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Vecchio 25-04-2008, 17.34.08   #1
Emanuelevero
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Misticismo di Kant e il fine di ogni uomo

Faccio una domanda basata su parole di Kant.

A) "ogni uomo come fine a se stesso"

B) "la società come un "tutto morale""

In che senso devono essere intese?

Il mio problema riguarda in realtà solo la A,
cito la B invece, che non ho difficoltà capire,
perchè mi pare che sia in palese ossimoro con A.

La risposta che io do è quella del misticismo e cioè che in ogni individuo
vi è un "super-individuo" l'Imperativo categorico che condivide la natura
del "tutto morale" e che disegna nel microcosmo dell'uomo la legge morale che inscritta nel ciello stellato.

Non sono un intenditore di Kant perciò accetto tutte le critiche
ma tutto quello che sto leggendo di suo non mi fa propendere per un soggettivista.
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Vecchio 25-04-2008, 21.06.01   #2
Noor
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Riferimento: Misticismo di Kant e il fine di ogni uomo

"La Mente non è soggetta agli affetti che si riferiscono alle passioni se non nel corso della durata del Corpo."

"Niente accade in contrasto con la natura, anzi essa mantiene un ordine fisso e immutabile."

Baruch Spinoza
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Vecchio 30-04-2008, 01.00.21   #3
Emanuelevero
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Riferimento: Misticismo di Kant e il fine di ogni uomo

Citazione:
Originalmente inviato da Noor
"La Mente non è soggetta agli affetti che si riferiscono alle passioni se non nel corso della durata del Corpo."

"Niente accade in contrasto con la natura, anzi essa mantiene un ordine fisso e immutabile."

Baruch Spinoza


Ho aspettato un po' per risponderti volevo vedere se arrivavano
altre risposte... ma come vedo non c'è nessuno...

ne devo dedurre che il misticismo di Kant è un tabu laico?

Come tutte le cose si riconoscono solo se si possiedono,
grazie Noor per queste bellissime citazioni.
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Vecchio 30-04-2008, 06.59.55   #4
emmeci
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Riferimento: Misticismo di Kant e il fine di ogni uomo

Era difficile rispondere - emanuelevero - perché l’asserzione a base del tema che hai posto ("misticismo di Kant") è già di per sé insostenibile. Il misticismo, in ogni luogo e tempo, richiama un’esperienza diretta del divino, anzi un’ascesa dell’uomo a Dio attraverso un itinerario conoscitivo e morale (ascetico). Che cosa c’è in Kant che assomigli a un’esperienza di questo genere? Se Kant arriva a qualcosa che può assomigliare a una fede in Dio vi arriva attraverso criteri puramente razionali o meglio morali-razionali.
La critica della ragion pura demolisce ogni teologia con tutto ciò che riguarda un concetto di Dio senza affatto sostituirlo con esperienze di altro tipo. Nella critica della ragion pratica arriva all’idea di Dio come necessità morale o bisogno della ragione fondato sull'esigenza (sempre razionale) di dover promuovere il sommo bene (“voglio che ci sia un Dio - dice l’uomo giusto”). La religione, nei limiti della semplice ragione - spiega Kant - è la conoscenza dei doveri come comandi divini….In sintesi, e da compiuto illuminista, Kant riporta la religione a una necessità razionale dove non c’è posto per il misticismo. E quando egli raccomanda di considerare ogni uomo “fine a sé stesso” è totalmente immerso nella sfera morale non nella sfera religiosa e tanto meno mistica.
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Vecchio 30-04-2008, 09.54.02   #5
ornella
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Riferimento: Misticismo di Kant e il fine di ogni uomo

Citazione:
Originalmente inviato da Emanuelevero
Faccio una domanda basata su parole di Kant.

A) "ogni uomo come fine a se stesso"

B) "la società come un "tutto morale""

In che senso devono essere intese?

Il mio problema riguarda in realtà solo la A,
cito la B invece, che non ho difficoltà capire,
perchè mi pare che sia in palese ossimoro con A.

La risposta che io do è quella del misticismo e cioè che in ogni individuo
vi è un "super-individuo" l'Imperativo categorico che condivide la natura
del "tutto morale" e che disegna nel microcosmo dell'uomo la legge morale che inscritta nel ciello stellato.

Non sono un intenditore di Kant perciò accetto tutte le critiche
ma tutto quello che sto leggendo di suo non mi fa propendere per un soggettivista.
A-"ogni uomo come fine a se stesso"

Credo che in realtà non possiamo fare altro, ovvero proprio per la nostra visione limitata della realtà, il Nostro apporto alla Società è maggiore in realazione all'evoluzione di Noi stessi.
Un Nostro esporci senza un evoluzione importante, ci pone alla strumentalizzazione di altri.
Un po' come l'Arte, in cui è importante l'apporto originale, in cui l'Arte segue un cammino, una copia perfetta della Gioconda pure meritevole, non sarà mai la Gioconda.
In questo la Società moderna che tende a privilegiare la specializzazione non ci aiuta. Come già scritto nel Cavallo Alato, ci dovrebbe essere un continuo passaggio d'informazioni ed elaborazione delle stesse, dall'esterno all'interno di Noi. Il superamento dell'inferno Dantesco ("Le segrete cose. Dante tra induismo ed eresie medievali " Maria Soresina).
L'apporto che daremo potrà essere casuale o meno, un genitore evoluto darà un ottimo punto di partenza ad un figlio.
Insomma per me quella frase può essere interpretata così.
La Società nel suo complesso è come L'Arte, ha una vita propria.
Il tutto credo sia semplificato dalla Nostra immanenza cosa che la Società nel ragionamento almeno non dovrebbe avere essendo un entità astratta.
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Vecchio 30-04-2008, 10.30.53   #6
Emanuelevero
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Riferimento: Misticismo di Kant e il fine di ogni uomo

Citazione:
Originalmente inviato da emmeci
Era difficile rispondere - emanuelevero - perché l’asserzione a base del tema che hai posto ("misticismo di Kant") è già di per sé insostenibile. Il misticismo, in ogni luogo e tempo, richiama un’esperienza diretta del divino, anzi un’ascesa dell’uomo a Dio attraverso un itinerario conoscitivo e morale (ascetico). Che cosa c’è in Kant che assomigli a un’esperienza di questo genere? Se Kant arriva a qualcosa che può assomigliare a una fede in Dio vi arriva attraverso criteri puramente razionali o meglio morali-razionali.
La critica della ragion pura demolisce ogni teologia con tutto ciò che riguarda un concetto di Dio senza affatto sostituirlo con esperienze di altro tipo. Nella critica della ragion pratica arriva all’idea di Dio come necessità morale o bisogno della ragione fondato sull'esigenza (sempre razionale) di dover promuovere il sommo bene (“voglio che ci sia un Dio - dice l’uomo giusto”). La religione, nei limiti della semplice ragione - spiega Kant - è la conoscenza dei doveri come comandi divini….In sintesi, e da compiuto illuminista, Kant riporta la religione a una necessità razionale dove non c’è posto per il misticismo. E quando egli raccomanda di considerare ogni uomo “fine a sé stesso” è totalmente immerso nella sfera morale non nella sfera religiosa e tanto meno mistica.



Mi capita di sentire citare Kant da persone che sostengono che nessuno può
criticare cosa fa o dice un altro. Perchè la legge morale ognuno la trova
dentro di sè. Un campione del relativismo e del soggettivismo, in pratica.

In concreto vorrei capire come funziona in kant la società umana come "tutto morale" se ognuno sarebbe legittimato a fare quel che cavolo che gli pare?
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Vecchio 30-04-2008, 11.42.37   #7
ornella
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Riferimento: Misticismo di Kant e il fine di ogni uomo

Citazione:
Originalmente inviato da emmeci
Era difficile rispondere - emanuelevero - perché l’asserzione a base del tema che hai posto ("misticismo di Kant") è già di per sé insostenibile. Il misticismo, in ogni luogo e tempo, richiama un’esperienza diretta del divino, anzi un’ascesa dell’uomo a Dio attraverso un itinerario conoscitivo e morale (ascetico). Che cosa c’è in Kant che assomigli a un’esperienza di questo genere? Se Kant arriva a qualcosa che può assomigliare a una fede in Dio vi arriva attraverso criteri puramente razionali o meglio morali-razionali.
La critica della ragion pura demolisce ogni teologia con tutto ciò che riguarda un concetto di Dio senza affatto sostituirlo con esperienze di altro tipo. Nella critica della ragion pratica arriva all’idea di Dio come necessità morale o bisogno della ragione fondato sull'esigenza (sempre razionale) di dover promuovere il sommo bene (“voglio che ci sia un Dio - dice l’uomo giusto”). La religione, nei limiti della semplice ragione - spiega Kant - è la conoscenza dei doveri come comandi divini….In sintesi, e da compiuto illuminista, Kant riporta la religione a una necessità razionale dove non c’è posto per il misticismo. E quando egli raccomanda di considerare ogni uomo “fine a sé stesso” è totalmente immerso nella sfera morale non nella sfera religiosa e tanto meno mistica.
Caro Emmeci
la vita di qualsiasi uomo è difficilmente lineare, e per fortuna coerente con un principio esterno.
Non possiamo escludere che Kant non abbia mai per esempio pregato, o che in qualche momento della sua vita sia stato ispirato da Dio, se quest'ultimo esiste.
Il fatto che Kant in ultimo forse non credesse a Dio, non significa che partendo dal presupposto Dio esiste, non abbia ispirato Kant.
Non credo che voglia il copyright su tutte le sue azioni O potrebbe con la sola ragione aver raggiunto una Verità attribuibile alla Fede, potrebbe insomma essere una Verità assoluta quell'affermazione.
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Vecchio 30-04-2008, 11.56.31   #8
fealoro
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Riferimento: Misticismo di Kant e il fine di ogni uomo

Citazione:
In concreto vorrei capire come funziona in kant la società umana come "tutto morale" se ognuno sarebbe legittimato a fare quel che cavolo che gli pare?

Come ha detto bene emmeci Kant riconosce all'uomo una morale intrinseca, quindi per Kant l'uomo non fa quello che gli pare, ma segue una regola morale, fondata su valori etici e razionali.
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Vecchio 30-04-2008, 12.10.55   #9
ornella
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Originalmente inviato da Emanuelevero
Mi capita di sentire citare Kant da persone che sostengono che nessuno può
criticare cosa fa o dice un altro. Perchè la legge morale ognuno la trova
dentro di sè. Un campione del relativismo e del soggettivismo, in pratica.

In concreto vorrei capire come funziona in kant la società umana come "tutto morale" se ognuno sarebbe legittimato a fare quel che cavolo che gli pare?
Nell'esempio qui sotto che ho citato
https://www.riflessioni.it/forum/filo...tml#post220284
Gandhi sosteneva non che la violenza è auspicabile, ma che essa in qualche modo essendo dentro di noi presente va sperimentata, ne va fatta esperienza.
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Vecchio 30-04-2008, 12.32.35   #10
Noor
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Riferimento: Misticismo di Kant e il fine di ogni uomo

Citazione:
Originalmente inviato da ornella
Il fatto che Kant in ultimo forse non credesse a Dio, non significa che partendo dal presupposto Dio esiste, non abbia ispirato Kant.
Non credo che voglia il copyright su tutte le sue azioni O potrebbe con la sola ragione aver raggiunto una Verità attribuibile alla Fede, potrebbe insomma essere una Verità assoluta quell'affermazione.
Dio è "solo" la nostra Esistenza più profonda ,che sia riconosciuta o meno..
Sin quando si penserà ad "altro" rispetto al Sè (che non è l'ego che ci rappresenta
e col quale ci identifichiamo come "personalità") non potremo mai trovare un bel nulla.
L'unica apparente ,cioè illusoria, divisione tra l'uomo è il Sè,la partorisce la mente,e sin quando ci affidiamo a questa come nostro unico nume, o lume (che rappresenta si e no il 10% del nostro potenziale..)
brancoleremo nel buio più totale e nella babele delle parole..
NB So che il messaggio è OT ,è non è rivolto ad ornella ,ma mi sentivo di farlo adesso..
Noor is offline  

 



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