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Vecchio 18-11-2006, 22.10.53   #1
VanLag
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Le organizzazioni umanitarie nel mirino de "Il Foglio"

Nel suo articolo su “Il Foglio” del 6-11-2006 dal Titolo “Torsello, un altro grottesco rapimento islamista” Giuliano Ferrara, tenta di dare la sua spallata alle associazioni umanitarie e soprattutto ad Emergency, (per camuffare ci mette dentro pure l’associazione “Un ponte per”….”, ma è abbastanza evidente, nell’ultimo pezzo, col riferimento preciso a Gino Strada, fondatore di Emergency, che ce l’ha con quella associazione). Nel suo articolo Ferrara scrive:

In Iraq e in Afghanistan agiscono persone e organizzazioni cosiddette umanitarie border line, un po' di qua e un po' di là. Per di qua intendo il regime di protezione assicurato agli occidentali dai soldati che muoiono per la libertà di tutti combattendo allo scopo di intimare la pace agli assassini e banditi islamisti, dotare di costituzioni e governi eletti quei paesi sventurati, tutelare milioni di iracheni e di afghani abituati al taglio delle mani, alla lapidazione nello stadio, alla segregazione delle donne o ai gas anticurdi, alle stragi antisciite, ai giochi neroniani della corte di Saddam (a proposito, quando lo impiccano?). Si chiamano Emergency o Un ponte per... con i puntini sospensivi che fanno tanto universalista. Sotto la protezione delle nostre baionette, che a loro fanno peraltro assai schifo, los umanitarios praticano la carità in pieno sole, in modo che la mano destra sappia sempre quello che fa la sinistra, in modo che se ne possa parlare molto allo stadio e da Fazio, e che sulla base della carità, questi laici che insegnano il cristianesimo agli altri, quando non direttamente l'islam, si possa fare politica en plein air, come eroi sentimentali che ne sanno una più del diavolo perché, come ripetono ossessivamente e narcisisticamente, loro lavorano sul campo.

Border line, dicevo. Un po' di qua e un po' di là. Per di là intendo quel che tutti sappiamo. Gli aguzzini e i terroristi loro li chiamano umanitariamente resistenti, i baathisti sono "il grande popolo iracheno" di cui parlarono per ringraziarlo le due Simone al ritorno in patria, Corano in mano come gentile cadeaux dei rapitori; e l'islam in marcia che ci convertirà tutti è quello talebano rappresentato dal fotografo vestito da imam che dice di aver soggiornato al buio per ventitré giorni ma di aver trovato consolazione nella lettura del Corano, sempre al buio, si suppone. Ecco, questi sono un po' tanto di qua e un po' tanto di là.
Tratto da http://www.difesa.it/files/rassegnas...1106/CIE7O.pdf

Ed allora viene da chiedersi come mai Emergency? Cosa c’è che non va in quell’associazione? A chi da fastidio?

Conosco un po’ l’associazione di Emergency, so che è apolitica, apartitica, aconfessionale e sicuramente pacifista.
Già.... è pacifista, cioè è per la pace e la vita ed è contro la guerra e la morte. L’ideologia, pacifista non piace a diverse persone, non piace a chi crede ancora che la ragione non sia frutto delle capacità razionali dell’intelletto, ma appartenga al più forte, cioè a chi ha più muscoli, a chi ha più armi. Il pacifista è scomodo per chi, sentendosi il più forte, vorrebbe, “tutto subito e gratis”, ma in questo mondo globalizzato e globalizzante la pace è diventata un “must” ed il pacifismo, non è più solo frutto dell’idealismo, ma anche e di più del pragmatismo. Ma non intendo dilungarmi ora su questa riflessione.

Torniamo ad Emergency. I suoi ospedali sono nati per ispirazione del fondatore Gino Strada per curare le vittime civili delle guerre, cioè uomini, donne e bambini, soprattutto quelli devastati da quel prodotto dell’intelligenza umana che viene chiamato mina anti-uomo. (Riflettiamo, vi prego, su quell’intelligenza umana che crea le mine). Il primo ospedale in assoluto, mi pare sorse nel 1995 a Choman un villaggio del Kurdistan iracheno, al confine tra Iraq e Iran. A questo ne seguirono molti altri in diverse parti del pianeta che, come la Cambogia, non sono necessariamente stati islamici.

E' ovvio che il triste primato di rilevanza nei media, ai fatti relativi all’Afganistan ed all’Iraq, non è certo da attribuirsi ad Emergency o ad altre organizzazioni umanitarie, ma è da scrivere alle sanguinose guerre che i civilissimi occidentali, hanno scatenato in quei paesi. Le affermazioni di Ferrara che scrive sul foglio: - se fossi un adepto della setta di Chiesa Giulietto, direi che questi se la rapiscono e se la cantano da soli. Siccome non sono un complottista non lo dico ma intanto l’ha detto, straniscono la logica e la ragione.

Il monaco buddista Thich Nhat Hanh che nel Vietnam devastato dalla guerra istituì i «Piccoli corpi di pace» che soccorrevano le vittime di entrambe le parti fu candidato da Martin Luther King al Nobel della Pace, mentre Gino Strada deve accettare le illazioni che fanno dubitare sull’operato della sua associazione e ventilano strane idee di connivenze col nemico.

Insisto nel dire che alla mia mente estremamente razionale manca qualche pezzo del puzzle che mi permetta di capire lo scritto del direttore de "Il Foglio" e l’unica idea che mi viene è di assimilare l’attacco di Ferrara, all’efferato attacco che i media effettuarono all’inizio degli anni ottanta, contro Muccioli il fondatore della comunità di recupero dalle tossicodipendenze di San Patriniano, per spiegare il quale, Indro Montanelli, ebbe a dire, che Muccioli non era un uomo ne clericale, ne di sinistra, ed in Italia non ci si poteva permettere di fare del bene, se non si apparteneva all'una o all'altra ideologia.

Attaccare Gino Strada, prima ancora che attaccare un ideale di pace, significa attaccare la volontà di porsi fuori da qualsiasi partitismo per seguire una spinta del cuore che non si rende schiava di nessuna ideologia, ma obbedisce ad un sentire intimo del nostro essere più profondo. Significa attaccare l’amore naturale alla vita, che è presente nel cuore di ogni uomo, proponendoci al posto di quell’amore alla vita, un ideale di morte.

Ultima modifica di VanLag : 19-11-2006 alle ore 10.35.03.
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Vecchio 19-11-2006, 00.14.50   #2
Spaceboy
...cercatore...
 
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....piccola precisazione...

...Gino Strada non è pacifista ma è contro la guerra e non è la stessa cosa...

...per quanto riguarda Ferrara, un tempo era un giornalista intellettualmente onesto, oggi è solo una voce che ben poco dice e quello che dice lo leggono davvero in pochi...

...ce ne fossero di Gino Strada al mondo....

...
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Vecchio 19-11-2006, 17.58.05   #3
dana
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Attaccare Gino Strada, prima ancora che attaccare un ideale di pace, significa attaccare la volontà di porsi fuori da qualsiasi partitismo per seguire una spinta del cuore che non si rende schiava di nessuna ideologia, ma obbedisce ad un sentire intimo del nostro essere più profondo. Significa attaccare l’amore naturale alla vita, che è presente nel cuore di ogni uomo, proponendoci al posto di quell’amore alla vita, un ideale di morte.

Condivido pienamente. Finchè Gino Strada si limitava a curare le vittime dei conflitti, non dava così fastidio come ora, quando dice no alla guerra, che produce quelle vittime, quando dice che non esistono guerre necessarie.

Non è controllabile o manovrabile, forse non è neppure tanto etichettabile, in un mondo dove tutto è in vendita e tutto è catalogato, lui forse agisce ancora da uomo libero in nome della Vita. Quindi è pericolosissimo.
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Vecchio 19-11-2006, 18.41.21   #4
bomber
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non so penso che da una parte dia fastidio il modo di essere di gino strada ...ma d'altronde penso che se ha dei contatti con i terroristi o altri lo fa per salvarsi la pelle e non per il gusto di coalizzarsi contro gli occidentali ...
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Vecchio 19-11-2006, 20.52.24   #5
S.B.
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Un grande problema in Italia secondo me è il fatto di assumere degli schemi fissi, ovvero se sei di sinistra sei per la pace, se sei di destra sei guerrafondaio, niente di più sbagliato, ma questa assunzione porta ad attaccarsi a vicenda, spesso per partito preso.

Apprezzo Gino Strada per quello che fa, apprezzo Emergency, non vedo come possano essere criticati per lo sforzo umanitario costante che fanno.
Del resto in un certo senso capisco anche il punto di vista di Ferrara, che conduce una delle poche trasmissioni che seguo regolarmente e che apprezzo molto, da esperto di politica vede come queste organizzazioni siano a stretto contatto con "la parte opposta" (anche se Emergency è apolitico), vede come sia corto il distacco (apparentemente, ma in realtà abissale) tra questi e gli estremisti che scendono in piazza a gridare "10, 100, 1000 Nassirya".
In conclusione quella di Ferrara mi sembra più un'insofferenza personale che non un complotto politico contro Gino Strada, mi sembra che il caso di Ferrara sia piuttosto isolato o che comunque non esca da certi ambienti filo-americani.

Detto questo noi tutti ripudiamo la guerra e penso che nessuno a parte Bush la veda veramente come un metodo valido per esportare democrazia, ma quando si viene attaccati direttamente il discorso si fa un attimo più complesso.
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Vecchio 20-11-2006, 00.57.25   #6
bomber
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Originalmente inviato da S.B.

Detto questo noi tutti ripudiamo la guerra e penso che nessuno a parte Bush la veda veramente come un metodo valido per esportare democrazia, ma quando si viene attaccati direttamente il discorso si fa un attimo più complesso.




Bush ama la guerra principalmente perche lo rende ancora più ricco di quello che è.
Avendo tanti interessi nella sua famiglia legata a industrie di armi e di petrolio non puo che fargli comodo una bella guerretta qua e la ogni tanto ...
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Vecchio 20-11-2006, 01.20.56   #7
odos
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X S.B, il primo movente della guerra era il possesso iracheno di armi di distruzione di massa. Poi si è trasformato all'improvviso nella esportazione della democrazia
Ogni tanto ci si dimentica quanto assurda è stata questa guerra (non mi riferisco a te)

Le argomentazioni di Ferrara sono le classiche argomentazioni di chi ha già deciso a priori, per altri motivi, che deve screditare Emergency.

Un perchè è secondo me, innanzitutto quello che ricordava S.B, sulla simpatia a sinsitra nei confronti dell'associazione.

In secondo luogo secondo me una diffusa stanchezza del buonismo, atteggiamento tipico di molta destra.
Questa è la cosa che dovrebbe far preoccupare di più.
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Vecchio 20-11-2006, 08.53.43   #8
dany83
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Originalmente inviato da S.B.
Un grande problema in Italia secondo me è il fatto di assumere degli schemi fissi, ovvero se sei di sinistra sei per la pace, se sei di destra sei guerrafondaio, niente di più sbagliato, ma questa assunzione porta ad attaccarsi a vicenda, spesso per partito preso.

Apprezzo Gino Strada per quello che fa, apprezzo Emergency, non vedo come possano essere criticati per lo sforzo umanitario costante che fanno.
Del resto in un certo senso capisco anche il punto di vista di Ferrara, che conduce una delle poche trasmissioni che seguo regolarmente e che apprezzo molto, da esperto di politica vede come queste organizzazioni siano a stretto contatto con "la parte opposta" (anche se Emergency è apolitico), vede come sia corto il distacco (apparentemente, ma in realtà abissale) tra questi e gli estremisti che scendono in piazza a gridare "10, 100, 1000 Nassirya".
In conclusione quella di Ferrara mi sembra più un'insofferenza personale che non un complotto politico contro Gino Strada, mi sembra che il caso di Ferrara sia piuttosto isolato o che comunque non esca da certi ambienti filo-americani.

Detto questo noi tutti ripudiamo la guerra e penso che nessuno a parte Bush la veda veramente come un metodo valido per esportare democrazia, ma quando si viene attaccati direttamente il discorso si fa un attimo più complesso.


hai detto bene,sembra quasi che se uno è di destra vuol dire che vuole la guerra...mah...
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Vecchio 20-11-2006, 16.13.59   #9
VanLag
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Per chi ha voglia e non l’abbia già letto, leggete anche questo scritto di F. Introzzi, presente nella sezione "esperienze" del sito: - L'impegno civile come atto di fede Lettura filosofica del quadro biblico "Il sacrificio di Isacco" – https://www.riflessioni.it/esperienze...cio_isacco.htm da cui stralcio il seguente passaggio:

Gli uomini della pace saranno anche degli animali - dei "porci" per recuperare la terminologia usata a suo tempo da Marco Lombardo Radice e Lidia Ravera - e questo diventa il messaggio religioso del '68 novecentesco - ma animali auto-ridefiniti nella loro valenza spirituale (culturale, mentale, comportamentale) - ovvero "porci con le ali" - : il loro è un messaggio universale di una spiritualità liberatoria che intende affermare con categorica determinazione la rivalutazione - la "resurrezione dei corpi" in quanto "animalità alata" e "materialità spiritualizzata". Come un blocco di marmo acquista il valore artistico nel momento in cui diviene statua - e quindi espressione artistica - così il corpo dell'essere umano esprime - nelle sue modalità esistenziali - i valori della sua spiritualità: qualunque sia la sua auto-definizione etico-biologica.
Saranno le popolazioni civili di questo mondo - e non quelle di un mondo altro, metafisico e trascendentale - a negare l'immolazione sacrificale - come strumento di salvezza per l'umanità: sarà il nostro "post-cristianesimo" a realizzare l'aspirazione del Cristo "Amore voglio e non sacrificio".
I popoli dell'umanità evoluta - adulta, libera e responsabile - si ribellano a un destino di immolazione sacrificale che noi oggi giudichiamo aberrante ed inaccettabile. Noi, oggi, crediamo di poter negare la violenza contro l'essere e la vita dell'uomo: crediamo di dover negare sia l'uso attivo della violenza, impersonato da Abramo, sia l'accettazione passiva della violenza impersonata da Isacco.
Sarà l'essere umano - e in questo postulato religioso riponiamo la nostra fede e il fondamento della nostra libertà - a creare le condizioni culturali, organizzative e pratiche perché la violenza - come condizione di vita - e il sacrificio umano - come clima psicologico ambientale - sia decisamente bandito dalla società civile: il progresso della scienza e delle tecnologie non consentono più a nessuno di misurarsi in una competizione globale fondata sull'uso della forza in termini di un reciproco tentativo permanente di sopraffazione e di morte.


Il racconto che muove in direzione illuminista di civiltà e di pace è scritto bene ed è molto bello. Personalmente poi mi conforta il vedere che non sono il solo ad essere arrivato a comprendere che: in questo mondo globalizzato e globalizzante la pace è diventata un “must” ed il pacifismo, non è più solo frutto dell’idealismo, ma anche e di più del pragmatismo, in quanto l'autore del brano, con altre parole, dice una cosa analoga: - il progresso della scienza e delle tecnologie non consentono più a nessuno di misurarsi in una competizione globale fondata sull'uso della forza in termini di un reciproco tentativo permanente di sopraffazione e di morte.


Ultima modifica di VanLag : 20-11-2006 alle ore 16.29.19.
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Vecchio 20-11-2006, 17.07.22   #10
S.B.
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Originalmente inviato da bomber
Bush ama la guerra principalmente perche lo rende ancora più ricco di quello che è.
Avendo tanti interessi nella sua famiglia legata a industrie di armi e di petrolio non puo che fargli comodo una bella guerretta qua e la ogni tanto ...

Gli interessi\scopi di questa guerra sono molto più complessi di come li stai mettendo.
Per fare una buona analisi secondo me bisogna partire dall'11 settembre 2001, da allora Bush ha intrapreso una durissima repressione, con l'appoggio di gran parte del globo.
La sua idea, la sua tattica è quella della guerra preventiva (beh non molto preventiva in questo caso, visto che le torri gemelle sono già a terra figliolo), lui vede un vespaio nel medio oriente, un nido di terrorismo e antiamericanismo che gli USA da brava potenza mondiale vuole stroncare.
Il problema era giustificare la cosa all'opinione pubblica, c'hanno provato maldestramente, in più hanno fallito miseramente, dimostrando come il terrorismo sia molto più difficile da sconfiggere, teoria della guerra asimmetrica.
Non dico che la situazione sia peggiorata in Iraq, ma il terrorismo è stato appena intaccato e il popolo è sull'orlo della guerra civile, i governi fantoccio funzionano fino ad un certo punto.
Dalla padella alla brace, insomma, ora con i democratici probabilmente tenderanno verso una politica estera meno aggressiva.

Cosa c'entra Gino Strada? Ha messo in luce il dato umano della tragicità della guerra, di una guerra che altrimenti non sentiremmo nostra come le centinaia di scontri che avvengono ogni giorno in Africa e di cui non si parla.
Questo da molto fastidio ai più pragmatici e filo-americani, come Ferrara.

Ah se solo l'Europa avesse un minimo di forza, di coerenza d'azione e d'intenti.
S.B. is offline  

 



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