianeta. A loro più che a tutto l’occidente opulento, attribuiamo, una sorta di neo colonialismo strisciante, che succhia le risorse impoverendo i più poveri tra i poveri. Il tutto fino alla tesi estrema che vuole, l’intellighentia americana, (la CIA), dietro a molti governi golpisti.

Gli alti ideali ed in particolare l’amore prezioso dell’americano verso la libertà si sono trasformati in veleno, mano a mano che quell’idea di libertà ci ha fatto abdicare alla centralità dell’uomo, (libertà dell’uomo e per l’uomo), in favore dei mercati, ai quali si vorrebbe subordinare l’uomo stesso.
VanLag is offline  
Vecchio 30-01-2003, 20.58.27   #2
irene
Ospite abituale
 
Data registrazione: 19-11-2002
Messaggi: 474
A me pare che il sistema economico e politico degli USA(prima economico,e poi politico,dal momento che,come già diceva Hegel,il potere economico diventa potere politico)si regga su logiche nella loro essenza talmente barbariche da approssimarsi,ben più di quanto avvenga in ogni altra società avanzata,alla legge della jungla.
La libertà,che il comune sentire associa agli USA,a mio parere si traduce, in questo Paese,in null'altro di più significativo ed etico che "libertà di iniziativa economica".Negli USA,un'Idea non immediatamente e proficuamente monetizzabile viene immediatamente ostracizzata.E ostracizzata -democraticamente...-dalla stessa società(che è ,attenzione,pervicacemente conservatrice,e quindi sorda a ogni innovazione autentica-non riconducibile,per intenderci,al gioco innocuo,frivolo ed insulso del "trendy" e del "must".)
L'economia infatti,per celebrare la propria apoteosi,ha bisogno di produrre e di far circolare sempre più ricchezza,e quindi necessita,per svilupparsi,disocietà composte sempre più da consumatori e sempre meno da persone.
In questo senso,anche il sistema scolastico degli USA ,gravemente deficitario rispetto ai nostri standards europei,soccorre l'economia;in quanto ,si sa,un'istruzione precaria rappresenta il miglior viatico per l'impoverimento del senso critico nelle masse da scolarizzare.
Le cose andrebbero meglio a livello universitario.Senonchè,negli States,la formazione accademica presenta costi proibitivi;e,soprattutto,è talmente "settorializzata"(cultura da raggio laser,direi...concentrata su un unico e solo punto,nell'insindacabile e insindacata ignoranza di tutto il resto)da non poter qualificarsi,per ciò stesso,autenticamente e globalmente formativa.
La vocazione intimamente barbarica della società USA,però,a mio parere,si esalta nella sua maniera violentemente reazionaria di intendere il Diritto.
Un Paese così ostinatamente refrattario a comprendere l'inammissibilità morale,oltre che l'inutilità pratica(le statistiche parlano chiaro)della pena di morte,non è un Paese civile.
Mi chiedo davvero se,e come,e quando,potrà mai diventarlo.

Ultima modifica di irene : 30-01-2003 alle ore 21.03.36.
irene is offline  
Vecchio 31-01-2003, 12.42.36   #3
kri
Ospite abituale
 
Data registrazione: 11-06-2002
Messaggi: 1,297
Quali sono, secondo voi i pro e i contro delle multinazionali? Evitando però di considerarare un fattore etico e discutibile, ma solo economico.
kri is offline  
Vecchio 31-01-2003, 13.16.39   #4
Franco1
Ospite abituale
 
Data registrazione: 12-01-2003
Messaggi: 85
Volendo provare a fare una metafora, io l’america la vedo come un uomo giovane e forte, un attimino prepotente. Poco più che un ragazzo mister USA e cresciuto molto nell’ultimo secolo.
Affermandosi a livello planetario dal punto di vista militare ed economico. La vecchia signora Europa ha a lungo ammirato le prodezze del poderoso mister USA, affascinata, sedotta, conquistata.
Quando una cosa funziona c’è poco da criticare, funziona ! ed il modello america è stato ed è ancora il modello socio-economico di riferimento.
Tuttavia ora sembra che mister USA sia un po’ in crisi, la sua economia segna il passo e con essa le altre economie che vi sono legate. E ora che si fa ? C’è un mare di gente che sta entrando in “agitazione”. Il modello di crescita ha favorito solo alcuni paesi ed altri soffrono la fame.
Nel mondo occidentale alcuni incominciano ad interrogarsi se questo è veramente quello che vogliamo, nascono nuovi movimenti, il consumismo fa paura.
C’è qualcosa che non va nel nostro sistema economico se costa più riparare un televisore che comprarlo, c’è qualcosa che non va se i nostri allevatori devono buttare il latte in eccesso rispetto alle quote latte fissate dalla comunità europea mentre c’è gente che muore di fame.
Per la vecchia signora Europa, che pure in gioventù ne ha combinato di cotte e di crude, mister America ha perso il fascino, non ha più le idee chiare sul da farsi, lo vede troppo cinico e prepotente.
Personalmente sono preoccupato per come si stanno mettendo le cose. L’altro giorno seguivo un inchiesta sulla TV francese che riguardava l’islam.
In Francia i musulmani sono più di 5 milioni e stanno cambiando le cose in Francia. Alla fine del inchiesta è stato intervistato uno scrittore musulmano che vive in Francia il qual ha dichiarato che se negli anni 70/80 la parola d’ordine in molti stati arabi era modernizzare l’islam ora, oggi la parola d’ordina è islamizzare la modernità, cioè l’occidente.
C’è il rischio concreto che il malessere economico-sociale in cui vertono alcune popolazioni di stati diversi possano trovare un collante nel estremismo islamico e la guerra contro l’Iraq voluta dagli USA potrebbe gettare benzina sul fuoco.
Il Sistema comincia ad essere quindi contrastato dall’esterno e contestato dall’interno !
Tuttavia non è affatto pensabile ne auspicabile un “crollo” del sistema perché non né abbiamo uno di riserva !!! I prossimi anni potrebbero essere anni molto difficili.
Franco1 is offline  
Vecchio 31-01-2003, 14.31.09   #5
sisrahtac
iscrizione annullata
 
Data registrazione: 04-11-2002
Messaggi: 2,110
L'America,questo ragazzone prepotente,mi fa un po' paura.Non ha scrupoli.Pur di raggiungere i suoi scopi è disposta a tutto,anche sacrificare parte della sua popolazione o dei suoi alleati.Si fanno un po' di morti in patria e li si attribuiscono al nemico,così che poi gli si può fare la guerra e l'odio nei suoi confronti aumenta(ed in più si distrae l'opinione pubblica dai problemi interni,come quelli economici...).Ed in questo periodo si fa un gran parlare di armi atomiche e batteriologiche presumibilmente appartenenti al "nemico".......
Ho come la sensazione che prima o poi la bomba sotto il c**o ci esloderà...tic,tac,ricordate?I o temo,temo molto....
E come giudicare questo atteggiamento?Il fine giustifica i mezzi,dopo tutto.In guerra tutto è permesso.Se anche ciò avvenisse non riuscirei a condannare un tale operato.L'islam va contrastato,la "nostra" società salvaguardata.
E l'Europa ultimamente la vedo molto in bilico tra i due mondi,occidente e oriente....e ciò all'America non credo faccia molto piacere....Non so se avere più paura del "nemico" o dell'alleato.Siamo tra due fuochi.
Il fatto è che l'Europa,dopo la seconda guerra mondiale,èp stata tagliata fuori da tutti i giochi politici.Anche durante la guerra fredda eravamo tra due fuochi.Siamo deboli,poco uniti e incapaci di imporci.E all'America tutto ciò fa comodo(ma anche all'Islam).E certe guerre a noi molto vicine non hanno fatto che destabilizzare la situazione.
Non lo so,questa posizione di mezzo ha fatto anche comodo in quanto ci ha permesso di non intervenire mai in prima persona e di non esporci più di tanto.Le guerre le hanno sempre fatte i militari americani.Ora,però,mi da l'idea che la situazione stia sfuggendo di mano....Spero solo in piccole scosse di assestamento e non in un pesante terremoto.....
sisrahtac is offline  
Vecchio 31-01-2003, 16.26.02   #6
Laurablu
Ospite abituale
 
Data registrazione: 23-01-2003
Messaggi: 84
Citazione:
Messaggio originale inviato da kri
Quali sono, secondo voi i pro e i contro delle multinazionali? Evitando però di considerarare un fattore etico e discutibile, ma solo economico.


Io ho lavorato, per un certo periodo, in un'azienda nazionale, divenuta (con fusioni), multinazionale. Ed il risultato primo è stato quello di tagliare immediatamente dei posti. Le multinazionali, e nel mio territorio ce ne sono diverse, possono portare benessere immediato, creando subito dei posti di lavoro, ma la logica perversa del loro sistema , può portarle a breve o lungo periodo a ridimensionare , chiudere o spostare stabilimenti da un posto all'altro. Da una nazione all'altra, seguendo una semplice logica di ridisegno e profitto, che molte volte sfugge agli stessi dipendenti. Sono stati chiusi uffici e fabbriche altamente attive. I dipendenti delle multinazionali sono semplici gregari di businnes mondiale , che può passare tranquillamente sopra le loro teste.
Laurablu is offline  
Vecchio 31-01-2003, 16.33.53   #7
kri
Ospite abituale
 
Data registrazione: 11-06-2002
Messaggi: 1,297
Citazione:
Messaggio originale inviato da Laurablu



Io ho lavorato, per un certo periodo, in un'azienda nazionale, divenuta (con fusioni), multinazionale. Ed il risultato primo è stato quello di tagliare immediatamente dei posti. Le multinazionali, e nel mio territorio ce ne sono diverse, possono portare benessere immediato, creando subito dei posti di lavoro, ma la logica perversa del loro sistema , può portarle a breve o lungo periodo a ridimensionare , chiudere o spostare stabilimenti da un posto all'altro. Da una nazione all'altra, seguendo una semplice logica di ridisegno e profitto, che molte volte sfugge agli stessi dipendenti. Sono stati chiusi uffici e fabbriche altamente attive. I dipendenti delle multinazionali sono semplici gregari di businnes mondiale , che può passare tranquillamente sopra le loro teste.

Si questo è vero, e in America è una triste realtà quotidiana.
Purtroppo trovare lavori lì è relativamente più facile che qui ... e la nostra mentalità lavorativa è sicuramente diversa dalla loro.
kri is offline  

 



Note Legali - Diritti d'autore - Privacy e Cookies
Forum attivo dal 1 aprile 2002 al 29 febbraio 2016 - Per i contenuti Copyright © Riflessioni.it