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Vecchio 22-01-2012, 20.30.42   #21
Tempo2011
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Riferimento: Genio e Follia

Il recettore che accomuna creatività e follia

Il sistema dopamminergico di persone sane e altamente creative ha alcune somiglianze con quello di chi soffre di schizofrenia
psicologia
Genio e follia: questo binomio spesso abusato pare però abbia perfino una sia pur parziale radice biologica. L'accostamento fatto da una recente ricerca non riguarda tanto la eventuale sregolatezza del grande talento, ma la capacità di creare associazioni d'idee insolite, che nel caso del genio sono creative.

La creatività può essere definita come la capacità di produrre un lavoro che sia allo stesso tempo nuovo e significativo, opposto cioè tanto al banale quanto alla semplice bizzarria. Per valutare le differenze individuali nella creatività si ricorre ai test per il pensiero divergente, che in genere richiedono di trovare risposte nuove e sensate alle situazioni problematiche proposte.

La creatività appare peraltro correlata ad alcuni tratti della personalità, come l'apertura alle esperienze; inoltre è stato osservato che le persone altamente creative appartengono più spesso a famiglie in cui qualche membro ha sofferto di disturbi mentali.

I meccanismi cerebrali responsabili di questa correlazione sono stati peraltro finora oscuri, ma ora una ricerca condotta presso il Karolinska Institutet e pubblicata sulla rivista on line PloS ONE, inizia a chiarirli: "Studiando il cervello e in particolare i recettori D2, abbiamo mostrato che il sistema dopamminergico di persone sane e altamente creative ha alcune somiglianze con quello di chi soffre di schizofrenia", ha detto Fredrik Ullén, che ha diretto lo studio.

"Lo studio mostra che le persone fortemente creative che hanno buone prestazioni nei test sul pensiero divergente hanno anche una bassa densità di recettori D2 nel talamo rispetto a persone che appaiono meno creative. E' noto che anche gli schizofrenici hanno una bassa densità di recettori D2 proprio in questa regione del cervello, suggerendo una sorta di legame fra creatività e schizofrenia."

Il talamo svolge una funzione analoga a un relé che filtra l'informazione prima che essa arrivi alle aree della corteccia, che sono responsabili, fra l'altro, della cognizione e del ragionamento.

"L'esistenza di meno recettori D2 nel talamo implica con tutta probabilità un minore filtraggio dei segnali, e quindi un maggiore flusso di informazioni dal talamo"; e ciò darebbe conto del meccanismo sottostante alla capacità di vedere molti collegamenti insoliti in una situazione diproblem solving nelle persone creative, e le bizzarre associazioni nel malato mentale.

SCIENZE. Edizione italiana di: Scientific American.

Poiché questo articolo parla di geni e di schizofrenia (malattia psichiatrica molto grave, e non di follia), anche a dispetto dei recettori D2, mi convinco sempre di più sulla semplice metafora che abbina: genio & follia.

Ultima modifica di Tempo2011 : 23-01-2012 alle ore 01.52.54.
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Vecchio 23-01-2012, 10.22.20   #22
CVC
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Riferimento: Genio e Follia

Citazione:
Originalmente inviato da Tempo2011
Il recettore che accomuna creatività e follia

Il sistema dopamminergico di persone sane e altamente creative ha alcune somiglianze con quello di chi soffre di schizofrenia
psicologia
Genio e follia: questo binomio spesso abusato pare però abbia perfino una sia pur parziale radice biologica. L'accostamento fatto da una recente ricerca non riguarda tanto la eventuale sregolatezza del grande talento, ma la capacità di creare associazioni d'idee insolite, che nel caso del genio sono creative.

La creatività può essere definita come la capacità di produrre un lavoro che sia allo stesso tempo nuovo e significativo, opposto cioè tanto al banale quanto alla semplice bizzarria. Per valutare le differenze individuali nella creatività si ricorre ai test per il pensiero divergente, che in genere richiedono di trovare risposte nuove e sensate alle situazioni problematiche proposte.

La creatività appare peraltro correlata ad alcuni tratti della personalità, come l'apertura alle esperienze; inoltre è stato osservato che le persone altamente creative appartengono più spesso a famiglie in cui qualche membro ha sofferto di disturbi mentali.

I meccanismi cerebrali responsabili di questa correlazione sono stati peraltro finora oscuri, ma ora una ricerca condotta presso il Karolinska Institutet e pubblicata sulla rivista on line PloS ONE, inizia a chiarirli: "Studiando il cervello e in particolare i recettori D2, abbiamo mostrato che il sistema dopamminergico di persone sane e altamente creative ha alcune somiglianze con quello di chi soffre di schizofrenia", ha detto Fredrik Ullén, che ha diretto lo studio.

"Lo studio mostra che le persone fortemente creative che hanno buone prestazioni nei test sul pensiero divergente hanno anche una bassa densità di recettori D2 nel talamo rispetto a persone che appaiono meno creative. E' noto che anche gli schizofrenici hanno una bassa densità di recettori D2 proprio in questa regione del cervello, suggerendo una sorta di legame fra creatività e schizofrenia."

Il talamo svolge una funzione analoga a un relé che filtra l'informazione prima che essa arrivi alle aree della corteccia, che sono responsabili, fra l'altro, della cognizione e del ragionamento.

"L'esistenza di meno recettori D2 nel talamo implica con tutta probabilità un minore filtraggio dei segnali, e quindi un maggiore flusso di informazioni dal talamo"; e ciò darebbe conto del meccanismo sottostante alla capacità di vedere molti collegamenti insoliti in una situazione diproblem solving nelle persone creative, e le bizzarre associazioni nel malato mentale.

SCIENZE. Edizione italiana di: Scientific American.

Poiché questo articolo parla di geni e di schizofrenia (malattia psichiatrica molto grave, e non di follia), anche a dispetto dei recettori D2, mi convinco sempre di più sulla semplice metafora che abbina: genio & follia.
Credo sia da sottolineare che la genialità è riferità ad un qualcosa di specifico mentre la follia è una deviazione del carattere dalla realtà comunemente condivisa dalla società di cui un individuo è parte.
Einstein è stato un genio per quello che ha fatto nella fisica. E' noto ad esempio che avesse alcuni comportamenti strambi come quello di non portare i calzini, ma se possiamo dire che la sua teoria è geniale in quanto è stata dimostrata, non possiamo altresì affermare che il fatto di non portare i calzini sia geniale, in quanto non possiamo affermare che non portali sia meglio che portarli.
Se una persona che compie un'impresa geniale viene riconosciuta come genio, non necessariamente chi fa una follia è considerato folle. Un folle è un individuo dal comportamento alterato in cui gli effetti della sua malattia si estendono a tutto ciò che fa.
La follia è un tratto della personalità, il genio è solo un uso specifico che si fa della propria intelligenza.

Genio e follia penso possano essere accomunati dal fatto di essere entrambi comportamenti che escono dagli schemi. La differenza è che il genio ha uno scopo e si realizza nella creazione, la follia va errando ed è schiava dell'ossessione (che è il motivo secondo me per cui alcuni geni sono diventati folli)
CVC is offline  
Vecchio 23-01-2012, 15.02.43   #23
Giorgiosan
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Riferimento: Genio e Follia

Citazione:
Originalmente inviato da Tempo2011

2°) Ho affermato che, secondo me, l’aver creato il connubio: genio-follia o genio e sregolatezza, è stata solo una metafora lanciata da qualcuno per affermare che, molte volte, il genio con il suo operare, si discosta tanto dalla realtà quotidiana da somigliare a un folle; giacché anche quest’ultimo si discosta dalla realtà di tutti i giorni.


L’opinione che ci si può fare riguardo alla genialità/follia come fenomeno universale dovrebbe fondarsi necessariamente sulla conoscenza storica, sugli studi psichiatrici, compresi quelli che si occupano di diagnosticare malattie mentali di personalità del passato alla luce delle conoscenze attuali e di studi statistici.

E’ difficile considerare la coppia genialità/follia una metafora o un luogo comune dal momento che questa endiadi è radicata nella storia, trova una certa conferma statistica ed ha persino qualche riscontro neurologico.

Almeno si dovrebbe generare un dubbio o una perplessita che, razionalmente, manifesta LeggereDeleuze

Citazione:
Originalmente inviato da LeggereDeleuze
Rimane quindi il fatto che pazzia e genialità, pur non avendo una base comune sostanziale (= di sostanza), hanno una lunga storia di apparizioni contemporanee. Come si spiega questo fatto?


Riporto la definizione di genio dal dizionario di Psicologia curato da Umberto Galimberti (ed.Garzanti):

... il termine denota chi è dotato di eccezionali capacità creative in grado di raggiungere mete che vanno al di là della comune aspettativa … . Gli esiti della genialità approdano forme di pensiero nuove e durature che si offrono ad ulteriori sviluppi e che costituiscono un punto di riferimento perenne e universale.”


Nei nostri tempi si tende a sostituire, in campo psicologico, il concetto di genio con valori alti del quoziente d’intelligenza anche se poi si precisa, significativamente, che “ un indice molto elevato non è di per sé un indicatore di genialità per i caratteri di quest’ultima che sfuggono a misurazioni quantitative”.

Oggi il termine "genio" è abusato, è utilizzato in modo enfatico ed inappropriato: ogni gradazione e tipo di talento è qualificato come geniale, un esito analogo a quello del termine "mitico". Di conseguenza è usato metaforicamente, nel senso che ha una somiglianza col significato proprio del termine a cui ci si riferisce. Follia e pazzia sono termini ancor più abusati in questo senso.

Citazione:
Originalmente inviato da CVC
.....
Che genio e follia siano inseparabili credo sia un luogo comune.

Quelli che si definiscono luoghi comuni non hanno una lunga permanenza storica come invece ha la coppia genio/follia e inoltre non è detto che un luogo comune sia falso.

Citazione:
Originalmente inviato da Tempo2011
....secondo me è inutile andare avanti perché ognuno parlerebbe secondo le proprie interpretazioni, come stai facendo tu, senza intendersi con gli altri

Ognuno sempre interpreta personalmente e non può fare altro, ed anche tu interpreti.... sempre.
Ogni rappresentazione è una interpretazione.
Le individuali, mai perfettamente sovrapponibili interpretazioni, il frutto originale di ogni universo mentale, le vedo come una ricchezza, una manifestazione dell'infinità, non qualcosa di cui dolermi.
Ogni intento di appiattire, di omologare sia intellettualmente che politicamente, l'interpreto come tentativo autoritario ma non autorevole, di sopprimere la libertà incontenibile del pensiero.

Quello che ho rilevato nei tuoi primi post era un pasticcio lessicale e conseguentemente anche logico a cui si può ovviare con un poco più di riflessione. Non ho contestato la tua interpretazione ma la tua approssimazione, questa sì che a mio modo di vedere rende più difficile il comprendersi.



Chiudo con una citazione di chi, essendo geniale, ha “sperimentato” anche la qualifica di pazzo, Edgar Allan Poe:

Gli uomini mi hanno definito pazzo, ma non è ancora ben chiaro se la pazzia sia o non sia la più alta forma di intelligenza e se le manifestazioni più meravigliose e più profonde dell’ingegno umano non nascano da una deformazione morbosa del pensiero, da aspetti mentali esaltati a spese dell’intelletto normale.”

PS. In seguito cercherò di pubblicare un esempio storico, come richiedevi, di una momento di pazzia e di genialità creativa che si possano supporre simultanei.

Ciao

Ultima modifica di Giorgiosan : 23-01-2012 alle ore 15.55.38.
Giorgiosan is offline  
Vecchio 23-01-2012, 15.58.31   #24
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Riferimento: Genio e Follia

Genio e Follia

Che dire di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio? Non si può definire folle? Ha avuto una vita piuttosto dissoluta (vedi la frequentazione di prostituite, che addirittura compaiono come modelle per le figure femminili di alcuni suoi dipinti) e turbolenta, che lo ha visto invischiato in più o meno presunti omicidi, risse, incarcerazioni e sbronze consumate nelle bettole che spesso frequentava. Se questo testimonia la follia del personaggio, basta osservarne le opere per non avere dubbi sulla sua genialità.

Oppure vogliamo citare Theodore John Kaczynski, noto meglio come Unabomber? E’ difficile credere che dietro alla quinta essenza della follia si nasconda la genialità, eppure citando da wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Theodore_Kaczynski).
“Un test che svolse all'età di 11 anni determinò che il suo quoziente intellettivo era di 167”.“Frequentò il liceo all'Evergreen Park Community High School. Kaczynski si dimostrò molto preparato, ma trovava il programma di matematica troppo semplice, e fu successivamente spostato in una classe di matematica di livello più avanzato. Kaczynski imparò presto, e saltò l'undicesima classe. Con l'aiuto di un corso estivo per la lingua inglese terminò il liceo con due anni di anticipo. Fu incoraggiato ad iscriversi ad Harvard e nel 1958 fu immatricolato, a soli 16 anni. Ad Harvard, Kaczynski frequentò le lezioni tenute da Willard Quine, risultando il migliore del suo corso con una valutazione pari al 98.9%. Partecipò anche ad uno studio sulla personalità durato diversi anni tenuto dal Dr. Henry Murray.” “Ottenne il suo PhD con una tesi dal titolo "Funzioni limitate" risolvendo, in meno di un anno, un problema di matematica non risolto di uno dei suoi professori alla Michigan, George Piranian, che più avanti disse "Non è abbastanza dire che fosse intelligente."[6] Maxwell Reade, un ex professore di matematica presente alla discussione della tesi di Kaczynski, commentò la sua tesi dicendo "Credo che forse 10 o 12 persone nel paese la capissero e la potessero apprezzare."

Personalmente ritengo che ci sia una correlazione tra genio e follia, sebbene ancora non mi sia ben chiaro che tipo di follia bisogna intendere.

La follia la posso associare alla sregolatezza, all’eccesso, alla stravaganza, all’ossessività o più in generale, ad un “atteggiamento” che si differenzia da quello “comune”. Ritengo che la follia, intesa secondo questa sfumatura, possa essere giustificata da una visione del mondo differente da quella comune, appunto quella di un genio. Il genio perciò pensa e fa cose che ad altri la visione “comune” del mondo impedisce di pensare e di fare.

La follia la posso intendere però anche in senso patologico.

Non so se sia lecito parlare di due tipi di follia differenti, ritengo però che, se la distinzione sussiste, la linea di separazione fra le due debba essere molto sottile.

Focalizzando l’attenzione su follia in senso patologico, le considerazioni iniziali che ha sollevato Giorgiosan nel suo #7 mi hanno riportato alla mente la Sindrome di Asperger. Si tratta di una sindrome simile all’autismo, che ha diverse intensità e configurazioni di sintomi.
Esemplare è la storia di Henry Cavendish che si ritiene fosse affetto da Sindrome di Asperger. http://it.wikipedia.org/wiki/Henry_Cavendish
“Si racconta che quando un giorno una cameriera entrò per errore nella sua stanza, egli rimase così sconvolto da quella inaspettata presenza da licenziarla in tronco. In seguito fece costruire dei soppalchi per andare da una stanza all'altra della casa senza essere visto.”


Per avere un idea sulla Sindrome di Asperger.
http://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_di_Asperger

Sono interessanti alcuni sintomi, che sembrano manifestarsi, a volte, nel connubio genio-follia:

-“Nessuna o poche relazioni durature; relazioni che variano da troppo distanti a troppo intense.”
-“Interazioni con i coetanei difficili, goffe o sgraziate.”
-“Egocentrismo inusuale, con una mancanza di attenzione verso gli altri e i loro diversi punti di vista; scarsissima empatia o sensibilità.”
-“Mancanza di conoscenza delle convenzioni sociali; predisposizione a infrangere le regole sociali.”
-“Una voce strana, monotona, magari in un volume insolito.”
-“Parlare "verso" (piuttosto che "con") gli altri, con poca preoccupazione circa la loro reazione di risposta”
-“Linguaggio buono superficialmente, ma troppo formale/ampolloso/pedante; difficoltà di catturare un senso diverso oltre quello letterale”
-“Anomalie del comportamento comunicativo non verbale; in apparenza impassibile e con poca gestualità”
-“Anomalie dello sguardo e delle espressioni facciali; contatto visivo assente o troppo intenso.”
-“Postura e linguaggio del corpo strano, goffo o sgraziato.”
-“Interessi perseguiti con ossessione.”
-“Circoscritti interessi che contribuiscono poco per una aspettativa di vita più ampia, come –collezionare fatti e figure di poco valore pratico o sociale.”
-“Routine o rituali inusuali; i cambiamenti spesso sono sconvolgenti.
difficoltà motorie nell'infanzia”
-“goffaggine”
-“andature bizzarre o anomale, movimenti strani o impacciati”
-“anomalie di locomozione, di equilibrio, di destrezza manuale, di scrittura a mano”
-“Movimenti rapidi, ritmici e di imitazione.”

Sempre ritornando a considerare il caso Kaczynski, non sorprende (citando da wikipedia dal link più sopra) leggere “non si trovava bene con i bambini più grandi ed era vittima di bullismo e offese. Da bambino, Kaczynski aveva paura delle persone e degli edifici, e non interagiva direttamente con gli altri bambini. Sua madre era così preoccupata dal suo comportamento che pensò di iscriverlo ad uno studio per bambini autistici”.

Quello che quindi può rendere inerente alla discussione la Sindrome di Asperger è che coloro che ne sono affetti tendono ad avere comportamenti che agli occhi delle persone “comuni” sembrerebbero folli, ma allo stesso tempo presentano spiccate facoltà intellettive o spiccate abilità in certi settori del sapere o certe attività che li fanno apparire geniali.
Citando da wikipedia “la Sindrome d'Asperger implica, come suoi caratteri peculiari, un intenso livello d'attenzione su determinate cose che interessano ed è spesso caratterizzato da facoltà e "passioni" davvero particolari: per esempio una persona può essere ossessionata dalla lotta libera degli anni cinquanta, un'altra dagli inni nazionali delle dittature africane, un'altra dal fare modellini di costruzioni con i fiammiferi. Comuni sono gli interessi per i mezzi di trasporto (treni, auto, aerei) e i computer. Moltissimi degli interessi sono specificamente rivolti ad argomenti scientifici, specialistici che richiedono un dettagliato approfondimento.”
Generalmente attratti da attività in cui si possa ritrovare un certo ordine, una determinata logica, come per esempio le classificazioni, le date e simili. Quando questi particolari interessi coincidono con un obiettivo materiale e socialmente utile, il soggetto può portare avanti una vita di successo: per esempio, il bambino con l'ossessione per l'architettura navale può crescere e diventare un ingegnere navale. Nello sforzo per soddisfare questi interessi, l'individuo con Sindrome d'Asperger spesso manifesta ragionamenti estremamente sofisticati, un'attenzione pressoché ossessiva rivolta ai dettagli delle cose o della comunicazione, una memoria focalizzata eminentemente sulle immagini visuali, detta "eidetica-visiva".
Hans Asperger chiamò i suoi pazienti "piccoli professori", basandosi sull'idea che bambini o persone poco più che adolescenti potevano avere un bagaglio di conoscenze nei loro campi d'interesse pari, se non superiori, a quello dei professori universitari. Questo perché gli individui con Sindrome d'Asperger hanno un'intelligenza del tutto "normale", o in qualche caso anche superiore alla norma, a scapito però d'una capacità d'interazione sociale nettamente inferiore e più problematica.”

Inoltre è interessante osservare (wikipedia ) come “recentemente, alcuni studiosi hanno suggerito che molti personaggi famosi come Isaac Newton (1643-1727), Albert Einstein (1879-1955), Glenn Gould (1932-1982), Steven Spielberg (1946), Satoshi Tajiri(1965), Michelangelo (1475-1564),Nikola Tesla (1856-1943),Bobby Fischer (1943 - 2008), Syd Barrett (1946-2006), Alfred Hitchcock (1899-1980), Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791), Charles Darwin, soffrissero di sindrome di Asperger, mostrandone alcune caratteristiche, come l'intenso interesse in un solo campo del sapere e problemi sociali.”

Si legge anche che “mentre molti affrontano enormi problemi, alcuni riescono a superare gli ostacoli e ad avere successo in società. Alcune persone con Sindrome d'Asperger si sposano ed hanno figli, i quali possono a loro volta essere persone comuni o soffrire di qualche disturbo di tipo autistico. Molte persone autistiche non sanno di esserlo, né i loro familiari né i loro amici ne sono a conoscenza, poiché forme leggere d'autismo spesso non vengono neppure diagnosticate oppure sono diagnosticate solo in modo parzialmente corretto da parte dei professionisti del settore.”

Infine è interessante leggere un articolo comparso sul “Corriere della sera” sugli Asperger. In sostanza viene detto che dietro alle svolte evolutive della storia umana, secondo la professoressa inglese Penny Spikins del Department of Archaeology dell'University of York, ci potrebbe essere il “contributo innovativo dato da personalità affette da disturbi dello spettro autistico”, insomma le trovate di folli geni. http://www.corriere.it/salute/11_dic...a4e61a87.shtml

Considerando i nomi dei noti personaggi citati sopra e il loro successo, ma allo stesso tempo i più o meno piccoli sintomi che la Sindrome d’Asperger manifesta, potrebbe essere questa sindrome il filo conduttore tra genio e follia?
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Vecchio 08-02-2012, 20.12.49   #25
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Riferimento: Genio e Follia

Citazione:
MENTITORE Genio e Follia

Che dire di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio? Non si può definire folle? Ha avuto una vita piuttosto dissoluta (vedi la frequentazione di prostituite, che addirittura compaiono come modelle per le figure femminili di alcuni suoi dipinti) e turbolenta, che lo ha visto invischiato in più o meno presunti omicidi, risse, incarcerazioni e sbronze consumate nelle bettole che spesso frequentava. Se questo testimonia la follia del personaggio, basta osservarne le opere per non avere dubbi sulla sua genialità.
Michelangelo Merisi più che un folle sembra che fosse un delinquentello e pure maleducato. Ovvero, uno che pensava di poter far tutto senza nessuna punizione e, tutto quello che faceva lo condivideva con amici simili a lui. In pratica, un arrogante. In ogni modo, quello che mi preme rilevare è questo: non escludo che su di una stessa persona possono esistere tutte e due le combinazioni ma, secondo me, quando entra in funzione una automaticamente si escluderebbe l'altra. Ovvero, a mio modo di vedere, la follia non contribuisce a essere geni, ma esserlo non può escludere che si è anche malati di follia. Per far comprendere il mio pensiero, in pratica accadrebbe quello che avviene in un omosessuale, attivo e passivo. Ovvero: è l'uno o l'altro ma, mai tutte e due contemporaneamente. (Prendete l’esempio, per quello che è). Questo concetto, secondo me, varrebbe per tutti gli esempi che hai citato. Ciao.
Ps. Non ho compreso bene che cosa vuoi affermare con: addirittura le prostitute venivano usate come modelle ecc. Punto di domanda: che cosa ci trovi di tanto scandaloso? L'ex Presidente del consiglio le ha addirittura alzate a rango di parlamentare, non vedo perché il Caravaggio non le abbia potute utilizzare come modelle. Eppure il berlusca non è mica considerato un folle.
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