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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 21-02-2014, 07.33.05   #1
Angelo Cannata
Simpatizzante di Vattimo
 
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Data registrazione: 06-02-2014
Messaggi: 45
Che cosa possiamo fare? Chi siamo?

Potrei essere accusato di complesso d'inferiorità, ma credo che ci sia almeno un po' di verità nel pensare che fare filosofia non da professionisti, quindi non da laureati in materia, da specialisti, comporti degli inevitabili svantaggi; però forse anche dei punti a favore.
Un essenziale svantaggio può essere quello di ritrovarci a girare e rigirare intorno a delle questioni riguardo alle quali un professore di filosofia potrebbe mostrarci che sono problemi ormai più che approfonditi, chiariti, e di cui si sono ormai individuati gli sbocchi ulteriori verso cui conviene proseguire lo studio.
Di converso, fare filosofia senza essere professori può significare però un maggior contatto con i problemi della vita concreta, sociale, politica e di ogni altro genere; una volta un africano mi disse: "Voi europei fate musica africana, studiate la cultura africana; noi SIAMO africani". Per fare un'altra analogia: è vero che il medico può comprendere la malattia molto meglio del malato stesso, perché l'ha studiata, ma rimane pur sempre il fatto che colui che la vive "in diretta", su di sé, colui che è a contatto diretto con gli effetti di quella malattia, rimane pur sempre il malato.
Perciò si potrebbe prendere consapevolezza che il rapporto tra gli specialisti di filosofia, per esempio quelli che la insegnano nelle università e pubblicano libri, e chi come noi invece si abbassa a discuterne in un forum su internet, può essere pensato come un rapporto non unidirezionale (loro, i professori, che hanno solo da insegnare e noi solo da imparare), ma collaborativo. Però, per indurre i grandi nomi della filosofia ad accorgersi di noi è necessario trovare delle cose da condividere, intorno a cui aggregarsi, coagularsi, fare numero e riuscire ad elaborare, produrre attività o materiali di un certo valore, capaci di meritare attenzione. La si potrebbe chiamare "filosofia di base", cioè attività filosofica prodotta dalla base, per offrire ai filosofi degli interlocutori validi, oltre ai filosofi stessi. Altrimenti rischiamo di fare la figura di dilettanti che nel forum si cimentano, con enorme spreco di sforzi, tempo ed energie, in questioni che nelle aule delle facoltà di filosofia sono soltanto esercizietti per casa da dare agli studenti.
Che ne pensate?
Angelo Cannata is offline  
Vecchio 21-02-2014, 12.19.20   #2
AnimaB.
Nuovo ospite
 
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Data registrazione: 12-02-2014
Messaggi: 36
Riferimento: Che cosa possiamo fare? Chi siamo?

Io penso semplicemente che i forum a questo servono, a dare parola anche a chi è meno esperto ma ama questo campo, per i discorsi professionali ci sono già (come ben tu dici) le università ed esperti laureati. Comunque sia per me filosofia è anche spiritualità e quindi è giusto ed essenziale sapere i parere di tutti, anche di quelli meno esperti.
Comunque il metro di misura rimane la logica, e come diceva Platone la logica è la pura scienza. Secondo me per capire la metafisica bisogna usare un mezzo metafisico che in questo caso è il nostro pensiero.
Quindi l'importante o comunque l'unica regola rimane la logica, una volta che c'è questa, ben venga anche il pensiero di chi non ha mai studiato filosofia.
AnimaB. is offline  
Vecchio 21-02-2014, 12.42.06   #3
gyta
______
 
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Data registrazione: 02-02-2003
Messaggi: 2,614
Riferimento: Che cosa possiamo fare? Chi siamo?

Penso che fare filosofia sia intrinseco all’uomo, all’anima umana..
La stessa coscienza alla quale usualmente ci si riferisce è coscienza mentale.. è specchio della coscienza mentale..
Per cui “fare filosofia” non è poi così distante dal prendere coscienza della propria coscienza.. del proprio mondo mentale.. Se il fine è per davvero quello di comprendere sé e l’altro-da-sé o mondo allora necessaria a tal fine è solo una autentica indagine che possa approdare ad una conoscenza meno unilaterale possibile.. cosa difficilmente acquisibile da automatiche letture o altrettanto automatiche disquisizioni, quanto invece da un reale porsi di fronte a ciò che la mente stessa in coscienza indaga.. Se per conoscenza intendiamo riferirci ad una autentica coscienza del mondo mentale allora gli strumenti non sono che da ricercarsi in un atteggiamento realmente atto ad una conoscenza esperienziale.. un percorso che necessita principalmente di autentico interesse personale verso la riscoperta dei propri e non contenuti mentali.. La capacità di ragionare che è quella dell’intelletto portato a interpretare l’esperienza sensoriale come mondo del significato è capacità e necessità profonda della mente stessa, capace di approfondimento attraverso il confronto oltre che nel percorso introspettivo di coscienza..

Questo cogliersi autentico è a mio avviso il tipo di movimento che definisce un ricercatore dei contenuti mentali e delle loro rappresentazioni.. Non c’è titolo accademico che possa garantire la reale capacità di un autentico intelligere.. che non sia dunque acquisizione di moti altrui ma coscienza autentica di quegli stessi moti.. Tant’è che per alcuni ricercatori la coscienza autentica non può che essere realizzativa ovvero coscienza profonda che il pensiero medesimo muta quello stesso intelletto atto al discernere.. Come si sa poi.. spesso, sin troppo spesso, si confonde il prodotto dell’immaginazione con la coscienza stessa di chi immagina cosa.. ed allora con poca indagine sul chi ci si fonde nei differenti come senza peraltro coscienziosamente porsi in questione quel chi e da dove quel chi trae spunto e origine.. Così di tutto si sa, si discute o si pensa di sapere tranne che di quella medesima coscienza che tutto sa, discute o pensa di sapere..

Ultima modifica di gyta : 21-02-2014 alle ore 16.22.47.
gyta is offline  
Vecchio 21-02-2014, 21.07.37   #4
paul11
Ospite abituale
 
Data registrazione: 17-12-2011
Messaggi: 899
Riferimento: Che cosa possiamo fare? Chi siamo?

Citazione:
Originalmente inviato da Angelo Cannata
Un essenziale svantaggio può essere quello di ritrovarci a girare e rigirare intorno a delle questioni riguardo alle quali un professore di filosofia potrebbe mostrarci che sono problemi ormai più che approfonditi, chiariti, e di cui si sono ormai individuati gli sbocchi ulteriori verso cui conviene proseguire lo studio.
Di converso, fare filosofia senza essere professori può significare però un maggior contatto con i problemi della vita concreta, sociale, politica e di ogni altro genere........
Perciò si potrebbe prendere consapevolezza che il rapporto tra gli specialisti di filosofia, per esempio quelli che la insegnano nelle università e pubblicano libri, e chi come noi invece si abbassa a discuterne in un forum su internet, può essere pensato come un rapporto non unidirezionale (loro, i professori, che hanno solo da insegnare e noi solo da imparare), ma collaborativo. Però, per indurre i grandi nomi della filosofia ad accorgersi di noi è necessario trovare delle cose da condividere, intorno a cui aggregarsi, coagularsi, fare numero e riuscire ad elaborare, produrre attività o materiali di un certo valore, capaci di meritare attenzione. La si potrebbe chiamare "filosofia di base", cioè attività filosofica prodotta dalla base, per offrire ai filosofi degli interlocutori validi, oltre ai filosofi stessi. Altrimenti rischiamo di fare la figura di dilettanti che nel forum si cimentano, con enorme spreco di sforzi, tempo ed energie, in questioni che nelle aule delle facoltà di filosofia sono soltanto esercizietti per casa da dare agli studenti.
Che ne pensate?


Completamente d'accordo.
Ci vuole umiltà da ambo le parti.Da una parte la capacità ascoltare chi rappresenta il mondo, la filosofia è anche capacità di sapersi mettere in discussione. Dall'altra la capacità di capire chi è più erudito e può darci preziosi consigli,la capacità sempre di ascoltare. La libertà e il rispetto sono l'ambiente. In fondo sogno da sempre un' agorà, una piazza di incontro con discussioni significative.
Il professore deve avere la pazienza, la "base" deve dare lo stimolo,
Mi piace anche l'idea di poter catalizzare su delle argomentazioni magari attuali, che viviamo oggi, l'attenzione.
In fondo le vere rivoluzioni sono il cercare di migliorare se stessi, il cambiamento, la storia la facciamo noi, attivamente o passivamente. Internet è uno strumento che sapientemente utilizzato può portare ad una democratizzazione della conoscenza, si tratta di alzarne la qualità della proposta.
paul11 is offline  
Vecchio 22-02-2014, 00.28.40   #5
acquario69
Moderatore
 
L'avatar di acquario69
 
Data registrazione: 10-04-2006
Messaggi: 1,444
Riferimento: Che cosa possiamo fare? Chi siamo?

Citazione:
Originalmente inviato da Angelo Cannata
Potrei essere accusato di complesso d'inferiorità, ma credo che ci sia almeno un po' di verità nel pensare che fare filosofia non da professionisti, quindi non da laureati in materia, da specialisti, comporti degli inevitabili svantaggi; però forse anche dei punti a favore.
Un essenziale svantaggio può essere quello di ritrovarci a girare e rigirare intorno a delle questioni riguardo alle quali un professore di filosofia potrebbe mostrarci che sono problemi ormai più che approfonditi, chiariti, e di cui si sono ormai individuati gli sbocchi ulteriori verso cui conviene proseguire lo studio.
Di converso, fare filosofia senza essere professori può significare però un maggior contatto con i problemi della vita concreta, sociale, politica e di ogni altro genere; una volta un africano mi disse: "Voi europei fate musica africana, studiate la cultura africana; noi SIAMO africani". Per fare un'altra analogia: è vero che il medico può comprendere la malattia molto meglio del malato stesso, perché l'ha studiata, ma rimane pur sempre il fatto che colui che la vive "in diretta", su di sé, colui che è a contatto diretto con gli effetti di quella malattia, rimane pur sempre il malato.
Perciò si potrebbe prendere consapevolezza che il rapporto tra gli specialisti di filosofia, per esempio quelli che la insegnano nelle università e pubblicano libri, e chi come noi invece si abbassa a discuterne in un forum su internet, può essere pensato come un rapporto non unidirezionale (loro, i professori, che hanno solo da insegnare e noi solo da imparare), ma collaborativo. Però, per indurre i grandi nomi della filosofia ad accorgersi di noi è necessario trovare delle cose da condividere, intorno a cui aggregarsi, coagularsi, fare numero e riuscire ad elaborare, produrre attività o materiali di un certo valore, capaci di meritare attenzione. La si potrebbe chiamare "filosofia di base", cioè attività filosofica prodotta dalla base, per offrire ai filosofi degli interlocutori validi, oltre ai filosofi stessi. Altrimenti rischiamo di fare la figura di dilettanti che nel forum si cimentano, con enorme spreco di sforzi, tempo ed energie, in questioni che nelle aule delle facoltà di filosofia sono soltanto esercizietti per casa da dare agli studenti.
Che ne pensate?

per come la penso io la cosa fondamentale che dovrebbe fare da perno a tutte le discussioni e' la libertà di pensiero,di chiunque e a qualunque "titolo"…nel senso che ognuno puo e "deve" esprimere il suo ESSERE,in assenza di etichette,quali ad esempio titoli di studio,professione e quant'altro…e non dare niente di scontato sin da subito.
io credo che ognuno,indipendentemente da questo possa dare il suo prezioso (perché unico) contributo.
troppo spesso infatti,prendendo spunto dalla tua analogia del medico e paziente,succede che quest'ultimo dall'alto della sua professione,si dimentica che la malattia che deve curare non riguarda solo la parte evidente e specifica ma dovrebbe riuscire a vedere anche altri aspetti non meno importanti nel loro insieme,che contribuiscono così a maggiori possibilità di guarigione,aspetti questi che in apparenza non hanno nessun riscontro cosiddetto scientifico,quale per esempio può essere la comunicazione col paziente stesso,il suo vissuto soggettivo,sulle sue emozioni,che si riconnettono poi alla radice della malattia stessa,aiuta a comprenderne le dinamiche individuali di reazione,con esiti positivi e molto spesso inaspettati.

l'africano poi ci ha ragione da vendere!..si pretende di conoscere qualcosa senza entrarci dentro veramente..anche qui rientra la solita mentalità separatrice di noi occidentali
acquario69 is offline  

 



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