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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 16-05-2003, 18.30.25   #21
Claudio
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Hai mai considerato il concetto “essere la Realtà”?

Dio, la Persona Suprema, è perfetto e completo, e poiché la Sua perfezione è totale, tutto ciò che emana da Lui, come il mondo fenomenico, costituisce una totalità completa in sé stessa. Tutto ciò che proviene dal Tutto completo è completo in sé, e poiché Dio è assoluto Egli rimane il Tutto completo anche se innumerevoli unità, anch’esse complete, emanano da Lui.
tratto da Sri Isopanisad (presumibilmente 4000 A.C.)

In questa enunciazione alla parola “Dio” si può sostituire la parola “Energia”, ed un occidentale magari la prende meglio, la accetta con più facilità, tanto non cambia nulla. Anche "Tutto" e "Dio" sono sinonimi.

***

Nonostante si abbia una teoria, una convinzione o una certezza, è il nostro vivere nel mondo che dimostra di cosa siamo effettivamente convinti. Un esempio banale e comunque discutibile: un uomo che sia convinto che la proprietà privata è un furto e poi nella realtà del suo agire dia tanto valore al contenuto del suo portafoglio, cade in contraddizione.
Non mi interessa molto cosa pensa una persona, cosa crede o come vota. Tanto meno sto ad ascoltare per ore uno che ti vuole convincere di qualcosa. Che senso avrebbe?! A me piace la condivisione. Andare fuori insieme; mangiare insieme; magari fare una vacanza insieme; condividere il silenzio, insieme.
Non c’è persona su questa terra che non viva in base ad una qualche sua convinzione. Ma non tutti ci fanno caso, non tutti mettono in parole ciò in cui credono, o ciò che hanno scoperto. Alcuni lo fanno, e questi li chiamiamo “filosofi” o “pensatori”, ma altri, sebbene possano essere analfabeti, possono aver trovato uno stile di vita e di pensiero funzionale ed efficace che condividono piacevolmente con chi li circonda, senza sentire la necessità di sbandierarlo ai quattro venti. Comunemente, forse grossolanamente, queste persone le considero sagge. La saggezza non la studi in un’aula universitaria. Si distingue dalla filosofia e dalla scienza perché è a diretto contatto con la vita, non con una asettica “realtà” o “verità” anche se queste avessero le maiuscole davanti. Il saggio non si mette su di un piedistallo a proclamare La Verità, ma vede con te, a tu per tu, intimamente, nel presente qui-ed-ora e al di là di ogni “testo sacro”, di ogni certezza scientifica, di ogni comune o “illuminata” convinzione, la possibilità di vivere al meglio questa nostra vita, comprendendo tutte le difficoltà e le gioie che incontriamo dentro e fuori di noi, verso le quali nessuno è estraneo.
Tutto questo ovviamente se glielo chiedi; se non glielo chiedi quel brav’uomo resta al suo posto e vive la sua semplice vita. Semplice, ma non banale. Molto probabilmente, felice.

Perché ho esordito con il concetto “essere la Realtà”?! Perché la Realtà non è formulabile in termini matematici. Quando ho parlato di 2+2=4 (che a qualcuno è suonato come un dogma, ma per me è semplice matematica) a cosa mi riferivo? Ad un sistema scientifico che adotta i numeri come base di costruzioni teoriche, ma che, in quanto tali, restano tali: solo pura teoria. Su questa base ci costruiamo castelli enormi, fino al punto che la realtà diventa insignificante rispetto alla sua costruzione. La mappa in tre dimensioni del pianeta Terra in scala 1:1 non può essere costruita, perché corrisponde alla Terra stessa!!! Purtroppo quando si fa matematica non si dice mai a cosa ci stiamo riferendo. Cosa sono “2+2”? cavalli? pecore? pietre? biglie?...In natura non esiste un essere uguale all’altro e quindi come possiamo sommarli senza incorrere ad una approssimazione semplificativa e non esaustiva? La concettualizzazione non è mai la realtà, ma una semplificazione che aiuta in certi casi, ma non in altri. La classica espressione “la mappa non è il territorio” indica proprio questo. Troppo spesso noi ci aggrappiamo alla mappa perdendo di vista la bellezza del territorio e così banalizziamo la realtà, la semplifichiamo brutalmente, così diciamo che quello è negro, l’altro è ebreo, quell’altro è fascista, oppure determinista, fatalista, romanticista, oggettivista, essenzialista e chi più ne ha, più ne metta...
Ma questa non è la realtà! È la nostra tendenza a confondere il concetto con la realtà che in scala globale ci causa tutta questa confusione nel mondo.
Non posso dire, anche se ci credessi fermamente, che queste parole mi giungono da una forza a me sconosciuta e della quale non ho alcun controllo. Perchè il sentire, il vedere, il toccare, il gustare questa vita non è incasellabile in una qualche teoria.
Interpretare la realtà non è comprenderla e viverla.
CIÒ CHE È È! Se avete bisogno di interpretare CIÒ CHE È, fate pure tutte le vostre teorie, ma ricordatevi che la Realtà è là fuori... che bussa con discrezione. Quando avrete accettato di farla entrare, stanchi delle vostre infruttuose ricerche e bisogno di controllo, vi sommergerà con la Sua Luce, e sarà per voi finalmente un giorno glorioso! E voi realizzerete che SIETE CIÒ CHE SIETE sempre stati e sempre sarete, cioè voi stessi, unici ed UNA SOLA COSA con l’UNICA REALTÀ nel QUI/ORA, l’eterno presente.

Ultima modifica di Claudio : 16-05-2003 alle ore 18.32.55.
Claudio is offline  
Vecchio 20-05-2003, 19.45.44   #22
Antonio Franco
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Angry visechi, fallo; Claudio, ammonito

A Visechi

se accettiamo che Dna e ambiente determinano le prime azioni dell'uomo (e dagli con 'sta volontà), allora in fondo sono loro a determinare le modifiche che vengono operate su loro stesse. Per cui i rapporto di causa effetto non cessano di funzionare, e diamo ragione a Fake soprattutto sulla questione del destino.

Dal punto di vista sociale non vedo come il determinismo, che, è bene dirlo, non significa aceettazione passiva degli eventi, possa in qualche modo avere influssi malefici sui programmi educativi di qualsiasi classe sociale...

Ma un determinismo in scala sociale potrebbe forse avere risvolti di un certo tipo, forse alla maniera di Asimov, nella sua trilogia della Fondazione.

A Claudio

il tuo ragionamento ammazza la discussione; ciò che dici può essere vero, ma è sicuramente inutile (a meno che qualcuno di noi non stesse vivendo facendo calcoli matematici 23 ore al giorno - l'ultima ora va al cesso). Sappiamo di non poter calcolare tutto, ci si chiedeva solo se era tutto calcolabile.
Sappiamo di approssimare sempre, non volevamo trovare una formuletta magica per essere felici, è un campo di lavoro. Punto.
Antonio Franco is offline  
Vecchio 24-05-2003, 02.05.17   #23
Claudio
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Question Perché fai l'arbitro?

Nessuno ti da il pedistallo per andare oltre la discussione.
Non ti sembra di essere tu ad ammazzare la discussione?
Creativamente parlando non mi pare che stia prendendo dei risvolti positivi.
Si potrebbe ancora pensare al significato di parole come libertà, perfezione, bene e male ecc. Ma con questi interventi giudicanti mi passa la voglia.
Pensaci liberamente, ammesso che un po' di libertà ti sia rimasta in coscienza.
Con affetto,
Claudio
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Vecchio 25-05-2003, 15.20.57   #24
Sofista
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Io credo che non sia vero che vi è un rapporto di causa effetto per ogni cosa.
Il rapporto di causa effetto prevede l'utilizzo della logica ma con la logica dovremmo poter spiegare anche l'origine dell'universo.
Non dico spiegare ma almeno avvicinarci alla soluzione.
Ciò è impossibile perchè la creazione dell'universo è una cosa assolutamente illogica.
L'universo potrà anche esistere da sempre ma chi ha innescato il meccanismo di causa effetto? Chi è andato a muovere una particella in modo da avere infinite reazioni a catena?
Ammesso che esista qualcosa che ha fatto una cosa del genere quale causa ci poteva essere dietro la sua esistenza e dietro la sua facoltà di muoversi?.
Se tutto fosse prevedibile inoltre non vi sarebbe alcuna distinzione tra passato e futuro e quindi non si spiega per quale motivo noi conosciamo il primo ed il secondo no.
Noi conosciamo il passato per "presa visione" e non perchè ne comprendiamo il perchè. O forse qualcuno di voi crede che il nostro cervello comprenda il moto di un corpo calcolando l'energia utilizzata per farlo muovere? L'uomo ignora i perchè passati e futuri e quindi dovrebbe conoscere anche il futuro ma così non è.
Sofista is offline  
Vecchio 26-05-2003, 21.24.46   #25
Antonio Franco
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Angry Claudio scusa

non volevo né offendere, né limitare il campo.
non mi ergo ad arbitro se non del mio pensiero.
il mio giudizio è valido solo per me.
forse con troppa veemenza volevo solo farti notare che il fatto che bisogna ricordarsi di vivere, mentre ci si preoccupa di trovare soluzioni per vivere meglio, si immagina sia il punto d partenza per tutti noi. Forse è stato un mio errore darlo per scontato.
Probabilmente ho temuto che volessi dirci qualcosa del tipo: è un discorso inutile, tiriamo a campare. Devo aver frainteso. Mi spiace.

a Sofista
La creazione dell'universo è del tutto illogica, per te, perché tu operi nel campo del tempo. Se astrai da esso (nonostante tu lo percepisca) ti rendi conto che non c'è bisogno di una causa scatenante. Quello che l'universo è, è nel medesimo posto (non posso parlare di tempo). Ciò non esclude che tutto abbia un collegamento di tipo relazionale.

Forse tu hai toccato un tasto interessante. Quando dici che non si spiega perchè vediamo il passato e non il futuro. Forse hai confuso causa ed effetto (una contraddizione di quelle che piacciono a te). Forse è perché vediamo un verso e non l'altro che immaginiamo il tempo. grazie per lo spunto di riflessione. Sinceramente.
Antonio Franco is offline  
Vecchio 28-05-2003, 00.58.06   #26
Dimitri
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.

IL DESTINO NON ESISTE.
Dimitri is offline  
Vecchio 28-05-2003, 02.43.48   #27
Claudio
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Thumbs up Per Antonio

...scusami tu, forse sono stato eccessivo.
Il fatto è che mi sembra che si assolutizzi un po' troppo, dimenticando la dimensione in cui stiamo vivendo, quella umana.
Un linguaggio assoluto non lo accetto, non lo concepisco, a meno che effettivamente non parliamo fra illuminati che hanno sperimentato Quello stato che è al di là del tempo e dello spazio e che da Quel Luogo parlano.
Un campo di lavoro serio parte da questa dimensione. Con tutte le nostre identificazioni temporali e via via trova l'effimerità (esiste questo termine?) delle nostre identità personali.

Per esempio tu dici che è vero solo ciò che è utile, ma io dico che è vero solo ciò che è Assoluto. Come ci incontriamo?
Non sarebbe più un campo di lavoro, ma una mera battaglia!
Ciao

Per Dimitri.

"IL DESTINO NON ESISTE."
e io che ti rispondo?:
"PUNTO" .

Che senso ha scrivere un enunciato del genere? Per me destino è una parola, come lo è Dio e amore o libertà o giustizia o perfezione. Tutte fanno riferimento a vissuti interiori soggettivi e discutibili, con i quali possiamo essere d'accordo o meno, ma "non esiste" ché vuol dire?! Spiegati! Cosa intendi per destino?! Almeno l'esistenza della parola "destino" la ammetti????
Ciao

Ultima modifica di Claudio : 28-05-2003 alle ore 02.53.04.
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Vecchio 28-05-2003, 03.18.53   #28
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Per sofista...

Mettiamola così: l'Universo o il Tutto è fatto di pura Consapevolezza.
Se vuoi chiamala Coscienza di sé, o Coscienza e basta.
Puoi immaginare la coscienza senza il tempo? Ma il tempo può essere percepito senza qualcosa che cambi? Prima della "creazione" del Tutto cosa c'era? La Consapevolezza. Un'enorme, forse inconcepibile energia che per rendersi conto di esistere doveva riflettersi e confrontarsi continuamente con se stessa oscillando fra l'essere ed il non essere, il pieno ed il vuoto, il positivo ed il negativo e tutti quegli opposti che noi conosciamo tanto bene...
Beh, adesso è tardi (troppo) per continuare.
Ma con questi elementi, se li accogli positivamente, puoi procedere da solo.

Alla prossima, buona notte!

PS. il futuro per un certo grado è sempre prevedibile: se vedi un uomo camminare per strada puoi prevedere che prima o poi raggiungerà certe tappe. Se cammina verso di te lo vedrai sempre più grande e poi sarà alle tue spalle. Se l'uomo è per terra dolorante e senti in lontananza una sirena puoi prvedere che sta per arrivare un'ambulanza proprio per lui. Questi sono esempi banali, ma a volte ci sono intuizioni fuori dal comune che lasciano davvero stupiti. Penso che esistano elementi intuitivi, ma anche scientifici (vedi l'I-Ching) che possono dare grande prevedibilità, ma sempre è l'uomo a dire l'ultima parola, dipende da che uomo è e che capacità ha (di essere chiaro con se stesso e con gli altri).

BNotte!

Ultima modifica di Claudio : 28-05-2003 alle ore 03.28.49.
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Vecchio 28-05-2003, 17.45.02   #29
Antonio Franco
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Angry ora ci intendiamo

Dimitri: il destino non esiste
Dimitri: Dio è

Domanda: il Dio che per te è, è quello per cui tutto accade secondo la sua volontà? (in tal caso il destino esiste?)

Domanda2: perché sei cosí assolutista. Come fai ad essere sicuro di addirittura due verità cosí problematiche?

a Claudio
grazie per la comprensione: adesso possiamo avviare un discorso costruttivo.

Bene: tu dici che esiste ciò che è Assoluto, e io dico che esiste ciò che utile. Adesso argomento il mio pensiero, poi mi aspetto che tu faccia aaltrttanto.

Cosa sono? Non posso rispondere.
Cosa faccio? Avverto delle cose, che io chiamo stimoli.
Li divido in due categorie: quelli che vengono da dentro me (istinti, quelli che mi spingono ad agire) e quelli che vengono da fuori (sensi). Io non faccio altro che cercare di mettere in relazione gli istinti che vengono da fuori con quelli che vengono da dentro. Data un certo stimolo interno (fame), cerco una relazione con gli stimoli esterni (mangiare), che vada a modificare lo stimolo interno (sazietà). La prima volta invece di mangiare avrò dato una capata nel muro, ma dopo un po' mi sarò accorto di cosa mutava la fame in sazietà e ho stabilito il primo rapporto causa-effetto.

Ad un livello di stimoli interni molto piú complesso, quale è quello dell'uomo, rispetto a quello di una zanzara (per cui sarebbe degno il ragionamento fatto poc'anzi), ho appettiti molto piú grossi. Come placarli?

Devo innanzitutto stabilire un metodo: per me è quello solito (di cui mi fido, perché ho sperimentato che funziona) di causa-effetto. Quindi per me ad ogni effetto corrisponde una causa (tralasciamo momentaneamente il fattore tempo, ti prego).

Questo implica l'accettazione di un destino, se abbiamo una visione globale (se ci sono difficoltà su questo punto fermami).

Al di fuori del campo che uso per mutare i miei stimoli interni (come la mia curiosità) non vedo ragione per operare.

Che intendi tu per esistenza, e per Assoluto?
Antonio Franco is offline  
Vecchio 28-05-2003, 19.23.44   #30
osho
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Ad Antonio franco

Dimitri fa così perchè sa. Lo conosco bene ed è una persona
schietta, che dice le cose come stanno senza giri di parole.
Centra subito il bersaglio, è sicuro di sè, equilibrato, sa che il
giudizio è superficiale. Se afferma certe cose è perchè ha fatto
una lunga ricerca esistenziale.
Quando vede delle possibilità appare, e cerca di correggere
chi sbaglia. Lo stimo molto.
osho is offline  

 



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