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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 14-09-2009, 10.47.25   #1
emmeci
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Data registrazione: 10-06-2007
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L'evoluzione è buona o cattiva?

Lo so, la scienza dice che l’evoluzione non ha fini se non in sé stessa, che procede secondo criteri puramente fisici e, quando produce la vita, ammette solo differenze di adattamento e mutazione genetica, al di fuori di criteri morali, che sono quelli che invece regolano l’umanità trasformando l’evoluzione in storia. Ma è veramente così, c’è questa scissione fra l’evoluzione e la storia?
Se, come suggeriva Kant, ci volgiamo a considerare lo spettacolo dell’universo, esso ci sembra animato da una tensione che coinvolge il proprio sviluppo, quindi il moto di atomi e di fotoni, di stelle e pianeti e, nei pianeti, il formarsi di cellule e funzioni vitali - un’evoluzione che sembra realizzare in gigantesca misura l’impulso che ci spinge a pensare ed agire, quell’aspirazione che sorregge la storia al di là di ogni diversità di religioni e filosofie, così come al di là di ogni catastrofe e follia di individui e popoli. Dunque è possibile estendere all’intero universo ciò che sentiamo dentro di noi, identificare la nostra specie con quell’espandersi senza confini, trasformando il cieco movimento della materia in un processo diretto ad un fine, anzi a un fine di valore assoluto. O (per rimanere in termini evoluzionistici), si può pensare che oltre ad avere una “direzione cumulativa” facendo registrare un incremento di processi e di forme, il processo significhi un’evolvibilità progressiva, e che la moralità rientri tra le forze che lo dirigono. Ma se anche fosse così, come potremmo liberarci da un dubbio di fondo, cioè sapere se quel processo è destinato a portare a una realtà buona e non a una realtà cattiva?
emmeci is offline  
Vecchio 14-09-2009, 21.57.51   #2
and1972rea
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Riferimento: L'evoluzione è buona o cattiva?

Mi pare incontestabile il fatto che la morale ,ormai, sia stia sostituendo alla natura nel governo dell'evoluzione; da migliaia di anni l'Uomo sta adattando l'ambiente a se' stesso, e da qualche decennio e' pure riuscito ad impadronirsi del proprio genoma e di quello di numerosi organismi viventi, mutandolo o a proprio vantaggio o a proprio svantaggio, ma sempre cmq a proprio piacimento. La domanda ora diventa: la morale che governa la nostra evoluzione e' un cieco movimento di materia o e' una libera facolta' dello spirito che trascende i fenomeni del caso e della natura per come la conosciamo?
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Vecchio 14-09-2009, 22.11.28   #3
Noor
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Data registrazione: 29-03-2007
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Riferimento: L'evoluzione è buona o cattiva?

Citazione:
Originalmente inviato da emmeci
come potremmo liberarci da un dubbio di fondo, cioè sapere se quel processo è destinato a portare a una realtà buona e non a una realtà cattiva?
Mi dispiace dirlo..ma le domande dettate da dubbi cosidetti metafisici non portano mai ad essere risolte.
Bisogna arrendersi una volta per tutte a tale evidenza.
La risposta in tal caso è sempre in chi pone la domanda,non “laffuori”.
E’ richiesta un’implosione della domanda,la sua morte.
Ciò corrisponde alla morte anche di una parte di sé considerata soggetto,ma che è soltanto un’identificazione..un “Fantasma dell’Opera.”
Qualcuno disse,non a caso:”Chi vuol trovare la propria vita,la perderà.”
Ecco...qui vi è una Chiave.
Noor is offline  
Vecchio 17-09-2009, 10.05.45   #4
emmeci
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Data registrazione: 10-06-2007
Messaggi: 1,272
Riferimento: L'evoluzione è buona o cattiva?

….dunque, l’evoluzione c’è e non si può cancellarla, anche se ci sembra di poterla interpretare in diversa maniera: in maniera, si potrebbe dire, fredda o calda. Fredda, cioè come dimostrazione che la cosa è così e non serve compiacersi o recriminare; oppure calda, rendendoci conto che anche noi facciamo parte dell’evoluzione, con la nostra intelligenza e le nostre buone o cattive virtù, e dunque possiamo noi stessi correggerla, migliorarla, cavarne un bene per noi – ma questo che vuol dire? Vuol dire una maggior utilità per noi, un maggior piacere, un maggior potere o qualcosa di più elevato se anche più misterioso come è un progresso morale?….Ma come si può pensare a un fine morale se l’evoluzione si basa su una lotta per la vita e quindi sulla predazione, che resta – al di là delle belle favole – la legge unica della vita?
Noor dice che domande basate non sulla fisica ma sulla metafisica non potranno mai essere risolte ed è meglio arrendersi all’evidenza, mentre and1972rea mi sembra non escluda un rapporto fra evoluzione e morale, basato su quello che dimostra la storia. Ma può la storia dell’uomo valere come campione di una storia dell’universo?)
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Vecchio 29-09-2009, 14.03.50   #5
Crono80
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Riferimento: L'evoluzione è buona o cattiva?

concordo con la visione asettica e fattuale di Noor, ma do atto che in questa stessa ottica c'è spazio per le posizioni di Emmeci e di Andrea nel senso che l'uomo non è solo frutto dell'evoluzione per quanto egli sia fatto come entità interiore ma è (à la Jean Pierre Changeux ) a livello mentale un tutt'uno con l'ambiente dinamico esterno - una coscienza "estesa" - e questo grazie al fatto stupefacente che egli possiede un io capace di un'evoluzione culturale e cioè capace di inglobare in sè stesso l'ambiente creando un super-io (non freudianamente qui, evidentemente) complessissimo.

Ma questi discorsi,xme, restano comunque questioni utilissime ma pur sempre al contorno circa una risposta metafisica soddisfacente: l'unica via sarebbe quella di capire finalmente , fisicamente, fino a che punto questo nostro cosmo (in cui siamo immersi e di cui siam fatti) lasci spazio a quella che definiamo volontà dell'io: e questo si potrà capire solo con la MQ generalizzata, o con qualche nuova teoria fisica sul collasso della funzione d'onda che testi la presunta retro-azione dell'osservatore sul substrato quantistico entagglato da cui poi scaturisce una data ed univoca (a meno di universi paralleli) realtà osservata.

possiam dire solo che se una morale c'è è proprio grazie alla crudeltà della natura unita al fatto che gli esseri viventi riescono ad interiorizzarla, immaginarla e prevederla e che ne soffrano: solo con l'utilità dei comprotamenti consociativi si riesce, nel ns caso di uomini, a relegare ai margini della vita il pericolo del male almeno in parte.
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Vecchio 29-09-2009, 17.55.25   #6
emmeci
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Riferimento: L'evoluzione è buona o cattiva?

Caro Crono80, mi pare che concordiamo sul fatto che l’evoluzione nel suo senso spiegato supera i termini in cui la suole rinchiudere il darwinismo, cioè l’adattamento e il caso (o variabilità genetica), introducendo prospettive che possono sembrare vaghe e sfuggenti - ragione per cui le chiamiamo sprezzantemente “metafisiche” - anche se possono essere giustificate dal MQ sfumando non nell’indeterminato ma nella libertà del pensiero, e oltre di esso in quell’orizzonte morale in cui il dover essere è superiore all’essere e l’evoluzione diventa storia. E senza la storia, l’evoluzione fisica non è sempre incompiuta?
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Vecchio 01-10-2009, 09.51.50   #7
emmeci
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Riferimento: L'evoluzione è buona o cattiva?

Del resto, Ceono80, mi pare che lo stesso Darwin non la considerava una teoria definitiva ma, come dimostrano taccuini e lettere, un momento nella ricerca in fieri di una “legge della vita”. Più che un’epifania - dice il filosofo della scienza Telmo Pievani - sembra che rappresenti una lotta, la scalata di una vetta contro-intuitiva, che lascia perplesso lo stesso Darwin, con una riluttanza a esporre le sue idee che resistette per due decenni (“sarebbe come confessare un omicidio”, dice a un amico nel 1844). La parola evoluzione gli sembra “troppo tecnologica”: meglio “trasmutazione”, propone, e quando sente la necessità di chiarire usa metafore (“la guerra silenziosa dei viventi, alberi e coralli della vita”).
Insomma, mi pare che Darwin continui ad interpretare quella che diciamo la sua teoria come qualcosa di provvisorio o incompiuto, che è ciò che mi ha fatto pensare che ciò possa derivare dal fatto che la teoria esclude qualsiasi cenno all’esistenza di un ethos che, almeno per la specie homo, ha rappresentato invece un potente stimolo all’evoluzione ….(Senza che io pretenda, con questo, di far sì che Darwin riceva qualche stilla di acqua benedetta, così come taluni religiosi sarebbero pronti a concederla a Galileo, se soltanto si riconoscesse che egli enunciava ipotesi e non verità….).
emmeci is offline  
Vecchio 05-10-2009, 18.16.15   #8
Crono80
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Messaggi: 189
Riferimento: L'evoluzione è buona o cattiva?

eh caro Emmeci con la tua prima risposta punti ancora il dito nella piaga della croce-delizia della condizione umana che sa di essere limitata ma che proprio per questa sua consapevolezza sente di aver trasceso il sistema da cui essa stessa deriva e quindi in cuor suo spera nell'esistenza di un qualche assoluto o meglio di una qualche entità a sè stante che giustifichi i sentimenti dell'io.

Ovviamente tutto questo dannarsi potrebbe essere sempre e solo visto come l'ennesima nuances del caso però che si diletta ciecamente e senza quindi dilettarsene davvero, a creare sotto prodotti così straordinari tali da divenire "idee" cruciali e portanti qualora interiorizzati dall'uomo.

Nella seconda risposta concordo anche io a pensare che l'evoluzionismo darwiniano e le sue varianti solamente quantitative e performative diciamo piuttosto che qualitative siano ancora teorie incomplete o sentite tali per la stessa ragione che dentro sentiamo che qualcosa, sempre, inesorabilmente ma prepotentemente sembra sfuggerci proprio quando il quadro generale della nostra conoscenza sul mondo appare invece ridisegnarsi e completarsi.

In risposta in ultima analisi a questo topic che coinvolge questioni profondissime e di alto livello su addirittura il "bene" e il "male" dell'evoluzione voglio solo dire che se una cosa la vita ci ha insegnato è di cogliere l'attimo sia attuale sia nei ricordi sia nelle speranze, di lasciarsi cullare dal non-sense delle cose e per una volta tanto di evitare di guardarlo dall'alto essendone turbati ed affascinati assieme, ma di viverlo punto e basta.
La conclusione sarebbe nè bene e nè male dunque, ancora una volta, ancora una casuale ed immanente volta: ma guarda caso, aggirata da una calda e tutta umana voglia di esserci e di finalizzare le nostre azioni anche quando esse prendono atto dell'insensatezza intrinseca delle cose.
mistero... forse siam fatti così bene da risultare fatti "male" ma questa è la nostra ricchezza in fondo.
Crono80 is offline  
Vecchio 06-10-2009, 10.23.38   #9
emmeci
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Riferimento: L'evoluzione è buona o cattiva?

Le parole finali del tuo ultimo messaggio, Crono80, sembrano evocare la saggezza del taoismo – quindi qualcosa di “orientale” che sembra contrapporsi al vitalismo dell’occidente….
Ma lasciami scrivere il terzo paragrafo del mio intervento, perché l’evoluzione è un argomento davvero difficile da esaurire.
Dunque c’è un’evoluzione fisica e – come si suol dire - un’evoluzione culturale: la quale a sua volta non è tutto e non chiude il processo, cioè non si limita a farci imparare la grammatica e la sintassi, ma propone compiti molto più ardui e decisivi per noi, compiti tali da trasformare l’evoluzione in storia, e la storia in una ricerca della verità e del bene, senza farci arrestare dal sospetto che si tratti solo “di una calda e tutta umana voglia di esserci e finalizzare le nostre azioni anche quando queste sorgono dall’insensatezza intrinseca delle cose….” Una svolta veramente epocale nello sviluppo della specie homo, perché è una prospettiva che quasi ci pone fuori della natura e che nemmeno la scienza o la filosofia possono soddisfare, ma che sembra richiamare qualcosa di più originario e fondamentale, come quella religiosità che ha costituito il primo sapere dei popoli e che forse dovrebbe piuttosto essere l’ultimo, al di là di scienza e filosofia: forse abbiamo sbagliato rotta mettendo la religione al principio della storia e poi cercando di procedere oltre di essa, mentre tutto parrebbe disporsi in modo più fecondo e più comprensibile se la religione fosse posta al termine dello sviluppo, quindi oltre scienza e filosofia, dimostrando così la sua suprema importanza senza ledere i diritti di quello che la precede, ma lasciando che la storia esprima tutto ciò che le è possibile esprimere, fino a che solo ciò che rimane al di là sembri poter soddisfare le attese e portarla al suo fine…E’ questo dunque l’errore o il vizio originale della cultura, questo il controsenso dell’evoluzione? Questo aggrapparsi al fisico invece di cercare quel senso dell’essere che neppure il pensiero può chiudere e neppure l’ethos, e che forse noi disprezziamo come retaggio di tempi passati?
In fondo, io chiedo soltanto di non scagliare anatemi e di permettere a tutti – cioè a religione, scienza e filosofia - di unirsi nella ricerca dell’assoluto.
emmeci is offline  
Vecchio 11-10-2009, 11.53.58   #10
Il_Dubbio
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Riferimento: L'evoluzione è buona o cattiva?

emmeci ti chiederei cosa vuol dire per te "evoluzione culturale"?

Domandandoti se l'evoluzione sia buona o cattiva sembra che tu stia pensando ad una evoluzione assoluta e rispetto a quella, se questa sia buona o cattiva.



Citazione:
Originalmente inviato da emmeci
In fondo, io chiedo soltanto di non scagliare anatemi e di permettere a tutti – cioè a religione, scienza e filosofia - di unirsi nella ricerca dell’assoluto.

Secondo te l'evoluzione buona è la ricerca dell'assoluto?


Dopo queste domande provo a dare un contributo alla discussione chiaramente con la mia particolare visione.

Spesso io mi domando: se la vita si fosse realizzata (come in effetti si è realizzata) e avesse espresso casualmente un uomo (come in effetti ha fatto) che però, rispetto a quello attuale, non presentasse alcuna "evoluzione culturale", la cultura sarebbe esistita comunque nell'universo?

Questa considerazione la faccio perché noto che si parte spesso da un presupposto, secondo me, sbagliato, ovvero che solo in quanto un fatto si è realizzato esso esiste. Perché non credere all'inverso, cioè che solo perché esisteva si è realizzato?
Perché non credere che la cultura, l'uomo, la stessa vita, si siano realizzate in quanto erano possibili a priori? Ciò che rende, secondo me, questo concetto verosimile è la coincidenza che l'uomo scopre un universo razionale effettivamente esistente a priori. Se fosse l'uomo un essere razionale nato da un universo irrazionale (casuale) come potrebbe guardare il razionale "la-fuori" (come direbbe Noor)? Così l'uomo non è una costruzione inverosimile di un universo irrazionale altrimenti sarebbe come un pesce fuor d'acqua. L'evoluzione fisica, seppur descrittivamente casuale, non crea nulla al di fuori di ciò che è possibile; quindi la cultura, la morale ecc. (ci metto anche la coscienza) non può che essere un prodotto razionale e quindi "poco casuale".
Voglio specificare qui la differenza, se c'è, che passa tra casuale e razionale. Io potrei dire che: costruito in modo casuale l'uomo, egli non produrrà cultura. In modo specifico si evince che l'uomo rimane comunque quel progetto "finito" e razionale che lo identifica come uomo, in quanto fisicamente uomo, ma se gli sottraggo ciò che non è possibile "in natura", ovvero quella cultura che ora osservo, l'uomo non sarebbe piu un uomo di cultura. Quindi se noto una cultura nell'uomo questa deve essere la conseguenza di un progetto razionale, solo in un secondo tempo potrei sostenere che questo possa essersi compiuto casualmente.
Quindi è chiaro che a monte c'è un progetto, la casualità potrebbe essere solo un mezzo per arrivarci.
E' errato sostenere, dal mio punto di vista (che tenta sempre di portare ragionamenti razionali) che la casualità determina il soggetto. Se tale possibilità non fosse nel progetto di quest'universo, alcun uomo di cultura esisterebbe. Sarebbe come dire (da qui ho mosso il mio argomento ultimo "Tra la Realtà ed Esistenza) che le leggi dell'universo, che scopriamo di volta in volta, li abbiamo inventate noi. Infatti il ragionamento filerebbe: essendo casualmente nati dal nulla, inventiamo casualmente la "razionalità" che prima non esisteva. Si cadrebbe così nell'irrazionale, e nessuno potrebbe sostenere che il mondo dovrà essere letto in modo razionale.

La considerazione che ne traggo è che questa evoluzione culturale ci porta sicuramente nel mondo del possibile e del razionale, fin all'origine di questa possibilità che sfiora l'infinito, il nulla, dio stesso e pretende anche di andare oltre...verso l'assoluto!
Il_Dubbio is offline  

 



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