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Vecchio 19-05-2008, 09.31.59   #1
emmeci
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"Io sono colui che sarà"

Forse è questo ciò che ha udito Mosé nel deserto, ed è questo che spiega il mistero di Dio….Ma lasciatemelo dire con altre parole, parole che non sono riservate agli ebrei ma a tutti coloro che cercano una rivelazione.
Quanti di noi credono che Dio non esista ed esista solo questo mondo di atomi e di fotoni? Ebbene - chi vieta di chiamare divino proprio questo mondo: forse un dio geloso, un dio che teme di essere defraudato della gloria di creatore e che si sente esautorato o beffato? Pensiamo alla qualifica che sembra gli consacrino tutte le religioni, cioè quella che egli è l’assoluto: in questo caso, cioè nel caso che esista solo questo mondo fisico, nessuno potrebbe togliergli questa qualifica di assoluto. Pensiamo ad altri attributi offerti a Dio dalle religioni, quali quello di essere libero, necessario, legislatore, signore, colui che non rimanda ad altri che a sé la propria esistenza, che è principio e fine di tutto – ebbene non sono proprietà che si possono applicare senza difficoltà all’universo?
Resta il fatto che noi attribuiamo a Dio qualità morali, che sembrano evadere dalla fisicità: ma questa è un’induzione ingiustificata perché se Dio è l’assoluto, esso è al di sopra del bene e del male – che è proprio ciò che caratterizza l’universo fisico rispetto alle nostre illusioni e alle nostre pretese. E, quanto ad altre qualifiche che sembrano rendere Dio una persona anzi un padre o un fratello e che ci deludono sempre, sembra proprio che pensare all’universo così come è rappresenti un richiamo all’ordine, cioè a immaginare una forma ben più compiuta e perfetta di Dio, libera da qualità umane o umanoidi e da attese superstiziose: che è quanto una descrizione dell’universo lucida e spassionata – direi prettamente scientifica - impone. Forse è questo, d’altra parte, il nocciolo del panteismo.
E allora, non basta questo a unire gli avversi partiti, cioè coloro che credono e non credono in Dio, i religiosi ed i laici? Però l’esigenza di un Dio morale, sublimemente morale c’è in tutto il corso delle religioni – e allora da dove proviene? Forse dal nostro bisogno di staccarci dall'esistenza fisica tanto da suggerire l’idea che Dio lo creiamo noi, che esso esiste solo nel nostro bisogno di uscire dal mondo – come un sogno, un miraggio o una nascita senza perché – cioè come un Dio che sarà: poiché è questo, se ci pensiamo bene, il vero concetto di Dio – non ciò che è ma ciò che può essere; ed è questa la logica della fede, quella che spiega perché Dio è, anche se non è.
Una fantasia? o una sfida lanciata al futuro, come quella di Mosé nel deserto?
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Vecchio 19-05-2008, 22.07.10   #2
VanLag
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Quanti di noi credono che Dio non esista ed esista solo questo mondo di atomi e di fotoni? Ebbene - chi vieta di chiamare divino proprio questo mondo: forse un dio geloso, un dio che teme di essere defraudato della gloria di creatore e che si sente esautorato o beffato?

La vita attorno a noi, la natura stessa mostra una grande intelligenza ed un grande ordine. Si può dire che l’universo intero sia morale. I nostri avi conoscevano molto bene questi concetti.

Per Socrate essa era: - Quella forza per la quale terra, aria e cielo hanno la migliore posizione che potessero avere..... -

Nell’India vedica
tale legge è il R’ta che significa “il corso delle cose”. Nei Veda si legge che - è per via di R’ta che i fiumi scorrono, sorge la luce del mattino…… Gli stessi dei nascono, e ne seguono la via -

Nell’antica Cina
Nel libro dei riti è scritto: “E’ la forza della morale che fa in modo che il cielo e la terra agiscano di conserva , che le quattro stagioni siano in armonia, che il sole e la luna brillino, che le stelle e gli altri astri seguano il loro corso, che l’acqua scorra, che le cose umane prosperino, che il Bene sia separato dal male, che la serenità e la collera trovino la loro giusta espressione, che gli inferiori ubbidiscano, che i superiori siano illuminati, che tutto nonostante il suo mutare non abbia a cadere nel caos.

Nell’antico Egito
E’ Maat che incarna l’ordine universale; significa il contrario del caos, contiene in se la conformità alle leggi della natura e ordina la convivenza degli uomini tra loro. -

Nell’antica Persia
Nello Zend Avesta è a_a o Asha è la più bella creazione di Ahura Mazda. Rappresenta la legge divina e l'ordine morale. Nota anche come Asha-Vahista o Ardabhist. Asha è il principio di ogni esistenza ordinata, è il fine dell’evoluzione dell’universo”.

Ma il fatto che ci sia una “legge” che regge l’universo non implica per forza l’esistenza di un legislatore e tanto meno la sua presenza continua e costante nelle nostre vite. L’universo potrebbe semplicemente essere una delle tante configurazioni del caos, o l’ordine che ci sembra di intravvedere, potrebbe essere semplicemente un riflesso di noi stessi.

Dio come lo conosciamo oggi nasce secondo me dal sincretismo tra la figura del Dio biblico dell’ebraismo e le idee dei filosofi neo platonici. Dal neo-platonismo Dio acquisisce l’astrazione e diventa un concetto utopico di massimo bene, massima perfezione, epurato da tutte le caratteristiche che all’uomo paiono inferiori.

Un tale Dio non ha più nessun legame con la legge degli antichi avi. Tra l’altro, essendo un’idea dell’uomo questo Dio si presta e si è prestato, nel corso della storia, ad essere strumentalizzato per ogni tipo di crociata.

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Vecchio 20-05-2008, 01.02.46   #3
Noor
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La vita attorno a noi, la natura stessa mostra una grande intelligenza ed un grande ordine. Si può dire che l’universo intero sia morale. Ma il fatto che ci sia una “legge” che regge l’universo non implica per forza l’esistenza di un legislatore e tanto meno la sua presenza continua e costante nelle nostre vite. L’universo potrebbe semplicemente essere una delle tante configurazioni del caos, o l’ordine che ci sembra di intravvedere, potrebbe essere semplicemente un riflesso di noi stessi.

Dio come lo conosciamo oggi nasce secondo me dal sincretismo tra la figura del Dio biblico dell’ebraismo e le idee dei filosofi neo platonici. Dal neo-platonismo Dio acquisisce l’astrazione e diventa un concetto utopico di massimo bene, massima perfezione, epurato da tutte le caratteristiche che all’uomo paiono inferiori.
Un "immenso ologramma", definisce un grande teorico del caos ,l'universo..
ovvero Ordine..
Ma chi parla di legislatori dell'universo?
Credi che sia sufficiente negare l'idea del dio-persona per definirsi atei?
In ogni caso ,se c'è c'è da sempre,e non è diviso da noi:"cosa significa allora " una presenza costante nelle nostre vite?"
Lacia perdere le idee storiche..guarda caso chi le ha messe in campo finora è
stato colui che lo ha negato..
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Vecchio 20-05-2008, 08.39.19   #4
emmeci
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A VanLag risponderei che, anche ammettendo che l’ordine di questo mondo sia per sé stesso compiuto e, per così dire, divino, non mi sentirei di affermare che sia un ordine “morale” oltre che fisico: cioè che risponda a ciò che per noi è il bene morale, perché al massimo si può pensare, come ho detto nel precedente thread, che sia al di là del bene e del male. E qui è il punto veramente critico, almeno per chi non accetti questo genere di perfezione e sia tentato di contrapporre ad essa il tormento e l’ansia morale dell’uomo - questa grama, stentata, tradita ma tuttavia insopprimibile ricerca di un mondo migliore rispetto a ciò che ci offrono le crude leggi dell’universo.
Però bisogna considerare che noi stessi siamo parte dell’universo, anzi siamo – per alcuni – il sommo grado di evoluzione dell’universo, e questo potrebbe far pensare che proprio per mezzo del genere homo l’universo stia compiendo o si appresti a compiere un grande salto evolutivo, cioè quell’approssimazione al bene morale che fino a che l'uomo non c'era appariva impossibile.
Ma il grande dubbio rimane: se l’uomo è veramente solo natura, forse si può dire che questa è una natura perfetta, intenta a foggiare la sua ultima forma (di cui forse esistono modelli ancora più riusciti in qualche angolo dell’universo) – ma se invece questo emergere della moralità rappresenta un balzo oltre ciò che è natura, allora torna ad affacciarsi la possibilità che un Dio esista – magari così come l’ho qui concepito, cioè come “colui che sarà”.
(Questo mi pare possa rispondere in qualche modo anche alle parole di Noor, che - se ho capito - sembra rivoltarsi non solo contro la natura ma l'intero ologramma, compresa la storia che l’uomo ha preteso ancor più di riempire di Dio).
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Vecchio 20-05-2008, 10.03.20   #5
Noor
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Originalmente inviato da emmeci
(Questo mi pare possa rispondere in qualche modo anche alle parole di Noor, che - se ho capito - sembra rivoltarsi non solo contro la natura ma l'intero ologramma, compresa la storia che l’uomo ha preteso ancor più di riempire di Dio).
No,tutto il contrario emmeci..sono d'accordo con l'idea dell'ologramma:
è L'Ordine contro il caos indefinito..
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Vecchio 20-05-2008, 18.29.58   #6
VanLag
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Un "immenso ologramma", definisce un grande teorico del caos ,l'universo..
ovvero Ordine..
Ma chi parla di legislatori dell'universo?
Credi che sia sufficiente negare l'idea del dio-persona per definirsi atei?
In ogni caso ,se c'è c'è da sempre,e non è diviso da noi:"cosa significa allora " una presenza costante nelle nostre vite?"
Lacia perdere le idee storiche..guarda caso chi le ha messe in campo finora è stato colui che lo ha negato..
Noor non ho capito l’obbiezione!? Se ti piace considerarmi credente sei libero di farlo, ma per me la parola Dio continua ad essere una variabile creata al solo scopo di fare “impazzire” il sistema. Quando sento quella parola nessun mio centro nervoso o emozionale ha delle risposte, mentre nella mia mente appare un grande “?” e si formula la domanda: - di cosa stanno parlando? -

Non credo in nessun assoluto ne personale ne impersonale, ma caso mai credo in sei miliardi di assoluti, se poi questo si chiami teismo, ateismo, gnosticismo, animismo, laicismo, scetticismo, sofismo, o altro ancora sinceramente non lo so e forse neppure mi importa saperlo.

VanLag is offline  
Vecchio 20-05-2008, 19.27.56   #7
Noor
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Originalmente inviato da VanLag
per me la parola Dio continua ad essere una variabile creata al solo scopo di fare “impazzire” il sistema. Quando sento quella parola nessun mio centro nervoso o emozionale ha delle risposte, mentre nella mia mente appare un grande “?” e si formula la domanda: - di cosa stanno parlando? -
Carissimo Vanlag,sei tu che hai dichiarato:

"La vita attorno a noi, la natura stessa mostra una grande intelligenza ed un grande ordine. Si può dire che l’universo intero sia morale."

Ora,se la parola Dio crea qualche problema al tuo "sistema"..
non è un problema..figurati mio..
possiamo pure chiamarlo chessò,Peppinello o Filippo..non chiamarlo per nulla..ma la Sostanza non cambia!
Ma cos'altro vuoi aggiungere ad una natura che reputi mostrare ordine,intelligenza e addirittura una morale?
Senza polemica comunque..
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Vecchio 20-05-2008, 23.11.52   #8
VanLag
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A VanLag risponderei che, anche ammettendo che l’ordine di questo mondo sia per sé stesso compiuto e, per così dire, divino, non mi sentirei di affermare che sia un ordine “morale” oltre che fisico: cioè che risponda a ciò che per noi è il bene morale
Non c’è un “noi” che conosce cosa è morale e cosa no. La mia idea di morale può essere diversa dalla tua ed entrambi pretenderemo di avere ragione.
La natura ci da solo l’esempio di un sistema ordinato. Gli astri stanno nelle loro orbite e non se ne vanno in giro per il cielo per questo gli antichi, (gli esempi che ho citato sono tutti databili a qualche secolo prima di Cristo), stabilirono un criterio di morale.

VanLag is offline  
Vecchio 20-05-2008, 23.18.44   #9
VanLag
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Ma cos'altro vuoi aggiungere ad una natura che reputi mostrare ordine,intelligenza e addirittura una morale?
Non voglio aggiungergli niente semmai voglio sottrarle il disturbo di avere un alias, un sinonimo, abusato, usurato, e per di più maschile. E’ così bella la natura femminile.

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Vecchio 21-05-2008, 08.49.22   #10
Noor
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Non voglio aggiungergli niente semmai voglio sottrarle il disturbo di avere un alias, un sinonimo, abusato, usurato, e per di più maschile. E’ così bella la natura femminile.
Figurati Van!
Che nome ti piace Maddalena? Anna ?O...Zora..più esotico..
Scherzi a parte,almeno per me..anch'io preferisco utilizzare termini come Sorgente,Uno,Totalità,Non Manifesto..
Ma credo che si sempre l'ora di liberarsi da certi pregiudizi proiettivi che son retaggio della nostra errata educazione-cultura,non lasciandoci più condizionare da queste infantili inezie e andare sempre oltre la "lettera"..non credi?
Noor is offline  

 



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