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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 18-02-2014, 05.19.45   #11
gyta
______
 
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Riferimento: Esplicitiamo le nostre identità?

Citazione:
Intendo semplicemente dire che secondo me sarebbe fruttuoso, anche in sede di un discorso sulle sorti della filosofia attuale, esplicitare da parte di ciascuno le nostre identità reali, fare capire chi siamo, che forma di rapporto intratteniamo con la filosofia, quali sono le nostre prospettive ed i nostri progetti a riguardo, qual è insomma la nostra condizione di vita reale in rapporto al soggetto che va continuamente in scena nei nostri interventi, per affiliarci vicendevolmente un volto e rendere lo scambio un po' meno impersonale.


mi chiedevo se per caso in questo spazio di web vigesse quel principio che Socrate esprime nel Fedone,
e cioè che quando si parla della verità non bisogna badare all'individuo che sta parlando


(Iugulatus)

L’individuo è la sua verità. Cos’altro sennò?
Il vero incontro fra individui è l’incontro fra i differenti mondi interiori,
quello del pensiero e del sentire, delle emozioni.
Quale altro aspetto per davvero è in grado di denunciare la nostra autentica identità?
Non certo il nostro stato sociale, la nostra occupazione, il titolo di studio.
Questi parametri fanno di un individuo un numero fra i tanti, quell’apparenza
che nulla ha a che fare con l’autentica identità della persona che siamo.

Penso che non ci sia metodo migliore di conoscenza
che l’incontro fra nostri mondi interiori, nell’esplicitare i nostri pensieri,
ciò in cui crediamo, ciò che sentiamo per davvero.
Se siamo sinceri questa è la nostra identità autentica,
quella che ci differenzia nell’agire oltre che nell’essere.

Il resto è quell’apparenza che lungi dal rappresentarci
ci limita in finalità rappresentative che altro non vanno
che a rafforzare ed a rispondere a quel linguaggio
asettico e burocrate attraverso cui dall’essere
si diviene presto numero.


Fondamentalmente potremmo affermare infine che l’individuo altro non è
che i suoi principi, quei principi di cui si fa garante ed a cui pone seguito.
gyta is offline  
Vecchio 18-02-2014, 14.40.23   #12
Iugulatus
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Riferimento: Esplicitiamo le nostre identità?

Citazione:
Originalmente inviato da gyta
L’individuo è la sua verità. Cos’altro sennò?
Il vero incontro fra individui è l’incontro fra i differenti mondi interiori,
quello del pensiero e del sentire, delle emozioni.
Quale altro aspetto per davvero è in grado di denunciare la nostra autentica identità?
Non certo il nostro stato sociale, la nostra occupazione, il titolo di studio.
Questi parametri fanno di un individuo un numero fra i tanti, quell’apparenza
che nulla ha a che fare con l’autentica identità della persona che siamo.

Penso che non ci sia metodo migliore di conoscenza
che l’incontro fra nostri mondi interiori, nell’esplicitare i nostri pensieri,
ciò in cui crediamo, ciò che sentiamo per davvero.
Se siamo sinceri questa è la nostra identità autentica,
quella che ci differenzia nell’agire oltre che nell’essere.

Il resto è quell’apparenza che lungi dal rappresentarci
ci limita in finalità rappresentative che altro non vanno
che a rafforzare ed a rispondere a quel linguaggio
asettico e burocrate attraverso cui dall’essere
si diviene presto numero.


Fondamentalmente potremmo affermare infine che l’individuo altro non è
che i suoi principi, quei principi di cui si fa garante ed a cui pone seguito.

Sono appena tornato da un viaggetto, per cui mi scuso per non aver potuto subito prendere parte al thread lanciato: immaginavo che anche l'appello ad esternare parte delle coordinate della propria vita concreta avrebbe evocato qualche discussione "filosofica", che definirei tale in senso deteriore, in questo caso. C'è un'esaltazione retorica e non realistica della "interiorità", come se questa fosse avulsa dalla prassi, dal nostro comportamento e dalla nostra posizione nel mondo che è davvero inutile negare sia tutto ciò che abbiamo...davvero incomprensibile il fare secessione tra la "interiorità" e la propria vita reale; l'inaccettabilità ancor più che l'assurdità dell'ultimo intervento direi che sta nella perentoria affermazione di una evenienza squallida vista come necessaria: che cioè " il nostro stato sociale, la nostra occupazione, il titolo di studio" non possano essere in corrispondenza con i nostri principi ed i capisaldi della nostra specifica soggettività; una prospettiva per me lassista, sconcertante e perversa.
C'è paradossalmente troppa soggettività , Gyta, nelle tue parole, parole che non possono che essere state generate proprio dalle cose vane di cui parli e dal tuo personale rapporto con esse.

Sono contento che alcuni di voi abbiano parlato di sè; i vostri interventi hanno posto in luce l'eterogeneità di elementi che pone la scintilla di questo comune focolare che è il Forum.
Poi, ogni tanto, superare questa abbacinante astrattezza propiziata dal virtuale, a mio parere è un toccasana.
Io sono un giovine di 22 anni(23 quest'anno), sono nato a Palermo , ma quest'anno mi laureerò a Siena alla magistrale di Storia e Filosofia. Nella mia breve vita sono balzato da un interesse filosofico ad un altro, anche se ora mi sto in qualche modo assestando, per una ragione di ricerca interiore, sulla questione del rapporto tra l'uomo ed il tempo, sulla filosofia della Storia, ed in generale sulle produzioni filosofiche degli ultimi 2 secoli.
La missione che cerco di pormi è quella di realizzare sempre una collimanza tra la teoresi e la prassi nella mia vita, e provare il valore di ciò che ho dentro tramite la sua esplicazione esterna, per mezzo di fatti concreti e tangibili; naturalmente si tratta di un riferimento ideale, la cui grandezza è testimoniata proprio dalle difficoltà della vita che mettono in luce la nostra piccolezza umana.
Ho molto interesse per antropologia e sociologia, visto che un'analisi delle società umane e delle loro innumerevoli pratiche è fondamentale per abbozzare una diagnosi del presente, altra cosa che mi sta a cuore.
Mando avanti l'hobby dell'autoproduzione di alcune cose, tra le quali principalmente i formaggi.
Tendo a voler assimilare le arti pratiche e ad agognare qualcosa di prossimo all'autarchia; mi piace notevolmente lo sport!
Iugulatus is offline  
Vecchio 18-02-2014, 17.14.31   #13
Galvan 1224
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Riferimento: Esplicitiamo le nostre identità?

Citazione:
Originalmente inviato da Iugulatus
Sono appena tornato da un viaggetto, per cui mi scuso per non aver potuto subito prendere parte al thread lanciato: immaginavo che anche l'appello ad esternare parte delle coordinate della propria vita concreta avrebbe evocato qualche discussione "filosofica", che definirei tale in senso deteriore, in questo caso. C'è un'esaltazione retorica e non realistica della "interiorità", come se questa fosse avulsa dalla prassi, dal nostro comportamento e dalla nostra posizione nel mondo che è davvero inutile negare sia tutto ciò che abbiamo...davvero incomprensibile il fare secessione tra la "interiorità" e la propria vita reale; l'inaccettabilità ancor più che l'assurdità dell'ultimo intervento direi che sta nella perentoria affermazione di una evenienza squallida vista come necessaria: che cioè " il nostro stato sociale, la nostra occupazione, il titolo di studio" non possano essere in corrispondenza con i nostri principi ed i capisaldi della nostra specifica soggettività; una prospettiva per me lassista, sconcertante e perversa.
C'è paradossalmente troppa soggettività , Gyta, nelle tue parole, parole che non possono che essere state generate proprio dalle cose vane di cui parli e dal tuo personale rapporto con esse.

Sono contento che alcuni di voi abbiano parlato di sè; i vostri interventi hanno posto in luce l'eterogeneità di elementi che pone la scintilla di questo comune focolare che è il Forum.
Poi, ogni tanto, superare questa abbacinante astrattezza propiziata dal virtuale, a mio parere è un toccasana.
Io sono un giovine di 22 anni(23 quest'anno), sono nato a Palermo , ma quest'anno mi laureerò a Siena alla magistrale di Storia e Filosofia. Nella mia breve vita sono balzato da un interesse filosofico ad un altro, anche se ora mi sto in qualche modo assestando, per una ragione di ricerca interiore, sulla questione del rapporto tra l'uomo ed il tempo, sulla filosofia della Storia, ed in generale sulle produzioni filosofiche degli ultimi 2 secoli.
La missione che cerco di pormi è quella di realizzare sempre una collimanza tra la teoresi e la prassi nella mia vita, e provare il valore di ciò che ho dentro tramite la sua esplicazione esterna, per mezzo di fatti concreti e tangibili; naturalmente si tratta di un riferimento ideale, la cui grandezza è testimoniata proprio dalle difficoltà della vita che mettono in luce la nostra piccolezza umana.
Ho molto interesse per antropologia e sociologia, visto che un'analisi delle società umane e delle loro innumerevoli pratiche è fondamentale per abbozzare una diagnosi del presente, altra cosa che mi sta a cuore.
Mando avanti l'hobby dell'autoproduzione di alcune cose, tra le quali principalmente i formaggi.
Tendo a voler assimilare le arti pratiche e ad agognare qualcosa di prossimo all'autarchia; mi piace notevolmente lo sport!




Il mondo è bello perché è vario.

Sentirei molto la mancanza di una persona preparata e seria come Gyta in questo forum.
Ancor di più del senso di profondità che in qualche modo quel che scrive riesce a trasmettere, al di là della forma e inerenza delle sue riflessioni.

Sul contenuto delle stesse si può ovviamente disquisire, come hai fatto tu, che ho letto al par di quelle di Gyta.
Nelle tue, (piacevolmente meravigliato appartengano a una persona di tal età) a tratti non proprio delicate, colgo preparazione e anelito a un’etica nell’agire.
Appunto quello, non altro.

Questo è il sentire d’una persona arrivata a un’età prossima a quella di sgiombo, che ha ridimensionato (bisogna centellinare le forze) l’impeto della sua ex verde età così accorgendosi che la modalità inclusiva ben più gli garba e l’arricchisce che non l’esclusiva.

Non vorrei viver in un mondo di soli vecchi (chiedere a chi risiede, purtroppo, in ospizi…) così son contento della tua presenza qui e non mancherò, all’occasione, di seguir il tuo pensiero.

Se ho dato spazio a considerazioni sull’età (che personalmente lascerei del tutto da parte) è perché, necessariamente, a esplicitar l’identità s’arriva anche a quello.

Come ti ha risposto Gyta e come altri han fatto, ci son diverse vedute al riguardo, ognuna a mio avviso degna di considerazione. Ad esempio anche la seguente:

All’entrare in qualche sito immediatamente compaiono dei banner pubblicitari, per i quali personalmente non nutro avversione, se non coprono lo schermo e non presentano contenuti volgari. Se avete letto una poesia ecco comparire il banner di una casa editrice specializzata o il bando di un concorso.
Ormai il viaggiare in rete è tracciato forse del tutto per la maggior parte delle persone, non per gli esperti che hanno mezzi e volontà per sfuggirne.
Dal mio punto di vista è una cosa notevole e non mi par che sia priva di fondamento l’affermazione che di questo passo, associando a queste altre informazioni, ad esempio telefoniche, di pagamenti con carte di credito e altro, si possano monitorare i movimenti e l’orientamento delle persone.
Se poi, come qui facciamo, lasciamo delle tracce scritte allora “inquadrarci” risulta ancor più facile. Finché si tratta di presentarci un banner nessun problema, è sempre una questione di limiti. Ma se qualcuno a causa dei suoi convincimenti finisce in qualche lista… beh, è tutt’altra faccenda. Non per il reale pericolo (si spera i tempi sian mutati…) ma per ciò che implica.

Un saluto
Galvan 1224 is offline  
Vecchio 18-02-2014, 22.22.02   #14
jeangene
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Riferimento: Esplicitiamo le nostre identità?

Esplicitare (anche in parte) le nostre identità può essere utile per capire come rivolgerci all' altro, per capire come adattare (nei limiti del possibile) il nostro modo di esprimerci al "profilo" del nostro interlocutore.
Questo spazio viene condiviso da laureati e laureandi in filosofia, ma anche da medici, informatici, tecnici, ecc... Conoscere la persona con cui ci stiamo confrontando può essere d' aiuto per una migliore reciproca comprensione.
jeangene is offline  
Vecchio 19-02-2014, 00.11.44   #15
donquixote
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Riferimento: Esplicitiamo le nostre identità?

Per quanto i tempi attuali costringano ad affermare in via preventiva che ogni posizione sulla questione in discussione è legittima, ove a tale attributo si tende a conferire il (non) senso di "ugualmente valida", io trovo che invece sia sbagliato identificare se stessi su un forum di filosofia. Non ovviamente per particolari motivi di privacy o quant'altro, ma proprio a causa dell'oggetto del confronto. La filosofia è nata come ricerca delle verità ultime attraverso le quali leggere il mondo e fornire senso agli enti e quindi anche all'uomo, e per quanto questo obiettivo sia nei secoli degenerato fino a giungere ad una tale sua decadenza da rendere il concetto stesso di verità talmente fluido e frammentario da sopprimerlo nei fatti, serietà vorrebbe che si rimanesse fedeli allo spirito dal quale questa disciplina è nata.
L'obiettivo dovrebbe essere quindi quello di vagliare le diverse posizioni in nome della verità, da chiunque questa sia espressa e qualunque sia la sua storia personale o gli "accidenti" che sono parte del vissuto di ognuno.
I grandi testi sacri dell'umanità, che al di là delle personali valutazioni sono per definizione la "verità" che ogni popolo trasmette di generazione in generazione, sono tutti anonimi proprio per questa ragione, così come le opere d'arte antiche che volevano rappresentare i medesimi concetti utilizzando la simbologia figurativa.
La verità non è proprietà di alcuno, poiché è da sempre nel mondo e diventa patrimonio di tutti coloro che sono in grado di comprenderla e farla propria, e il fatto di volerla ridurre a esclusivo dominio di alcuni è innanzitutto la negazione stessa della verità. Ognuno di noi ha il proprio vissuto, storie sue proprie, esperienze singolari e percorsi individuali che solo marginalmente, molto marginalmente, può dire di condividere con altri, e quindi giudicare l'espressione del suo pensiero attraverso il suo vissuto è estremamente fuorviante e per niente utile a raggiungere un concetto condivisibile anche da coloro che hanno avuto esperienze, conoscenze e percorsi molto diversi e magari opposti.
Non esiste la verità di Tizio o di Caio, ma Tizio e Caio avranno eventualmente un loro particolare modo di esprimerla, oppure privilegeranno un particolare punto di vista della medesima, ma se qualcosa è verità non sono certo stati loro a inventarla. Dire che ognuno ha la "sua" verità significa dire che ognuno si è costruito il proprio castello di illusioni necessario per fornire una cornice di senso alla propria vita, e che difende con le unghie e con i denti da tutti coloro che tentano, in nome appunto della verità senza alcun possessivo, di minarne le fondamenta.
donquixote is offline  
Vecchio 19-02-2014, 05.56.59   #16
acquario69
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Riferimento: Esplicitiamo le nostre identità?

secondo me,prima ancora,vi e' pure da chiedersi se esiste davvero un identità.

quello che ero ieri e' gia qualcosa di diverso da quello che sono ora mentre sto scrivendo. (prima considerazione)

succede poi,che se cerchiamo di dare un nome alle cose e' perché le vorremmo trattenere per dominarle (maledetto "io" )..pero poi succede esattamente il contrario; sono le cose che dominano noi..

attraverso l'identità (presunta,cioe' quella che noi pensiamo erroneamente che sia e che ci confezioniamo addosso) edifichiamo le nostre mura intorno credendo che tutto cio' che e' al suo interno sia tutto il "mondo" e la realtà
acquario69 is offline  
Vecchio 19-02-2014, 07.54.29   #17
Angelo Cannata
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Riferimento: Esplicitiamo le nostre identità?

Citazione:
Originalmente inviato da donquixote
...io trovo che invece sia sbagliato identificare se stessi su un forum di filosofia. Non ovviamente per particolari motivi di privacy o quant'altro, ma proprio a causa dell'oggetto del confronto. La filosofia è nata come ricerca delle verità ultime
A me sembra che, da quando la filosofia è nata (per semplificare il discorso mi riferisco ai primi filosofi greci), non è stata tanto anonima: Platone, Socrate, Aristotele, Democrito, per arrivare fino a Severino, Vattimo, Gadamer, tanto per fare qualche nome: la storia della filosofia è strapiena di nomi di filosofi, che non hanno affatto tenuto nascosta la loro identità. Perché adesso dovremmo essere noi a farlo?
Inoltre questi filosofi da sempre si sono contrapposti l'uno all'altro e in 2000 anni e più di contrapposizioni e polemiche mi sembra difficile che questi filosofi siano stati tanto inclini a pensare che la loro filosofia fosse una verità "ultima"; semmai, a quanto mi sembra, siamo noi che attribuiamo a questo o quel filosofo, l'intenzione di dire l'ultima parola sulla verità; a me sembra che neanche lo stesso Aristotele avesse tutte queste intenzioni di mettere la parola fine alla ricerca.
Citazione:
Originalmente inviato da donquixote
I grandi testi sacri dell'umanità, che al di là delle personali valutazioni sono per definizione la "verità" che ogni popolo trasmette di generazione in generazione, sono tutti anonimi
Nella Bibbia abbiamo, per esempio, i libri dei profeti (Isaia, Geremia, Ezechiele), che non furono affatto anonimi, anzi, si dilungano a raccontare le loro vicende personali, spesso privatissime, le lettere di Paolo, il quale teneva a mettere tanto di firma, l'Apocalisse ("Io, Giovanni, vidi..."); riguardo al Corano mi sembra che per i musulmani non sia affatto da nascondere che fu scritto da Maometto, anzi.
Citazione:
Originalmente inviato da donquixote
così come le opere d'arte antiche che volevano rappresentare i medesimi concetti utilizzando la simbologia figurativa.
Mi pare che di tanti artisti proprio della Grecia conosciamo i nomi: adesso mi vengono in mente lo scultore Fidia, lo scrittore Omero.
Citazione:
Originalmente inviato da donquixote
Ognuno di noi ha il proprio vissuto, storie sue proprie, esperienze singolari e percorsi individuali che solo marginalmente, molto marginalmente, può dire di condividere con altri, e quindi giudicare l'espressione del suo pensiero attraverso il suo vissuto è estremamente fuorviante e per niente utile a raggiungere un concetto condivisibile anche da coloro che hanno avuto esperienze, conoscenze e percorsi molto diversi e magari opposti.
A me sembra che in tutte le branche della cultura le biografie degli autori siano importantissime per comprendere adeguatamente la loro produzione: vogliamo studiare Dante misconoscendo la sua biografia? Comprendere Nietzsche, Heidegger, Sartre, scegliendo di trascurare la loro personalità? E Mozart, Michelangelo?
Citazione:
Originalmente inviato da donquixote
Dire che ognuno ha la "sua" verità significa dire che ognuno si è costruito il proprio castello di illusioni necessario per fornire una cornice di senso alla propria vita, e che difende con le unghie e con i denti da tutti coloro che tentano, in nome appunto della verità senza alcun possessivo, di minarne le fondamenta.
A me sembra che, quando dico che io ho la "mia" verità, proprio perché sono consapevole che è mia, non la difendo affatto, anzi, desidero continuamente rivederla. Mi sembra che coloro che esercitano difese con unghie e denti sono proprio quelli che pensano che esista un'unica verità oggettiva che, in quanto tale, vada difesa contro quanti non ci credono.

Ovviamente, anche riguardo a tutto ciò che ho scritto in questo post, non sono affatto sicuro neanche di cosa significa, altrimenti sarei io ad essere troppo convinto di qualche verità.
Angelo Cannata is offline  
Vecchio 19-02-2014, 12.23.16   #18
sgiombo
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Riferimento: Esplicitiamo le nostre identità?

Citazione:
Originalmente inviato da acquario69
secondo me,prima ancora,vi e' pure da chiedersi se esiste davvero un identità.

quello che ero ieri e' gia qualcosa di diverso da quello che sono ora mentre sto scrivendo. (prima considerazione)

succede poi,che se cerchiamo di dare un nome alle cose e' perché le vorremmo trattenere per dominarle (maledetto "io" )..pero poi succede esattamente il contrario; sono le cose che dominano noi..

attraverso l'identità (presunta,cioe' quella che noi pensiamo erroneamente che sia e che ci confezioniamo addosso) edifichiamo le nostre mura intorno credendo che tutto cio' che e' al suo interno sia tutto il "mondo" e la realtà


Beh, non sarei così pessimista.
Socrate stesso invitava a conoscere se stessi, e non credo di lui si possa dire che abbia edificato delle mura intorno a sé credendo che tutto cio' che fosse al loro interno fosse tutto il "mondo" e la realtà, nè che soffrisse di egocentrismo o di manie di dominazione assoluta della realtà.
E anche la prima considerazione circa il continuo mutare (anche) di noi stessi, pur contenendo un nucleo di verità, mi sembra un' esagerazione retorica .
sgiombo is offline  
Vecchio 19-02-2014, 14.15.37   #19
acquario69
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Riferimento: Esplicitiamo le nostre identità?

Citazione:
Originalmente inviato da sgiombo
Beh, non sarei così pessimista.
Socrate stesso invitava a conoscere se stessi, e non credo di lui si possa dire che abbia edificato delle mura intorno a sé credendo che tutto cio' che fosse al loro interno fosse tutto il "mondo" e la realtà, nè che soffrisse di egocentrismo o di manie di dominazione assoluta della realtà.
E anche la prima considerazione circa il continuo mutare (anche) di noi stessi, pur contenendo un nucleo di verità, mi sembra un' esagerazione retorica .

Perche pessimista?
Anzi,per me in questo caso vuol dire esattamente il contrario,infatti quello Che voglio intendere con le considerazioni che mi sono venute sopra sarebbe che, proprio attraverso la conoscenza di se stessi che e' possibile abbattere quelle "mura"...ma noi non siamo l'io che le edifica,siamo altro appunto.
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Vecchio 19-02-2014, 15.40.08   #20
Iugulatus
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Riferimento: Esplicitiamo le nostre identità?

Sinceramente trovo un po' pesante questo innesco della querelle oggettivismo-soggettivismo al mio semplice presentare la possibilità di far capire un po' chi siamo nella vita di tutti i giorni...Questi soni i casi in cui la filosofia diventa un po' maniacale e farraginosa...

JeanGene ha detto questo:

Esplicitare (anche in parte) le nostre identità può essere utile per capire come rivolgerci all' altro, per capire come adattare (nei limiti del possibile) il nostro modo di esprimerci al "profilo" del nostro interlocutore.
Questo spazio viene condiviso da laureati e laureandi in filosofia, ma anche da medici, informatici, tecnici, ecc... Conoscere la persona con cui ci stiamo confrontando può essere d' aiuto per una migliore reciproca comprensione.

Mi sembra che il punto da individuare fosse questo e solamente questo, personalmente; si tratta di una questione molto elementare ed intuitiva, che anticipa di molto le questioni sulla verità o falsità della ultrasoggettività del vero cui mira la filosofia secondo alcuni di voi...
Ad esempio leggere del profilo del nostro medico-filosofo Leibnicht è risultato per me molto interessante, come anche saper qualcosa di Koyrè, che ad esempio aveva sinora scritto al maschile, trascendendo totalmente la sua essenza reale; sarebbe stato meglio non si fosse mai saputa la verità in questo caso?Sono verità vane? Non so voi, ma ad esempio, per quello che mi riguarda, penso che tra uomini e donne ci sia , usando prudenza nell'abbozzo di generalizzazione, una sostanziale differenza nell'atto di presa del Mondo, quasi una polarità...
E' una folle idea quella di pensare di disquisire come se fossimo soffici e candide nuvolette prive di determinazioni...
Iugulatus is offline  

 



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