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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 17-11-2008, 10.54.26   #1
arsenio
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misticismi e dogmi nella filosofia

Una delle modalità indicate per partecipare a “riflessioni-filosofia” è: “Le riflessioni di carattere religioso o spirituale devono essere tali ad rendere possibile il dialogo tra i partecipanti alla discussione,quindi non possono fondarsi su dogmi rivelati o esperienze mistiche”.
Qual'è lo “spiritualismo” non pertinente per un discorso filosofico? Si allude certo al misticismo che non ricorre al sapere fondato sull'esperienza o sul pensiero razionale e di cui non si può dar conto se non sulla base di analogie o metafore, come nel buddhismo o nell'induismo. E' un orientamento totalizzante, pure diverso dall'ontologia e dalla teologia ,come “sottosaperi” filosofici di cui si tiene conto a patto di rigorose precisazioni sugli ambiti di pertinenza e semantica delle parole chiave. Misticismo fuori da proficui modi di argomentare come s'intende oggi. Si tratta di quelle derivazioni che oggi prendono il nome di “psicologie transpersonali”, dove la definizione dice molto ed è un programma. Rifiutano di considerare L'Io quale istanza ultima di riferimento. Perchè in tali spiritualità l'Io apparterebbe a un Tutto che lo ospita come una parte a cui è possibile relazionarsi attraverso esperienze mentali che oltrepassano l'Io per cogliere ciò che lo trascende. Come la visione cosmologica delle tradizione indiana e cinese. Cosmo a cui l'uomo deve assimilarsi, simbolo antropo-teologico e oltrepassamento, attraverso il misticismo e verso L'Istanza Suprema. Tale Io ha analogie con il “Sè” junghiano ,ma il diretto riferimento è indebito perchè egli sottolinea che intende una totalità psichica e non una formulazione teologica o una metafora di ordine religioso. Tale “essere” mediato dall'Oriente è causa di travisamenti ed equivoci, se si parla in un ambito filosofico, mentre è pertinente in quei forum denominati “spiritualità”.L'amore stesso non dipende dalla persona ma è un'”energia” che viene da uno Spirito Universale e nemmeno concessa a tutti, per cui “L'arte di amare” come l'intende Fromm, viene disconfermata.
Il metodo della teoricità problematica distingue la filosofia dalle arti e dalla religione. Ed i suoi fondamenti sono altri; si riferiscono a ciò che contraddistingue la condizione umana e l'”essere” non andrebbe pronunciato invano. Il suo senso rimane indefinibile; come voler analizzare, ad esempio la frase Oggi “è” lunedì? Se s' interpreta, ciò che “non è” non è l'opposto di ciò che “è”, perchè se penso al “non-è”, “è”, oppure “io non esisto” esiste, tutto sta nell'accordarsi, ma forse è inutile arrovellarsi a tali problemi , una volta capiti e dati per scontati. Si rischia sempre di ripeter male cose e risposte ripetute mille volte, o sulle stesse proporre “novità” che sovente sono insensatezze. Sono già stati indagati con perplessità il rapporto tra materia e pensiero, corpo e spirito, cervello e conoscenza.
La filosofia supera i punti di vista su Spirito Assoluto, con i vari punti di vista sulla “realtà”,sulle eterne interrogazioni sulla “verità”, e per questo ho citato Gorgia che oggi rimane un punto di riferimento per il senso filosofico, purchè non frainteso e addomesticato a personali ideologie. La “realtà” non è “data”, sarebbe dogma, ma prende forma nel sapere. Si ha “certezza”, diversa da una convinzione pregiudiziale,delle sensazioni, ma non di ciò che suscita la sensazione; un “sogno” presuppone la presenza di un sognatore, ma non cos'è il sogno. Ciò che chiamiamo “realtà” è sempre un'idea della realtà.
La filosofia s'interessa di come si articola linguisticamente e con rigore, espresso in modo chiaro e sobrio ,il pensiero, sui problemi determinati dallo scambio tra apparenza e “realtà”, superando la parole emesse a ruota libera.
Chi insegna filosofia addestra alla riflessione fuori dai dogmi e di pregiudizi, dove lo “spirito” è padrone di se stesso. Lo spirito di Hegel e dell'idealismo vanno distinti. Disse : “Filosofia non è farfalleggiare su pensamenti irreali” ,con arbitrarie combinazioni di fantasie. Non basta la “ragione naturale” di un privato modo di credere e sentire che restano nella sfera personale o esprimono retoriche fallaci. Senza che si distinguano enunciati ipotetici o dichiarativi. Finisce che ciascuno fa e dice ciò che vuole,inventando testi che interpreta facendo loro dire ciò che più gli aggrada. Si almeno distinguano i Greci, i metafisici del '600, gli analitici, la storicità di pensieri pur brillanti m oggi inefficaci, o superati, come il dualismo cartesiano.
Un corretto percorso argomentativo oggi non s'insegna in nessun ordine di scuola né si istruisce sulle insidie dell'uso improprio di termini, sulle suggestioni emotive: il buon cuore o il benessere dell'uomo non c'entrano con la logica e la scienza che si basano sulla possibile falsificazione. Il “bene” previsto è capire il mondo per meglio farvi fronte.
La filosofia è conoscere ma per vivere in un cero modo. Non ci si trasforma se non si muta il modo di vedere il mondo,senza proposizioni che esprimano il contesto storico,culturale, sociale. Si tratta di parlare delle parole che nominano le cose, non delle “cose”,non del già noto e già interpretato,ma di ciò che è nascosto dalle immagini quotidiane,chiarendo meglio concetti già dati come premessa di un dialogo,non creando un caos verbale dove ognuno può improvvisare.
Una delle maggiori contraddizioni è rifiutare il dialogo con un'alterità per accanirsi sull'inconoscibile della realtà pretendendo di assegnare valore conoscitivo a tali affermazioni. Ma la “realtà” mutevole è l'oggetto e il senso della filosofia. L'esercizio “spirituale in tale contesto va inteso come dimensione formativa ed educativa della pratica filosofica, per conoscere le forme in cui si articola linguisticamente il pensiero, per leggere una realtà complessa senza formalismi ma contenuti; per discriminare ragionamenti corretti e scorretti. Evitare pensieri da automatismi spontanei,psicologismi di gruppo, surrogati dottrinali della religione.
Ma oggi a chi interessa una “verità” che non sia una menzogna che va creduta?
E' possibile un dialogo tra spiritualismi mistici e filosofia? Sì, purchè ognuno delimiti i suoi territori,precisi l'accezione dei suoi termini ,senza pretendere sottomissioni di materie incompatibile,come tra scienza e religione,dove l'attenzione sia posta su come avviene il confronto. Quindi molto,molto difficile.
arsenio is offline  
Vecchio 19-11-2008, 09.14.08   #2
Noor
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Ciò che chiamiamo “realtà” è sempre un'idea della realtà.
La Metafisica Realizzativa,rappresentate in Occidente da Platone,Plotino e Parmenide su tutti,cerca di andare al di là di ciò che è "idea su", fornendo elementi utili alla Trasformazione dell'essere uomo.E' chiaramente un'operazione esoterica,dunque diversa rispetto a ciò che invece ha assunto come valore nel tempo la filosofia,affiancandosi piuttosto ad una fenomenologia scientifica.
Ciò che invece ,per diverse tradizioni,non è accaduto in Oriente,ove non si è mai creata quella spaccatura tra spiritualità e filosofia,e dove invece quest'ultima è rimasta al servizio della prima,e quindi mantenendo quello scopo realizzativo dell'essere.
Ma dunque..i fondatori della filosofia occidentale avevano altri presupposti rispetto alla filosofia speculativa moderna,più o meno sino all'instaurarsi del Cristianesimo (da qui si distinse Teologia da Filosofia perdendosi per sempre l'aspetto esoterico).
Per il resto concordo con i ragionamenti espressi.
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Vecchio 20-11-2008, 11.47.05   #3
arsenio
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La Metafisica Realizzativa,rappresentate in Occidente da Platone,Plotino e Parmenide su tutti,cerca di andare al di là di ciò che è "idea su", fornendo elementi utili alla Trasformazione dell'essere uomo.E' chiaramente un'operazione esoterica,dunque diversa rispetto a ciò che invece ha assunto come valore nel tempo la filosofia,affiancandosi piuttosto ad una fenomenologia scientifica.
Ciò che invece ,per diverse tradizioni,non è accaduto in Oriente,ove non si è mai creata quella spaccatura tra spiritualità e filosofia,e dove invece quest'ultima è rimasta al servizio della prima,e quindi mantenendo quello scopo realizzativo dell'essere.
Ma dunque..i fondatori della filosofia occidentale avevano altri presupposti rispetto alla filosofia speculativa moderna,più o meno sino all'instaurarsi del Cristianesimo (da qui si distinse Teologia da Filosofia perdendosi per sempre l'aspetto esoterico).
Per il resto concordo con i ragionamenti espressi.


Gentile Noor i miei discorsi rispettano i saperi di tutti;si tratta solo di precisazioni affinchè non si fraintenda nel dibattere e non si scambi l'astronomia (esoterismo) con l'astrologia (scienza) oppure con gl 'indirizzi oggi attuali nelle discipline filosofiche nelle varie diramazioni., per renderti un'idea. La prova è che il nostro dialogo è molto difficoltoso,ma credo solo perchè qui ci riferiamo a due sistemi diversi. Le discipline orientali non si insegnano a filosofia,se non distinguendole per un discorso,come detto di confronto ,ma non per confondere le due cose, e chiamarle entrambe “filosofia”,se non con le specificazoni a cui ho accennato. Rispetto anche il creazionismo,ad esempio,ma lo chiameresti “scienza”, come si pretende, ed il darwinismo pura fantasia? Lo so che purtroppo qui ci sono in larga maggioranza “spirituali” piuttosto che cultori di quella filosofia, per capirci, pur degradandola , da manuale di liceo,ma con testi supplementari con cui integrarla, se il docente è illuminato (non dai koan)
Ad esempio mi sarebbe più agevole dissertare con te, se ho capito,su un forum dedicato alla spiritualità,piuttosto che alla filosofia,che è pure una scienza dello spirito,ma con altre accezioni, e per me non compatibili se non in un contesto di confronto interdisciplinare.
Ad esempio, qual'è il rapporto tra la razionalità della filosofia greca e lo zen, a quanto ne so estraneo alla speculazione filosofica in un ' apertura mai conclusa? I koan si fondono su paradossi e problemi insolubili per arrivare all'illuminazione, per capire la propria insufficienza intellettiva. Tale mentalità si nota spesso anche in alcuni dibattiti nel forum, ma è il contrario di un pensiero occidentale.
Lo zen è una disciplina spirituale il cui fine è raggiungere il “satori” o illuminazione, conoscenza dell'unità dell”essere” (essere che io tento invano di distinguere da altri “esseri”) che traspare in ogni manifestazione del mondo e che è possibile solo oltrepassando quella conoscenza intellettuale (!!!) che procede per coppie d'opposti,quindi seguendo un itinerario che superi questa concezione . Per un'intuizione dell'identità dell'essere.
Jung assunse tale disciplina ma in quanto la coscienza svuotata dai suoi contenuti che pure questi cadono momentaneamente in uno stato d'incoscienza, e l'energia risparmiata è devoluta all'inconscio. Per un'interezza della personalità individuale senza conflitti tra personalità conscia e inconscia. La psicologia moderna ha tale principio,che approva. So perfettamente che tale discorso è stato inutile, non avrò spostato di un millimetro alcune tue credenze perchè il tuo sapere è conformato così, e talora è difficile comprendere la trasferibilità di un pensiero in un altro sistema , senza accordarsi con alcune premesse, ma almeno ho tentato. Anche per una mia conferma di quanto è arduo comprendersi nei forum, se non si condividono alcune culture che oggi risultano ovunque maggiormente condivise.

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Vecchio 20-11-2008, 14.36.15   #4
Noor
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Gentile Noor i miei discorsi rispettano i saperi di tutti;si tratta solo di precisazioni affinchè non si fraintenda nel dibattere e non si scambi l'astronomia (esoterismo) con l'astrologia (scienza) oppure con gl 'indirizzi oggi attuali nelle discipline filosofiche nelle varie diramazioni., per renderti un'idea. La prova è che il nostro dialogo è molto difficoltoso,ma credo solo perchè qui ci riferiamo a due sistemi diversi. Le discipline orientali non si insegnano a filosofia,se non distinguendole per un discorso,come detto di confronto ,ma non per confondere le due cose, e chiamarle entrambe “filosofia”,se non con le specificazoni a cui ho accennato. Rispetto anche il creazionismo,ad esempio,ma lo chiameresti “scienza”, come si pretende, ed il darwinismo pura fantasia? Lo so che purtroppo qui ci sono in larga maggioranza “spirituali” piuttosto che cultori di quella filosofia, per capirci, pur degradandola , da manuale di liceo,ma con testi supplementari con cui integrarla, se il docente è illuminato (non dai koan)
Ad esempio mi sarebbe più agevole dissertare con te, se ho capito,su unforum dedicato alla spiritualità,piuttosto che alla filosofia,che è pure una scienza dello spirito,ma con altre accezioni, e per me non compatibili se non in un contesto di confronto interdisciplinare.
Ad esempio, qual'è il rapporto tra la razionalità della filosofia greca e lo zen, a quanto ne so estraneo alla speculazione filosofica in un ' apertura mai conclusa? I koan si fondono su paradossi e problemi insolubili per arrivare all'illuminazione, per capire la propria insufficienza intellettiva. Tale mentalità si nota spesso anche in alcuni dibattiti nel forum, ma è il contrario di un pensiero occidentale.
Lo zen è una disciplina spirituale il cui fine è raggiungere il “satori” o illuminazione, conoscenza dell'unità dell”essere” (essere che io tento invano di distinguere da altri “esseri”) che traspare in ogni manifestazione del mondo e che è possibile solo oltrepassando quella conoscenza intellettuale (!!!) che procede per coppie d'opposti,quindi seguendo un itinerario che superi questa concezione . Per un'intuizione dell'identità dell'essere.
Jung assunse tale disciplina ma in quanto la coscienza svuotata dai suoi contenuti che pure questi cadono momentaneamente in uno stato d'incoscienza, e l'energia risparmiata è devoluta all'inconscio. Per un'interezza della personalità individuale senza conflitti tra personalità conscia e inconscia. La psicologia moderna ha tale principio,che approva. So perfettamente che tale discorso è stato inutile, non avrò spostato di un millimetro alcune tue credenze perchè il tuo sapere è conformato così, e talora è difficile comprendere la trasferibilità di un pensiero in un altro sistema , senza accordarsi con alcune premesse, ma almeno ho tentato. Anche per una mia conferma di quanto è arduo comprendersi nei forum, se non si condividono alcune culture che oggi risultano ovunque maggiormente condivise.

Non ho parlato con te di nessuna mia credenza finora..a cosa ti riferisci?
Non credevo ti riferissi col termine filosofia a ciò che s'impara a scuola..basta saperlo...
per il resto..mi sembrano tue divagazioni che nulla c'entrano con quanto detto..
Mi chiedo sempre se si può mai instaurare un dialogo aldilà delle etichette e delle catalogazioni:
era ciò un tempo la filosofia..(in occidente).
Me ne sono fatto una ragione ormai..
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Vecchio 20-11-2008, 14.54.13   #5
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Carissimo Arsenio, probabilmente mi sto ripetendo per l'ennesima volta,ma non mi stancherò mai di farlo,e cioè che, al fine di poter colloquiare costruttivamente tanto in filosofia che in spiritualità,nonchè in tutte le branche darivanti, si devono conoscere e concordare due punti fondamentali ed essenziali,comuni a tutta l'umanità e che sono: La conoscenza del proprio EGO e la meta che si vuole raggiungere. Dopo ciò, intavolare una sana discussione, nel comune intento di scoprire la via più equa per ragguingere tale meta, usufruendo, dopo adeguate analisi, delle tante indicazioni che ci hanno lasciato i grandi pensatori che ci hanno preceduto. A mio avviso questo è l'unico modo per affrontare un colloquio costruttivo,ascoltando ed analizzando quanto è portato dall'interlocutore,per poi accettare il giusto e scartare ciò che non si ritiene giusto,specificandone però sensatamente i motivi o le cause . Penso che non sia affatto costruttivo scartare a priori ciò che di nuovo viene apportato rimanendo chiusi ermeticamente nel proprio guscio con la convinzione di essere più progrediti,nella convinzione di aver già analizzato e scartato in passato quanto di nuovo viene apportato.
A mio avviso una buona conoscenza filosofica dovrebbe portare un uomo a questo livello di capacità di azione.
Un amichevole saluto espert 37
espert37 is offline  
Vecchio 21-11-2008, 12.52.00   #6
arsenio
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Non ho parlato con te di nessuna mia credenza finora..a cosa ti riferisci?
Non credevo ti riferissi col termine filosofia a ciò che s'impara a scuola..basta saperlo...
per il resto..mi sembrano tue divagazioni che nulla c'entrano con quanto detto..
Mi chiedo sempre se si può mai instaurare un dialogo aldilà delle etichette e delle catalogazioni:
era ciò un tempo la filosofia..(in occidente).
Me ne sono fatto una ragione ormai..



Sì,forse non hai credenze, avrò frainteso qualcosa. In effetti mi era sembrato che tu fossi un cultore di qualche disciplina orientale, molto diffuse in tutti i forum non solo settoriali e per argomenti spirituali, ma pur tollerati in siti filosofici. Come sai sono abbastanza critico verso tali contaminazioni per cui ognuno dice quello che può e non ciò che va detto con coerenza alla tematica in oggetto In quanto alla filosofia che s'impara a scuola,intendevo una filosofia conforme. E se si vuole “accademica”,per intenderci, sebbene detesti l'accademismo e abbia sempre arricchito le mie conoscenze con testi supplementari di mia scelta.
La filosofia un tempo era tante cose ... ... per i classici un tempo doveva insegnare a vivere; un tempo fu ancella della filosofia. Oggi si vorrebbe farla diventare serva della religione e della scienza.


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Vecchio 21-11-2008, 13.26.35   #7
arsenio
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Carissimo Arsenio, probabilmente mi sto ripetendo per l'ennesima volta,ma non mi stancherò mai di farlo,e cioè che, al fine di poter colloquiare costruttivamente tanto in filosofia che in spiritualità,nonchè in tutte le branche darivanti, si devono conoscere e concordare due punti fondamentali ed essenziali,comuni a tutta l'umanità e che sono: La conoscenza del proprio EGO e la meta che si vuole raggiungere. Dopo ciò, intavolare una sana discussione, nel comune intento di scoprire la via più equa per ragguingere tale meta, usufruendo, dopo adeguate analisi, delle tante indicazioni che ci hanno lasciato i grandi pensatori che ci hanno preceduto. A mio avviso questo è l'unico modo per affrontare un colloquio costruttivo,ascoltando ed analizzando quanto è portato dall'interlocutore,per poi accettare il giusto e scartare ciò che non si ritiene giusto,specificandone però sensatamente i motivi o le cause . Penso che non sia affatto costruttivo scartare a priori ciò che di nuovo viene apportato rimanendo chiusi ermeticamente nel proprio guscio con la convinzione di essere più progrediti,nella convinzione di aver già analizzato e scartato in passato quanto di nuovo viene apportato.
A mio avviso una buona conoscenza filosofica dovrebbe portare un uomo a questo livello di capacità di azione.
Un amichevole saluto espert 37



Carissimo espert, ti sembra facile arrivare a conoscere il proprio ego? Quale, l'Io? o il Sé? Non ci sono riusciti nemmeno fior di filosofi .
In quanto alla meta per me è quasi irrilevante. Conta molto di più il viaggio. Alla fine la meta può deludere,mentre nessuno ti toglie l' arricchimento che ti può dare un tragitto interessante. Conosci la poesia Itaca di Kavafis? Nessuno è più d'accordo di me nell'accogliere il nuovo. Come sai parlo spesso di neuroscienze, di nuovi apporti della psicoanalisi neofreudiana, di genetica, ecc. Non trovo culturalmente corretto orientaleggiare la filosofia occidentale, né scientifizzare ciò che non può essere reso in termini scientifici, né essere convinti di qualcosa che non si conosce bene. Io quando ho dubbi faccio ricerche prima di rispondere.

arsenio is offline  
Vecchio 21-11-2008, 14.21.17   #8
Noor
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Sì,forse non hai credenze, avrò frainteso qualcosa. In effetti mi era sembrato che tu fossi un cultore di qualche disciplina orientale, molto diffuse in tutti i forum non solo settoriali e per argomenti spirituali, ma pur tollerati in siti filosofici. Come sai sono abbastanza critico verso tali contaminazioni per cui ognuno dice quello che può e non ciò che va detto con coerenza alla tematica in oggetto In quanto alla filosofia che s'impara a scuola,intendevo una filosofia conforme. E se si vuole “accademica”,per intenderci, sebbene detesti l'accademismo e abbia sempre arricchito le mie conoscenze con testi supplementari di mia scelta.
La filosofia un tempo era tante cose ... ... per i classici un tempo doveva insegnare a vivere; un tempo fu ancella della filosofia. Oggi si vorrebbe farla diventare serva della religione e della scienza.
D'accordo arsenio..
vorrei solo farti notare che sono dell'opinione che siano credenza della mente,l'essere abbastanza critici,accademici,settoriali, strettamente tematici (son parole tue)..ma è solo una mia opinione..
Ciao
Noor is offline  
Vecchio 21-11-2008, 22.19.51   #9
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Carissimo espert, ti sembra facile arrivare a conoscere il proprio ego? Quale, l'Io? o il Sé? Non ci sono riusciti nemmeno fior di filosofi .
In quanto alla meta per me è quasi irrilevante. Conta molto di più il viaggio. Alla fine la meta può deludere,mentre nessuno ti toglie l' arricchimento che ti può dare un tragitto interessante. Conosci la poesia Itaca di Kavafis? Nessuno è più d'accordo di me nell'accogliere il nuovo. Come sai parlo spesso di neuroscienze, di nuovi apporti della psicoanalisi neofreudiana, di genetica, ecc. Non trovo culturalmente corretto orientaleggiare la filosofia occidentale, né scientifizzare ciò che non può essere reso in termini scientifici, né essere convinti di qualcosa che non si conosce bene. Io quando ho dubbi faccio ricerche prima di rispondere.


Carissimo Arsenio,è mia convinzione che colui che non ha almeno tentato di approfondire la conoscenza del proprio EGO,non viva,ma vegeti. Io nella ricerca di dare almeno una posizione al citato EGO, all'IO ed al SE',dopo aver notato una enorme confusione un tante publicazioni filosofiche e spirituali, ho voluto dare loro una posizione virtuale,al fine di comprenderne almeno la loro funzione,ed iniziare un mio percorso di vita. L'essere umano, sin dagli albori della sua esistenza,per poter accettare e dare una ragione ai tanti misteri dell',universo si è dotato della spiritualità,ideandosi un Dio a sua immagine e somiglianza,quindi è mia ferma opinione che l'uomo è costituito da materia,(corpo-intelletto ) e spirito (anima) Per cui quando il corpo (EGO) riesce a formare un armonioso connubio con l'IO (Spirito-anima)ascoltendo i suoi giusti consigli, ne scatturirà un SE' ( azione-movimento) che lo indirizzerà su quel tragitto de tè Arsenio,menzionato ed apprezzato più che la meta,che lo condurrà alla felicità e beatitudine. Quanto ti ho descritto,forse ti farà ridere,ma è la base fondamentale da cui partono tutte le mie ricerche per arrivare a quella meta alla quale tù dai meno importanza che non al viaggio.
Tutto ciò,analizzando i tanti pensatori che ci hanno preceduto,cominciando dai filosofi greci quali i sofisti ed i loro antagonisti,passando dai pur importanti pensatori e filosofi della cristianità, per arrivare poi al profondo Thomas Hobbes (1588-1679) grande assertore della innata violenza umana, Herbert Spencer e Thomas Huxley, contemporanei di Charles Darwin, i quali tentarono di inquadrare la violenza umana all'interno della teoria dell'evoluzione Darwiniana.Poi Conrad Lorenz, Kropotkin,Bobbio, Pasquino,per poi arrivare ai primi cultori della neuroscienza,quali Changeaux,Smart,Bjorklund e Pellegrini,
John Eccles,premio nobel,Noto per la sua controversia con Karl Popper sulla teoria sul monismo applicato alla neuroscienza che ha determinato la teoria d'identità tra cervello e mente, mentre prima lui stesso era convinto della dualità,cioè che la mente regolasse il cervello come entità a parte.
Queste persone mi hanno fatto cambiare molte delle mie idee,apportandomi molti miglioramenti, ma nonostante le copiose ricerche, la mia teoria di base è ancora la stessa. Magari trovassi qualcuno che mi convincesse con definizioni concrete, la reale posizione umana nella spiritualità.
Un saluto amichevole espert37
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Vecchio 22-11-2008, 13.50.17   #10
arsenio
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D'accordo arsenio..
vorrei solo farti notare che sono dell'opinione che siano credenza della mente,l'essere abbastanza critici,accademici,settoriali, strettamente tematici (son parole tue)..ma è solo una mia opinione..

Ciao



“credenza” mi dà l'idea di una fede, di un'ideologia, di un dogma, di una chiusura,e infatti consultando un qualsiasi dizionario ( lasciamo la”credenza” come mobile a sportelli, anche se qui qualcuno direbbe che va considerata solo la definizione più usata) è piuttosto una convinzione, talora addirittura superstizione, ma, è vero, è anche “opinione”. Quindi vediamo la mia frase,dove qualcosa non mi quadra e certo non mi sarò fatto capire con sufficiente chiarezza o il lettore l'ha isolata dal contesto: “essere critici” potrebbe essere incompatibile perchè chi è critico ha per solito una visione aperta del mondo. L'accademico, sì, potrebbe avere una mentalità portata alle credenze; il settoriale pure potrebbe, a seconda del contesto; lo strettamente tematico? Pure potrebbe, perchè mi dà l'idea di una mente poco interdisciplinare, e oggi la base della cultura è proprio questa collaborazione e sconfinamenti tra varie discipline, con criterio, altrimenti, come detto, si può scadere nel caos con l'intrusione delle credenze irrazionali, delle pseudoargomentazioni, nei fondamentalismi; in tal modo si disconoscono le scienze vere.
La tua opinione sulla credenza,se hai chiaro cosa vuoi significare con “credenza”
mi sembra corretta e legittima.

arsenio is offline  

 



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