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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 12-12-2007, 19.48.28   #1
ivanfederovic
Nuovo ospite
 
Data registrazione: 11-12-2007
Messaggi: 1
Nietzsche Nichilista?

Vorrei sentire qualche opinione riguardo Nietzsce, ecco li mia.
Nella sua filosofia, celata spesse volte dietro veli illusori, Nietzsche cerca di abbattere la filosofia metafisica e tutte le sue conseguenze per quanto riguarda i valori, dando per scontata l’impossibilità dell’esistenza di un mondo al di là del mondo, per cui credere in questa esistenza appunto metafisica è la più grande bestemmia nei confronti della vita e della terra. Critica anche la filosofia razionale in quanto impossibilitata a conciliare gli inconciliabili principi vitali.
Per chi conosce la sua filosofia ho qualche domanda da porre:
1) L’eterno ritorno dell’uguale è considerato partendo dalla base per cui gli eventi sono finiti all’interno di un tempo infinito. Perché devono essere finiti? Questa teoria sembra un voler giustificare e dare un senso alla volontà di potenza.Al di là di questo credo che lo considerasse come un’anelare della volontà di potenza verso il principio dell’eterno ritorno.
2) Nella sua devastante filosofia contro la metafisica Nietzsche ha sempre presente un pericolo: il piccolo uomo, a cui si trova davanti Zarathustra proprio all’inizio dell’opera, espressione del nichilismo passivo senza valori che anela al nulla e possibile conseguenza della fine della metafisica. Questo uomo c’assomiglia preoccupantemente. Il superuomo è rimasta un’utopia, mentre questo piccolo uomo si diffonde come un cancro. Nietzsche capisce il momento storico e cerca la soluzione all’enorme crisi dei valori partita dall’illuminismo nel valore della Verità. La mia domanda è questa: è pronto l’uomo alla verità? Non è ormai troppo evidente il rischio del piccolo uomo?(ormai non è più un rischio) Secondo me l’opera di Nietzsche è un avviso, e non capisco proprio chi dà a Nietzsche del nichilista. Nietzsche è terrorizzato dal nichilismo!
ivanfederovic is offline  
Vecchio 12-12-2007, 21.03.07   #2
warum
Ospite
 
Data registrazione: 08-11-2007
Messaggi: 13
Riferimento: Nietzsche Nichilista?

Fare un discorso complessivo sulla filosofia di Niezsche è un'operazione abbastanza complessa, proprio perchè complessa e stratificata è la sua opera, forse ancora più complessa la sua anima.
Proverò a dire la mia opinione sull'argomento in questione. Il concetto dell'eterno ritorno, si basa sull'idea che se il tempo è infinito, e gli elementi che compongono l'universo, per quanto siano un numero incalcolabile, sono comunque finiti, e quindi la combinazione di questi elementi costituisce un numero finito, nel tempo infinito la combinazione che ha dato origine a questo universo dovrà avvenire infinite volte, e quindi il nostro mondo, e le nostre singole vite, dovranno ripetersi uguali a sè stesse infinite volte.
Questa concezione è ripresa da Nietzsche dalla filosofia greca.
La mia opinione, abbastanza banale, è che Nietsche, che in senso metafisico è un nichilista, attraverso l'eterno ritorno tenti di salvare l'immortalità dell'anima. Un'immortalità che è però assolutamente terrena, e che consiste appunto nel rivivere infinite volte la stessa vita.
Forse questa idea, che è considerata la più pesante e difficile da accettare, appare comunque un'alternativa migliore all'unica altra alternativa possibile, da un punto di vista nichilista; diventare niente, tornare nel non-essere.
Meglio allora accettare questa vita imperfetta, con tutto il suo dolore, se in essa vi è anche un solo attimo di felicità.. poichè in questo modo anche quest'attimo sarà eterno.
Quindi, dal mio punto di vista, l'idea dell'eterno ritorno rappresenta una sorta di "metafisica terrena", nata dall'incapacità di accettare, a livello non intellettuale ma spirituale, umano, l'eternità del non-essere.
warum is offline  
Vecchio 12-12-2007, 21.44.45   #3
Dasein
Ospite abituale
 
Data registrazione: 24-11-2007
Messaggi: 192
Riferimento: Nietzsche Nichilista?

La dottrina dell'eterno ritorno è una logica conseguenza del fatto che nemmeno il passato (l'esser stato...) può sfuggire al divenire e alla volontà di potenza, ragion per cui la volontà (che non si lascia stabilizzare) rivuole eternamente se stessa nella stessa maniera, cioè nel circolo di creazione e distruzione in cui si articola il punto nodale da cui parte la filosofia nietzschiana: la certezza del divenire, e per questo l'impossibilità e l'inconcepibilità di immutabili (Dio, Scienza) che stabilizzino il divenire che di per sè è l'eterna instabilità, ragion per cui gli immutabili sono illusioni poste dall'uomo che, invece (come dovrebbe essere un Oltreuomo) di accettare il divenire nella maniera consapevole, cioè creando e non come dici nella seconda affermazione, vi rinuncia passivamente.
La tematica dell'accettazione è sempre consapevole e quindi vissuta creativamente non come oggi in cui invece si accettano passivamente tutte le relativizzazioni ingenue, ritenendole vere, e si tiene per fermo che la dimensione dell'uomo medio ("una vogliuzza per il giorno, una per la notte ferma restando la salute") sia la dimensione da coltivare e perseverare nella sua deriva spersonalizzante e funzionale del mondo attuale.
Nietzsche è una "sveglia" del pensiero.
Mi fa piacere si parli di lui, non è il Verbo ma uno dei più grandi filosofi della storia.
Dasein is offline  
Vecchio 12-12-2007, 22.35.54   #4
Dasein
Ospite abituale
 
Data registrazione: 24-11-2007
Messaggi: 192
Riferimento: Nietzsche Nichilista?

Come dice bene Warum, l'eterno ritorno è una concezione che Nietzsche mutua dal pensiero greco, ma, in questo concordo con Severino, il suo percorso logico che si inserisce nel suo pensiero è una conseguenza inevitabile del fatto che, se è vero che la volontà di potenza è l'essenza del divenire, è impossibile che una dimensione (il passato, l'esser-stato) sia stabilizzata è immutabile, perchè tutto diviene e quindi anche quel passato tornerà ad essere distrutto e ricreato nella stessa maniera da quella volontà di potenza che vuole eternamente se stessa.
Quindi bisogna vivere consapevolmente accettando questo destino, perchè la felicità che giunge da questa consapevolezza si ripeterà eternamente, allora meglio accettarla che vivere eternamente nel rifiuto del proprio destino.
Dasein is offline  
Vecchio 14-12-2007, 13.44.17   #5
arsenio
Ospite abituale
 
Data registrazione: 01-04-2004
Messaggi: 1,006
Riferimento: Nietzsche Nichilista?

Citazione:
Originalmente inviato da ivanfederovic
Vorrei sentire qualche opinione riguardo Nietzsce, ecco li mia.
Nella sua filosofia, celata spesse volte dietro veli illusori, Nietzsche cerca di abbattere la filosofia metafisica e tutte le sue conseguenze per quanto riguarda i valori, dando per scontata l’impossibilità dell’esistenza di un mondo al di là del mondo, per cui credere in questa esistenza appunto metafisica è la più grande bestemmia nei confronti della vita e della terra. Critica anche la filosofia razionale in quanto impossibilitata a conciliare gli inconciliabili principi vitali.
Per chi conosce la sua filosofia ho qualche domanda da porre:
1) L’eterno ritorno dell’uguale è considerato partendo dalla base per cui gli eventi sono finiti all’interno di un tempo infinito. Perché devono essere finiti? Questa teoria sembra un voler giustificare e dare un senso alla volontà di potenza.Al di là di questo credo che lo considerasse come un’anelare della volontà di potenza verso il principio dell’eterno ritorno.
2) Nella sua devastante filosofia contro la metafisica Nietzsche ha sempre presente un pericolo: il piccolo uomo, a cui si trova davanti Zarathustra proprio all’inizio dell’opera, espressione del nichilismo passivo senza valori che anela al nulla e possibile conseguenza della fine della metafisica. Questo uomo c’assomiglia preoccupantemente. Il superuomo è rimasta un’utopia, mentre questo piccolo uomo si diffonde come un cancro. Nietzsche capisce il momento storico e cerca la soluzione all’enorme crisi dei valori partita dall’illuminismo nel valore della Verità. La mia domanda è questa: è pronto l’uomo alla verità? Non è ormai troppo evidente il rischio del piccolo uomo?(ormai non è più un rischio) Secondo me l’opera di Nietzsche è un avviso, e non capisco proprio chi dà a Nietzsche del nichilista. Nietzsche è terrorizzato dal nichilismo!


La "lievità" nietscheana

La "lievità" di Nietzsche è un concetto noto anche ai pedagogisti come ipotesi educativa. Negli anni '80 m' interessò un' interpretazione proposta da studiosi cone G. M. Bertin, G. Deleuze, il germanista C. Magris, ecc. sull'"Oltre uomo", sia pure con aspetti allora problematici e paradossali. Oggi non più tali, essendo riconosciuto Nietzsche possibile educatore e imprescindibile per la cultura del '900 e oltre.

La "demonicità" nell'ottica di Nietzsche assume il significato della volontà di donare ( o di "potenza" correttamente interpretata) in una visione di lievità non intesa come superficialità e leggerezza, ma come antitesi alla pesantezza dei dogmi e della retorica degli eterni "valori" di una massa opportunista e volgare, passivamene integrata in una civiltà produttivo-consumistica, competitiva ,tecnologica.

L'uomo del "lieve" è in divenire superando anche se stesso ove opportuno, in un altruismo anticonvenzionale, perchè non avrebbe senso donare mediocrità e infelicità personale. Interagisce con l'altro per un arricchimento reciproco. I suoi valori sono contemplazione, ozio e solitudine proficui, in ampia accezione e profondamente meditativi.
Pur non ignorando le sue suggestioni estetiche, mistiche e antidemocrtiche, a volte anche con interpretazioni di comodo. Nietzsche nichilista costruttivo e riformatore viene oggi interpretato come costruttore di una civiltà alternativa, dove "l'uomo che oggi non sa vivere vivrà nel modo migliore". Abbozzo dell'uomo del futuro: l'"oltreuomo"

arsenio is offline  
Vecchio 14-12-2007, 16.19.25   #6
emmeci
Ospite abituale
 
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Data registrazione: 10-06-2007
Messaggi: 1,272
Riferimento: Nietzsche Nichilista?

Sì, credo anch’io che Nietzsche sia un nichilista a metà, ossia troppo lieve (come dice Arsenio) per esserlo veramente. Non tanto per una sorta di patetico ritorno ai buoni sentimenti ma per la ogica inesorabile della vita. Perché, se è vero che egli ha raccolto dall’intera cultura moderna il delinearsi o la necessità di un radicalismo del nulla, cioè la tentazione di portare alla fine quello che è stato definito uno smarrimento del senso dell’essere, ha pure nutrito, io credo, la presunzione che solo in tal modo si avvicini il momento della rinascita e la gloria, per lui, d’averla annunciata, la gloria di essere riuscito a dominare il destino vincendo la nostra debolezza di averlo subito e di esserne stati schiavi, mentre egli ha la forza di considerare irreale tutto ciò che ha prodotto la storia – si tratti di religione scienza o filosofia – e rendere sgombro il campo per una vita diversa. Così, c’è qualcosa in lui che non obbedisce ai suoi aforismi e che sembra ripugnare alla sua stessa terribile sferza: un vero nichilismo non si attua mai, non solo perché egli è un mirabile artefice di parole ma perché è in preda a un continuo sussulto, un abbrancarsi a ideali o istinti spezzati ma in qualche modo gratificanti, sogni irreprimibili di un eroismo che in altri momenti avrebbe considerato ridicolo - in fondo un eden passato e un eden futuro….Così egli non rappresenta il filosofo del risentimento totale, del sorpassamento di tutti i valori, della mutazione della specie-uomo, ma un caso forse estremo di romanticismo, un auto-esaltarsi della specie uomo nel momento che sembra vicina a spirare: una specie, in fondo, cui ripugna l’essere nulla e che, costi quello che costi in fatto di coerenza, Nietzsche lotta per ritrovare, aforisma dopo aforisma, anche senza il soccorso divino. E che è il famoso eterno ritorno se non uno stemma che suggella l’eternità della vita sopra la morte? Così, nonostante gli sforzi e la tortura di nichilista, la specie non muta e trova ancora oggi – come possiamo vedere - altri filosofi decisi a condurre avanti la sua battaglia contro la religione e la storia, interrotta da Nietzsche nel momento della pazzia. Ed è certamente in questo momento che egli non è nichilista ma simile al Dio della croce o a un martire bisognoso della nostra pietà.
emmeci is offline  

 



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