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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 18-11-2007, 12.10.10   #1
Rolando
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L'infinità

Ciao!

Non so se sia il posto giusto ma vorrei sapere qual'è la parola giusta per esprimere l'"infinità" o l'"infinito" nel senso filosofico o esistenziale. Cioè la parola si usa per descrivere il tempo o lo spazio l'illimitati.

Quale di questi termini, l'"infinità" o l'"infinito" è più adatto?

grazie in precedenza

R
Rolando is offline  
Vecchio 18-11-2007, 19.47.38   #2
VanLag
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Riferimento: L'infinità

Citazione:
Originalmente inviato da Rolando
Ciao!

Non so se sia il posto giusto ma vorrei sapere qual'è la parola giusta per esprimere l'"infinità" o l'"infinito" nel senso filosofico o esistenziale. Cioè la parola si usa per descrivere il tempo o lo spazio l'illimitati.

Quale di questi termini, l'"infinità" o l'"infinito" è più adatto?

grazie in precedenza

R
Domanda strana.

In italiano l’infinito indica qualche cosa esente da limiti di quantità estensione e durata. Come sostantivo è usato per descrivere tipicamente il cosmo o universo che viene appunto indicato anche come l’”infinito”.

L’infinità, che pure indica un’estensione illimitata è poco usato. Ad esempio si usa l’espressione “un’infinità di gente”, per indicare le folle oceaniche. Ma non mi viene in mente altri posti dove è usato.

Non so se ti sono stato utile…. Spero di sì.

VanLag is offline  
Vecchio 18-11-2007, 21.37.41   #3
Rolando
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Riferimento: L'infinità

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Originalmente inviato da VanLag
Domanda strana.

In italiano l’infinito indica qualche cosa esente da limiti di quantità estensione e durata. Come sostantivo è usato per descrivere tipicamente il cosmo o universo che viene appunto indicato anche come l’”infinito”.

L’infinità, che pure indica un’estensione illimitata è poco usato. Ad esempio si usa l’espressione “un’infinità di gente”, per indicare le folle oceaniche. Ma non mi viene in mente altri posti dove è usato.
Non so se ti sono stato utile…. Spero di sì.
ciao VanLag! Grazie tanto per la risposta. Come forse sai, non sono italiano ma vivo vicino al polo nord, in Scandinavia, e quindi è un po' difficile sapere o trovare i concetti o le parole giusti.

Sto provando di scrivere un testo in italiano che tratta fra l'altro l'eternità e l'infinito/l'infinità, l'infinito come espressione del contrario di ciò che è limitato o temporale.

Visto che si dice "eternità" ho pensato che l'infinito sarebbe scritto nello stesso modo, cioè "infinità".
Ma secondo te questo non è giusto?

Cercando in altri testi che tratta la dimensione al di là del tempo e dello spazio ho trovato l'espressione "infinità", ma li vengono usate tutte e due le parole; "l'infinità" e "l'infinito".
La domanda è quindi qual'è il termine giusto per l'Infinito/l'Infinità, o forse si usa tutte e due le parole?
r

R
Rolando is offline  
Vecchio 19-11-2007, 00.03.00   #4
VanLag
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Riferimento: L'infinità

Citazione:
Originalmente inviato da Rolando
ciao VanLag! Grazie tanto per la risposta. Come forse sai, non sono italiano ma vivo vicino al polo nord, in Scandinavia, e quindi è un po' difficile sapere o trovare i concetti o le parole giusti.

Sto provando di scrivere un testo in italiano che tratta fra l'altro l'eternità e l'infinito/l'infinità, l'infinito come espressione del contrario di ciò che è limitato o temporale.

Visto che si dice "eternità" ho pensato che l'infinito sarebbe scritto nello stesso modo, cioè "infinità".
Ma secondo te questo non è giusto?

Cercando in altri testi che tratta la dimensione al di là del tempo e dello spazio ho trovato l'espressione "infinità", ma li vengono usate tutte e due le parole; "l'infinità" e "l'infinito".
La domanda è quindi qual'è il termine giusto per l'Infinito/l'Infinità, o forse si usa tutte e due le parole?
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R
Ricordo che non sei italiano ma sei del Nord Europa, anche se, non ricordavo più esattamente la nazione.
Per quanto riguarda lo scritto di ti direi se lo usi come sostantivo di usare “infinito”.

Ad esempio è infinitamente corretto dire: - Lo scienziato, nella sua umiltà, contempla la bellezza dell’infinito – mentre non suonerebbe affatto dire: - lo scienziato, nella sua umiltà, contempla la bellezza dell’infinità. –

Anche abbinato con eternità o sempre visto scritto infinito. Ad esempio ricordo un pezzo di Nisargadatta dove lui in risposta a qualche domanda afferma: - l’infinito e l’eternità non ammettono parti – e la traduzione è di una letterata d’eccellenza, cioè Grazia Marchianò per cui mi fiderei.

Poi magari se c’è qualcun altro più bravo di me in italiano sa dirti più cose.

Complimenti per la tua volontà di scrivere un testo in italiano….. Magari ce lo farai leggere.

VanLag is offline  
Vecchio 19-11-2007, 00.18.22   #5
donella
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Riferimento: L'infinità

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Originalmente inviato da Rolando
Ciao!

vorrei sapere qual'è la parola giusta per esprimere l'"infinità" o l'"infinito" nel senso filosofico o esistenziale. Cioè la parola si usa per descrivere il tempo o lo spazio l'illimitati.

Quale di questi termini, l'"infinità" o l'"infinito" è più adatto?


Direi che , nel momento in cui volessi filosoficamente intendere il tutto compreso nelle illimitate "coordinate" (a propria volta limitate?...anche le coordinate potrebbero essere una... INFINITA'!) di spazio-tempo illimitati... perciò stesso dovresti usare "infinito"... giacchè la "infinità" è convenzionalmente intesa - sì come illimitatezza - MA di UNA (sola) serie di cose all'interno del tutto (perciò stesso composto... di infinite infinità di altre "cose").

donella is offline  
Vecchio 19-11-2007, 10.17.29   #6
emmeci
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Riferimento: L'infinità

A Rolando. Credo che ciò che tu chiedi sia soprattutto un parere su ciò che, indipendentemente dalla collocazione geografica, noi diciamo "infinito", anche se è già presente in questo forum un argomento assimilabile a questo. Tuttavia, eccoti qualche idea che potrà servire da stimolo o per inquadrare il problema.
Di fronte alla suggestione di questa parola – “infinito” – s’impone la necessità non tanto di comprenderne il senso che, anche sulla scorta dei dizionari, può essere interpretato come “ciò che non ha limite o misura”, quanto il valore che esso rappresenta nella storia della filosofia, limitandola ovviamente a quella europea.
Così si può ricordare come quest’idea d’infinito si contrapponga non tanto all’idea del finito quanto all’idea del ciclo che, raccolto dalle mitologie primordiali, conserva ancora in Grecia un preminente valore emblematico, quasi ad esorcizzare il pericolo di un incerto e forse irreparabile divenire. Così la filosofia greca è dominata dal modello dell’essere parmenideo immune da incrinature, e respinge o frena quella mobilità del pensiero e degli elementi che in qualche modo si era manifestata in altre filosofie presocratiche e successivamente nelle scuole sofistiche. Perché, in effetti, nell’opposizione ai sofisti della grande filosofia c’è quasi il disagio di dover negare ciò che può anche allettare gli spiriti bisognosi di verità, una tentazione che spinge Socrate a un dialogo senza requie con sé stesso e con i ragazzi di Atene, un fremente e ironico impegnarsi a pervenire a definitivi concetti che poi Platone cristallizza in una chiostra di idee, imprigionando la verità nei cerchi di un logos limpido ma in qualche modo infecondo. E quando Aristotele sembra poi riaprire al sapere un varco verso la fluidità delle forme, l’intelletto greco reagisce e costringe il filosofo a sovrapporre ai flutti del mondo il freno di un pensiero che pensa sé stesso e chiude tutte le attività e tutte le forme. Un pensiero che sembra aspettare l’avvento del cristianesimo per aprirsi al sogno dell’infinito. Eppure anche il pensiero cristiano subirà il giogo del ciclo, quel congelamento o primato dell’essere che comincerà a sciogliersi solo nelle visioni di Nicola Cusano e negli "eroici furori" del Rinascimento.
Intanto quell’idea del ciclo, refrattaria ad accogliere l’infinito, aveva già trovato una difesa nella scienza o piuttosto nell’ideologia matematica, che da Pitagora in poi aveva rafforzato la diffidenza dei Greci verso ciò che diciamo infinito imponendo il rispetto dello schema deduttivo euclideo e la potenza dei numeri che, sgranati o sommati, sono alla base delle aporie di Zenone come pure della matematica che non cesserà di incantare l’Europa. Così, perfino l’infinito divino si ritrae davanti allo schema ereditato dai greci, e l’infinito bruniano trova l’opposizione drastica degli inquisitori pur costituendo il motivo profondo della nuova scienza, il principio motore del copernicanesimo, del newtonismo, e di ogni progresso scientifico fino all’evoluzionismo e alla cosmologia, e a quello slancio delle filosofie della vita, della storia, dell’ermeneutica che costituirà nel XX secolo una contrapposizione al meccanicismo perfetto.
Così, per riassumere quello che penso, potrei dire che il vero senso o potere dell’infinito non si manifesta nelle interpretazioni matematiche, ma nella comprensione che la storia è la nostra essenza, la nostra infinita misura: il resto – cioè l’emozione che ci prende pronunciando quella parola - è una favola che non sa acquistare un senso e che non si coagula nemmeno in un dizionario. Dunque l’infinito ha vinto definitivamente sull’essere? Non tanto, visto che lo stesso Heidegger, che sembrava volersi aprire al mistero del tempo e apprezzare gli sforzi dell’ermeneutica, dopo la famosa svolta sembra essere tornato a curvarsi davanti all’idolo dell’essere parmenideo – cioè l’assoluto Sein piuttosto che il mobile e pericolante Da-sein.
emmeci is offline  
Vecchio 19-11-2007, 15.47.11   #7
epicurus
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Riferimento: L'infinità

Spero di non dire una sciocchezza, però, "infinito" è aggettivo o sostantivo classico; mentre "infinità" sta a significate "essere infinito", cioè (spero di non sbagliare ) è parte nominale (del predicato nominale).

Così è anche per "eterno"/"eternità".

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Vecchio 19-11-2007, 18.39.34   #8
VanLag
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Riferimento: L'infinità

Si ma......... mi sa che invece di aiutarlo lo abbiamo confuso Rolando che, in fondo, chiedeva solo un suggerimento per scrivere in italiano corretto.
VanLag is offline  
Vecchio 20-11-2007, 15.56.03   #9
Rolando
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Riferimento: L'infinità

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Originalmente inviato da VanLag
Si ma......... mi sa che invece di aiutarlo lo abbiamo confuso Rolando che, in fondo, chiedeva solo un suggerimento per scrivere in italiano corretto.
Grazie infinitamente a tutti!
Non sono troppo confuso, ache se il tuo intervento emmeci è abbstanza "pesante" Comunque grazie!
Sembra abbastanza chiaro che nonostante l'infintà di possibilità di interpretare le parole, la parola più adatta sia "infinito".
R
Rolando is offline  
Vecchio 02-12-2007, 08.49.19   #10
nico rumeno
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Riferimento: L'infinità

Mi spaventa questa parola perche esprime qualcosa tropo grande per la mia mente. Il spazio e infinito perche a tre dimensioni,. Le tre dimensioni dello spazio non puo cambiarli nesuno perche finisce per cadere dentro. Siamo intrapolati tra la colosala forza delle micro-particele che non vediamo,e la imensita dello spazio!Tutti siamo sull "TITANIC", ad un certo punto del viagio cadiamo nel oceano. Non capisco perche non ci organiziamo meglio per afrontare problemi cosi gravi come la morte, il fine della vita sulla terra. Perdiamo tempo litigando tra di noi per soldi, viagi , machine, done, celebrita, e la morte ci aspeta al angolo. Dobiamo essere molto piu uniti ed organizati.La scienza deve esere un bene comune che tutti posono studiarla e provare di sviluparla. Siamo tanti e se ci uniamo siguramente faremo molto di piu.
nico rumeno is offline  

 



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