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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 22-06-2003, 17.57.09   #21
irene
Ospite abituale
 
Data registrazione: 19-11-2002
Messaggi: 474
Re: x Irene

Citazione:
Messaggio originale inviato da Antonio Franco
Se qualcuno si sforzasse di capire quello che dice un altro (come credo si cerchi di fare su questo Forum), vi si dovrebbero dedicare intere ore: la maggior parte delle discordie tra le persone è dovuta a ragionamenti di fondo non condivisi. Lavorare su quei ragionamenti provoca scontri di entità non irrilevante, perché mettono in gioco le credenze profonde. Cercare di ascoltare l'altro senza capirlo, evita gli scontri, ma è di una superficialità evidente. Tutt'altro discorso è quello di un discorso iniziato per canzonare qualcuno, o per sentirsi il pi´intelligente...


E infatti l'unica maniera per superare questi ostacoli è,o meglio,dovrebbe essere,un reale,profondo,e disinteressato desiderio di avvicinamento al mondo interiore della persona con cui abbiamo a che fare.
Ma lo desideriamo davvero?
Io penso di no...Quasi sempre in effetti il colloquio ha fini "strumentali"..."Usiamo" il nostro interlocutore in vari modi,non tutti disdicevoli,sia chiaro...e comunque anche il fatto di puntare a uno scambio dialettico e intellettuale di un certo spessore è in fondo una "strumentalizzazione"...
Mi piacerebbe che qualcuno rispondesse a questa mia reiterata domanda:il mondo interiore degli altri ci interessa davvero,anche a prescindere dal fatto che rappresenti o no una sorta di "cartina di tornasole" dei nostri personali convincimenti...o il banco di prova dell'esercizio della nostra intelligenza e arguzia...etc etc?
Ciao.
irene is offline  
Vecchio 22-06-2003, 21.18.03   #22
rodi
iscrizione annullata
 
Data registrazione: 07-05-2003
Messaggi: 1,952
Si, a me interessa.
E mi piace la diversità dell'altro che mi sta di fronte, proprio in quanto diverso da me.
Di solito mi 'allontano' solo se è l'altra persona a farlo, o se non mi da la possibilità di continuare il dialogo accettandomi a sua volta, anche se diversa da lui.
rodi is offline  
Vecchio 22-06-2003, 21.44.29   #23
rodi
iscrizione annullata
 
Data registrazione: 07-05-2003
Messaggi: 1,952
'Camminando solo tra le strade del mondo
guardando dentro gli occhi della gente,
di cosa sono in cerca non so,
si, forse, di un po' di amore.
Guardando nel più profondo di me stesso,
del mio cuore,
vado alla ricerca di capire questa amarezza
che vaga nel più profondo di me stesso.
Corro all'impazzata cercando una piccola risposta
che plachi quell'immensa amarezza
lottando con me stesso perchè mi possa sentire meno solo.
Solo mi sento, solo sono
in un tempo ormai sfumato per colpa
dell'ignoranza di gente
con cui mi confronto ogni giorno
per un po' d'amore per me
e per quella gente ormai stanca di queste falsità
che ricoprono questo nostro meraviglioso tempo.
Per la mancanza di un po' d'amore che ci viene negato
per una stupidissima paura della solitudine
senza più ricordarsi che cosa voglia dire amare'

Non l'ho scritta io.
Il mondo interiore di chi l'ha scritta mi interessa sul serio.
Non mi fa sentire più brava, anzi, mi fa rendere conto della mia pochezza.
Difficilmente mi sentirò mai arguta, perchè chi l'ha scritta è un ragazzo che ha circa tre attacchi epilettici al giorno, causati dalle varie droghe di cui ha fatto uso, da quando all'età di 16 anni suo padre gli ha fatto il primo buco.
Vive per strada, è inaffidabile.
Però dentro ha questi sentimenti.
A me basta fargli sentire che poi così solo nel mondo in cui è perso, non è.
E provare a comunicare con lui anche se tanto diverso da me.
Il mio orgoglio e la mia intelligenza si sentono solo delle merdacce in questi casi.

L'ho scritta perchè anche altri lo possano capire, tutto qui.
rodi is offline  
Vecchio 26-06-2003, 23.51.04   #24
dawoR(k)
Utente bannato
 
Data registrazione: 15-05-2003
Messaggi: 876
Thumbs up a quel ragazzo ->

stringo idealmente la mano
dedicando a lui e tutti quelli
che si trovano nelle sue condizioni
questi versi
che sono un pò il mio motto :

"E se io ancora sto vivendo,
se questa atmosfera di duro conflitto,
di nascente tensione
non mi ha ancora distrutto,
lo devo solo al grande patrimonio di naturalezza
e misteriosa dolcezza
che porto dentro di me..." (H.Hesse)

C'è molto in queste parole
c'è un fruscio di ali enormi
anche se è inevitabile che alle volte
si possa andare in stallo
- - - a chi non è successo? - - -
...ma poi è ancora più bello
riprendere il volo
ed allargare tutto il proprio essere
in un'apertura totale
alla casualità del vivere,così
un pò come vivo io
quasi scostumatamente orgoglioso
di non essere come gli "altri"

già... gli "altri"
ma chi saranno mai questi "altri" ?
- lo Specchio di sicuro non risponde
e nulla è fatto per durare
oltre al sentimento d'essere uguali

dawoR (k)
dawoR(k) is offline  
Vecchio 27-06-2003, 08.28.11   #25
rain
Ospite abituale
 
L'avatar di rain
 
Data registrazione: 08-05-2003
Messaggi: 187
Ciao Rodi...ho inmente quel tipo di situazioni, ho in mente come si comportano le persone nei confronti dei diversi...a volte basta avere semplicemente un abito "diverso" per essere guardati con occhi strani.
Ho avuto modo di stare accanto a persone diverse...in comunità, in centri di riabilitazione, in case famiglia. E' difficile avere a che fare con chi vive in un altro mondo, forse lo può capire appieno solo chi dentro a quel mondo c'è stato.
Ciò non toglie che finchè esistono persone come te,che dentro di sè portano qyuesto grande dono, questa voglia di capire e di ascoltare, senza mascherarsi dietro finti dogmi o credenze...beh, quelle persone saranno sempre un pò meno sole...
Un abbraccio,
Rain
rain is offline  
Vecchio 05-07-2003, 04.00.32   #26
irene
Ospite abituale
 
Data registrazione: 19-11-2002
Messaggi: 474
Comunicare con quelli che abitualmente,e presuntuosamente,la società definisce "diversi" è una maniera straordinaria per riaccostarsi non solo a loro,ma anche alla propria umanità "sommersa" e soffocata da un fastello di false certezze e di conoscenze abbastanza inutili...Comunicare con un "diverso" impone,senza appello,di cercare quel minimo comune denominatore che accomuna "noi" e "lui".E di comprendere che ciò che ci unisce è ,alla fine,molto di più di quello che ci divide.



P.S.
Scusate il ritardo della mia risposta,ma avevo perso di vista questo thread.
Peraltro mi piace molto il discorso iniziato da Rodi e proseguito da Rain e Dawork.Vorrei che continuassimo a parlare dei "diversi",magari aprendo un altro thread ad hoc...Vi aspetto

Ultima modifica di irene : 05-07-2003 alle ore 04.06.48.
irene is offline  
Vecchio 07-07-2003, 11.37.32   #27
caharun
Ospite
 
Data registrazione: 07-07-2003
Messaggi: 18
comunicare negando

Tutti noi abbiamo sperimentato la potenza del silenzio tra due corpi che si conoscono.
La sua potenza comunicativa, sensuale, rigeneratrice.
Questa è perchè si è riconosciuto il silenzio come negazione del colloquio. Si è scelto di comunicare negando la parola. E non è questa stessa scelta l'atto che innalza la parola a divinità indiscussa del comunicare?
caharun is offline  

 



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