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Vecchio 15-09-2013, 13.15.38   #1
dogma
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Post Un pensiero sul tempo.

Ecco quì quello che cercavo, ovvero un forum del genere
Sono un ragazzo di 20 anni. Molto aperto ai modi di pensare altrui.
Ieri non sapendo che fare ho cercato nei limiti delle mie possibilità, per la prima volta di rendere cartaceo un mio pensiero. Non ho un italiano da scrittore, vi chiedo solo di non farvelo pesare troppo, per voi
Mi trovo quì per uno scopo ben preciso, ovvero provocare in voi una reazione positiva o negativa che sia. Se quello da me scritto qui sotto vi suscita qualche tipo di emozione (che potrebbe essere anche un brivido di gioia o un emozione fredda di pena verso i miei confronti o verso il mio modo di pensare), sarei molto felice di leggere poi sotto nei vostri commenti quello che ne pensate, contraddizioni o se anche voi condividete alcuni punti o tutti. Lo faccio per uno fine personale di consapevolezza.

Ora vi lascio al mio pensiero.

Citazione:
Il tempo, lo concepiamo realmente per quello che è? E' percepito differentemente da ogni specie vivente quì sulla terra e ogni signolo essere lo percepisce con sfumature diverse.
Un qualche cosa di così astratto e concreto, percepito da noi come uno scorrere, viene da pensare che sia una forza. Ma una forza non ha ne vita ne tempo, è solo una forza.
Ora pensatelo "dal punto di vista" di un sassolino privo di qualsiasi tipo di forma organica, pura materia inanimata in mezzo al vuoto, senza alcun agente che possa contribuire a deteriorarlo, una forza impotente, verso quel sassetto.
Sarà veramente una forza? O è solo la conseguenza del mutamento e del movimento della materia? Del vivere di una vita? Perchè se ci pensate una forza deve assolutamente essere esercitata, e in particolare deve essere esercitata da un qualche cosa, non può venire dal nulla. Lì, dove non dovesse esserci nulla, ne materia ne nessun tipo di forza, il tempo ci sarebbe lo stesso?

Ognuno lo chiama tempo, ma non tutti lo credono nello stesso modo.
Quella che propongo io, è una sua visione non come una legge o una "dimensione", ma come ad esempio un campo magnetico, infatti, secondo me, tempo e gravità fanno parte della materia e non esistono tante dimensioni, ne esiste solo una se si può chiamare tale e io la chiamo realtà.

Io non credo alle cose astratte, quindi ho cercato di concretizzare la mia idea di tempo e ci sono riuscito! Tutto solo per sentirmi meglio con me stesso.

Tempo, o pensiero mio, atroce, dolce, soave ed etereo.



Che ne pensate? (riguardo a me, il mio pensiero e il tempo)

Ultima modifica di dogma : 15-09-2013 alle ore 16.27.38.
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Vecchio 15-09-2013, 21.39.14   #2
sgiombo
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Riferimento: Un pensiero sul tempo.

Citazione:
Originalmente inviato da dogma
Ecco quì quello che cercavo, ovvero un forum del genere
Sono un ragazzo di 20 anni. Molto aperto ai modi di pensare altrui.
Ieri non sapendo che fare ho cercato nei limiti delle mie possibilità, per la prima volta di rendere cartaceo un mio pensiero. Non ho un italiano da scrittore, vi chiedo solo di non farvelo pesare troppo, per voi
Mi trovo quì per uno scopo ben preciso, ovvero provocare in voi una reazione positiva o negativa che sia. Se quello da me scritto qui sotto vi suscita qualche tipo di emozione (che potrebbe essere anche un brivido di gioia o un emozione fredda di pena verso i miei confronti o verso il mio modo di pensare), sarei molto felice di leggere poi sotto nei vostri commenti quello che ne pensate, contraddizioni o se anche voi condividete alcuni punti o tutti. Lo faccio per uno fine personale di consapevolezza.

Ora vi lascio al mio pensiero.





Che ne pensate? (riguardo a me, il mio pensiero e il tempo)


Da vecchio razionalista trovo molto confortante quanto scrivi in premessa: benvenuto nel forum!
Approvo decisamente la ricerca della verità (anche) attraverso un confronto di opinioni con altri.

Per quanto mi riguarda il tempo è un’ aspetto del mutamento.
Aspetto misurabile secondo rapporti esprimibili con numeri per quanto riguarda il mutamento della realtà materiale naturale; non misurabile in questo senso ma solo valutabile con molta vaghezza e elementi ineliminabili di incertezza e soggettività per quanto riguarda il succedersi dei pensieri, stati d’ animo, esperienze interiori o mentali.
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Vecchio 16-09-2013, 09.23.06   #3
maral
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Citazione:
Lì, dove non dovesse esserci nulla, ne materia ne nessun tipo di forza, il tempo ci sarebbe lo stesso?
Il nulla, ho sentito dire da un fisico, è il vuoto quantistico, svuotato anche dello spazio e del tempo (il tempo, certo non solo in fisica, ma nel modo umano di sentire è sempre collegato allo spazio e facilmente trova nello spazio la sua rappresentazione distanziale, molto più facilmente di quanto lo spazio possa trovarla nel tempo). La cosmologia contemporanea tende a pensare la geometria spazio temporale come il primo prodotto di quella singolarità originaria di cui nulla si può dire o pensare, perché non vi è dubbio che pure il pensiero è figlio del tempo e dal tempo viene costantemente modulato. Certo, la singolarità originaria per espandersi aveva assoluto bisogno di uno spazio e di un tempo, di una geometria in cui disporsi per un giorno apparire. Ma a mio avviso se anche il tempo in origine fu uno, perché una sola è la realtà e anche la realtà del tempo, oggi di tempi ce ne sono innumerevoli, diversi per ogni cosa che appare e vive il suo apparire rappresentandosi. E poi non sarà mai chiaro se è il tempo che davvero scivola verrso di noi dal futuro per allontanarsi da noi nel passato o se siamo noi a scivolare allontanandoci dal passato per raggiungere il futuro, entrambi punti immobili dello spazio.
Il tempo è davvero una delle cose più misteriose emerse dal vuoto assoluto originario o dalla mente umana che costantemente cerca un senso per esistere.
Benvenuto nel forum anche da parte mia
maral is offline  
Vecchio 17-09-2013, 06.43.07   #4
Mymind
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Riferimento: Un pensiero sul tempo.

E' un pensiero interessante il tuo. Ti potrebbe interessare questo video che ho trovato di recente: http://www.filosofia.rai.it/articoli...9/default.aspx

A cui riguardo penso che alla fine nelle equazioni "terrestri" il tempo dovrebbe essere incluso, ma non in una equazione che vuole descrivere la realtà in senso universale. Son d'accordo su cosa dice Rovelli, il tempo esiste solo in relazione all'osservatore, ma non è altro che cambiamento, non esiste l'invecchiamento per via del tempo, ma perchè si invecchia di per sè. Il tempo è relativo così come il cambiamento e se tempo=cambiamento perchè chiamarlo tempo e non semplicemente cambiamento? Con l'orologio misuriamo un movimento nel concreto, ma il tempo resta astratto. E le cose cambiano di per sè, non hanno bisogno del tempo.
Comunque il tempo/cambiamento viene relativizzato dalla presenza della gravità. Più è grande la forza gravitazionale, più il tempo scorre lentamente. Ma per chi osserva dall'esterno e non per chi lo vive.
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Vecchio 18-09-2013, 18.52.48   #5
jeangene
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Riferimento: Un pensiero sul tempo.

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Originalmente inviato da Mymind
Son d'accordo su cosa dice Rovelli, il tempo esiste solo in relazione all'osservatore, ma non è altro che cambiamento, non esiste l'invecchiamento per via del tempo, ma perchè si invecchia di per sè. Il tempo è relativo così come il cambiamento e se tempo=cambiamento perchè chiamarlo tempo e non semplicemente cambiamento? Con l'orologio misuriamo un movimento nel concreto, ma il tempo resta astratto. E le cose cambiano di per sè, non hanno bisogno del tempo.

Allora la questione é: come fa ad esserci cambiamento se non c'é tempo? Come é possibile una successione di stati/configurazioni in assenza di tempo? Tutto dovrebbe essere adesso, in questo istante. Un cambiamento implica un prima e un dopo, ma prima e dopo hanno senso solo nella dimensione temporale.
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Vecchio 19-09-2013, 17.50.35   #6
dogma
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Originalmente inviato da jeangene
Allora la questione é: come fa ad esserci cambiamento se non c'é tempo? Come é possibile una successione di stati/configurazioni in assenza di tempo? Tutto dovrebbe essere adesso, in questo istante. Un cambiamento implica un prima e un dopo, ma prima e dopo hanno senso solo nella dimensione temporale.

Dal mio punto di vista tutto è adesso, appunto. Il prima e il dopo non ci sono, c'è solo il presente. Quello che è successo prima *non c'è più e quello che succederà non c'è ancora.

In un certo senso il prima rimane nella nostra memoria e non solo, tramite i ricordi noi ci costruiamo un' idea di passato, riuscendo così, ragionando, a fare delle previsioni su quello che poi potrà essere in/il futuro.
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Vecchio 20-09-2013, 06.14.36   #7
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Originalmente inviato da jeangene
Allora la questione é: come fa ad esserci cambiamento se non c'é tempo? Come é possibile una successione di stati/configurazioni in assenza di tempo? Tutto dovrebbe essere adesso, in questo istante. Un cambiamento implica un prima e un dopo, ma prima e dopo hanno senso solo nella dimensione temporale.


Il cambiamento è cambiamento soltanto, perchè inserire il tempo? Che è un concetto che misura l'intervallo tra un cambiamento e l'altro. Ma non è creatore del cambiamento.
Il tempo non è una dimensione sulla quale si poggiano delle successioni, il prima e il dopo sono solo percezioni e ideali umani, certo ci vuole un tempo per misurarle, si crea un tempo metafisicamente, ma non nel concreto.
Non c'è prova della sua esistenza.

Ma questo comunque è solo un mio umile pensiero, potrei pure sbagliarmi.
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Vecchio 20-09-2013, 08.16.53   #8
jeangene
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Dal mio punto di vista tutto è adesso, appunto.

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Il cambiamento è cambiamento soltanto, perchè inserire il tempo? Che è un concetto che misura l'intervallo tra un cambiamento e l'altro. Ma non è creatore del cambiamento.

Secondo me non ha senso parlare di movimento/cambiamento in assenza del tempo.
Tutti gli stati/configurazioni di un ente che diviene (di ciò che riteniamo essere lo stesso ente che cambia/muta) dovrebbero essere adesso, in questo istante, sovrapposti e allora non li considererei stati/configurazioni dello stesso ente, bensì enti diversi.
A questo punto non avrebbe senso parlare di cambiamento/movimento, perché non ci sarebbe niente che cambia/muta, ci sarebbe solo un continuo apparire di enti diversi ed eterni (e giunti a questo punto dovrei dare ragione a Severino).

Ultima modifica di jeangene : 20-09-2013 alle ore 09.22.59.
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Vecchio 20-09-2013, 09.19.02   #9
sgiombo
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Dal mio punto di vista tutto è adesso, appunto. Il prima e il dopo non ci sono, c'è solo il presente. Quello che è successo prima *non c'è più e quello che succederà non c'è ancora.

In un certo senso il prima rimane nella nostra memoria e non solo, tramite i ricordi noi ci costruiamo un' idea di passato, riuscendo così, ragionando, a fare delle previsioni su quello che poi potrà essere in/il futuro.


Se c' é mutamento (dunque se la memoria che ce lo dice é veritiera), allora in ogni istante é reale solo il presente (il passato non lo é più, il futuro non lo é ancora); però la realtà muta e dunque lo scorrere del tempo dal passato verso il futuro é reale (la realtà cambia, ha anche -seppure non sia reale nello stesso modo "attuale" del presente- un passato e un futuro).

Il tempo é uno degli aspetti e delle dimensioni del cambiamento.

In ambito naturale materiale (fisico) é una misura del cambiamento; altre sono le distanze (discutibile é se in campo fisico lo siano anche aspetti qualitativi che mutano anch' essi, come i colori e le forme degli oggetti, i suoni e rumori, gli odori, ecc.; generalmente essi sono comunque riconducibili a variazioni topografiche, di distanze fra oggetti "più fondamentali").
Tuttavia la scienza considera reali anche mutamenti non topografici, come la trasformazione di massa in energia e viceversa, che tuttavia avvengono anch' essi secondo proporzioni (misurabili) universali e costanti.

Più complicata é la questione del tempo mentale (psicologoco, "interiore") come aspetto del mutamento (di quest' altro ambito della realtà) non misurabile secondo proporzioni esprimibili con numeri (e dunque non conoscibile scientificamente) ma solo valutabile vagamente e con ineliminabili elementi di soggettività.
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Vecchio 20-09-2013, 14.25.30   #10
ulysse
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Originalmente inviato da sgiombo
Se c' é mutamento (dunque se la memoria che ce lo dice é veritiera), allora in ogni istante é reale solo il presente (il passato non lo é più, il futuro non lo é ancora); però la realtà muta e dunque lo scorrere del tempo dal passato verso il futuro é reale (la realtà cambia, ha anche -seppure non sia reale nello stesso modo "attuale" del presente- un passato e un futuro).
In effetti mi pare fosse un famoso filosofo che affermava che il presente non esiste: esso è soltanto una linea adimensionale fra passato e futuro!
Infatti nell'istante che lo percepisco come presente esso è già passato e nello stesso istante esso è anche futuro: come presente non esiste!

In effetti, comunque, la cosa è complessa ed ognuno ha detto la sua in proposito: mi pare però che la Relatività Generale di Einstein ponga la cosa nelle giusta luce...oggettiva.

Luce, però, difficilmente comprensibile...per lo meno da me dilettante!
Mi provo a spigare...grosso modo:

Sembra infatti che non solo il tempo passi...ma che passi o trascorra anche in maniera diversa a seconda della situazione fisica in cui ci troviamo o si trova il misuratore del tempo...l'orologio ad esempio...o le nostre stesse cellule!

Sembra infatti che sia la massa che la velocità/accelerazione determinino mutazioni oggettive nel trascorrere del tempo...anzi il tempo rallenta con l'intensificarsi delle forza di gravità: entro un buco nero il tempo sarebbe zero.

Ma anche noi, se siamo a 20.000 metri di altezza vediamo le cose a terra (ammesso che le vediamo) muoversi più lentamente.

Una conseguenza moderna è che i satelliti per telecomunicazioni, trovandosi su orbite di 30 o 40 km devono essere coordinati col tempo a terra in modo da trasmettere al momento giusto e non essere sfasati.

Ma la cosa vale anche per la biologia del vivente: gli uomini a terra invecchiano più lentamente degli uomini in orbita rispetto alla terra.

Non si tratta di impressione soggettiva, ma sono le stesse cellule che degradano più lentamente... (il tempo passa più lentamente)...tanto più lentamente quanto maggiore è la massa più prossima...cioè quanto più intensa è la forza di gravità cui sono soggette: in teoria un Tibetano che vive a 3 o 4 mila metri...dovrebbe essere più longevo di un abitante delle Maldive...al livello del mare..

E' qualcosa di analogo (ma in scala assai minore) al famoso paradosso dei gemelli della fantascienza: il gemello astronauta, sempre soggetto alle accelerazioni della curvatura dello spazio-tempo, cui l'astronave è soggetta... resta sempre più giovane...rispetto a quello che resta a terra!

Credo però che qui ci sia qualcosa che non và...di cui l'autore fantascientifico non ha tenuto conto.
Infatti con le curvature dello spazio-tempo ci sono le accelerazioni, ma ci sono anche le decelerazioni che dovrebbero, in qualche modo, compensare...a meno che il gemello astronauta non si disperda nelle spazio! ...in accelerazione prevalente!

Quindi il trascorrere del tempo per il vivente, per l'uomo in particolare, non è solo una impressione ...che non sarebbe soggetta a misura oggettiva, ma anche un fatto fisico relativo all'invecchiamento delle cellule ...e quindi potrebbe essere anche per noi misurabile oggettivamente.

Credo comunque che non sia possibile, per lo meno non su questa terra, porre una relazione oggettiva fra l'invecchiamento delle cellule stesse con l'impressine soggettiva dello scorrere più o meno veloce del tempo.
ulysse is offline  

 



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