Forum di Riflessioni.it
WWW.RIFLESSIONI.IT

ATTENZIONE: Questo forum è in modalità solo lettura
Nuovo forum di Riflessioni.it >>> LOGOS

Torna indietro   Forum di Riflessioni.it > Forum > Filosofia

Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
>>> Sezione attiva sul forum LOGOS: Tematiche Filosofiche

Vecchio 26-05-2003, 22.05.02   #11
igro
Ospite
 
Data registrazione: 20-05-2003
Messaggi: 22
lo controlliamo eccome!! Infatti lo corazziamo e ci rendiamo incapaci di sentire le nostre emozioni più profonde....
igro is offline  
Vecchio 28-05-2003, 02.14.34   #12
Claudio
Ciò che è, è!
 
L'avatar di Claudio
 
Data registrazione: 01-04-2002
Messaggi: 202
il controllo...

E' l'autocontrollo e l'autocensura della mente che causa la conseguente rigidità del corpo.
Può aiutare molto permettere al corpo di esprimersi senza inibizioni, come nella danza libera, in un ambiente favorevole, oppure permettere alla mente di vedersi, senza giudizio, tutte le fantasie più impensabili e di cui ci potremmo vergognare.
Nella meditazione può accadere. Credo che sia il solo modo (agendo su corpo e mente) per avere un chiaro e profondo dialogo con noi stessi. Se parliamo onestamente con noi stessi lo saremo con il nostro corpo e con gli altri. Spesso mascheriamo a noi stessi un dolore lancinante, ma che si trova così in profondità e farebbe così male che la mente ed il corpo non saprebbero reggere la sua liberazione.
Il lavoro può essere quello di una vita intera. Non ce ne rendiamo conto, ma siamo in continua crescita e rivelazione di noi stessi.
Purtroppo un corpo/mente che si maschera maschera anche a se stesso la necessità di liberarsi della maschera. E' il classico cane che si morde la coda.
Ma per fortuna ogni maschera ha sempre i suoi "bordi".

Ultima modifica di Claudio : 28-05-2003 alle ore 02.32.59.
Claudio is offline  
Vecchio 05-06-2003, 01.42.27   #13
dawoR(k)
Utente bannato
 
Data registrazione: 15-05-2003
Messaggi: 876
parole-parole-parole

Ogni parola
è una piccola speranza
che dalle nostre bocche
parte verso quei mondi (effetti)
sconosciuti eppur desiderati
dei quali ognuno di noi
percepisce deboli tracce di memoria.
Ogni parola è un destino.
Certe parole
nel loro tentativo di spiccare il volo
ricadono sul prato
dove l'Amore le raccoglie
e se le mangia.
Altre parole
volano interi giorni e lunghe notti
per poi cozzare
contro le invisibili
trappole di luce dell'odio
e lì morire.
In ogni parola siamo noi.

dawoR (k)
dawoR(k) is offline  
Vecchio 10-06-2003, 10.43.29   #14
Antonio Franco
Ospite abituale
 
L'avatar di Antonio Franco
 
Data registrazione: 23-04-2003
Messaggi: 150
Angry igro deciditi

questo corpo mente oppure no?

A Claudio: giusto, ma io pensavo che si Igro si riferisse a quei movimenti che al nostro controllo sfuggono. Non credo (smentiscimi) tu possa negare che alcune espressioni, smorfie, gesti nervosi, che solitamente sono quelli che possiamo definire rivelatori, sfuggono al controllo la maggior parte delle volte.

Sarebbe interessante chiarire perché alcuni atteggiamenti riusciamo a sopprimerli, mentre altri non riusciamo a trattenerli...
Antonio Franco is offline  
Vecchio 14-06-2003, 18.02.56   #15
irene
Ospite abituale
 
Data registrazione: 19-11-2002
Messaggi: 474
Brevemente...Ho letto da qualche parte che,di ogni colloquio face-to-face (preciso,per sottrarre all'esempio i dialoghi virtuali,cui il saggio non faceva riferimento) la parte di informazioni strettamente verbali che riusciamo a trattenere è quasi irrisoria rispetto alle impressioni che invece riceviamo ad es visivamente...E anche Proust,in un punto della Recherche che la mia sciagurata memoria non riesce a contestualizzare al meglio,sottolinea quanto alla fine poco conti lo scambio meramente "verbale" rispetto a tutte le altre impressioni più o meno percettibilmente ricevute dal nostro interlocutore in un dialogo.
irene is offline  
Vecchio 14-06-2003, 18.08.55   #16
irene
Ospite abituale
 
Data registrazione: 19-11-2002
Messaggi: 474
Ciò premesso,mi sto persuadendo,sempre più inesorabilmente,che colloquio autentico può esserci solo in presenza di una reciproca,sincera,e soprattutto disinteressata volontà di "entrare" nel mondo interiore dell'altro.
Quindi,è il caso di chiedersi:tutto ciò ci interessa davvero?Cosa cerchiamo,in fondo,attraverso un colloquio?Legittimazioni a pensarla come la pensiamo...vie di fuga alla noia..puro gusto della schermaglia intellettuale..o siamo al contrario davvero capaci di abbandonare le nostre "stampelle" mentali per approssimarci il più possibile all'essenza unica ed inimitabile che ogni essere umano custodisce in sè stesso?
irene is offline  
Vecchio 14-06-2003, 22.25.44   #17
igro
Ospite
 
Data registrazione: 20-05-2003
Messaggi: 22
Allora in questo caso, Irene, non parlerei più di colloquio...ma tuttalpiù di contatto...laddove intendo quello che tu hai descritto come tentativo di incontrarsi più profondamente nell'interiorità del nostro essere.
Allora la parola colloquio non è più descrittiva di quello che accade, poichè altre parti di noi entrano in gioco, con una potenzialità di incontro che la parola soltanto non può soddisfare nè tantomeno accogliere....
igro is offline  
Vecchio 18-06-2003, 17.08.30   #18
irene
Ospite abituale
 
Data registrazione: 19-11-2002
Messaggi: 474
...forse però possiamo fare in modo ,cercando di restituire alla parola quella purezza,e quella trasparenza,che il reciproco "non ascolto" compromette continuamente,di renderla il più possibile testimone ed interprete della nostra interiorità...Forse,se lo vogliamo davvero,può essere possibile.Ovviamente dobbiamo porci in una disposizione d'animo del tutto diversa da quella a cui siamo abituati,nell'ascolto sommario che dedichiamo al prossimo...Perchè non provarci?Anche se,ovviamente,la disponibilità a "colloquiare" davvero deve essere reciproca...e basata sulla saturazione determinata dall'impiego e dall'ascolto di infinite parole,gettate al vento,perchè mai davvero udite...
irene is offline  
Vecchio 19-06-2003, 20.54.10   #19
uLm1879
Ospite abituale
 
Data registrazione: 02-05-2003
Messaggi: 39
è la conoscenza, un determinato tipo di conoscenza che ha reso possibile l'origine del linguaggio verbale, oppure è il linguaggio verbale che ha generato quella conoscenza?
uLm1879 is offline  
Vecchio 22-06-2003, 17.26.12   #20
Antonio Franco
Ospite abituale
 
L'avatar di Antonio Franco
 
Data registrazione: 23-04-2003
Messaggi: 150
x Irene

Se qualcuno si sforzasse di capire quello che dice un altro (come credo si cerchi di fare su questo Forum), vi si dovrebbero dedicare intere ore: la maggior parte delle discordie tra le persone è dovuta a ragionamenti di fondo non condivisi. Lavorare su quei ragionamenti provoca scontri di entità non irrilevante, perché mettono in gioco le credenze profonde. Cercare di ascoltare l'altro senza capirlo, evita gli scontri, ma è di una superficialità evidente. Tutt'altro discorso è quello di un discorso iniziato per canzonare qualcuno, o per sentirsi il pi´intelligente...
Antonio Franco is offline  

 



Note Legali - Diritti d'autore - Privacy e Cookies
Forum attivo dal 1 aprile 2002 al 29 febbraio 2016 - Per i contenuti Copyright © Riflessioni.it