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Vecchio 02-05-2008, 16.33.05   #1
emmeci
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Una parola mirabile: "simbolo"

Credo che i religiosi, che oggi contrastano i laici usando non più il termine “miscredenti” ma quello apparentemente più generoso di “relativisti”, potrebbero ammorbidire l’accusa e ritenerli a pieno diritto fratelli se pensassero a quel mirabile termine, che pure ha avuto corso anche nei primi tempi del cristianesimo (anche se poi è passato di moda) - voglio dire il termine “simbolo”. Sì, c’è stato un momento in cui le chiese cristiane si sono riconosciute nella professione di fede apostolica chiamandola “simbolo apostolico” (“Credo in dio padre, onnipotente, creatore del cielo e della terra…..ecc) e, dopo i concili di Nicea e Costantinopoli, simbolo niceno-costantinopolitano.
Forse la dottrina non si era ancora tradotta in un dogma? Ma effettivamente la parola simbolo sembra a noi qualcosa di più dolce, generoso e ricco di fronte a una verità stilata e imposta; ricco di una segreta promessa, sembra essere un preludio o una gemma che potrà aprirsi a una verità per ora ancora velata, e che comunque dovrebbe ispirare umiltà a chi si crede in possesso della verità: umiltà, fratellanza, o perfino amore….. Certo da quei concili di padri è venuta invece una dottrina dogmatica e non solo simbolica, dissolvendo quell’alone di luce che all’inizio forse la circondava quasi si offrisse al mondo aprendosi a ciò che erano le attese anche di altri. O forse questa è utopia? Eppure, perché non credere che forse tutti tendono alla stessa cosa, a una verità che è tale perché non ha bisogno di leggi ma solo di simboli? Forse, se non si fosse corretto e ricorretto quel simbolo, se quel fiore di verità non fosse sbocciato in leggi e divieti, dichiarazioni di lode e di biasimo, non ci sarebbero state guerre di religione e i fedeli – almeno i fedeli in Cristo – si sarebbero davvero considerati fratelli. E infine, perché non estendere questa meraviglia della parola a tutte le religioni, perché papi e califfi hanno usato il temine dogmatico di verità e non di simbolo di verità, condannando l’umanità a tanti contrasti e a un odio che non si è ancora esaurito?
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Vecchio 02-05-2008, 22.36.09   #2
katerpillar
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Riferimento: Una parola mirabile: "simbolo"

emmecì.
Credo che i religiosi, che oggi contrastano i laici usando non più il termine “miscredenti” ma quello apparentemente più generoso di “relativisti”, potrebbero ammorbidire l’accusa e ritenerli a pieno diritto fratelli se pensassero a quel mirabile termine, che pure ha avuto corso anche nei primi tempi del cristianesimo (anche se poi è passato di moda) - voglio dire il termine “simbolo”. Sì, c’è stato un momento in cui le chiese cristiane si sono riconosciute nella professione di fede apostolica chiamandola “simbolo apostolico” (“Credo in dio padre, onnipotente, creatore del cielo e della terra…..ecc) e, dopo i concili di Nicea e Costantinopoli, simbolo niceno-costantinopolitano.

katerpillar
Non vi è dubbio che continuando con "simbolo apostolico" avrebbero mantenuta ad un livello accettabile la presunzione degli uomini e, quindi, con più speranza di avvicinamento, poiché il mistero sarebbe rimasto intatto lì in cielo, separato dagli uomini, come era giusto che fosse.

emmecì
Forse la dottrina non si era ancora tradotta in un dogma? Ma effettivamente la parola simbolo sembra a noi qualcosa di più dolce, generoso e ricco di fronte a una verità stilata e imposta; ricco di una segreta promessa, sembra essere un preludio o una gemma che potrà aprirsi a una verità per ora ancora velata, e che comunque dovrebbe ispirare umiltà a chi si crede in possesso della verità: umiltà, fratellanza, o perfino amore…..

katerpillar
Il dogma è un'atto d'impero che serve a separare e schiacciare gli stessi adepti, poiché chi lo definisce si pone al di sopra di tutti gli altri. Proteggere con la forza della fede questi atti d'impero hanno finito col separare gli uomini delle varie religioni allontannadone ancora di più i famosi miscredenti, nel modo catastrofico che conosciamo da millenni.

Non vi è dubbio che se si ritornasse alla semplicità dell'uso di "simbolo", le religioni riacquisterebbero più credibilità proprio perché verrebbe tolta quella presunzione di cui molti uomini si sono ammantati nei confronti
del simbolo dio, facendolo scendere tra di noi.....ma solo per rubargli quel posto...che non si meritano...

Il discorso che il capo dei sacerdoti è andato a fare nelle celle oscure a quel Gesù che era tornato sulla terra - nel capolavoro di Fedor Mihajlovic Dostoevskij, I fratelli Karamazov, la dicono lunga su quella presunzione che alcuni uomini si sono voluti accollare nella sistemazione del mondo, tant'è che la venuta di Gesù sarebbe un vero guaio, sopratutto per loro.

In Totem e tabù, Freud mette in grande risalto la simbologia che esisteva ed esiste tuttora nell'animismo, anche se quella era una simbologia diversa, che aiutava nella caccia, nella pesca e nei momenti di malattia. Anche il premio Nobel: Levi Straus, nel suo "Le origini delle buone maniere a tavola" oppure nell'altro "Le origini della parentela", non fa altro che mettere in evidenza la forza della simbologia, davanti alla quale gli uomini riuscivano a mantenere la loro serenità ed umiltà.

Saluti.
Giancarlo.
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Vecchio 03-05-2008, 09.23.38   #3
emmeci
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Riferimento: Una parola mirabile: "simbolo"

Certo, Giancarlo, il termine simbolo ha dentro di sé un senso ben più vasto di quello suggerito dal suo etimo, se è vero che la parola deriva dal greco symballo (“metto insieme”) a designare le due metà di un oggetto che, spezzato, può essere ricomposto in modo che le due parti divengono segno di riconoscimento….per poi allargarsi al significato di segno, che può avere un rapporto di analogia ma anche di estraneità con ciò che denota. Effettivamente io mi sono ricollegato a ciò che quel termine ha significato nella religione, a cominciare dal neoplatonismo in cui ogni grado dell’emanazione è immagine simbolica del grado superiore, in un’ascesa metafisica che richiama il misticismo trasfigurando la storia. A monte quindi della sua evoluzione storico-culturale, che poi arriverà a permeare l’estetica, l’esegesi, gli studi sul mito nonché, come hai ricordato, quelli della psicanalisi, della linguistica, dell’ermeneutica. Forse per evitare di ingenerare equivoci, le chiese preferiscono racchiudere la verità in un catechismo piuttosto che lasciare loro le ali del simbolo.
Eppure mi pare che tanto possa ancora racchiudere quella parola per l’intelligenza e la moralità dell’uomo, anche se rischia di approssimarsi all’esperienza dei mistici, che hanno sempre rappresentato un problema o addirittura una spina nel fianco per gli ortodossi – perché, quale è il papa che si azzarderebbe a dire: la mia dottrina è soltanto un simbolo della verità…..lo stesso nome Dio è un simbolo del vero nome e forse (aggiungo io) Dio stesso è soltanto un simbolo di fronte a ciò che lo trascende, tanto che, se ritornasse in terra, nessuno lo riconoscerebbe.
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Vecchio 03-05-2008, 11.22.49   #4
Emanuelevero
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Riferimento: Una parola mirabile: "simbolo"

Emmeci,
le guerre si fanno per ragioni economiche, territoriali, perchè l'uomo
è di natura bellicosa. La religione fa quello che può per migliorare l'uomo
e se gli uomini avessero più fede succederebbero molte più cose.
Per convincersi di quanto bene abbia fatto la religione cristiana
sia quella cattolica che quella riformata basta paragonare la nostra civiltà
occidentale con tutte le altre. Cina e Giappone erano ferme al medioevo
nel XIX secolo, ecc... ecc...

Ne ho parlato più volte ma nessuno ma molto rifiutare di partire da questo
dato di fatto tirando sempre in ballo qualche eccezione come l'inquisizione
ecc.

Symbolon vuol dire mettere insieme, io conoscevo "ponte" è la stessa
cosa, a cosa serve però non lo si vuole attraversare?
Manca la volontà.

Avero aperto un Topic sul Simbolo Apostolico è lodevole. emmeci!

***

Attribuire alla religione delle colpe che sono dell'uomo e della sua storia
è assurdo come se senza Dio non ci fossero mai state guerre.
La II Guerra Mondiale scatenata da un pazzo seguace di una società occulta
che è stato mandato al potere da un tracotante ateista georgiano, ce la siamo dimenticata?

Questa storia della religione che crea le guerre è un ferrovecchio della
propaganda marxista che sarebbe ora di gettare pattumeria della Storia.
Lo dico soprattutto a chi è giovane. E' un mondo finito non ve ne siete
accorti?


***


Sul simbolo, hai usato un'aggettivo giusto "mirabile"
esso è davvero tale ma bisogna fare un po' di precisazioni.
Il Simbolo è il Credo, che si recita alla Messa, ed è il testo approvato dal
Concilio di Nicea appositamente per dare una risposta definitiva a un
problema di natura cristologico rappresentato dall'Arianesimo, una questione
che rischiava di dividere l'impero ma che era anche un vero problema
teologico e non solo ma anche filosofico.

Il problema delle due nature di Cristo, umana e divina.
Per gli Ariani Cristo era stato creato, come Adamo, e non generato.

La differenza non è di poco conto. Ognuno è creato e volendo ognuno
potrebbe essere come Cristo, basterebbe presentarsi e dire: "ehi, il Padre
mi ha mandato...". Se la Chiesa non avesse dichiarato il Dogma della
consustanzialità delle due nature di Cristo il cristianesimo si sarebbe
trasformato in una dottrina esoterica come tante altre e il mondo non
sarebbe mai cambiato come non era cambiato il mondo indiano, cinese
e giapponese.


In origine il testo che tutte le chiese utilizzavano per battezzare era:

1. Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra

2. e in Gesù Cristo, Suo unico Figlio, nostro Signore,

3. il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine,

4. patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto;

5. discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte;

6. salì al cielo, siede alla destra di Dio, Padre onnipotente:

7. di là verrà a giudicare i vivi e i morti.

8. Credo nello Spirito Santo,

9. la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi,

10. la remissione dei peccati,

11. la risurrezione della carne,

12. la vita eterna. Amen.



Dopo Nicea è diventato:


Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra,
di tutte le cose visibili ed invisibili.

Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio,
nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, luce da luce,
Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre;
per mezzo di Lui tutte le cose sono state create.


Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, e per opera dello
Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo.

Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto.
Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo, siede
alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi
e i morti, e il suo regno non avrà fine.

Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre
e dal Figlio.

Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo
dei profeti. Credo la Chiesa, una, santa, cristiana, e apostolica.

Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati.
Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen.



Di dogmi è piena anche la versione pre Nicea,
la differenza sostanziale è quella in neretto che merita
un approfondimento perchè ha valenze filosofiche enormi.

Si tratta di poche righe che contengono una dichiarazione meravigliosa di:

1) filosofia monista evidente, sembra il testo di Trimegisto che è in calce
alla mia firma. Contiene tutta la filosofia di Spinoza e insieme la soluzione
del politeismo.

2) c'è una influenza gnostica evidente in quel Dio da Dio, Luce da Luce
che richiama Giovanni e la sua scuola. Il tema della Luce contro le Tenebre
e l'idea che la Luce, un ente naturale del mondo sia l'elemento migliore
per la sua leggerezza e immaterialità.


3) contiene la rivelazione di come è stato originato il mondo!

per mezzo di Lui tutte le cose sono state create

Questo è un testo forte, potente, che dice come
è perchè è stato creato il mondo e il senso di tutto.
Per capirlo basta usare la filosofia di Spinoza e visto che si parla
di simboli basta pensare all'ermafrodito di Platone...
all'Adamo "immagine di Dio, all'Atum egizio, all'Uovo cosmico
tutte queste cose è il Cristo, l'"unto", l'olio essenziale,
il principio di fuoco e di energia immesso nella creazione.
Colui che opera da Dio mantenendo Dio staccato dalla Natura
essendo Dio e Natura insieme.

Non è solo un testo di fede ma un testo di conoscenza filosofica
che è la premessa indispensabile (per chi lo sa cogliere) per fondare
la verità di quanto il credente è tenuto a credere.

Da ripetere come un mantra. E' bellissimo


... nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, luce da luce,
Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre;
per mezzo di Lui tutte le cose sono state create...




***



Katerpillar, i dogmi sono l'impero di Dio sugli uomini
non l'impero degli uomini sugli uomini.

Finche continuate a interpretare la religione come un'invenzione degli uomini
non la potrete capire. Non solo ma purtroppo esercitare una pura intolleranza.

Il credente quando giudica la scienza non pensa che essa non sia frutto
delle capacità degli uomini.
Nessun credente nega che le potenzialità della ragione umana.

Purtroppo i materialisti negano il valore trascendentale a priori
i credenti non fanno così benchè anche la ragione potrebbe essere
negata a priori e per la quale si potrebbero pretendere complicate
dimostrazioni che dal punto di vista della fede non sarebbero mai soddisfacenti.

Invece il credente si rimette all'evidenza della ragione e della scienza
perchè voi non potete farlo per la trascendenza?

Detto questo, la realtà è una, ed è molto semplice.
L'Uomo ha bisogno di una guida.

Sempre. Punto e basta. Se questa guida l'uomo la riconosce in Dio
allora gli è molto più facile fare una società giusta perchè domina
il principio dell'eguaglianza davanti a Dio e l'uomo cerca di conformarvisi.

Se non riconosce questa guida in Dio, la riconoscerà in qualche
uomo e se non è oggi sarà domani trasformerà quell'uomo in un Dio.
Il culto della mummia di Lenin non vi ha insegnato nulla?

Non ci sono alternative, l'uomo non può stare senza una Autorità
e che sia una autorità forte.

Che l'uomo possa vivere senza un'autorità o con un'autorità
non "autoritaria" ma democratica sono solo favole dietro alle quali
ognuno può nascondere di tutto, i propri egosimo e le proprie
debolezze, quella è la pura e semplice verità.

Solo davanti a Dio l'uomo è uguale e libero e non c'è Dio se ognuno
può fare quel che gli pare per questo non c'è vero Dio se non ci sono
i dogmi.
Emanuelevero is offline  
Vecchio 03-05-2008, 15.45.36   #5
emmeci
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Riferimento: Una parola mirabile: "simbolo"

Emanuelevero, lasciami precisare, perché temo che andiamo su linee che sembrano unirsi mentre sono al massimo linee parallele, tali cioè che non s’incontreranno mai. Dico questo perché non so se, oltre a credere in Dio, aderisci a una specifica religione (cattolica?). Per quanto mi riguarda vorrei farti osservare che:
1) Credo innanzi tutto che non c’è una sola religione, ma tante, e quindi è opportuno distinguere prima di attribuire loro determinati dogmi, argomentazioni o norme morali.
2) Tutte comunque possono essere contestate, perché danno una definizione del divino attribuendogli determinate caratteristiche o qualifiche che ne fanno un’entità relativistica e generalmente antropomorfica: una specie di super-io (che il cristiano chiama signore, padre, magari aggiungendo onnipotente, giusto, misericordioso, giudice del bene e del male, ecc.)
3) L’unica definizione di Dio che mi sentirei di poter ammettere è quella di “assoluto”, il che esclude ogni relatività, ogni specie di attributo, e quindi trascende tutte le religioni.
4) Questo non vuol dire che io neghi l’importanza che hanno avuto e hanno le religioni nel mondo, in quanto hanno rappresentato la prima universale forma di cultura, e rappresentano tuttora un mezzo di conforto e rassicurazione di fronte alle incertezze e alle sciagure dell’esistenza: ma penso che nel tempo esse perderanno importanza di fronte non solo al pullulare di nuove forme di fede ma a uno spirito religioso purificato nel senso di una fede che si appella unicamente all’assoluto e che non ha bisogno di idoli, come del resto è sempre avvenuto nel chiuso della propria anima e nei momenti di desolazione.
E’ qui, solo su questo sfondo, il senso che ho dato alla parola “simbolo”, invitando a considerare tutte le religioni non per quello che dicono o hanno detto profeti, apostoli o pontefici, ma perché invitano ad andare oltre, verso quell’assoluto che forse non ha neppure bisogno di essere chiamato Dio.
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Vecchio 03-05-2008, 22.21.03   #6
katerpillar
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Riferimento: Una parola mirabile: "simbolo"

Emanuelevero
Katerpillar, i dogmi sono l'impero di Dio sugli uomini
non l'impero degli uomini sugli uomini.

Finche continuate a interpretare la religione come un'invenzione degli uomini
non la potrete capire. Non solo ma purtroppo esercitare una pura intolleranza.

katerpillar.
Anche Regis Debray ha detto che dio è nato quando l'uomo ha imparato a leggere e a scrivere, e tu finchè continuerai a credere che quello che affermi è la sola verità a cui guardare, mi sembri molto limitato e debole se hai paura di tutto il resto: del confronto. Per altro, se i dogmi fossero l'impero di dio sarebbero nati insieme all'universo e al mondo, ma non se ne conosce traccia, finché altri uomini che, presuntuosamente, si credevano superiori agli altri, non li hanno confezionati secondo gli interessi di partito del momento.

Saluti.
Giancarlo.
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Vecchio 04-05-2008, 05.31.39   #7
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Riferimento: Una parola mirabile: "simbolo"

Emanuelevero
In origine il testo che tutte le chiese utilizzavano per battezzare era:

1. Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra

2. e in Gesù Cristo, Suo unico Figlio, nostro Signore,

3. il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine,

4. patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto;

5. discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte;

6. salì al cielo, siede alla destra di Dio, Padre onnipotente:

7. di là verrà a giudicare i vivi e i morti.

8. Credo nello Spirito Santo,

9. la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi,

10. la remissione dei peccati,

11. la risurrezione della carne,

12. la vita eterna. Amen.


Dopo Nicea è diventato:


Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra,
di tutte le cose visibili ed invisibili.

Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio,
nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, luce da luce,
Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre;
per mezzo di Lui tutte le cose sono state create.


katerpillar.
E' possibile Emanuelevero che, arbitrariamente, il credo che tu affermi venisse recitato prima dei concili di Nicea che, per altro, è quello che mi è stato insegnato da bambino, possa essere un arbitrio del mio parroco - fratel Temistocle - pace all'anima sua, o vi è qualche inesattezza nella tua indicazione? E' pur vero che ho superato il mezzo del cammin di nostra vita, ma non mi sembra di avere l'età del concilio di Nicea. A parte la battutaccia sono interessato ad approfondire l'argomento, anche perché di concilii a Nice ve ne stato più di uno, se non sbaglio. Grazie.

Concili di Nicea. Due concili ecumenici della cristianità tenuti a Nicea città dell’antica Bitinia - Asia Minore. -

Primo concilio di Nicea

Tenuto nel 325, fu il primo concilio ecumenico e venne convocato dall’imperatore Costantino I per risolvere la controversia ariana
sulla natura di Cristo; a esso parteciparono 318 vescovi dell’impero su 1800.

Il simbolo niceno, che definiva la consustanzialità del Figlio col Padre, venne accolto come posizione ufficiale della Chiesa circa la divinità di Cristo. Il concilio stabilì anche la celebrazione della Pasqua la domenica successiva alla Pasqua ebraica, e riconobbe al vescovo di Alessandria un’autorità sulla Chiesa d’Oriente simile a quella semipatriarcale del vescovo di Roma, il papa. Da questa proclamazione di autorità nacquero i patriarcati.

Secondo concilio di Nicea

Convocato nel 787 da Irene, imperatrice d’Oriente, fu il settimo concilio ecumenico; a esso parteciparono 350 vescovi, soprattutto bizantini. Malgrado le obiezioni degli iconoclasti, il concilio ammise la venerazione delle immagini e ordinò che queste venissero ripristinate nelle chiese dell’impero.

Terzo concilio di Nicea


Ecc. ecc. Se ho fatto qualche errorre corregitemi pure.

Saluti.
Giancarlo,
katerpillar is offline  
Vecchio 04-05-2008, 21.35.00   #8
Emanuelevero
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Riferimento: Una parola mirabile: "simbolo"

Citazione:
Originalmente inviato da katerpillar
Emanuelevero
Katerpillar, i dogmi sono l'impero di Dio sugli uomini
non l'impero degli uomini sugli uomini.

Finche continuate a interpretare la religione come un'invenzione degli uomini
non la potrete capire. Non solo ma purtroppo esercitare una pura intolleranza.

katerpillar.
Anche Regis Debray ha detto che dio è nato quando l'uomo ha imparato a leggere e a scrivere, e tu finchè continuerai a credere che quello che affermi è la sola verità a cui guardare, mi sembri molto limitato e debole se hai paura di tutto il resto: del confronto. Per altro, se i dogmi fossero l'impero di dio sarebbero nati insieme all'universo e al mondo, ma non se ne conosce traccia, finché altri uomini che, presuntuosamente, si credevano superiori agli altri, non li hanno confezionati secondo gli interessi di partito del momento.

Saluti.
Giancarlo.


I dogmi sono nati con l'universo se sono dati da Dio.

Ma visto che non c'erano persone al momento del Big Bang
non possono attestarlo, ma da quando ci sono persone ci sono dogmi, immagini dell'assoluto.

Cmq katerpillar la questione non sono i dogmi perchè della consustanzialità
di Cristo o della transustansazione non è che ti può importare molto ai fini
pratici essendo tu non un credente cattolico osservante (altrimenti
non porresti sotto accusa i dogmi).

Quello che ti importa sono certe conseguenze pratiche
che riguardano certi temi che sono definiti etici.

Ma è una questione assurda.
Esistono centinaia e centinaia di religioni, ognuno scelga quella
che è più consona al proprio sentire dopo di che lasci che ogni credente
segua i suoi dogmi più o meno vincolanti più o meno bizzarri.

Lasci che tali credenti come cittadini votino per mandare nei parlamenti
chi gli pare e accetti che le leggi promulgate saranno influenzate
dal Papa, dal Dalai lama o da chi altri, perchè il Papa o il Dalai lama non hanno meno diritto di influenzare la vita pubblica dei politici, degli scrittori
o dei registi...

Si tratta di problemi assolutamente infondati.
Che vengono sollevati da certi partiti come strumento di lotta politica.
Con la filosofia hanno ben poco a che vedere.

***

Quanto alle questioni die concilii non ho ravvisato tematiche rilevanti.

La questione del credo "generato e non creato" è stata la vera questione
fondamentale poichè l'arianesimo era il paganesimo sotto nuove forme
ed era necessaria questa distinzione.

Oggi l'arianesimo è ancora la religione più seguita...
Emanuelevero is offline  
Vecchio 04-05-2008, 21.41.45   #9
Emanuelevero
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Riferimento: Una parola mirabile: "simbolo"

Citazione:
Originalmente inviato da emmeci
Emanuelevero, lasciami precisare, perché temo che andiamo su linee che sembrano unirsi mentre sono al massimo linee parallele, tali cioè che non s’incontreranno mai.


Si uniscono all'infinito, no?

Citazione:
Originalmente inviato da emmeci
Dico questo perché non so se, oltre a credere in Dio, aderisci a una specifica religione (cattolica?). Per quanto mi riguarda vorrei farti osservare che:
1) Credo innanzi tutto che non c’è una sola religione, ma tante, e quindi è opportuno distinguere prima di attribuire loro determinati dogmi, argomentazioni o norme morali.


Ci sono tante religioni perchè ci sono tanti uomini.
Gli uomini hanno sensibilità e storie diverse.

Citazione:
Originalmente inviato da emmeci

2) Tutte comunque possono essere contestate, perché danno una definizione del divino attribuendogli determinate caratteristiche o qualifiche che ne fanno un’entità relativistica e generalmente antropomorfica: una specie di super-io (che il cristiano chiama signore, padre, magari aggiungendo onnipotente, giusto, misericordioso, giudice del bene e del male, ecc.)

Infatti, il cristianesimo ha rinunciato alla teocrazia da 5-6 secoli almeno.
Le religioni si giudicano e si scelgono.



Citazione:
Originalmente inviato da emmeci


3) L’unica definizione di Dio che mi sentirei di poter ammettere è quella di “assoluto”, il che esclude ogni relatività, ogni specie di attributo, e quindi trascende tutte le religioni.


Gli attributi sono ciò che definiscono una sostanza, senza mi pare
difficile concepire qualcosa, anche Dio quindi.

E' una specie di Dio puntiforme senza parti?





Citazione:
Originalmente inviato da emmeci

4) Questo non vuol dire che io neghi l’importanza che hanno avuto e hanno le religioni nel mondo, in quanto hanno rappresentato la prima universale forma di cultura, e rappresentano tuttora un mezzo di conforto e rassicurazione di fronte alle incertezze e alle sciagure dell’esistenza: ma penso che nel tempo esse perderanno importanza di fronte non solo al pullulare di nuove forme di fede ma a uno spirito religioso purificato nel senso di una fede che si appella unicamente all’assoluto e che non ha bisogno di idoli, come del resto è sempre avvenuto nel chiuso della propria anima e nei momenti di desolazione.
E’ qui, solo su questo sfondo, il senso che ho dato alla parola “simbolo”, invitando a considerare tutte le religioni non per quello che dicono o hanno detto profeti, apostoli o pontefici, ma perché invitano ad andare oltre, verso quell’assoluto che forse non ha neppure bisogno di essere chiamato Dio.



"Religio" stessa vuol dire riunire, quindi la tua interpretazione è giustissima.

Io penso che l'idea kantiana della società morale sia il punto d'incontro.

Sono convinto che non esista un dogma cattolico che implichi leggi politiche
che vadano contro i principi kantiani.
Emanuelevero is offline  
Vecchio 05-05-2008, 15.32.03   #10
emmeci
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Riferimento: Una parola mirabile: "simbolo"

Vedo che è difficile usare la parola simbolo fuori dal significato che gli ha dato la religione cristiana conservandolo nelle sue cronache, che Emanuelevero ricorda e descrive con lodevole assiduità. Eppure quella parola io l’ho usata perché mi sembra avere un potere che eventualmente si adatta a tutte le religioni e non solo a quella cristiana o cattolica, sfuggendo alle trame della sua storia e librandosi in alto. In alto? Non vorrei che mi si credesse un inseguitore di sogni…
Perché in effetti è come se, a prescindere dal tempo e dal luogo di nascita, e quindi da ciò che hanno creduto il padre e la madre, fin dall’inizio di un essere umano esso pare animato da una doppia tensione, che sembra dirigersi verso l’alto e insieme verso ciò che è davanti – anche se si tratta, è evidente, di interpretazioni di ciò che in quei primordiali momenti di un vivo deve essere – seppure incerto e sfuggevole – simile al più a un biologico impulso. Forse questo doppio palpito della vita potrebbe trovare delle analogie con ciò che la psicanalisi ha creduto di riconoscere e cercato di tradurre in parole (per esempio uno slancio verso il super-io e l’impegno a confrontarsi con la realtà sociale) e che io – un po’ troppo romanticamente – interpreto come slancio verso l’assoluto e verso l’infinito….E di lì proseguo, quando ne ho la forza, immaginando che questi due assi della persona trovino un gigantesco riflesso nell’universo, che mi pare espandersi secondo queste due stesse dimensioni, rese da minime massime: l’asse dell’assoluto come ciò che tiene l’intero universo imperniato al suo fulcro cioè all’iniziale big bang - e l’asse dell’infinito come il proseguire di un’espansione che ancora non si sa se comporterà il nascere illimitato di sempre nuove galassie o un loro retrocedere verso il momento iniziale per riesplodere in una vicenda di vita e di morte continua ….una sorta del ripetersi di quella pulsazione del nostro piccolo cuore che potrebbe apparire come un simbolo di quello dell’universo.
Certo questi discorsi potranno sembrare solo poetici e – dal punto di vista scientifico - senza valore. D’altra parte quando si giunge agli argomenti ultimi, la ragione perde la forza, sembra che debba rinunciare ad andare avanti e che ogni verità di scienza e filosofia sia solo una verità relativa. Chi sa, forse per dissolvere l’onda di disperazione che a questo punto potrebbe sommergerci, possiamo usare quella parola mirabile e credere che ciò che noi riusciamo a pensare e ci sfugge, inducendoci quasi ad arrenderci, è tuttavia bello e prezioso: è sempre, se non altro, una verità simbolica.
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