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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 10-02-2008, 22.35.29   #31
katerpillar
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emmeci
Citazione:
Sì, ma c’è però qualche difficoltà, katerpillar, ad accettare che la memoria sia una funzione fisica se guardiamo non solo agli exploits dell’empirismo ma anche a quelli dell’idealismo:
katerpillar Non ho mai affermato, emmeci, che la memoria sia un qualcosa di fisico, anzi, mi sembra che centri l'elettricità, come credo che anche il pensiero funzioni con questa, poiché le sinapsi possono essere chimiche ma anche elettriché. Può darsi che il tutto sia un mischuglio di questi due fattori.
Per quanto riguarda il resto, e mi rivolgo anche a koan, mi piace effettuare sempre la stessa domanda; ovvero: quando un essere umano perde la sua memoria-completamente, non parzialmente- come mai che tutte le attività di cui parliamo scompaiono? Ecco emmeci, basterebbe questo risultato come prova regina, del fatto che tutto è collegato alla memoria, sia essa memonica che fisica. Poi come è fatta, come funzione ecc. lascimolo alle neuscienze, ma che dobbiamo fare tutto da soli?

emmeci
Citazione:
...e non parlo di quello di Fichte o di Hegel, ma di Platone che pure dava un grande credito alla memoria, ma la interpretava in senso più alato se non addirittura orfico, quando raccontò nel Menone che uno schiavo, del tutto ignaro di geometria, era riuscito a pervenire da sé alla dimostrazione del teorema di Pitagora, e lo spiegò col fatto che l’anima dell’uomo ha acquisito la conoscenza della verità in una vita pregressa e può quindi ricordarla senza soverchia fatica.
katerpillar

Mi sembra che anche noi, lavorando "empiricamente, siamo arrivati alle conclusioni che è arrivata la scienza, che ora lo dimostra tramite la planaria. Anche se, emmeci, per amore della verità, quell'esperimento che tu hai visto su Geo&Geo é gia stato effettuato altre volte. Ma, in ogni modo, dobbiamo essere esigenti e intrasigenti nei confronti di questi "addormentati nel bosco", che risultano essere i componenti della scienza ufficiale, perché quello che fece lo schiavo lo sanno anche loro, anche se un episdio avvenuto 2400 anni or sono, non può far testo. Incito ad essere intrasigenti perché a questora ne dovremmo sapere molto di più di quando sia nata la memoria e da cosa sia nata, e solo dopo andare a vedere le caratteristiche della stessa.

Dobbiamo ricercare gli eventi del passato prima di quelli del presente. Ma anche con il solo esperimento della planaria si dovrebbero domandare: ma come fa un animaletto unicellulare ad avere una memoria? Ma allora è la materia che con cui siamo costituiti che ha in se la memoria. Quando ho affermato che anche una pietra, l'acqua o il vino hanno una memoria, solo per il fatto di essere tali, non facevo del parossismo polemico, ma ho affermato quello che penso, arrivando a questa conclusione proprio ragionando sullo stato solido, liquido e gassoso che rappresenta la memoria della materia e, quindi, dell'universo.

Ad un certo punto della discussione, per arrivare a ragionare in questo modo, dobbiamo lasciar perdere l'attuale stato della memoria, con tutti gli annessi e connesi, per andare a ritroso nel tempo, perché li, a mio modo di vedere, vi sono gli avvenimenti semplici per ragionare sulla memoria.
Partendo dallo stato attuale è come voler recitare la Divina Commedia partendo dall'ultima pagina....dalla prima bisogna partire, dalla prima.

Saluti.
Giancarlo.
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Vecchio 11-02-2008, 09.11.27   #32
emmeci
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Sarà una fissazione anche la mia, Katerpillar, ma mi pare che ciò che è significativo in questa discussione sulla memoria è la capacità dell’uomo di superarla, cioè di portarsi al di là della memoria non solo fisica ma metafisica…. anche se il mio gusto per l’ironia o la battaglia di idee non può alla fine vincere quello per la concordia e un sano equilibrio. E allora? Allora vorrei richiamare ciò che mi pare essere il cuore del problema al di là di ciò che ha potuto divertirci nell’esempio della planaria o nel dialogo di Platone, cioè la semplice ma determinante realtà della storia, che può apparire come un trionfo della memoria mentre è un continuo uscire da essa, fino a quella che potrebbe apparire come un’insurrezione o una ribellione epocale. Il momento cririco si è avuto a cavallo fra XIX e XX secolo, quando i poeti e gli artisti europei hanno gettato il guanto di sfida alla tradizione, hanno rifiutato la storia dei libri di testo per inventarne una nuova, e subito sono stati imitati dai vessilliferi della trasformazione sociale e politica, che in pochi anni diventa rivoluzione assoluta – non solo rivoluzione contro l’assetto statale e giuridico, ma contro il sapere e la moralità dei padri, cioè un emanciparsi da ciò che è per ciò che può essere, fino al trascendimento di tutti i valori e addirittura a una mutazione della specie-uomo….E’ l’uomo che si rivolta contro la sua memoria, che da allora non è più considerata la santa memoria, cioè la memoria dello spirito e della carne – forse per una nuova metafisica? O per l’eterno ripetersi dell’istante che rappresenterebbe l’impero assoluto della memoria? Dunque neanche Nietzsche ha saputo trafiggere la memoria – e tutto sembra essere ritornato nell’ordine, compresa la realtà dell’inferno come ha proclamato proprio in questi giorni il papa. Eppure “tutto si muove”, direbbe Eraclito con Galileo, la storia non è mai la stessa anche se – apocalisse o non apocalisse, universo che si espande o che si ripiega in sé – la rivoluzione cioè la sconfitta della memoria è un triste o tragico evento per l’umanità: sì, è proprio questo il mistero (veramente tragico o comico?) della storia, che se vincere la memoria è ciò che la fa andare avanti, annullare la memoria la precipita nell’abisso, come hanno dimostrato le rivoluzioni del Novecento e potranno dimostrare le rivoluzioni future. E con questo, Katerpillar, mi pare di aver trovato la strada per un fecondo e rasserenante accordo fra le nostre idee.
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Vecchio 11-02-2008, 16.43.05   #33
katerpillar
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emmeci
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Sarà una fissazione anche la mia, Katerpillar, ma mi pare che ciò che è significativo in questa discussione sulla memoria è la capacità dell’uomo di superarla, cioè di portarsi al di là della memoria non solo fisica ma metafisica…. anche se il mio gusto per l’ironia o la battaglia di idee non può alla fine vincere quello per la concordia e un sano equilibrio. E allora? Allora vorrei richiamare ciò che mi pare essere il cuore del problema al di là di ciò che ha potuto divertirci nell’esempio della planaria o nel dialogo di Platone, cioè la semplice ma determinante realtà della storia, che può apparire come un trionfo della memoria mentre è un continuo uscire da essa, fino a quella che potrebbe apparire come un’insurrezione o una ribellione epocale. Il momento cririco si è avuto a cavallo fra XIX e XX secolo, quando i poeti e gli artisti europei hanno gettato il guanto di sfida alla tradizione, hanno rifiutato la storia dei libri di testo per inventarne una nuova, e subito sono stati imitati dai vessilliferi della trasformazione sociale e politica, che in pochi anni diventa rivoluzione assoluta – non solo rivoluzione contro l’assetto statale e giuridico, ma contro il sapere e la moralità dei padri, cioè un emanciparsi da ciò che è per ciò che può essere, fino al trascendimento di tutti i valori e addirittura a una mutazione della specie-uomo….E’ l’uomo che si rivolta contro la sua memoria, che da allora non è più considerata la santa memoria, cioè la memoria dello spirito e della carne – forse per una nuova metafisica? O per l’eterno ripetersi dell’istante che rappresenterebbe l’impero assoluto della memoria? Dunque neanche Nietzsche ha saputo trafiggere la memoria – e tutto sembra essere ritornato nell’ordine, compresa la realtà dell’inferno come ha proclamato proprio in questi giorni il papa. Eppure “tutto si muove”, direbbe Eraclito con Galileo, la storia non è mai la stessa anche se – apocalisse o non apocalisse, universo che si espande o che si ripiega in sé – la rivoluzione cioè la sconfitta della memoria è un triste o tragico evento per l’umanità: sì, è proprio questo il mistero (veramente tragico o comico?) della storia, che se vincere la memoria è ciò che la fa andare avanti, annullare la memoria la precipita nell’abisso, come hanno dimostrato le rivoluzioni del Novecento e potranno dimostrare le rivoluzioni future. E con questo, Katerpillar, mi pare di aver trovato la strada per un fecondo e rasserenante accordo fra le nostre idee.
Ieri 22.35.29
katerpillar

Sono d'accordo con te emmeci. Infatti: quando l'uomo si rende conto d'essere uomo, delle sue peculiarità, cerca di andare anche al di là della propria memoria, per la semplice ragione che lui non è formato solo di essa, ma d'infinite sfumature che gli provengono dal passato e dal presente, di patrimoni che sono attuali ma di altri che provengono dal profondo della stroria e ancora d'altri che provengono dall'universo, da quella immensa e struggente memoria che è l'universo. Infatti l'uomo non è solo sesso, rigore, rancore, etica, rabbia, altruismo, carità, bontà, dubbio ecc. ma porta dentro di se un sentimento chiamato amore, che da solo riuscirebbe a contenere, in armonia, tutto l'universo, se solo venisse applicato. Quando affermo che l'avvenire dell'uomo sta al di là della propria fede, intendo proprio questo, perché al di la di essa l'uomo rincomincerebbe a camminare con l'uomo, uniti per lo scopo che vogliamo. Per altro, la tua osservazione mi conferma che la memoria è semplicemente un mezzo; non ha potere su di noi se la sappiamo domare al nostro comando. Non è un qualcosa che sta al difuori di noi, ma siamo un tutt'uno: un patrimonio che dovremmo far funzionare a dovere se vogliamo trovare o creare il paradiso terrestre per l'umanità; dopo si vedrà qual'è il vero problema da risolvere e il da farsi.

Per altro, a proposito di sentimenti, perdonami emmeci, ma nel leggerti ho provato una grande invidia nei tuoi confronti, per quella prosa raffinata che fai girare e rigirare tra le mani, cui io non riuscirò mai ad arrivare. Come vedi, se ancora esiste l'invidia il percorso da fare è lunghissimo.

Ciao.
Giancarlo.
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Vecchio 12-02-2008, 07.29.37   #34
emmeci
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Beh, Giancarlo, dopo quasi ottant’anni di esercizi di scrittura forse non è tanto stupefacente che io sappia scrivere senza errori i miei compiti….Ma è piuttosto questo che fa meraviglia, che da una concezione tutto sommato realistica se non addirittura materialistica tu sia passato a una morale d’amore e non a quella di una lotta per la vita che alcuni vedono come nefasta conseguenza del darwinismo….Magari in un futuro non troppo lontano arriverai a concepire che dalla fisica nasca ancora una metafisica spirituale se non religiosa, allietando tanti frequentatori di questo forum. E visto che il mio invito a studiare la storia cogliendo piuttosto i suoi slanci rivoluzionari che non i rimpianti di un lontano passato, ti ha spinto troppo in là rispetto a quell’aureo equilibrio che forse è ciò a cui dovremmo tendere entrambi, passo a ricordarti che anche la dea Mnemosine ha le sue naturali esigenze, almeno finché il fisico regge – come sembra sia dimostrato in un film di successo, tratto dal romanzo “L’animale morente” dell’americano Philip Roth.
Si tratta del film “Elegy” di Isabel Coixet, nel quale sir Ben Kingsley, nella parte del compassato professor David, viene travolto dall’impeto e dal calore latino di Penelope Cruz nella parte della sua alunna Consuelo e vive l’amore senza riserve perché (dice il giornale) il fisico regge. Il tema del resto – precisa la regista – “non è la differenza di età ma l’amore, il coraggio di convivere col proprio corpo che si consuma”, e aggiunge che l’autore del libro, esperto anche lui in innamoramenti nonostante l’età, le aveva detto alla vigila delle riprese : “Ricordati, mentre giri, che il fisico ha più memoria del cervello”. Di fronte a un parere così autorevole, Giancarlo, non puoi che tornare ai tuoi vecchi amori: ti lascio tra le feconde braccia della dea Mnemosine.
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Vecchio 12-02-2008, 12.31.58   #35
katerpillar
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emmeci
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Beh, Giancarlo, dopo quasi ottant’anni di esercizi di scrittura forse non è tanto stupefacente che io sappia scrivere senza errori i miei compiti….Ma è piuttosto questo che fa meraviglia, che da una concezione tutto sommato realistica se non addirittura materialistica tu sia passato a una morale d’amore e non a quella di una lotta per la vita che alcuni vedono come nefasta conseguenza del darwinismo….
katerpillar

In effetti, è stato facile cogliermi in contraddizione, dato lo slancio con cu cui peroro la causa della memoria; ma i motivi di questa contraddizione sono presto spiegati. Frequento, indegnamente, un circolo filosofico della mia zona e, un giorno, mentre giocavo a carte con degli amici, uno di loro, pressappoco della tua età, se ne uscì affermando, "vedrete: alla fine si scoprirà che anche l'universo possiede un sentimento d'amore, perché senza l'amore non può esistere nulla, non può esistere l'equilibrio". Naturalmente rimanemmo tutti tra lo scherzo e la battuta, ma alzando la testa dalle carte per guardare l'interlocutore, conoscendolo, ci rendemmo conto che Vittorio Lodi, detto "Archide", non stava scherzando. In seguito chiesi chiarimenti su quella battuta; sul suo significato e quali strade aveva percorso per arrivare a quelle conclusioni. Archide rispose (Cito a memoria): "Mi sono reso conto che la vita non può vivere senza l'amore e la solidarietà, per cui l'amore non è qualcosa di acquisito, ma è innato, e se lo è vuol dire che ce l'ha trasmesso la materia con cui siamo formati, e se ce l'ha la materia vuol dire che esiste in tutto l'universo. Per concludere: l'umanità non può vivere la propria vita, con un equilibrio, senza il sentimento d'amore e di solidarietà".

Magari poi scopri che in natura esiste "La simbiosi" = convivenza, e allora incominci a farti delle domande sulla solidarietà e sull'amore che prova l'universo.

emmeci
Citazione:
E visto che il mio invito a studiare la storia cogliendo piuttosto i suoi slanci rivoluzionari che non i rimpianti di un lontano passato, ti ha spinto troppo in là rispetto a quell’aureo equilibrio che forse è ciò a cui dovremmo tendere entrambi, passo a ricordarti che anche la dea Mnemosine ha le sue naturali esigenze, almeno finché il fisico regge – come sembra sia dimostrato in un film di successo, tratto dal romanzo “L’animale morente” dell’americano Philip Roth.
Si tratta del film “Elegy” di Isabel Coixet, nel quale sir Ben Kingsley, nella parte del compassato professor David, viene travolto dall’impeto e dal calore latino di Penelope Cruz nella parte della sua alunna Consuelo e vive l’amore senza riserve perché (dice il giornale) il fisico regge.
katerpillar

Il film da te citato mi ricorda il nome di Maria Magdalena Dietrich, in arte Marlene Dietrich, nell'indimenticabile film: L'angelo azzurro, con la regia di Josef von Sternberg, film tratto da un romanzo scritto da Heinrich Mann, fratello del più famoso Thomas.

Nella trama i due film si equivalgono, e la sola differenza sta nei 78 anni tra: l'uscita del primo e l'uscita del secondo. Queste scopiazzature non mi riportano a pensare alle normali esigenze della dea Mnemosine, voluta da Zeus.
Citazione:
ZEUS ritaglia un’isola di conoscenza e descrizione. Una piccola isola di conoscenza che gli Esseri figli di ERA, sfruttando il bagaglio che la propria specie ha costruito per loro, possono utilizzare quale terreno nel quale costruire le proprie sfide. I figli di ERA possono ampliare quell’isola: debbono ampliarla! I figli di ERA possono uscire da quell’isola: possono uscire. Possono trovare altri campi in cui agire per costruirsi e possono accedere alla MNEMOSINE universale. Poco potrebbero fare nel frastuono delle voci dell’universo se prima non avessero costruito la propria corazzatura nella MNEMOSINE che per essi ZEUS ha costruito.
Piuttosto mi preoccupa la continua assenza della fantasia in questa società opulenta. Sembra che la fantasia, man mano, stia scomparendo, e non si aspetta altro che fargli il funerale. Ma a quel punto credo che l'evoluzione e l'amore scompariranno dalle coscienze umane e, se il mio amico Archide aveva ragione, per logica conseguenza dovremmo scomparire anche dall'universo, poiché lui...secondo Archide e me:è memoria piena d'amore.

Ciao.
Giancarlo.
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Vecchio 12-02-2008, 15.32.10   #36
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Citazione da Katerpillar
Frequento, indegnamente, un circolo filosofico della mia zona e, un giorno, mentre giocavo a carte con degli amici, uno di loro, pressappoco della tua età, se ne uscì affermando, "vedrete: alla fine si scoprirà che anche l'universo possiede un sentimento d'amore, perché senza l'amore non può esistere nulla, non può esistere l'equilibrio". Naturalmente rimanemmo tutti tra lo scherzo e la battuta, ma alzando la testa dalle carte per guardare l'interlocutore, conoscendolo, ci rendemmo conto che Vittorio Lodi, detto "Archide", non stava scherzando. In seguito chiesi chiarimenti su quella battuta; sul suo significato e quali strade aveva percorso per arrivare a quelle conclusioni. Archide rispose (Cito a memoria): "Mi sono reso conto che la vita non può vivere senza l'amore e la solidarietà, per cui l'amore non è qualcosa di acquisito, ma è innato, e se lo è vuol dire che ce l'ha trasmesso la materia con cui siamo formati, e se ce l'ha la materia vuol dire che esiste in tutto l'universo. Per concludere: l'umanità non può vivere la propria vita, con un equilibrio, senza il sentimento d'amore e di solidarietà".

Carissimo amico Katerpillar,Più ti leggo e sempre più mi accorgo che non sono il solo a condividere la mia filosofia,quella espressa in quel condensato che ho steso nel mio blog che invito a leggere ATTENTAMENTE E LENTAMENTE.
Nel quale affermo da tempo che tutta l'umanita continua ad esistere perchè ha come indistruttibile base fondamentate L'AMORE. Il bene alberga nell'uomo, il male quando entra nell'uomo,arriva da fonti od eventi esterni,ma non è nella natura umana. Il male è solo ed esclusivo frutto dell' ìignoranza,quindi compatibile e curabile.
Ciao, e perdonami se mi soni intromesso espert37
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Vecchio 12-02-2008, 17.33.44   #37
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Stavolta sono io che debbo richiamarti alla realtà, Giancarlo, e a non lasciarti prendere dalla fantasia fino a ipotizzare che se io o tu non avessimo trovato l’amore, l’universo non potrebbe esistere….Oddio, l’amore è qualcosa che è apparso quando era il momento: ti pare che fosse amore quello che faceva cozzare quark e fotoni in pieno big bang? E come hanno fatto gli esseri unicellulari, privi di gameti, a nascere e svilupparsi? No, proprio perché l’universo è pieno di fantasia l’amore non è tutto: dirò - a costo di dare una delusione a espert37 e agli amici che attivi su argomenti come “nella fiducia dimora l’amore”, che gli spermatozoi potrebbero non esistere e sono stati introdotti dal caso.
Però hai ragione, Giancarlo, ci troviamo sull’orlo di un baratro quando pensiamo a che cosa è diventata la società umana da quando le religioni sembrano essere religioni dell’odio e non dell’amore, e i fedeli si insultano riportando il caos in quell’universo che, passata la buriana iniziale, sembra oggi in uno stato di soddisfacente equilibrio fra violenza e dolcezza, involuzione ed evoluzione, regresso e progresso. Sì, un equilibrio si può sempre trovare – se il fisico regge - anzi mi piacerebbe introdurre nel forum un argomento dal titolo “Aurea o vile mediocrità?” che potrebbe iniziare così.
“Sembra che il nostro perfetto modello sia – come nel famoso disegno leonardesco - qualcosa di intermedio fra altezza e larghezza, simmetria e asimmetria e, andando avanti, fra imbecillità e saggezza, fisica e metafisica o – per dirla con le parole dell’Inno alla gioia di Schiller – tra la voluttà del verme e l’amore del Cherubino. Ma lasciamo questi estremi che avrebbero messo in imbarazzo non solo il filosofo Buridano ma l’Ercole delle muscolari fatiche. Infatti si può andare da un estremo all’altro anche se si conserva il corpo in un caldo e ben protetto divano - perché il pensiero può sprofondare in ciò che è infimo o sollevarsi al più alto ideale….Si potrebbe quasi stabilire una scala della sanità mentale partendo da uno zero di base e prolungandola nei due sensi, cioè verso il super-ego o l’infra-ego, una scala forse più promettente di quella su cui si arrovellano i cognitivisti con i loro test d’intelligenza. Ma no, lasciamo questi inutili paragoni: gli eccessi sono sempre rischiosi anche nella filosofia oltre che nell’amore, se ricordiamo il destino di Nietzsche, passato dalla volontà di potenza alla pazzia, mentre ogni giorno abbiamo prove del potere di seduzione e dei tragici effetti dell’estremismo e di una fede che oscilla fra paradiso ed inferno, fra un anelito verso l’assoluto e uno scendere nell’abisso".
Insomma, domanderei ai frequentatori del forum: è da ritenersi auspicabile fermarsi a quella omeostasi del corpo e dell’anima, a quella mediocrità ed equilibrio fra estremi, oppure, dato che si vive una volta sola, è meglio osare, rischiando, in un senso o nell’altro, anche a costo di mettere in crisi la nostra salute mentale?
(Chi sa, forse a questo punto potremmo ricordarci del tema iniziale, e pensare che davanti a una scelta fra la Venere urania e quella terrena, cioè tra Penelope Kruz ed Ofelia, il dubbio sarebbe, anche per Amleto, difficile da superare).
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Vecchio 12-02-2008, 18.54.19   #38
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Piuttosto mi preoccupa la continua assenza della fantasia in questa società opulenta. Sembra che la fantasia, man mano, stia scomparendo, e non si aspetta altro che fargli il funerale. Ma a quel punto credo che l'evoluzione e l'amore scompariranno dalle coscienze umane e, se il mio amico Archide aveva ragione, per logica conseguenza dovremmo scomparire anche dall'universo, poiché lui...secondo Archide e me:è memoria piena d'amore.
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Carissimo amico Katerpillar, Più ti leggo e sempre più mi accorgo che non sono il solo a condividere la mia filosofia, quella espressa in quel condensato che ho steso nel mio blog che invito a leggere ATTENTAMENTE E LENTAMENTE. Nel quale affermo da tempo che tutta l'umanita continua ad esistere perchè ha come indistruttibile base fondamentate L'AMORE.
Katerpillar

Caro espert37, sono contento della tua condivisione anche se i presupposti che adottiamo per arrivare allo stesso traguardo partono da differenti punti di vista; infatti, più volte mi hai invitato a leggere il tuo blog e più volte l'ho fatto, ma ho trovato solo dicorsi sulla chiesa, sui papi e sulla religione, in generale, con la quale, per credere, dovrei applicare la fede; cosa che ancora non ho avuto la fortuna di possedere.
I miei deboli dubbi sulla fede si sono rinforzati da quando ho letto il messaggio di un pescatore sardo che si chiama Leo Sinopoli, riportato su di una parete di roccia. Il messaggio recita:

A TUTTI GLI UOMINI

FINO A QUANDO CONTINUERETE A PLOCLAMARE LE
VOSTRE VERITA' RESTANDO DIETRO LA MURAGLIA DELLA
FEDE, PUR CAMMINANDO PARALLELI AGLI ALTRI
NON V'INCONTRETE MAI.

LEO IL PESCATORE.

Proprio così, sembra che la fede se da una parte aiuta chi la applica, dall'altra ha il potere di separare gli uomini di diversa fede.

Per quanto riguarda l'intrusione non esiste, in un forum può intervenire chi lo desidera: tu lo hai desiderato e a me ha fatto piacere. Ciao.

Saluti.
Giancarlo.
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Vecchio 13-02-2008, 21.42.26   #39
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emmeci
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Insomma, domanderei ai frequentatori del forum: è da ritenersi auspicabile fermarsi a quella omeostasi del corpo e dell’anima, a quella mediocrità ed equilibrio fra estremi, oppure, dato che si vive una volta sola, è meglio osare, rischiando, in un senso o nell’altro, anche a costo di mettere in crisi la nostra salute mentale?
katerpillar

Io credo che se veramente si riuscisse a raggiungere "l'omeostasi" del corpo e dell'anima, penso proprio che sarebbe "un bello" starci in quel mondo. Per altro, sei sicuro che quando dovesse arrivare il momento, veramente abbiamo la possibilità di scelta? Che decidiamo noi di rischiare anche a costo di mettere in crisi la nostra salute mentale? La memoria è stata una bellissima invenzione, emmeci, per cui non ci fa avventurare nel salto dei precipizi se non è sicura che sappiamo superarli.

I precipizi molte volte si superano altre volte ci inghiottiscono, secondo che cosa ci hanno messo davanti in quel momento: sia la casualità sia la nostra memoria.

Saluti.
Giancarlo
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Vecchio 15-02-2008, 09.05.21   #40
emmeci
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Forse chi ha deciso una volta per tutte, come Nietzsche, di essere sé, cioè di dire sì alla sua vita, è finito nel precipizio e ha sperimentato sulla sua pelle – cioè sulla sua salute mentale – quanto fosse rischiosa la decisione….Allora dobbiamo obbedire a ciò che ci dicono genitori ed amici, accettare un impiego onorevole e remunerato, rinunciare a prendersi beffe dell’attualità, anzi della storia intera dell’uomo e dei suoi onorati ideali, rinunciare a lottare con Dio e ad affermare il potere che ho di presentarmi come il solo modello capace di dare un senso a questo decadente universo? Ma Nietzsche, in fondo, ha veramente compiuto il gran salto? Ha rivoluzionato la storia? Ha mutato la specie-uomo? La vera audacia non sta piuttosto nell’aprirsi a ciò che ci presenta la storia e portarla più avanti, cioè a sopportare la vista dell’infinito, anche se questo dovesse richiedere la mia umiliazione e la mia scomparsa? Non è questo che dovrebbero imparare i rivoluzionari prima di macchiare di sangue la carne del mondo? Quell’aurea via di mezzo tra memoria e invenzione, tra forza e dolcezza, che i greci cercavano e che a noi, Katerpillar, potrebbe forse bastare che assomigliasse a un incontro di idee, una mescolanza di fantasia e realtà, del guizzo geniale e dell'undolenza dell’uomo comune, uniti nella capacità di accettare quello che ci viene offerto, cioè alla fine la tragedia e la commedia della vita? Un equilibrio nell’infinito: è questo l’ideale del saggio, questo cercare l’assoluto nel relativo e la verità attraverso le maliziose insidie del dubbio?
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