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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 19-01-2012, 13.35.42   #11
chlobbygarl
Lance Kilkenny
 
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Riferimento: Genio e Follia

Citazione:
Originalmente inviato da LeggereDeleuze
Rimane quindi il fatto che pazzia e genialità, pur non avendo una base comune sostanziale (= di sostanza), hanno una lunga storia di apparizioni contemporanee. Come si spiega questo fatto?
Non credo che dipenda dal fatto di "avere una prospettiva diversa sul mondo". In che senso avere una prospettiva diversa sul mondo è considerata una malattia? Si potrebbe forse dire che avere una visione del mondo patologicamente diversa è da considerare come una specifica malattia mentale, ma non certo che "la pazzia in generale" (se mai questa espressione avesse un senso definito) sia causata da un diverso punto di vista sul mondo.
Credo che il caso più eclatante sia quello di Antonin Artaud.
Io direi che la sensibilità emotiva estrema in grado, qui si sussume, di portare fino al bivio di follia/genialità consentendo non di rado di percorrere entrambe le strade, sia solo una delle forme dell'essere che possono spiegare la correlazione biunivoca a volte presuntamente emersa tra genio e follia. Si osservano quindi geni totalmente insensibili dal punto di vista socioemozionale, o comunque con forti problemi a dimostrarlo (ad esempio Einstein pare sia stato un pessimo padre per aver avuto un rapporto freddo e disfunzionale col proprio figlio ), ma con alta sensibilità specifica (logico-spaziale ) in grado di portare input tali da poter essere sviluppati ed organizzati coerentemente in (quale !) teoria. In generale una forte sensibilità specifica supportata da una capacità di sviluppare terie 'coerenti', è probabile si accompagni anche ad una sensibilità emotiva non necessariamente supportata in modo adeguato da tutte le struttre psichiche, ma non è assolutamente detto.
chlobbygarl is offline  
Vecchio 19-01-2012, 17.31.15   #12
CVC
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Riferimento: Genio e Follia

Ciò che è geniale è una perfetta sintesi fra intuizione e logica. Ciò che è folle è ciò che diverge dalla cosiddetta sanità. Il problema è che per stabilire ciò che è folle bisognerebbe avere un concetto preciso di cosa è la sanità mentale. A sentire il telegiornale bravi ragazzi e buoni padri e madri di famiglia sono a giorni alterni brave persone o serial killer a seconda del giorno in cui le si osserva.
Che genio e follia siano inseparabili credo sia un luogo comune. Il fatto è che presi insieme si risaltano l'un l'altra tanto da sembrare un tutt' uno. A me paiono tutt'altro che inseparabili.
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Vecchio 19-01-2012, 20.17.39   #13
Giorgiosan
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Riferimento: Genio e Follia

-Follia è quell’insieme di disturbi mentali che vengono chiamati psicosi o disturbi di tipo psicotico. Anche se nessuno può dirsi esente da disturbi nevrotici si dovrebbe parlare di follia solo quando i disturbi psicotici siano gravi ed evidenti. (Manuale critico di psicologia, di Giovanni Jervis)

Più che una definizione di follia è una descrizione dei sintomi.

-La follia è caratterizzata da una mancanza di adattamento che il malato mostra nei confronti dell'ambiente, tenendo ben presente che la definizione della follia è influenzata dal momento storico, dalla cultura, dalle convenzioni, quindi è possibile considerare folle qualcosa o qualcuno che prima era normale, e viceversa. ( Vittorino Andreoli)

Queste due definizioni racchiudono l’intervallo entro il quale stanno le definizioni di follia.
Il primo estremo è il punto di vista psichiatrico, il secondo estremo è quello, di chi fa una lettura culturale e politica, un punto di vista con molte analogie col pensiero di Foucault.
La prima ha una certa pretesa di oggettività, la seconda si colloca sul versante più scivoloso del relativismo e la follia si risolve in un giudizio.

Un altro punto di vista, piuttosto interessante a parer mio, è quello che ritiene la ragione null’altro che follia regolata per cui la base della ragione stessa è follia. La follia, da questo punto di vista, è un elemento necessario, elemento che però non dovrebbe manifestarsi, non dovrebbe essere attualizzato.
Non nega né l’uno né l’altro dei due limiti dell’intervallo e contiene, mi sembra, una verità. Rivela anche un certo disincanto nei confronti della razionalità o dei luoghi comuni sulla razionalità.

Penso io, che la genialità, quella vera, deve essere in qualche modo in relazione con l’amore, con lo spingersi oltre, con il coraggio temerario, e anche con il dare credito, senza timori, alla propria intelligenza e seguirla fino alle conclusioni cui conduce, qualunque esse siano....e questo potrebbe essere follia.

Ultima modifica di Giorgiosan : 20-01-2012 alle ore 00.05.00.
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Vecchio 19-01-2012, 20.59.19   #14
Tempo2011
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Riferimento: Genio e Follia

Citazione:
Tempo2011
Ho parlato di estro poiché non sono riuscito a trovare altra definizione che, comunque, distinguesse gli uni dagli altri. Di fatto, quando qualcuno è definito un folle, in senso positivo o negativo, rappresenta sempre chi si comporta in modo differente dagli altri. Allora, quando si valuta positivamente, si afferma che quello ha veramente dell'estro e, alcune volte questo ci porta talmente lontano dalla normalità quotidiana che, vi sarà stata una prima volta che qualcuno ha citato la follia; ma solo per definire l'assoluta originalità dell'opera dalla realtà di tutti i giorni. Per chi eccelle sopratutto nel campo artistico, queste enfatizzazioni non ci dovrebbero meravigliare più di tanto. Riguardo ai tuoi dubbi sulla validità dell'endiadi come verità, la questione la possiamo risolvere sul momento; ovvero: poiché la follia è sinonimo di pazzia, in questo caso tutto quello che si produce in quello stato confusionale non è accompagnato dalla coscienza, quindi non potrebbe avere, come si usa affermare, "i diritti d'autore". E' a tale motivo che mi sono convinto che quando Nietzsche ha elaborato i suoi scritti non fosse in quella condizione, ma che lo sia diventato in un secondo memento.
In ogni modo, stiamo sottilizzando su alcune definizioni e ancora non ne abbiamo trovata una, condivisibile, sulla follia; poiché ora stiamo parlando solo una metafora.
Citazione:
Giorgiosan
Originalità-estro-follia-eccellenza stai sovrapponendo e pasticciando coi termini.... e ancora fai lo stesso con stato confusionale e follia.
Ti consiglio di chiarirti, con calma, per quello che si può, il significato di ognuno.
Che la pazzia o la follia non sia accompagnata dalla coscienza (quale coscienza poi? ) è una affermazione che si potrà fare riguardo a certi tipi di patologia, non certamente per tutte.
Quelli che sono citati da me come geni-folli e quelli molto più numerosi che si citano generalmente non possono essere accumunati da una medesima supposta patologia, né si puo parlare di assenza di coscienza...e certamente hanno meritato e talvolta riscosso i diritti d'autore.
Cosa diresti di Isaac Newton o di Kurt Godel, questi definito il logico folle: sicuramente era ipocondriaco e si è lasciato morire ma non può certo essere inquadrato nel tuo schema.
Quanto poi a risolvere sul momento la mia perplessità, come dici, e sulle considerazioni espresse che la dovrebbero sciogliere mi sembri molto ottimista, a dir poco... , mi auguro però che riflessioni un poco più elaborate mi aiutino ad acquisire una convinzione. Ciao
Finalmente, hai compreso che non si può parlare di un qualcosa se prima non si danno le giuste coordinate su una definizione condivisibile? La follia, al di fuori della medicina, com’è stata intesa fino ad ora in questo thread, l'ho definita una metafora, e mi sembra che ne abbia spiegati i motivi; quindi, è sufficiente che tu legga attentamente, senza fretta o preconcetti, il mio post, per poterlo comprendere nella sua semplicità: altro che confusione. Ho distinto esattamente i concetti di quella che è definita follia, dividendo la parte medica da quella metaforica, arrivando ad affermare che dalla prima non ci si può ricavare un ragno dal buco, mentre quella metaforica può essere stata abbinata alla prima, solo per il motivo che il lavoro che è stato definito tale, si discostava talmente tanto dalla realtà di tutti i giorni da sembrare, appunto, come una follia. Per altro, senza nessuna polemica, prima di tacciare gli altri di confusione, cerca di togliere quella che non ti permette di comprendere delle spiegazioni cosi semplici e accessibili. Per altro, se Isaac Newton o Kurt Godel, come sappiamo, hanno elaborato dei concetti comprensibili, come ripeto, solo metaforicamente possiamo definirli geni folli, perché se lo fossero stati veramente, tenendo in considerazione che la follia equivale a pazzia, come giustamente ci ricorda Pazzaglia, non avrebbero fatto nulla di comprensibile o di memorabile. Di fatto, un conto essere veramente folli altro è, essere definito, metaforicamente, il logico folle.
Naturalmente, se prendiamo per buona questa realtà, e la scienza afferma che le cose vanno in questo modo, la tua perplessità sull’endiadi come verità, non avrebbe senso. Salvo che non dimostri che un pazzo o un folle abbiano scritto o fatto qualcosa di grandioso. In pratica, tutti quelli che sono stati tirati in ballo in questo thread, nel momento delle loro elaborazioni non erano per niente folli, al più lo sono diventati in seguito. Claro? Ciao.

Ultima modifica di Tempo2011 : 20-01-2012 alle ore 02.07.12.
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Vecchio 20-01-2012, 01.04.34   #15
Giorgiosan
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Riferimento: Genio e Follia

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Originalmente inviato da Tempo2011
.......

(Si può tirare via un post senza riflettere troppo, si possono usare i termini in maniera impropria, e non c'è niente di grave.. poi si mettono delle toppe che peggiorano la situazione.... ma è comprensibile.
Poi si comincia a polemizzare per orgoglio...e questo è fastidioso perché distoglie la concentrazione e l'attenzione dal tema su cui si riflette e si dibatte.)

Sul merito della questione invece:
non ho la stessa concezione che hai tu della pazzia. Per te il folle non ha coscienza... lo hai detto tu, esprime concetti che non hanno senso... lo hai detto tu.... ecc. ecc.
Per me il folle non è il tizio delle barzellette che si crede Napoleone o quello che pronuncia frasi incomprensibili...se è questa la follia di cui parli, non stiamo parlando della stessa cosa e quindi c'è un fraintendimento.


Passo e chiudo il flame..
Ciao...pace e bene.

(PS. Isaac Newton aveva una vena di pazzia e così Kurt Godel ...e non metaforicamente. Claro? )

Ultima modifica di Giorgiosan : 20-01-2012 alle ore 02.25.14.
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Vecchio 20-01-2012, 02.31.42   #16
Tempo2011
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Riferimento: Genio e Follia

Citazione:
CVC
Ciò che è geniale è una perfetta sintesi fra intuizione e logica. Ciò che è folle è ciò che diverge dalla cosiddetta sanità. Il problema è che per stabilire ciò che è folle bisognerebbe avere un concetto preciso di cosa è la sanità mentale. A sentire il telegiornale bravi ragazzi e buoni padri e madri di famiglia sono a giorni alterni brave persone o serial killer a seconda del giorno in cui le si osserva.
Che genio e follia siano inseparabili credo sia un luogo comune. Il fatto è che presi insieme si risaltano l'un l'altra tanto da sembrare un tutt' uno. A me paiono tutt'altro che inseparabili.
Personalmente non confonderei l'aggressività che può scattare in qualsiasi momento della giornata in una persona, "cosi detta normale", dalla follia o pazzia, poiché l'attimo fuggente che permette al normale di uccidere per un futile motivo non è un atto premeditato ma, occasionale e contingente alla situazione che l’ha scatenato. Certamente anche in quel caso andrebbero ricercate le motivazioni di quei gesti incomprensibili, ed è quello che è stato fatto nel thread: "Le formiche invadenti e l'aggressività umana." In ogni modo condivido che, la follia abbinata al genio, vuole essere una metafora per indicare un qualcosa di "differente" dalla realtà di tutti i giorni; ma questo, solo per indicare che anche i folli sono “differenti” da tutti gli altri. Per completare il discorso, vi è anche il detto che afferma: genio e sregolatezza. Anche in questo caso si vuole indicare un qualcosa che sta fuori da quella che è considerata normalità. Ovvero: la sregolatezza
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Vecchio 20-01-2012, 12.02.35   #17
Plissken
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Riferimento: Genio e Follia

Secondo me la miglior prospettiva per sciogliere la questione è quella psicanalitica.
La differenza fondamentale fra nevrosi e psicosi è che la prima è un conflitto inconscio vissuto dalla persona tanto nel proprio inconscio quanto nel proprio ego (quantomeno nella manifestazione cosciente della nevrosi), nel secondo caso l'inconscio prende totalmente il sopravvento e l'io si frantuma, si perde nell'abisso della psiche.
Nelle psicosi quindi diventa impossibile il rapporto terapeutico analista-paziente, perchè manca la capacità di relazionarsi tramite l''io del paziente.

Ovviamente ci sono molte sfumature: si può avere attacchi psicotici e non essere psicotico a tempo pieno; si può essere borderline e quindi essere nè di qua nè di là rispetto a una psicosi; e così via.

L'artista o il genio in linea di massima è più sensibile della media tanto rispetto alla nevrosi quanto alla psicosi perchè il rapporto con il suo inconscio è più diretto, le "barriere" fra ego e inconscio sono più sottili e quindi è più semplice accedere al materiale della psiche profonda, materiale che ovviamente è ambivalente, nel quale vivono gli opposti.
Scopo dell'artista e del genio è fare qualcosa di questa "materia prima" caotica e informe, scolpirla e renderla manifesta nel mondo "reale".

Ovviamente questa sensibilità è un Giano bifronte, così come è un Giano bifronte il materiale inconscio: per fare un paragone un pò sciocco ma che credo esemplifichi bene la situazione, è come avere una fionda o un bazooka. Se con la fionda sbaglio mira e colpisco casa mia non avrò fatto particolari danni, mal che vada avrò rotto una finestra; mentre se sbaglio mira con il bazooka gli effetti saranno decisamente peggiori.

Questo significa che deviazioni anche complessivamente piccole della libido (o dell'energia psichica, se preferite un termine meno legato alla psicanalisi freudiana) creano grandi sconvolgimenti nell'uomo più "dotato" rispetto all'uomo più "comune", nel senso spiegato sopra.

Ovviamente ciò che sta alla base del genio è un totale mistero: Freud, il più scientifico e "rigoroso" psicanalista, identifica tale base con il meccanismo di sublimazione, prendendolo come un dato di fatto ma la cui genesi è totalmente sconosciuta.

Saluti
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Vecchio 20-01-2012, 22.13.02   #18
Tempo2011
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Riferimento: Genio e Follia

Citazione:
Giorgiosan @ Tempo 2011
Si può tirare via un post senza riflettere troppo, si possono usare i termini in maniera impropria, e non c'è niente di grave.. poi si mettono delle toppe che peggiorano la situazione.... ma è comprensibile.
Poi si comincia a polemizzare per orgoglio...e questo è fastidioso perché distoglie la concentrazione e l'attenzione dal tema su cui si riflette e si dibatte.
Caro Giorgio, qui non si sta vendendo della merce al mercato da cui ricavare un guadagno, ma solo scambi d’idee. Allora se tu, non comprendendo i miei assunti per intero (perché è chiaro che non li hai compresi nella loro interezza), per di più mi dai del confusionario, in questo caso il mio orgoglio non centra nulla, non so il tuo, ma devi accettare che gli altri possano rispedire quella patente al mittente, poiché non riesci a comprendere gli annessi e connessi di un assunto, dove ho cercato di formulare delle ipotesi sul perché dell'abbinamento che è stato fatto tra genio e follia.
Citazione:
Sul merito della questione invece:
non ho la stessa concezione che hai tu della pazzia. Per te il folle non ha coscienza... lo hai detto tu, esprime concetti che non hanno senso... lo hai detto tu.... ecc. ecc.
Per me il folle non è il tizio delle barzellette che si crede Napoleone o quello che pronuncia frasi incomprensibili...se è questa la follia di cui parli, non stiamo parlando della stessa cosa e quindi c'è un fraintendimento.
Se ce ne fosse ancora bisogno, questa tua precisazione sta testimoniando la sensatezza della mia richiesta, dove affermavo che prima dobbiamo trovare una definizione condivisibile su che cosa sia la follia, poi possiamo svilupparci sopra le nostre argomentazioni. Quando tu affermi che per te la follia non è quella cosa delle barzellette, non hai detto nulla, né di scientifico né di logico, perché la definizione non la dobbiamo dare noi ma la scienza medica; e quello che ho riportato di Franco Basaglia deve andare bene per me come per te, altrimenti ci costruiamo la capannina e ci andiamo a giocare dentro, come quando eravamo bambini. La mia opinione l'ho spiegata per due volte, e mi sembra in modo chiaro, semplice e comprensibile; ma tu hai parlato di “toppe” che hanno peggiorato la situazione, dimostrando di essere prevenuto, mentre per me sono state delle repliche che avrebbero dovuto rendere più comprensibile il punto di vista. Ora, poiché la discussione mi affascina, non la voglio abbandonare, quindi andrò a ripetere il concetto per la terza volta, sperando di essere, finalmente, compreso.

1°) Ricapitolando, a mio modo di vedere, non possiamo intrattenere una discussione senza prima aver deciso e condiviso il senso di un qualcosa che può avere tante sfumature: in questo caso la follia; e se prima non lo stabiliamo insieme, secondo me è inutile andare avanti perché ognuno parlerebbe secondo le proprie interpretazioni, come stai facendo tu, senza intendersi con gli altri.

2°) Ho affermato che, secondo me, l’aver creato il connubio: genio-follia o genio e sregolatezza, è stata solo una metafora lanciata da qualcuno per affermare che, molte volte, il genio con il suo operare, si discosta tanto dalla realtà quotidiana da somigliare a un folle; giacché anche quest’ultimo si discosta dalla realtà di tutti i giorni.

3°) Inoltre, mi sembra doveroso trascrivere la definizione proveniente dalla scienza specialistica. Per esempio: Franco Basaglia ha affermato che la follia e la pazzia sono l'interfaccia di una stessa medaglia, con tutto quello che rappresenta. A tale motivo, davanti a questa definizione proveniente dall'aria specialistica, è stato spontaneo affermare che l’endiadi da te proposta, come verità, mi sembrava fuori luogo o, perlomeno, azzardata; salvo che non conosci degli esempi di geni veramente pazzi o folli, che dir si voglia, che abbiano operato durante questo stato disastroso per la psiche. Naturalmente, in questa indagine non servono: i si dice o i si pensa, ma necessitano le cartelle cliniche del periodo che è stata composta l’opera.

Ultima modifica di Tempo2011 : 21-01-2012 alle ore 16.55.53.
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Vecchio 21-01-2012, 16.29.41   #19
Giorgiosan
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Riferimento: Genio e Follia

Se ti potesse servire non mi dispiacerebbe affatto spendere energie per rispondere ai tuoi post ma temo che data la tua disposizione non ne trarrai alcun beneficio intellettuale.

Partiamo dalla definizione:
pretendere di definire in modo univoco la pazzia/follia, e pretendere che questa definizione sia accettata, non dico universalmente, ma anche solo dai partecipanti al forum non solo è utopico ma anche insensato.
Per questa ragione ho parlato di intervallo fra due estremi entro cui si collocano grosso modo le varie concezioni.
Il Basaglia che tu citi è espressione di una concezione della follia simile a quella di Foucault, il quale si è ben guardato dal dare una definizione puramente scientifica della pazzia e altrettanto ha fatto Basaglia. (Cerca di documentarti sui rapporti stretti che intercorrono fra i due e fra le loro concezioni.)
Devi sapere che Fuoucault e Basaglia, non solo sono contemporanei ma che anche il loro percorso intellettuale è molto affine, condividendo la stessa “ideologia” riguardo le malattie psichiatriche.
Nella concezioni di Basaglia e Foucault sono integrati aspetti etici, sociali, politici particolari del loro tempo ovviamente, ed il loro tempo è quello delle rivoluzioni culturali degli anni ’60 e ’70.
La legge Basaglia, che ha sancito il superamento degli ospedali psichiatrici, è molto criticata attualmente (ed anche quando venne promulgata), perché ha reso “operativa” una concezione che non tutti condividono sia sul piano psichiatrico sia quello etico che politico ed è criticata soprattutto da psichiatri che evidentemente non condividono lo stesso pensiero.
Non mi pronuncio a riguardo ma ti faccio presente che ad un estremo del l’intervallo di definizioni della follia da me proposte, ma non mie, c’è anche la posizione di Foucault ed, implicitamente, quella di Basaglia.

Citazione:
Originalmente inviato da Giorgiosan

(primo estremo)
Follia è quell’insieme di disturbi mentali che vengono chiamati psicosi o disturbi di tipo psicotico. Anche se nessuno può dirsi esente da disturbi nevrotici si dovrebbe parlare di follia solo quando i disturbi psicotici siano gravi ed evidenti. (Manuale critico di psicologia, di Giovanni Jervis)
Più che una definizione di follia è una descrizione dei sintomi.

(secondo estremo)
-La follia è caratterizzata da una mancanza di adattamento che il malato mostra nei confronti dell'ambiente, tenendo ben presente che la definizione della follia è influenzata dal momento storico, dalla cultura, dalle convenzioni, quindi è possibile considerare folle qualcosa o qualcuno che prima era normale, e viceversa. ( Vittorino Andreoli)
Queste due definizioni racchiudono l’intervallo entro il quale stanno le definizioni di follia.
Il primo estremo è il punto di vista psichiatrico, il secondo estremo è quello, di chi fa una lettura culturale e politica, un punto di vista con molte analogie col pensiero di Foucault.
La prima ha una certa pretesa di oggettività, la seconda si colloca sul versante più scivoloso del relativismo e la follia si risolve in un giudizio.


Neanche il termine psichiatria è univoco perché la sua definizione dipende dall’indirizzo:
- c’è un indirizzo medico-biologico (all’interno del quale oggi si avverte la necessità di individuare delle categorie diagnostiche omogenee…!!!.).
- l’indirizzo fenomenologico-ermeneutico (vedi Jasper)
- l’indirizzo comportamentista
- l’indirizzo cognitivista
- l’indirizzo sistemico
- l’indirizzo sociologico
Bisogna aggiungere poi i sistemi ibridi


Il Basaglia è in Italia l’iniziatore dell’indirizzo definito “antipsichiatria” ( quello che prese inizio negli anni ’60 appunto… quello che si fa partire da Goffman per intenderci.)
La pretesa di “oggettività” cui facevi appello con la pretesa di una definizione ben precisa è del tutti ingenua ….. avendo fatto, per giunta, riferimento proprio a Basaglia...

La follia è una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia, invece incarica una scienza, la psichiatria, di tradurre la follia in malattia allo scopo di eliminarla. Il manicomio ha qui la sua ragion d' essere. (F.Basaglia, citazione da Che cos'é la Psichiatria,1967. Ristampa: Piccola biblioteca Einaudi, Torino, Einaudi, 1973.)


E ancora:

Io ho detto che non so che cosa sia la follia. Può essere tutto o niente. È una condizione umana
(F.Basaglia, Da Conferenze brasiliane, 1976)

Ora non ti sembra da ingenuo e sprovveduto aver citato Basaglia come autore di una definizione di follia e pretendere che questa sia assunta?


(segue)

Ultima modifica di Giorgiosan : 21-01-2012 alle ore 20.20.31.
Giorgiosan is offline  
Vecchio 22-01-2012, 16.28.32   #20
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Riferimento: Genio e Follia

Citazione:
Giorgiosan
Se ti potesse servire non mi dispiacerebbe affatto spendere energie per rispondere ai tuoi post ma temo che data la tua disposizione non ne trarrai alcun beneficio intellettuale.
Giorgio, non voglio entrare in polemica ma, mai dire mai. Per altro, per far beneficiare gli altri di contributi intellettuali, come minimo, necessita che questi contributi vengano ceduti.
Citazione:
Partiamo dalla definizione:
pretendere di definire in modo univoco la pazzia/follia, e pretendere che questa definizione sia accettata, non dico universalmente, ma anche solo dai partecipanti al forum non solo è utopico ma anche insensato.
Quello che affermi qui è più interessante. Di fatto:

1°) Dopo che lo scrivente ha insistito per cinque post sulla necessità di attribuire un significato condivisibile alla follia, vedo che finalmente il messaggio è arrivato, ma ora non rivoltarlo contro di me, affermando che è insensato pretendere che una sola definizione possa essere accettata da chicchessia, poiché io non l'ho mai affermato, se non indicando quello dichiarato dal Basaglia il quale, tra le tante cose ha dichiarato che, la follia e la pazzia, clinicamente, sono la stessa cosa. In ogni caso, quando afferma che dovremmo accettare sia la ragione sia la follia, è la premessa per indicare che non bisognava isolare i folli dentro i manicomi ecc.

2°) Personalmente, mi sono limitato a dare la mia opinione, definendo l'abbinamento: genio follia, come una metafora inventata da qualcuno, per indicare la differenza dell'evento geniale dalla vita di tutti i giorni, come differenti sono i folli dalla gente che incontriamo tutti i giorni.

3°) Quello che invece sarebbe importante rilevare, dovrebbe essere la tua risposta alla mia domanda; ovvero: se conoscevi almeno un episodio dove si aveva la certezza che il genio fosse stato veramente folle nel momento della creazione. Ecco! Allora si che si poteva prendere in considerazione l'endiadi da te paventata come verità. Spero che questi tre punti chiariscano definitivamente la mia opinione e si possa andare avanti. Per un altro contributo alla discussione riporto quello affermato da CVC, il quale afferma:
Citazione:
CVC
Che genio e follia siano inseparabili, credo sia un luogo comune. Il fatto è che presi insieme si risaltano l'un l'altra tanto da sembrare un tutt’uno. A me paiono tutt'altro che inseparabili.
Ciao.
Tempo2011 is offline  

 



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