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Vecchio 27-09-2012, 01.06.59   #1
leibnick1
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L'Idea dell'Europa

Credo che una riflessione sull'Idea di Europa sia legittima, dopo quasi 70 anni di "non-guerra" nei teatri abituali del nostro continente, dopo 50 e più di unione economica e dopo una dozzina di unione monetaria.
Pregherei tutti di evitare interventi su:
- problematiche politiche o di integrazione politica;
- questioni economiche inerenti la Crisi se non europa-centrate.
Proporrei invece riflessioni e considerazioni su:
- l'uniformazione delle giovani generazioni di europei;
- i mutamenti sopravvenuti in questi ultimi decenni rispetto a bisogni fondamentali, alla Fromm: di radicamento e appartenenza - di libertà e spazio;
- la inevitabile correlazione tra due fenomeni storicamente ovvi in questi ultimi decenni: concomitanza di ricerche genealogiche di radici comuni e di ricerche volte ad enfatizzare le differenze (culturali, antropologiche, razziali);
- la dissociazione sostanziale tra una Patria di pensiero, madre di ogni nostra proprietà di lingua e linguaggio, ed una Patria di suolo e di sangue, matrigna del nostro sentirci "europei nell'animo";
- il peso e la distanza dalle evoluzioni filosofiche culturali del nord-america, dalla tendenza a scimmiottarle (dal basso) alla critica "parigina" (dall'alto).
Quest'ultime schizofrenie, in particolare, mi piacerebbe sentire riconsiderate attraverso altre riflessioni.
leibnick1 is offline  
Vecchio 01-10-2012, 08.21.11   #2
lunatika
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Riferimento: L'Idea dell'Europa

Citazione:
Originalmente inviato da leibnick1
Credo che una riflessione sull'Idea di Europa sia legittima, dopo quasi 70 anni di "non-guerra" nei teatri abituali del nostro continente, dopo 50 e più di unione economica e dopo una dozzina di unione monetaria.
Pregherei tutti di evitare interventi su:
- problematiche politiche o di integrazione politica;
- questioni economiche inerenti la Crisi se non europa-centrate.
Proporrei invece riflessioni e considerazioni su:
- l'uniformazione delle giovani generazioni di europei;
- i mutamenti sopravvenuti in questi ultimi decenni rispetto a bisogni fondamentali, alla Fromm: di radicamento e appartenenza - di libertà e spazio;
- la inevitabile correlazione tra due fenomeni storicamente ovvi in questi ultimi decenni: concomitanza di ricerche genealogiche di radici comuni e di ricerche volte ad enfatizzare le differenze (culturali, antropologiche, razziali);
- la dissociazione sostanziale tra una Patria di pensiero, madre di ogni nostra proprietà di lingua e linguaggio, ed una Patria di suolo e di sangue, matrigna del nostro sentirci "europei nell'animo";
- il peso e la distanza dalle evoluzioni filosofiche culturali del nord-america, dalla tendenza a scimmiottarle (dal basso) alla critica "parigina" (dall'alto).
Quest'ultime schizofrenie, in particolare, mi piacerebbe sentire riconsiderate attraverso altre riflessioni.

Cosa intendi te personalmente con il sentirsi "Europei nell'animo?"...mi interesserebbe che spiegassi meglio questo punto del tuo intervento.(Perchè non Italiani nell'Animo?)...punta di repulsione per essere Italiano?
lunatika is offline  
Vecchio 01-10-2012, 17.14.36   #3
lunatika
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Post Riferimento: L'Idea dell'Europa


Assolutamente il mio piccolo intervento non vuole essere polemico,anzi.Chiedo scusa perchè mi sono inserita in questa discussione con questa piccola curiosità e non rispondendo in modo filosofico alla tematica in questione.
Dichiaro già da subito che(non scandalizzatevi) non sono ne diplomata ne laureata,perciò chiedo a tutti voi pazienza per i miei sicuri errori di ortografia e di espressione non appropriata....ma rispondere maestosamente ed in modo così impegnato come fate voi non ne sono capace...difatti mi limito a leggere....ma oggi ho voluto intervenire.
Un saluto a tutti e grazie .
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Vecchio 01-10-2012, 20.18.26   #4
ulysse
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Riferimento: L'Idea dell'Europa

Citazione:
Originalmente inviato da lunatika


Cosa intendi te personalmente con il sentirsi "Europei nell'animo?"...mi interesserebbe che spiegassi meglio questo punto del tuo intervento.(Perchè non Italiani nell'Animo?)...punta di repulsione per essere Italiano?
Mi par d'intravedere nell'intento di leibnick1 (suppongo infatti non senta repulsione alcuna per “le genti del bel paese là dove ‘l…tu suona”)la speranza o almeno l’idea per cui dovremmo sentirci "Europei nell'animo".
Invero pur’io propenderei...solo temo che tale speranza vada, per i più, delusa.

Dobbiamo, infatti, ancora costruirlo e dargli una forma ad un tale sentire e certo l'attuale crisi e depressione economica, trovandoci noi nella parte di uno dei fanalini di coda...non aiuta.
D’altra parte non dispero: sono solito dire che a nuotare s'impara nuotando!
Analogamente credo che ad essere europei lo si impari essendolo!…quando lo si reputi opportuno e non si pensi solo a se stessi nel contingente.

Dico questo perchè mi pare che noi italiani, europei lo siamo poco...e forse nemmeno siamo italiani!

Magari la nostra italianità la si riscontra proprio nel non esserlo…come nostra precipua caratteristica!
Nell'essere, cioè, nello stesso tempo, "campanilisti" fino al midollo, attaccati alla nostra particolare contrada di nascita e spregiatori, nello stesso tempo, di tutto quanto sappia di italiano e non sia inglese, francese, tedesco, spagnolo, danese, svedese, ecc...

Ma, nello stesso tempo, mai ci metteremmo nei panni...di quegli esranei europei: io, infatti, non sono italiano globale, ma sono, nell’animo, di quella certa parte d'Italia (che sia nord, sud, isole...), di quella città, di quel paese, specificamente del borgo natio, ove appena possibile vado a giocare a calcetto ...non altro.

In sintesi pare valga ancora, per noi, il vecchio detto del popolino romano quando le masnade spagnole si alternavano a Roma con quelle francesi a presidiare, vogliose, il trono papale: Francia o Spagna purchè se magna!

Ancor oggi, mi pare, il comune pensiero non è di molto cambiato…siamo sempre inclini a chiedere all’Europa di cavarci d’impiccio…”purchè se magna”…ma poco vogliamo fare noi per l’Europa e per noi stessi…anzi… il populismo imperante incita a cavarcene fuori…magari disdicendo il debito…pensando così di mandarli a quel paese…senza pensare che forse, insieme, ci finiamo noi stessi…a quel paese.

Ma forse, politicamente, mi sto spingendo oltre !

Infatti ben ha fatto leibnick1 a porre limiti politici alla discussione nel timore, forse, di una scazzottatura generale…che tuttavia non sarebbe più dialetticamente violenta, credo, delle tante discussioni relative al Dio od alle religioni.

Leibnick, mi pare, vorrebbe attribuire alla discussione un’impronta quanto più filosofica: per me, che non sono filosofo, sarà difficile starci dentro…ma ci provo…smuovendo per ora solo la schiuma.

Per essere neutro... mi par si possa segnalare che l’idea d’Europa non è così recente: già Cesare, conquistando le Gallie fino alla pallida Albione pensava a qualcosa del genere...per la grandezza di Roma, ma, soprattutto, per la propria..
Purtroppo i liberi pensatori si sono sempre opposti: ricordo, in quella ditriba gallica, d’aver tifato io stesso per Asterix, Obelix, Idefix, ecc... e non per Cesare.

Anche verso i germani vi furono tentativi di conquista nell’intento della “Pax Romana” che avrebbe strutturato nella pace l’Europa e la restante parte del mondo.

Ma la strage delle legioni di Varo, operata da Germanico nella foresta di Teutoburgo, impose un confine a Est che fu poi difficile da superare…anzi di lì arrivarono poi i "barbari".

Forse la nostra antipatia antiteutonica esiste genticamente ereditata fin da allora…ma, come dicevo, è solo schiuma.

Magari è stata poi rinforzata dalla leggenda del tanto celebrato carroccio e dei liberi comuni lombardi che già allora rifiutarono l’euro…(o marco che fosse)… sconfiggendo l’imperatore Federico II che intendeva unire in un grande impero i paesi che andavano dal Mediterraneo al Mare del Nord.

Fu così impedita, non dico l’unificazione europea, ma quella dell’Italia stessa… realizzando, già da allora, il sogno della Lega Nord .

Più tardi l’idea d’Europa capitò nelle mani di Napoleone che ne tentò l’unificazione dall’Atlantico agli Urali …e forse già lì si preannunciava l’Europa dei 27 e rotti.
Inutile dire che con la campagna di Russia fu un disastro..

Un altro tentativo serio fu quello di Hitler, ma sappiamo come è andata a finire.

In sostanza questi popoli europei non si volevano proprio unire...per lo meno non con la forza... e non come oggetto di conquista sotto il potere d’un solo generale o imperatore che fosse..

Questo fu premonitore per i “grandi” che alla fine del conflitto pensarono che l’Europa si sarebbe unita liberamente…bastava predisporne le strutture economiche e gestionali.

Purtroppo oggi, dopo 60 anni dalle prime strutture della CECA (*)….l’Europa Unita nemmeno ha ancora un vero governo politico o una vera banca centrale: solo abbozzi di strutture…la politica e la partecipazione dei popoli dovranno seguire…: infatti, come dissi:… a nuotare s’impara nuotando!

Personalmente lo spero…per quanto, mi pare, che si nuoti ancora molto poco!

I 27 paesi, entrati con entusiasmo quando ancora le vacche sembravano grasse, ora che le vacche dimagriscono a vista d’occhio…anziché più centripeti per sopperire, si fanno centrifughi

Il dilemma è sempre: è l’Europa che deve comunque sostenere me.. o sono io che devo sostenere l’Europa…per lo meno far sì che, per un inizio, funzioni!?

Credo si pensi che sia la prima che ho detto!

Noto in aggiunta…e bisognerà approfondire… che l’idea d’Europa non fu solo concepita da generali comquistatori, ma anche da uomini pacifici di studio e di commercio già dal “Sacro Romano Impero” di Carlo Magno e dalla impellenza (geografia dei territori) delle comunicazioni e dei commerci Nord-Sud ed Est-Ovest.

L’idea fu viva e oggetto di studio, sempre più, fino all’ottocento ed inizi novecento...per sfociare nella cocretizzazione del dopogurra...purtroppo, poi, gli uomini di allora sono finiti.

Per un prima concretizzazione vedi il link che richiamo…ma è un minimo.


(*)NOTA:
La CECA (Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio) è il nome della prima istituzione europea a carattere sovranazionale fondata nel 1951 per tendere verso l'integrazione culturale, economica e politica dell'Europa dopo la fine del II conflitto mondiale. Fu promossa in un contesto democratico, pacifico e lungmirante per permettere alle nazioni europee di maggior rilievo di rinascere in un momento storico difficile e per contrapporre un terzo polo al predominio politico ed economico dei blocchi americano e sovietico derivato dagli esiti della guerra appena terminata…..ecc..
…..Link:
http://www.fsfi.it/filatelia-scuola/ceca.pdf

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Vecchio 02-10-2012, 09.42.38   #5
and1972rea
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Riferimento: L'Idea dell'Europa

Europa: la parte piu' estesa del mondo in cui da maggior tempo si fondono popoli , culture ,idee e sentimenti e che e' diventata da 2000 anni a questa parte il crogiolo che ha formato il mondo cosi' come lo conosciamo oggi. L'Europa e' l'unico vero continente Nazione, le cui divisioni al proprio interno sono sempre state uno stimolo incessante alla continua rigenerazione di se' stesso, e di tutto cio' che lo circondava a distanze sempre piu' grandi, fino ad abbracciare l'intera umanita', l'unica Nazione che, fino ad oggi, ha tenuto le fila del globo, emanando da se' stesso le dottrine, i pensieri, le suggestioni e l'alfabeto del vivere adoperato da tutti gli abitanti della terra; tutto cio' di cui oggi il mondo puo' vantarsi o vergognarsi, tutto cio' pone indubitabilmente le proprie radici in un'invenzione pratica o ideale del nostro vecchio continente. Fino ad oggi ,tutta L'Europa ha sempre rappresentato il ruolo di primadonna , ogni sua vicissitudine ha sempre condizionato pesantemente, o persino dettato, le sorti di ogni altro continente, e anche la sua ennesima grande crisi , che e' quella di oggi, sta condizionando, e forse per l'ultima volta, il futuro dell'umanita'.
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Vecchio 02-10-2012, 14.19.16   #6
ulysse
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Originalmente inviato da and1972rea
Europa: la parte piu' estesa del mondo in cui da maggior tempo si fondono popoli , culture ,idee e sentimenti e che e' diventata da 2000 anni a questa parte il crogiolo che ha formato il mondo cosi' come lo conosciamo oggi. L'Europa e' l'unico vero continente Nazione, le cui divisioni al proprio interno sono sempre state uno stimolo incessante alla continua rigenerazione di se' stesso, e di tutto cio' che lo circondava a distanze sempre piu' grandi, fino ad abbracciare l'intera umanita', l'unica Nazione che, fino ad oggi, ha tenuto le fila del globo, emanando da se' stesso le dottrine, i pensieri, le suggestioni e l'alfabeto del vivere adoperato da tutti gli abitanti della terra; tutto cio' di cui oggi il mondo puo' vantarsi o vergognarsi, tutto cio' pone indubitabilmente le proprie radici in un'invenzione pratica o ideale del nostro vecchio continente. Fino ad oggi ,tutta L'Europa ha sempre rappresentato il ruolo di primadonna , ogni sua vicissitudine ha sempre condizionato pesantemente, o persino dettato, le sorti di ogni altro continente, e anche la sua ennesima grande crisi , che e' quella di oggi, sta condizionando, e forse per l'ultima volta, il futuro dell'umanita'.
Ma veramete non sarei così incensante: il ruolo prevalente l'Europa che poi non era Europa) lo ha avuto coi greci nei 500 anni prima di Cristo e poi coi romani fino alla caduta dell'impero d'occidente.
Nel periodo intermedio prevalsero le tribù barbare originatisi fin dll'oriente asiatico...
Nel periodi di decadenza il mondo fu degli arabi che prevalsero fin oltre il 1000 con le armi e con la cultura: ad essi molto deve l'europa!
Le tanto decantate crociate pe riconwistare il santo sepolcro , partite dal cuore dell'uropa non furono che accozzaglie di straccioni che spesso nemmeno arrivarono a gerusalmme.
La grande ripresa avvenne col coloniliasmo inglese e poi olandese e portoghese...ma difficile dire se fu opera civilizzatrice di guida per il mondo o di bruta oppressione.
Durò fino al noveceebto quando con la rprima guerra mondiale subentrarono gli USA come olizioti del mondo...in contrasto coi russi fino alla fine della guerra fredda...anni "80.
Ora gli USA ci hanno regalato questa bella depressione cui noi continuiamo a contribuire...senza alcuna reazione.
Non si sa come andrà a finire!

SARA LA COSTRUZIONE...O LA DISTRUZIONE DELL'EUROPA"!

Alla fine è vero che molto l'Europa ha dato come guida del mondo, ma anche molto ha preso..come oppressore del mondo.
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Vecchio 03-10-2012, 12.08.49   #7
and1972rea
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Riferimento: L'Idea dell'Europa

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Originalmente inviato da ulysse

Ma veramete non sarei così incensante: il ruolo prevalente l'Europa che poi non era Europa) lo ha avuto coi greci nei 500 anni prima di Cristo e poi coi romani fino alla caduta dell'impero d'occidente.
Nel periodo intermedio prevalsero le tribù barbare originatisi fin dll'oriente asiatico...
Nel periodi di decadenza il mondo fu degli arabi che prevalsero fin oltre il 1000 con le armi e con la cultura: ad essi molto deve l'europa!
Le tanto decantate crociate pe riconwistare il santo sepolcro , partite dal cuore dell'uropa non furono che accozzaglie di straccioni che spesso nemmeno arrivarono a gerusalmme.
La grande ripresa avvenne col coloniliasmo inglese e poi olandese e portoghese...ma difficile dire se fu opera civilizzatrice di guida per il mondo o di bruta oppressione.
Durò fino al noveceebto quando con la rprima guerra mondiale subentrarono gli USA come olizioti del mondo...in contrasto coi russi fino alla fine della guerra fredda...anni "80.
Ora gli USA ci hanno regalato questa bella depressione cui noi continuiamo a contribuire...senza alcuna reazione.
Non si sa come andrà a finire!

SARA LA COSTRUZIONE...O LA DISTRUZIONE DELL'EUROPA"!

Alla fine è vero che molto l'Europa ha dato come guida del mondo, ma anche molto ha preso..come oppressore del mondo.

Credo sia utile ricordare che i limiti geografici del fenomeno continentale europeo hanno un centro attorno al quale si sono sviluppate influenze e contaminazioni periferiche vastissime che si sono autoinnescate a vicenda in momenti diversi della storia europea, ma che hanno in Europa la loro comune origine; filosofi arabi hanno rielaborato e riportato in Europa elementi culturali importantissimi che la stessa Europa aveva perduto, e gran parte del dispiegarsi geografico di tutta la storia araba ebbe l'Europa come stimolo e punto di riferimento sostanziale in tutto l'alto e basso medioevo. Il rinascimento italiano, il mercantilismo spagnolo e portoghese prima,quello olandese poi ,il colonialismo francese ed inglese successivamente , l'illuminismo ed il fermento culturale di tutto il 18 esimo e diciannovesimo secolo , portarono intere nazioni e continenti , per forza o per volonta' propria, a ridisegnarsi sopra i modelli culturali europei; L'India , come la conosciamo oggi,e' stata partorita dapprima su un tavolino inglese e poi e' stata rigenerata grazie ad un piccolo e magro avvocato ”inglese”, l'immensa e variegata nazione cinese e' stata inizialmente plasmata dalle idee di un barbuto tedesco, per poi camminare con le proprie gigantesche gambe sul solco tracciato dal sistema economico europeo, distogliendo parte di se' stessa dagli enormi contenuti di saggezza millenaria e volgendo la sua attenzione a tutta la materia creata in Europa; in Russia ,l'etimologia della parola Zar ( da Caesar) la dice lunga sul condizionamento pesante e plurisecolare di quei vastissimi territori , e i vagoni piombati ,che portarono i germi di una rivoluzione che sconquasso' il mondo, andavano dal cuore dell'Europa verso oriente, non viceversa. I due enormi blocchi che decisero le sorti del globo per quasi tutto il 900 erano prodotti made in Europe, l'intera America Latina e' un prodotto made in Europe, le poche nazioni che tentarono e tentano tutt'ora di salvare se' stesse dall'egemonia culturale e di potere europea, sono state emarginate , assorbite o convertite a forza sui valori illuministici , morali o religiosi del vecchio continente;l'Africa e' ancora ciecamente disegnata sopra aree trapezoidali, buddismo ed animismo sono stati oppressi in una grande parte dell'Asia in nome di una europeissima stella di un eurpeissimo colore rosso , l'alfabeto latino ha conquistato il mondo, il calendario di Cesare e Gregorio e' appeso negli uffici delle multinazionali di Shangay e Mumbay; anche se ogni tanto mangiamo cinese, o vediamo alla tv qualche barbuto mussulmano arrabbiato che guida una Toyota , non possiamo perdere di vista il fatto che un solo continente ha egemonizzato il proprio influsso sul mondo ,perche' era innanzitutto una Nazione esportatrice del proprio modo di essere Nazione. Probabilmente, la parabola millenaria dell'egemonia europea sul mondo ( nel bene e nel male) e' in fase discendente, e finira' ,come fini' quella riferita all'altro grande aggregato nazionale di diversi popoli, la mesopotamia e il medioriente, che passo' il testimone all'Europa nella corsa all'egemonia culturale sopra l'umanita', ma non pensiamo altezzosamente e aristocraticamente di esser stati e di rimanere un coacervo di singole nazioni autonome senza nulla in comune , ricordiamoci che Carlo Magno ed i suoi figli parlavano correntemente 3 lingue e bazzicavano fra Germania ,Italia e Spagna senza distinzione di sorta, che la Chiesa era tanto italiana quanto inglese o francese o tedesca fino ai tempi del monaco Martin Lutero, che francesi , inglesi , spagnoli, italiani, tedeschi,portoghesi, greci, romeni, slavi hanno piu' in comune fra le loro lingue le loro religioni, le loro usanze , i loro costumi, che alcune tribu' africane nello spazio di pochi km quadrati, o alcune etnie della Cina nello spazio di poche migliaia di km.
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