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Vecchio 17-09-2007, 14.49.13   #11
emmeci
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Data registrazione: 10-06-2007
Messaggi: 1,272
Riferimento: la morte alla base della vita

Si potrebbe ripetere, a proposito della morte, ciò che diceva Agostino del tempo, cioè che egli sapeva cos’è quando non ci pensava, mentre non sapeva rispondere a chi gli chiedeva di dire cos’è.
Potrei forse dire che è qualcosa di inconcepibile per la vita, addirittura uno scandalo come è stato per certi filosofi, di solito ferrati a rispondere sui più gravi problemi dell’essere, o che non è niente di più di ciò che possono dire, fra una chiacchiera e l’altra, i personaggi di una fiction televisiva.
Perché l’uomo ha sempre cercato di esorcizzare la morte, che come uno spettro può apparirgli a un angolo della strada, e se la religione può essere considerata il più potente degli esorcismi, la chiacchiera è un esorcismo alla portata di tutti, mentre l’esorcismo scientifico è già più difficile da accettare quando, dopo aver spazzato fantasmi e magie sotto la verga di Darwin, ti presenta la semplice verità che la morte è solo una realtà naturale, che anzi permetterà alla specie umana di farsi più abile a colonizzare la terra.
E per chi vorrebbe qualche cosa di più elevato e rispondente alle sue attese morali, potrei dire che davanti a problemi estremi, cioè a una domanda che gli stessi filosofi non osano formulare (“perché il nulla invece dell’essere?”) il pensiero deve essere lasciato libero da ogni condizionamento e dottrina….direi perfino in condizione d’infanzia, anche se la morte dovesse giungere a un’età venerabile.
Io, per quanto riguarda la mia esperienza e la pena che mi ha dato il dover contemplare l’emergere della gorgone nei tratti di una persona adorata, vorrei dire che al di là di ogni medicina o palliativo conforto che mi avrebbero potuto dare la scienza, la fede o le parole di familiari ed amici, solo quel discendere nella terra, cioè quell’abbraccio di atomi e fiori nei quali sarà alla fine trasfigurata, mi sembra di aver trovato una sorta di grazia se non di arcana pacificazione - ossia in quell’orizzonte in cui sia definitivamente accolta e perduta. Forse, è anche questo un presuntuoso e vano esorcismo?
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