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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 20-02-2009, 17.06.28   #21
arsenio
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X nevealsole


Il protagonismo dei qualunque.

Con facebox la finzione sfuma nella realtà e la realtà nella finzione. Nuovo gioco collettivo per illuderci di un esistere altrove impossibile. Epidermico ma altamente epidemico, per cloni replicanti, indistingubili e intercambiabili.
Da stranieri di se stessi ma visibili perciò con un’identità tipizzata e “vera”. Prevedibile emanazione della povertà del pensiero e della progressiva incompetenza sociale.
Altro versante immaginale per chi non acquisisce parole per tessere mappe concettuali, limitate a frammenti, forzature, o viceversa composizioni farraginose o roboanti quanto vacue se sottoposte all’analisi del contenuto.
Nulla deriva da impegnate immersioni nel mondo. Ovunque si estirpa la temuta chiarezza o si ricorre al mezzo del caos che confonde, se non all’alternativa dell’ovvio. La riflessione e la pertinenza diventano merce sempre più rara.
Alla base c’è ancora la discordanza e confusione tra il sè reale limitato, il sé ideale come un apparire almeno convincente perché chi si è non conta, e il sé normativo del dover essere che conta di meno.

E l’amore? La passione ha le ore contate. Poche sono le donne residuali che non si assimilano ai principi da clichè maschilistici in crisi, per poter appartenere di diritto a uno stile massmediologico nel villaggio globale. Fino ad accettare di essere considerate oggetti esibiti con aggressività e senza accorgersi di allinearsi agli standard sottoculturali più bassi.
I maschi imbrancati non scrivono diari, non sanno commentare gli affetti circostanti e deridono la creatività se non come nonsense improvvisato, e l’intelligenza relazionale emotiva, se non alcuni sentimentalismi esteriori inautentici e in voga.
Vince lo spettacolo non fantasioso ma come palcoscenico. Analogo agli abbracci televisivi tra parenti lontani, ammessi perché pubblici.
Ma quale sarà il modello umano unico lasciato in eredità alla prossima generazione? Un vuoto esistenziale premessa per perpetuare ancora i nichilismi autodistruttivi?

Ciao cara nevealsole. Come vedi il tuo 3d mi è molto proficuo per continuare nelle riflessioni.

Grazie
arsenio is offline  
Vecchio 24-02-2009, 10.48.47   #22
arsenio
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conclusioni

Ci sono cose ormai irricuperabili perchè per mutazione non ci appartengono più e nessuno ne avverte più il bisogno. La profezia si è avverata.
Tramontano il pensiero sistematico, gli strumenti per ragionare, la vitalità linguistica, le letture analitiche. La verità come etica ,l'alfabeto del cuore che ravviva la comunicazione tra due persone.
E'perduta l'intelligenza socio-emotiva temuta e disprezzata dai supermaschi. Ora inservibile perchè prevista per eventi reali e corporei;obsoleta la poesia delle personali emozioni. Parlare dell'amore, se non di quello degradato, è il nuovo tabù. Nella deriva neospiritualistica si disserta casomai sulle origini del cosmo e correlati: sono esclusi i bisogni reali.
I rapporti sono senza ieri ne domani: ne è metafora la sbrigatività mercenaria. Rimangono quelle donne coraggiose che per nobile assistenza materna soccorrono da sottomesse chi ha gravi carenze.
La perfezione è inserirsi in un anonimato di massa privo di creatività,aspettandosi l'attribuzione di un ruolo per un mostrarsi in relazioni fittizie..
Il supermarket dell'informazione è eutanasia culturale, spettacolarizzazione del banale, serializzazione, babele verbale, ammasso di sentimenti fasulli, opinioni contorte.
La sessualità è diventata genitalità consumistica, promiscuità, ambivalenze identitarie, perversioni che non veicolano affetti.
Ma l'amore è sesso unito a tenerezza e gioia che fanno crescere. Al di là delle retoriche liberatorie. E la qualità di vita dipende dalla capacità dell'opporsi alle minacce che si riescono a percepire, e non dai consumi eterodiretti.
Un bailamme di bluff attraverso l'uso e l'abuso d'immagini: il sono mondo a nostra disposizione.

saluti
arsenio is offline  
Vecchio 07-03-2009, 10.00.25   #23
nevealsole
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Finale personale

Buongiorno a tutti,
scusandomi del ritardo con cui procedo traggo anche io qualche impressione finale circa lo strumento facebook … nel quale mi sono immersa negli ultimi tempi. Come tutte le cose, e come qualcuno di voi ha giustamente affermato, è di per sé neutro: non positivo, non negativo. Attende di essere riempito di contenuti che sono quelli che ciascuno di noi sceglie di dare. E’ utilissimo, mi sono resa conto, per chi è lontano perché riproduce quella vicinanza da compagni di scuola, o da colleghi d’ufficio, che ti dà l’impressione che quelle persone siano vicine, e lo scorrere delle loro vite lo stai seguendo, come loro seguono la tua, senza frapporre distanze incolmabili date dagli impegni – perlopiù familiari e lavorativi – che ognuno di noi ha e che talvolta rendono impossibile l’organizzazione di incontri, o la meno impegnativa telefonata.
Dal punto di vista della rappresentazione di sé, in questa mini statistica molto alla buona fatta tra le mie conoscenze, mi capita di notare come per taluni sia maggiore il divario tra l’essere nel mondo e l’essere su facebook. Ci sono estroversi per così dire, ‘a tutto tondo’ che mantengono inalterato il loro modo di essere, estroversi nella vita che diventano introversi nella rete, ed estroversi nella rete tendenzialmente più introversi nella vita. Singolare anche la diversa percezione dei commenti, che talvolta ho avuto. Mi sono resa conto di quanto spesso sia il tono a fare l’intenzione leggendo frasi brusche di persone dai modi solitamente gentili, di cui ho però ricordato il tono di voce, particolarmente flautato e inoffensivo.
Il mio personale interesse del periodo va alle fotografie: dimmi come guardi il mondo e ti dirò chi sei, si potrebbe affermare.
Leggevo una recensione qualche settimana fa, proprio sul testo di una psicologa che aveva tentato un raffronto tra le foto scattate dai pazienti e i loro ritratti psicologici. Ed in effetti, nel mondo, ogni cosa è simbolo e se proprio su quella posiamo il nostro sguardo – e il nostro obiettivo – ci sarà un perché. E così anche su facebook ho trovato i conviviali, con innumerevoli serie di foto in luoghi di ritrovo o ristoranti; i genealogici, con il racconto completo dei collegamenti familiari; i feticisti, interessati a parti anatomiche più o meno ricorrenti; gli artisti che tentano di cogliere la bellezza (o la bruttezza) del mondo in un click; i viaggiatori che raccontano con gli scatti ogni spostamento.
Insomma, ci sono dentro … come molti altri ex irriducibili di mia conoscenza, ed ormai ridotti al formato fototessera. Perché? Non so perché.
Come diceva tempo addietro un modello in un noto spot pubblicitario: ‘Sono fatti miei’
Cari saluti a tutti voi e grazie per le gradite riflessioni
nevealsole is offline  

 



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