Forum di Riflessioni.it
ATTENZIONE Forum in modalità solo lettura
Nuovo forum di Riflessioni.it >>> LOGOS

Torna indietro   Forum di Riflessioni.it > Forum > Filosofia

Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
>>> Sezione attiva sul forum LOGOS: Tematiche Filosofiche

Vecchio 14-11-2009, 16.53.27   #11
Noor
Ospite di se stesso
 
L'avatar di Noor
 
Data registrazione: 29-03-2007
Messaggi: 2,064
Riferimento: "Che cosa sono io?"

Citazione:
Originalmente inviato da emmeci
E se VanLag critica il socratico “gnothi seauton” che pur sembra aver dato il via alla grande filosofia europea, penso che lo faccia perché il concetto in cui Socrate vorrebbe rinchiuderci gli appare – come già apparve a Nietzsche – rigido e limitato.
Se VanLag critica il socratico Conosci te stesso vorrei allora capire in che senso..
visto che è l'imperativo principe di tutta la filosofia,einvece emmeci lo trova rigido e limitato..
Io direi piuttosto che è stato tradito da tutta la filosofia seguente dell'Occidente pensante,e che è divenuto pensiero senza saggezza.
Noor is offline  
Vecchio 14-11-2009, 17.10.02   #12
Koli
Moderatore
 
Data registrazione: 17-11-2007
Messaggi: 405
Moderazione

Citazione:
Originalmente inviato da Noor
Se VanLag critica il socratico Conosci te stesso vorrei allora capire in che senso..
visto che è l'imperativo principe di tutta la filosofia,einvece emmeci lo trova rigido e limitato..
Io direi piuttosto che è stato tradito da tutta la filosofia seguente dell'Occidente pensante,e che è divenuto pensiero senza saggezza.
Se non hai inteso in che senso, secondo emmeci, Van Lag critica la massima di Socrate, allo stesso modo uno può non intendere perché secondo te questa massima è stata tradita dalla filosofia seguente - quindi non mi stancherò di ricordarvi di argomentare, proprio per evitare fraintendimenti.

Ciao
Koli is offline  
Vecchio 14-11-2009, 20.47.45   #13
VanLag
Ospite abituale
 
L'avatar di VanLag
 
Data registrazione: 08-04-2002
Messaggi: 2,959
Riferimento: "Che cosa sono io?"

Citazione:
Originalmente inviato da emmeci
E se VanLag critica il socratico “gnothi seauton” che pur sembra aver dato il via alla grande filosofia europea, penso che lo faccia perché il concetto in cui Socrate vorrebbe rinchiuderci gli appare – come già apparve a Nietzsche – rigido e limitato.
Veramente emmeci più che criticare esprimevo il rammarico che quell’antico monito socratico si sia perso nella cultura occidentale, così tanto perso che tu stesso definisci la tua domanda “sovranamente inutile” perché dici ancora “anche se non sai cosa sei, tu continui ad essere come sei” ed aggiungerei io “continui ad agire come agisci”.

C’è un abisso tra un’azione inconsapevole ed un’azione consapevole perché se ti conosci, se conosci le forze che si muovono al tuo interno, se vedi come esse ti influenzino portandoti gioia e dolore, hai possibilità di intervenire su esse, e le tue azioni porteranno bene a te e molto probabilmente anche agli altri, mentre se sei inconsapevole di te e delle forze che muovono le tue azioni vivrai gioie che non capisci e dolori che capisci ancora meno e cieco nella tua non conoscenza ti sarà impossibile ghermire il bene e tenere lontano il male.

E’ questa chiara consapevolezza di se è solo l’inizio di un qualche cosa di molto più vasto e profondo perché questa conoscenza punta all’Essere, anzi rappresenta essa stessa il passaggio dal conoscere all’Essere. Si proprio quell’Essere con la “E” maiuscola, quello assoluto, se vogliamo, così assoluto, così totalitario, così integro, così poco duale, così monolitico che la conoscenza stessa non può sopravvivergli ed ecco che nel procedere dell’indagine non esistono più parole per parlarne, ed allora ci piace dire che non esiste, (tanto chi può contraddirci?), ci piace dire che è un frutto della fantasia di qualcuno, qualche auto esaltazione…..eppure c’E’. Puoi scorgere il suo riflesso, se vuoi, nella fatica di chi cerca di esprimere queste vaghe parole…. nella fatica di chi cerca di leggerle e di capirle. Per esserci c’è ma forse non ci interessa sapere “Cosa è?” perché la filosofia occidentale ci ha insegnato a cercare fuori da noi stessi….. Cercare nella materia attorno a noi con le scienze, cercare un “principio eterno” esterno a noi con le filosofie, cercare un Dio altro da noi, con le religioni.

Sarà colpa dei presocratici? Sarà colpa di Aristotele? Sarà colpa del cristianesimo? Non lo so! Quello che so è che “conoscere ciò che siamo” sembra poco importante in occidente mentre forse è proprio il compito principe per il quale siamo su questa terra.

Citazione:
Originalmente inviato da Noor
Io direi piuttosto che è stato tradito da tutta la filosofia seguente dell'Occidente pensante,e che è divenuto pensiero senza saggezza.
Era un po’ ciò che volevo esprimere col mio rammarico.

VanLag is offline  
Vecchio 14-11-2009, 23.50.10   #14
Nikolaj Stavrogin
Ospite abituale
 
L'avatar di Nikolaj Stavrogin
 
Data registrazione: 07-11-2009
Messaggi: 59
Riferimento: "Che cosa sono io?"

Citazione:
Originalmente inviato da emmeci
A Stavrogin dirò che fra le tre dee che attorniano il capo dell’uomo non sono pronto a dare la palma alla religione piuttosto che alla scienza o alla filosofia: in quella tensione che trasporta individui, popoli, umanità e forse l’intero universo, penso che religione scienza e filosofia possano – in un gradevole intreccio - portare più presso a ciò che è il loro obiettivo supremo. A raggiungere il quale io non mi limito – e l’amico il dubbio lo sa – alle cose e alle esperienze fisiche, mentre non ho ritegno a credere che queste siano però la base dell’evoluzione che è uno sforzo di andare oltre ogni cosa – come ritengo che credano, con Noor, altri interlocutori del Forum che sono in cerca di quell’unica meta che è la verità - l’assoluta verità.

Il problema è che io non capisco che significato possano avere le parole come "Verità Assoluta" - che andrebbe trovata "là fuori" - in una tensione verso "l'infinito", che sfocia nella scoperta di "Dio".

Attenzione però, io non sostengo che i grandi interrogativi, che da sempre hanno riempito la filosofia, sia per la loro profondità che per il loro fascino, siano inutili; sono invece scettico verso l'effettiva esistenza delle "Verità" che andate cercando, e che, cosa che nella metafisica si rischia sempre, non mi avete spiegato ammodo.

Cosa significa - come tu dici - che sei "in cerca di quell’unica meta che è la verità - l’assoluta verità" ?

Il sentiero è unico, e porta ad una conclusione unica? Cosa vuole dire, e perchè dovrebbe essere così?

Faccio veramente fatica ad approcciarmi a questo tipo di filosofia, per me non c'è alcuna "Verità" là fuori da scoprire, la vita, in sè e per sè, non ha nessun senso e nessun scopo intrinseco da indagare -, non contiene alcuna "Verità"; quest'ultima non è qualcosa che stà al di fuori di noi, semmai, più che di verità, di quest'essenza metafisica che va cercata continuamente, io sono per la creazione, o autocreazione, di se stessi.

Anche perchè, a mio parere, non c'è nessun essere divino che ci ha donato di qualche mirabolante essenza, che noi poi dovremmo indagare vivendo, per non disperdere questo grande dono, semmai l'esistenza precede l'essenza: l'essenza non è a-priori, ma a-posteriori, poichè non vi è alcun Dio che me l'ha data, che l'abbia progettata o creata.

E comunque, pur ammettendo che ci sia uno scopo unitario ed onnicomprensivo, per cui tutti gli esseri singolarmente e anche la totalità degli essere sono stati, sono, e saranno al mondo; e pur ammettendo che questo scopo ci sia stato dato da Dio, visto che lui ci ha creati per nessun'altra ragione che l'"Amore", che scopo dovremmo avere se non l'"Amare" la vita e nient'altro?

Come dice Ivan Karamazov, amare la vita più del suo stesso senso!
Nikolaj Stavrogin is offline  
Vecchio 15-11-2009, 09.04.30   #15
espert37
Ospite abituale
 
Data registrazione: 05-12-2007
Messaggi: 498
Riferimento: "Che cosa sono io?"

Citazione:
Originalmente inviato da Nikolaj Stavrogin
Il problema è che io non capisco che significato possano avere le parole come "Verità Assoluta" - che andrebbe trovata "là fuori" - in una tensione verso "l'infinito", che sfocia nella scoperta di "Dio".

Attenzione però, io non sostengo che i grandi interrogativi, che da sempre hanno riempito la filosofia, sia per la loro profondità che per il loro fascino, siano inutili; sono invece scettico verso l'effettiva esistenza delle "Verità" che andate cercando, e che, cosa che nella metafisica si rischia sempre, non mi avete spiegato ammodo.

Cosa significa - come tu dici - che sei "in cerca di quell’unica meta che è la verità - l’assoluta verità" ?

Il sentiero è unico, e porta ad una conclusione unica? Cosa vuole dire, e perchè dovrebbe essere così?

Faccio veramente fatica ad approcciarmi a questo tipo di filosofia, per me non c'è alcuna "Verità" là fuori da scoprire, la vita, in sè e per sè, non ha nessun senso e nessun scopo intrinseco da indagare -, non contiene alcuna "Verità"; quest'ultima non è qualcosa che stà al di fuori di noi, semmai, più che di verità, di quest'essenza metafisica che va cercata continuamente, io sono per la creazione, o autocreazione, di se stessi.

Anche perchè, a mio parere, non c'è nessun essere divino che ci ha donato di qualche mirabolante essenza, che noi poi dovremmo indagare vivendo, per non disperdere questo grande dono, semmai l'esistenza precede l'essenza: l'essenza non è a-priori, ma a-posteriori, poichè non vi è alcun Dio che me l'ha data, che l'abbia progettata o creata.

E comunque, pur ammettendo che ci sia uno scopo unitario ed onnicomprensivo, per cui tutti gli esseri singolarmente e anche la totalità degli essere sono stati, sono, e saranno al mondo; e pur ammettendo che questo scopo ci sia stato dato da Dio, visto che lui ci ha creati per nessun'altra ragione che l'"Amore", che scopo dovremmo avere se non l'"Amare" la vita e nient'altro?

Come dice Ivan Karamazov, amare la vita più del suo stesso senso!

Carissimo Nikolaj; Al fine di riuscire a comprenderci evitando di dire le stesse cose in vari modi differenti,per chiarire un poco l'argomento in oggetto,torno a ripetere,come ho già detto nel mio intervento precedente, tralasciando Dio ed ogni argomento trascendentale per non innescare l'eterna disputa tra credenti e non. Parto con un argomento concreto e tangibile,posizionando l'IO
in questione al centro dell' universo,con la giusta convinzione che tutto l'universo per l'IO esiste perchè lui è.Se IO non esistessi,è logico che per lui non esisterebbe nulla. Da questo punto andiamo a dare una posizione a quella Verità Unica da te richiesta nel post. Ebbene,la Verità Unica a mio avviso
è una posizione astratta,trascendentale,ideale che deve essere tradotta in massima felicità e beatitudine che dovrebbe sempre essere presente nella mente dell'IO al fine di aiutarlo e di incitarlo ad intrapprendere la corretta via per tentare di raggiungerla. Questa via,come ci insegna la tradizione; (Unica e maggiore fonte alla quale l'Io può attingere,perchè nata con l'uomo e tramandata continuamente nei tempi),è in ultima analisi fondata sull'amore per il proprio prossimo. Dio è sopratutto nel tuo prossimo perchè stà in lui lo strumento che ti può far avvicinare a quella già menzionata Verità Ultima. ( Augurandoci però di mai raggiungerla perchè sarebbe la fine)
Un saluto amichevole. espert37
espert37 is offline  
Vecchio 15-11-2009, 17.22.32   #16
emmeci
Ospite abituale
 
L'avatar di emmeci
 
Data registrazione: 10-06-2007
Messaggi: 1,272
Riferimento: "Che cosa sono io?"

- A Noor: se leggi bene il mio post (“E se VanLag critica il socratico “gnothi seauton” che pur sembra aver dato il via alla grande filosofia europea, penso che lo faccia perché il concetto in cui Socrate vorrebbe rinchiuderci gli appare – come già apparve a Nietzsche – rigido e limitato”) non sono io che ritengo tale - cioè rigido e limitato - il motto socratico, ma – come giustamente rileva koli – cerco di interpretare la critica di VanLag.

- E d’altra parte lo stesso Van Lag precisa il suo pensiero, rammaricandosi che quell’antico monito socratico si sia perso nella cultura occidentale, e accusandomi di mettere sullo stesso piano ciò che si pensa coscientemente e ciò che cosciente non è: mi sembra però che la critica sia fuori luogo perché il punto forte dell’argomento – se vuoi rileggerlo - era quello espresso dal neurochirurgo Benini, il quale non punta il bisturi su un qualsiasi pensiero ma sul pensiero di sé dicendo che è proprio questo che sembra sfuggire all’occhio (e al bisturi) dello scienziato stando quasi a dimostrare che c’è qualcosa in noi che non è soltanto fisico. E quello che dico a commento di questo mi pare che possa corrispondere in larga misura a quanto tu VanLag affermi: ma qui mi fermo, senza proseguire sulla via dell’essere e di temi sui quali si è già espressa non solo la mia opinione ma quella di altri amici del forum. In ogni caso non so, VanLag, se veramente l’Occidente ha dimenticato l’essere umano visto che ne parla almeno da Cartesio in poi….e con tutta la sacra – non sacrilega – incertezza del caso, perché sono proprio le grandi parole quelle che sollecitano il filosofico dubbio, cui può arrendersi anche la scienza, quando ascoltiamo Stephen Hawcking dire: “la vita è insignificante e, in confronto con l’universo e il tempo non importa nemmeno se tu esisti o no”. Che sarebbe una risposta definitiva a quella domanda.
- A Stavrogin. Ti chiedi cos’è questa parola “assoluto”, ma se uno la spiegasse non sarebbe più assoluto ma relativo…l’assoluto può essere solo un terminus ad quem, e se lo si applica a dio vuol dire che dio non esiste, cioè non è fatto a immagine e somiglianza dell’uomo, e può essere oggetto di fede solo se è al di sopra di tutto, della vita e della morte così come del bene e del male. Ed è solo per questo che viene concepito come assoluto, cioè come qualcosa che non esiste ma può sempre esistere: il terminus ad quem di religione, scienza e filosofia.
emmeci is offline  
Vecchio 15-11-2009, 19.54.25   #17
Giorgiosan
Ospite abituale
 
Data registrazione: 30-09-2004
Messaggi: 2,009
Riferimento: "Che cosa sono io?"

"Conosci te stesso", che, come tutti sanno, era scritto all'entrata del santuario di Delfi fu il baricentro del pensiero di Socrate.

Vicino a quella scritta c'era una la lettera E che, secondo Plutarco, significava "tu sei (ei)".

Agostino d'Ippona nelle sue Confessioni afferma:
"...non uscire da te stesso, rientra in te stesso: nell'intimo dell'uomo risiede la verità."

E prima di lui Origene, Basilio, Gregorio Nazianzeno, Gregorio di Nissa, Ambrogio e poi , Scoto Eriugena e su fino a Bernardo di Chiaravalle e a tutti i mistici cristiani.
La fede cristiana ha sempre considerato primaria la conoscenza di se stessi per le parole di Gesù: " Il regno dei cieli è dentro di voi".

Vuoi per l'influenza di Socrate, vuoi per l'influenza del cristianesimo l'interiorità è sempre stato un pianeta molto esplorato in Occidente.

Con la nascita della moderna psicologia, poi, l'interiorità è stata studiata col metodo scientifico dando luogo ad un notevole numero di teorie.

E' però un prestito della religiosità...a partire dall'oracolo di Delfi...

Ultima modifica di Giorgiosan : 15-11-2009 alle ore 23.21.33.
Giorgiosan is offline  
Vecchio 15-11-2009, 23.52.30   #18
Il_Dubbio
Ospite abituale
 
Data registrazione: 03-12-2007
Messaggi: 1,706
Riferimento: "Che cosa sono io?"

Condivido l'ultimo intervento di emmeci.

Ora però, cari amici, facciamoci l'esame di coscienza.
Tutto l'universo può essere racchiuso con il termine "energia".
Ammettendo che l'energia sia una "cosa", domandiamoci: Io sono energia?

Ad oggi l'energia ha il significato di "lavoro". Bene, se l'Io fosse energia, che lavoro svolgerebbe?
Al contrario, se l'Io non fosse una cosa, ovvero un'energia, avrebbe mai la possibilità di svolgere un lavoro?
Cioè, se l'Io non fosse una cosa, potrebbe svolgere un compito? E se lo svolge, quale può essere?
Il_Dubbio is offline  
Vecchio 16-11-2009, 10.38.44   #19
Noor
Ospite di se stesso
 
L'avatar di Noor
 
Data registrazione: 29-03-2007
Messaggi: 2,064
Riferimento: "Che cosa sono io?"

Citazione:
Originalmente inviato da Il_Dubbio
Tutto l'universo può essere racchiuso con il termine "energia".
Ammettendo che l'energia sia una "cosa", domandiamoci: Io sono energia?
Qui si confonde la mente pensante con l’Io Sono.
Per la mente pensante vi è solo una polarità di causa-effetto,dunque solo tramite un movimento energetico che ,ad esempio può accadere nei pressi di un corpo-mente,si può spiegare la vita personale: dunque è una “cosa” che rientra nell’ordinario pensare dualistico.
Al di là di ciò,vi è solo Coscienza di essere,l’Io Sono ,non necessariamente interrelata alle condizioni cui sopra,ovvero è la mente che identifica l’essere col corpo,ma l’essere è preesistente a tutto ,cioè non vincolabile dall’oggettività,né quindi,dallo spazio-tempo:
l’Essere è aprioristicamente e da nulla intoccabile,Presenza (impersonale) di esserci,nient’altro.
PS Tornando all’argomento “energia”..sembra sia anche dimostrato dalla quantistica ,che nell’universo se ne produca più di quanto se ne “consumi”:a questo livello di lettura, Dio sarebbe proprio questo “surplus energetico”,e nello stesso tempo l’Organismo-Universo che armonicamente E’ ,dunque è un processo assolutamente interrelato,e non un meccanismo “comandato” da Qualcuno (visione viziata dal limite umano causa-effetto) e ove è possibile osservare in ogni punto il centro di Tutto:
ma questo è già il “regno” dei mistici e non della filosofia.
Noor is offline  
Vecchio 17-11-2009, 08.30.34   #20
emmeci
Ospite abituale
 
L'avatar di emmeci
 
Data registrazione: 10-06-2007
Messaggi: 1,272
Riferimento: "Che cosa sono io?"

Grazie, Giorgiosan e il dubbio. Vorrei restare per un momento ancorato all’alternativa che rappresentate nei vostri interventi e che mi sembra riguardare una grande parte della cultura del mondo. Perché Giorgiosan interpreta il “conosci te stesso” in termini spirituali se non metafisici, il dubbio lo interpreta in termini dichiaratamente fisici. E il primo ne trae conseguenze positive per l’uomo, il secondo non si avventura ad avanzare un giudizio ma sembra rimandarlo semmai a quando la conoscenza costituirà un’affidabile base per formularlo. Dunque si potrebbe dedurre che chi crede nello spirito si sente in qualche modo al sicuro, in possesso di una sorta di garanzia anche se non a brevissimo termine, mentre chi crede nella fisicità è sempre sull’orlo di perdere le sue certezze, dando qualche ragione a chi lo accusa di relativismo.
Eppure guardate quali abissi si spalancano nel pensiero di chi non crede nella metafisica: dallo sprofondare leopardiano nell’infinito al brivido che sembra afferrare l’astronomo quando studia il cosmo. E se penso che anche un biologo potrebbe provare (Darwin l'ha provata) questa emozione, mi viene da chiedere: da che parte sta il coraggio di cercare e affrontare la verità? Perché sempre di verità si tratta, stavrogin, e penso che anche il demone dostoevskiano la cercasse, e anche tu la cerchi, visto che sei entrato in un forum di filosofia.
emmeci is offline  

 



Note Legali - Diritti d'autore - Privacy e Cookies
Forum attivo dal 1 aprile 2002 al 29 febbraio 2016 - Per i contenuti Copyright © Riflessioni.it