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Vecchio 12-03-2009, 12.58.31   #21
Giorgiosan
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Data registrazione: 30-09-2004
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Citazione:
Originalmente inviato da emmeci
Giusto, Giorgiosan, rivalutare i semplici nello spirito, solo ricordando che qualche volta si sono scaldati il cuore intorno a roghi accesi per bruciare il filosofo sotto lo sguardo dell’inquisitore e dei potenti che doverosamente si segnano…..Può essere infatti proprio “la gente semplice che ha la vista migliore” ad applaudire chi porta alla morte l'eretico o il filosofo che non s’inginocchia. Ma non voglio generalizzare, solo osservare che è proprio un duro compito quello di cavare il vero senso da ciò che dicono i libri, anche quelli ispirati da Dio….

I roghi come gli autodafé sono sempre sempre stati questione delle gerarchie religiose e politiche che poco hanno a che fare con la fede cristiana.
Quando una parte di popolo, esagitato dagli agit-prop che ci sono sempre stati, si è fatto partecipe dei "linciaggi", quella parte non era certo costituita dai poveri di spirito, vale a dire della componente saggia e silenziosa.

I poveri non hanno bisogno di una colta ermeneutica per capire il senso dei libri sacri e quindi della rivelazione.
Come ha detto il venerabile Beda ci sono due grandi libri della rivelazione: uno è il testo sacro, l'altro è il libro della natura.
La fede degli umili è infallibile, a loro basta la vita per capire il senso di tutto, la vita stessa è rivelativa se non ci si impiglia nella superbia della mente.

Citazione:
Originalmente inviato da Alék
Se ti seguo bene, Giorgiosan, secondo la tua visione, una religione virtuale é un prodotto creato da una speranza per colmare una lacuna che un essere umano cerca di colmare e il fatto che sia un'incognita, fa subentrare la tanto proclamata fede.
Potrei analizzare allora la comparsa dell'illusione?
facile ! appare in tutti i casi e sotto il punto di vista mistico, la si potrebbe usare come jolly.
Che sia totalmente al buio o che abbia una leggera fonte di luce é sempre speranza e non farebbe alcuna differenza visto che cerca sempre un qualcosa a cui appigliarsi per ... "ritrovarsi.
Un religioso invocherà colui che ha appagato di più la sua trovata illusione, mentre un ateo, in circostanze di pericolo o di sconforto, invocherà,,,chessò io , la sua mamma o il suo datore di lavoro. Esisterà comunque sepre un qualcuno o qualcosa a cui appigliarsi ed é questo il punto focale, secondo me, ed é quello cui citavo nei precedenti post, che si cerca sempre qualcosa a cui appigliarsi per colmare la lacuna che si prova se ci si guarda dentro in quegli attimi di folgorante consapevolizzazione.
Non é mia abitudine porre delle resistenze in qualsiasi situazione perciò accetto qualsiasi "salvagente virtuale".

Una definizione di religione potrebbe essere: pacca sulla spalla di incoraggiamento per coloro che si sono inoltrati nel labirinto dell'illusione.
Ognuno é il suo spazio dove tutto può accadere...lasciamo che accada, tanto é solo all'uscita che ci accorgiamo che il labirinto stesso non serviva affatto. (conclusione azzardata, ma mia )

Certamente. ognuno si appiglia dove vuole e dove può perché la condizione dell'essere umano non è quella dell'autosufficienza o dell'auotoreferenzialità.

Ci ritroviamo nella vita, gettati come dice Heidegger, o per una provvidenzialità d'amore, o per un veramente improbabile caso, comunque dipendenti da qualcosa che è prima di noi, qualsiasi cosa uno creda, e basterebbe solo questa considerazione per riconoscerci non autosufficienti.

Come il barone di Münchhausen non possiamo tirarci fuori dalla buca da soli.


Ognuno inevitabilmente crederà ad una visione del mondo le cui conseguenze pratiche saranno soddisfacenti, relativamente alle sue esigenze vitali ed esistenziali più profonde e se la visione fosse un placebo poco importa.

I placebo funzionano e questo dovrebbe fare riflettere.

Ultima modifica di Giorgiosan : 12-03-2009 alle ore 19.57.56.
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Vecchio 13-03-2009, 07.44.25   #22
Alék
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ma i semplici si possono ritenere autosufficienti?
io credo invece che noi siamo autosufficienti.
non lo dimostriamo per via dei pensieri fuorsvianti che abbiamo accumuluto nel corso dei tempi. L'evoluzione spirituale ha avuto i propri alti e bassi, dal misticismo estremo medievale, al consumismo estremo del 20esimo secolo fino ad oggi con l'inizio della riscoperta spirituale. credo che ci sia un risveglio in questo senso che apporti l'essere umano ad essere più autosufficiente.
Le nostre referenze, quindi, sono sempre state in nostro possesso (il nostro pane quotidiano?) solo che siamo stati troppo occupati a cercare altrove per poterle mettere in evidenza.
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Vecchio 13-03-2009, 12.15.24   #23
Giorgiosan
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Riferimento: Una religione virtuale

Citazione:
Originalmente inviato da Alék
ma i semplici si possono ritenere autosufficienti?
io credo invece che noi siamo autosufficienti.
non lo dimostriamo per via dei pensieri fuorsvianti che abbiamo accumuluto nel corso dei tempi. L'evoluzione spirituale ha avuto i propri alti e bassi, dal misticismo estremo medievale, al consumismo estremo del 20esimo secolo fino ad oggi con l'inizio della riscoperta spirituale. credo che ci sia un risveglio in questo senso che apporti l'essere umano ad essere più autosufficiente.
Le nostre referenze, quindi, sono sempre state in nostro possesso (il nostro pane quotidiano?) solo che siamo stati troppo occupati a cercare altrove per poterle mettere in evidenza.

Le persone umili conoscono bene i propri limiti e non si ritengono affatto autosufficienti, almeno gli umili di cui parlo.

Con spiritualità, nella cultura cristiana, si intendono le modalità attraverso le quali un credente o un gruppo di credenti vivono ed esprimono la loro fede in un dato periodo storico.

Esempio: sia i benedettini che i francescani pur avendo la medesima fede adottano stili di vita differenti.
La spiritualità benedettina si puo riassumere nel motto, ora et labora che si traduce in una preghiera comunitaria da farsi varie volte al giorno, nel lavoro manuale e nei pasti in comune.
La spiritualità francescana comporta invece la predicazione ed una vita di povertà. L'elemento determinante di questa spiritualità è la povertà.

Le varie spiritualità storiche sono sempre tutte presenti fra i credenti, tuttavia la fede si esprime (spiritualità) anche secondo le esigenze storiche con accentuazioni diverse in risposta ai bisogni dei tempi.

La spiritualità più diffusa oggi è quella a carattere sociale e si sottace, da parte della "istituzione chiesa" l'aspetto mistico, come hai ben rilevato.

In effetti da parte dell'"istituzione" c'è sempre stato un atteggiamento a dir poco "freddo" nei confronti degli "spirituali".

Questo atteggiamento non frena però lo Spirito; lo dimostra la grande diffusione dei movimenti pentecostali che non possono essere frenati da un certo ostracismo della gerarchia.

Ultima modifica di Giorgiosan : 13-03-2009 alle ore 14.41.43.
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Vecchio 15-03-2009, 09.46.33   #24
Alék
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Riferimento: Una religione virtuale

scusate, ma mi infastisce il fatto che si faccia riferimento a scritti di altre persone non presenti; non mi risultano esperienze personali o impressioni inedite.
La teoria é molta e già colorata da altri, é facile riportarne i disegni.
Se permettete mi ritiro e metto qualcosa in pratica.

Alék
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Vecchio 23-03-2009, 16.36.53   #25
espert37
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Riferimento: Una religione virtuale

[
Carissimo Emmeci, condivido pienamente la tua idea,nella consapevolezza che
ogni pensiero basato sulla spirtualità e su una fede se viene trasmesso,può essere analizzato ed aventualmente portare anche qualcosa di condivisibile arricchendo così la società che ci circonda.
Quanto ti estendo quì di seguito,"se ben analizzato" potrebbe contenere le basi per una eventuale religione virtuale.


COME E DOVE E’ LA VERITA’ UNICA ED INCONFUTABILE ?
L’uomo sta modificando a suo danno lo stato universale alterando la naturale armonia degli elementi. La materia e lo spirito compongono l’umano, ed a questo ultimo il compito di fare coesistere i due elementi armoniosamente. Il corpo, essendo struttura molecolare è destinato a scomporsi, trasformarsi, quale materia. L’amore, le passioni, tutti i sentimenti, non avendo struttura molecolare non sono scomponibili quindi hanno vita eterna, e l’Io è presente in misura preponderante in questa struttura spirituale, quindi, in dimensione ignota l’Io sarà sempre. L’Io è, per cui tutto l’universo esiste per Lui, perché è. Se l’Io non fosse, per Lui esisterebbe nulla. quindi, l’universo per l’uomo esiste perché l’Io è. L’Io è e agisce: Perché? A quale scopo? Agisce per trasformare cose o situazioni e portarle a gradimento del proprio intelletto, e ad ogni azione compiuta ne scaturisce una reazione che si chiama piacere, soddisfazione, godimento. Si nota in oltre che, in base alla legge fisica della relatività, a maggiori difficoltà, nella riuscita è la maggiore soddisfazione. Allora si deduce che l’Io vive ed agisce alla ricerca della soddisfazione, del piacere. Questo stato è comune a tutta l'umanità, perché ogni azione ed ogni problema risolto da chiunque procura soddisfazione. Quindi, l’essere, cioè L'IO nonché la soddisfazione,la felicità,il paradiso, sono: Il primo, il punto di partenza, ed il secondo la meta, di un tragitto, che è niente altro che il periodo della nostra permanenza su questo pianeta. Questo è comune a tutti gli esseri umani, A questo punto viene spontaneo chiedersi; Se l’Io vive ed agisce per la soddisfazione, quale è il grado di soddisfazione più grande? E quale la strada migliore per arrivarci? Il ladro, rubando prova soddisfazione. L’avaro, accumulando ricchezze prova anche soddisfazione. Il maestro insegnando prova soddisfazione. Ognuno seguendo il proprio intelletto e le proprie attitudini provoca l’azione per ottenerne una soddisfazione, ogni essere è convinto, (ignorantemente) che nella soluzione delle proprie azioni si provi la miglior soddisfazione. Ognuno logicamente potrebbe avere ragione, secondo la propria verità. A questo punto per trovare una soluzione che accomuni tutti è da cercarla in una proposta superparte, al di fuori di ogni convincimento individuale. Quale fonte migliore per attingere il meglio, se non, l’esperienza formatasi da quando l’umano è arrivato su questo pianeta, a tutto oggi, e trasmessaci dagli esseri più intelligenti attraverso le leggi morali?. Questa è la pietra di paragone, comune a tutti gli esseri umani.(Chi legge, è gentilmente pregato di cercare e proporre una fonte migliore, tanto cercata da chi scrive, ma purtroppo non ancora trovata.) Ama il prossimo tuo, come te stesso, perché Dio, sarà anche in ogni luogo, ma soprattutto sta nelle persone che ti circondano, perché è in loro la fonte della tua felicità. Sono loro che ogni giorno ti possono far sentire di essere in paradiso o all’inferno. Se fosti solo al mondo, con tutte le ricchezze materiali a disposizione, saresti un povero uomo, perché non avresti nessuno a cui donarle. La mia ricchezza è in quel che ho dato, affermazione nata dalle riflessioni di un saggio. Dona una mamma tutto il suo amore al proprio figlio, così come il figlio alla mamma. E’ facile e naturale donarsi quando c’è affetto, quindi, non trovando difficoltà, la felicità che ne scaturisce è relativa. Ma assodato che la legge sulla relatività è universalmente riconosciuta e condivisa, immaginiamoci quale alto grado di felicità si può ottenere provando un estremo bisogno di amare un nemico. ( Porgi l’altra guancia ) I vangeli ci parlano di un Gesù che ha dato tutto Se Stesso, la Sua vita, per aiutare e salvare coloro che Lo stavano uccidendo. Può esserci forse un grado di felicità maggiore di quella che ha provato Lui? (Questo, tra i tanti, è forse il più grande e chiaro esempio trasmessoci da tutto il contesto biblico. Se l’istituzione che si è assunta, tanto generosamente, il compito di insegnare l’educazione morale al fine di fare convivere più armoniosamente la società umana, avesse interpretato i vangeli in modo più equo, se spiegasse che le religioni sono nate dall’uomo, sott’inteso con l’aiuto di Dio, e non viceversa, perché ne aveva estremo bisogno, senza di esse sarebbe il caos più completo, e lasciasse perdere tutti quei grandi misteri obsoleti, oggi non più accettabili. Purtroppo ormai, tutte le realtà fisiche e scientifiche, non si possono più ignorare, bensì la chiesa deve aggregarsi alla scienza per poterle gestire insieme nel modo giusto a favore dell’umanità, e porre fine a tutte le controversie tra clericità e laicità, lavorando più armoniosamente tutti assieme, verso l’unica verità. Solo così, penso, si potrebbe andare incontro ad una umanità migliore. Se l’uomo fosse istruito a quanto sopra cercherebbe in tutti i modi di agire adeguatamente per non far danno a se stesso, procurandosi minor soddisfazione, quindi saremmo tutti più educati moralmente. Mi permetto di dire, umanità perché sono convinto che molti aderirebbero a questi principi. Egoismo; Vocabolo al quale è stata data una definizione estremamente errata. L’Io e l’egoismo sono due vocaboli inscindibili, perché, ogni azione dell’io è assolutamente svolta per se stesso, sempre ed immancabilmente. Buona o cattiva, l’azione intrapresa dall’uomo ha il fine di procurare allo stesso una gradazione di piacere, l’azione buona, quella dettata dai canoni della educazione morale è quella che dà, come già abbiamo detto, maggior piacere, quindi colui che, ignorantemente intraprende l’azione cattiva, senza lo stimolo di dare al proprio prossimo con amore, inconsapevolmente danneggia se stesso, ma questo, (Essendo l’uomo stato creato da Dio, ed essendo riuscito ad evolversi sino allo stato attuale, in esso sta il bene perché il bene ha vinto sul male, come la luce ha vinto sulle tenebre) scaturisce senz’altro non per cattiveria, perché questa, se non vi fossero eventi patologici estranei non sarebbe nell’uomo (L’umano è fondamentalmente buono, la cattiveria è un apporto da eventi patologici esterni) ma per non conoscenza del meglio. Colui che commette il delitto, in base alla leggi morali, non può essere condannato dal suo simile perché, qualsiasi delitto è frutto dell’ignoranza, e questi non dovrebbe essere condannato bensì aiutato. In modo contrario verrebbe commesso un ulteriore delitto. Lo si isolerà per salvaguardare la società dal fattore patologico, con il proposito di toglierlo dall’ignoranza, portandolo a conoscenza della giusta ed universale legge morale che dona un più alto grado di felicità, alla quale lui senz’altro si vorrà aggrappare. L’essere umano non sarà mai in grado di giudicare un suo simile, avrà sempre una possibilità di errore. Questa facoltà spetta a Qualcun Altro... L’uomo si forma nell’ambiente in cui vive, nella scuola, nella parrocchia, ma soprattutto nella famiglia, se i nostri genitori fossero stati istruiti circa la Verità sopra menzionata, oggi anche noi saremmo migliori. Quante famiglie si salverebbero, come auspica la Chiesa. Sarebbero in ben pochi a chiedere il divorzio, perché le eventuali asperità nella convivenza verrebbero risolte con più impegno per trarne la felicità che è la meta della nostra esistenza.. La famiglia è alla base della società, tante famiglie sane formano una società molto migliore. Non avremmo bisogno di tribunali e di carceri, ma di una miglior catechesi che ci dia una convinzione maggiore sulla legge morale, perché si ottiene molto di più con la convinzione che non con le molteplici imposizioni che ancor oggi usa la chiesa. Ad ogni domanda che oggi si pone l’uomo,ci deve essere una risposta tangibile e convincente. I misteri oggi non hanno più ragione di esistere.

Un saluto amichevole espert37
espert37 is offline  

 



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