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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 28-09-2007, 15.50.37   #1
emmeci
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Data registrazione: 10-06-2007
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Scienza, religione, o filosofia?

Certo, un’affermazione della diversità non comporta ipso facto una graduatoria di valori (in quanto una diversità potrebbe essere negativa come positiva). Tuttavia, per coloro che s’indignano anche all’idea che si possa ammettere una diversità diciamo così avalutativa, vorrei ricordare che Darwin mostrò nella “Origine della specie” come davvero si possa dire che la varietà è il “sale della vita” o, se non altro, il “sale dell’evoluzione”. Darwin sostiene che “la forma di ciascuna specie si è evoluta da una forma precedente e che la variabilità entro una specie sulla quale opera la selezione naturale rende possibile l’evoluzione” ….Nell’affermare questo lo scienziato mantiene quell’atteggiamento avalutativo che Max Weber raccomandava di osservare in un campo ove era ancora più difficile mantenerlo, cioè nelle scienze sociali. E tuttavia non c’è dubbio che il nostro comune buon senso ci suggerisce che una scala di valori c’è, e senza bollare per ignoranti coloro che non conoscono Goethe o Dante Alighieri, ci diamo pur da fare per insegnarli e farli apprezzare….Non è detto infatti che il mare della vita non si differenzi da quello fisico e su di essi fluisca un mare più misterioso e più vasto – un oceano che tutto raccoglie, Ulisse e i suoi compagni di viaggio, cioè i poveri e i ricchi di spirito, portandoli verso un orizzonte che non ha fine.
emmeci is offline  
Vecchio 29-09-2007, 09.36.45   #2
TheDruid
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Data registrazione: 27-06-2007
Messaggi: 105
Riferimento: Scienza, religione, o filosofia?

La questione non è conoscere Goethe e Alighieri, non lo è in se, è un mezzo. Piantare dei picchetti nella roccia per poterla scalare è indispensabile, altrimenti bisorrebbe ricominciare da capo tutte le volte. Goethe e Alighieri sono due picchetti, ci consentono di muoverci sulla roccia, di esplorarla, cercare nuove vie,importanti insomma. Chi guarda con occhio maligno l'uomo che non conosce il Faust, è un uomo che presumibilmente ha l'arroganza di poter arrivare in cima alla vetta, anche se essa è coperta di nubi, e di cima non se ne vede e forse non v'è.
La varietà è simbolo di evoluzione, o meglio ancora, l'uguaglianza porta alla stagnazione, la diseguaglianza crea conflitto, e il conflitto si tuffa nella necessità,la necessità latente vuole potenza, la potenza è il segno sublime dell'evoluto.
Le dualità in conflitto, che sembrano beffardamente apparire ad ogni angolo di strada come se mai ci potessimo liberare di loro, hanno evoluto l'uomo.
Bene e male, Io e superIo, passato e futuro, Sparta e Atene, Dio e nonDio, Dioniso e Apollo, e poi ancora.... Conflitti insoluti che promuovono la necessità, che premiano la volontà, che spingono lo scalatore ad aggrapparsi ad un altro picchetto.Ma chi potrebbero essere questi picchetti se non gli uomini che hanno sconfitto la dualità, il limite umano?L'uomo che non ha avuto eguali segna la storia nella roccia, la frantuma e la modella, e crea un passo per chi di li si vuole arrampicare.
Sono convinto che esista un mare che vada oltre il fisico, che ci raccolga tutti, e che noi possiamo ammirare tramite il limite umano del conflitto, perchè anche il mare è un eterno conflitto.
TheDruid is offline  
Vecchio 30-09-2007, 08.41.32   #3
emmeci
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Data registrazione: 10-06-2007
Messaggi: 1,272
Riferimento: Scienza, religione, o filosofia?

Una rappresentazione efficace del mare in cui navighiamo e che invita Ulisse a superare i ricordi del conflitto di Troia e continuare a cercare…..che cosa? Forse l’isola dell’armonia, che non è quella delle sirene e neppure quella dei cori della dantesca montagna, ma solo quella che potrà dare la conoscenza della verità qualunque essa sia – religione scienza o filosofia - anche se dovesse insegnare che non si va oltre il fisico e che in questo mondo si nasce e si muore.
emmeci is offline  

 



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