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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 20-02-2014, 15.09.33   #1
AnimaB.
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Data registrazione: 12-02-2014
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Forse mi sono spinto troppo oltre... (siamo tutti Uno)

Salve a tutti, ultimamente ho come la sensazione che tutti siamo Uno, fino a qui nulla di nuovo, ne parlava anche Plotino, però io ora ho proprio la consapevolezza di questo, negli altri vedo la mia stessa anima/essenza/coscienza (chiamatela come volete). Il fatto è che finchè lo studiavo come teorie di grandi pensatori era tutto ok, ma ora che provo questa sensazione mi sento quasi spaventato, quasi estraneo da tutti (visto che sono solo io a pensarla cosi). Forse sono andato oltre aprendo porte della psiche che non andrebbero aperte ? Sinceramente la paura maggiore è quella di impazzire o di provare solitudine (visto che ho una consapevolezza estranea alla massa), certo pensare che Pitagora, Platone, Plotino ecc la pensavano cosi è un pò di aiuto, ma non so...
Vi è mai capitato una cosa simile ? Forse io ne sono spaventato ma in realtà è una cosa positiva ciò che mi succede ?
Grazie in anticipo.
AnimaB. is offline  
Vecchio 20-02-2014, 18.00.39   #2
Koirè
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Messaggi: 111
Riferimento: Forse mi sono spinto troppo oltre... (siamo tutti Uno)

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Originalmente inviato da AnimaB.
Salve a tutti, ultimamente ho come la sensazione che tutti siamo Uno, fino a qui nulla di nuovo, ne parlava anche Plotino, però io ora ho proprio la consapevolezza di questo, negli altri vedo la mia stessa anima/essenza/coscienza (chiamatela come volete). Il fatto è che finchè lo studiavo come teorie di grandi pensatori era tutto ok, ma ora che provo questa sensazione mi sento quasi spaventato, quasi estraneo da tutti (visto che sono solo io a pensarla cosi). Forse sono andato oltre aprendo porte della psiche che non andrebbero aperte ? Sinceramente la paura maggiore è quella di impazzire o di provare solitudine (visto che ho una consapevolezza estranea alla massa), certo pensare che Pitagora, Platone, Plotino ecc la pensavano cosi è un pò di aiuto, ma non so...
Vi è mai capitato una cosa simile ? Forse io ne sono spaventato ma in realtà è una cosa positiva ciò che mi succede ?
Grazie in anticipo.
Secondo mè è una cosa positiva che comunque te abbia preso consapevolezza di ciò,e fidati,tantissimi come te pensano la stessa cosa...perciò non averne timore.
Io personalmente ho una mia teoria che pochi condivideranno....
Ora mi spiego.
Sù questa terra siamo tutti individui con caratteristiche genetiche molto simili,ma abbiamo una personalità unica,diversa da tutti.Ognuno ha i suoi talenti,le sue mancanze,il suo coraggio in dosi diverse.
Alcuni sono curiosi,altri apatici..etc.....Però ,secondo mè,una volta lasciato questo corpo ci uniamo all'UNO.Cioè ritorniamo ad essere collegati in maniera più radicata,come fossimo una cosa sola.Già ora abbiamo questo sentore,come te ben dici e spieghi,ma io...e dico io...penso che raggiungeremo la completa unità una volta lasciato il nostro involucro esteriore.Questo che dico non è supportato da nessun dato scientifico..e pura riflessione mia.
Comunque sia non avere timore.
Un saluto.
Koirè is offline  
Vecchio 20-02-2014, 19.53.26   #3
Mardo
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Messaggi: 3
Riferimento: Forse mi sono spinto troppo oltre... (siamo tutti Uno)

Quello che stai provando è normale. Normale per tutti quelli che escono fuori dal recinto dei luoghi comuni.
Anche io ho provato quello che hai provato tu. Devo dire che ho conosciuto persone che dopo aver varcato la soglia, sono tornate indietro. Questo perché la solitudine intellettuale non trova il calore del riscontro.
Ma sappi che quello che provi è un passaggio obbligatorio, perché paradossalmente, si esce dal recinto, continuando a starci dentro.. scusa il gioco di parole, ma penso che hai compreso cosa voglio dire.
Adesso, devi dimostrare a te stesso e a quello che tu credi sia superiore a te, di avere abbastanza forza da continuare a camminare.
Sono contento per te.
Ciao
Mardo is offline  
Vecchio 20-02-2014, 20.26.04   #4
VanLag
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Data registrazione: 08-04-2002
Messaggi: 2,959
Riferimento: Forse mi sono spinto troppo oltre... (siamo tutti Uno)

Citazione:
Originalmente inviato da AnimaB.
Salve a tutti, ultimamente ho come la sensazione che tutti siamo Uno, fino a qui nulla di nuovo, ne parlava anche Plotino, però io ora ho proprio la consapevolezza di questo, negli altri vedo la mia stessa anima/essenza/coscienza (chiamatela come volete). Il fatto è che finchè lo studiavo come teorie di grandi pensatori era tutto ok, ma ora che provo questa sensazione mi sento quasi spaventato, quasi estraneo da tutti (visto che sono solo io a pensarla cosi). Forse sono andato oltre aprendo porte della psiche che non andrebbero aperte ? Sinceramente la paura maggiore è quella di impazzire o di provare solitudine (visto che ho una consapevolezza estranea alla massa), certo pensare che Pitagora, Platone, Plotino ecc la pensavano cosi è un pò di aiuto, ma non so...
Vi è mai capitato una cosa simile ? Forse io ne sono spaventato ma in realtà è una cosa positiva ciò che mi succede ?
Grazie in anticipo.
E' difficile da poche righe in post comprendere esattamente quello che uno vuole esprimere, comunque è molto bello quello che dici di provare e secondo me non dovresti essere spaventato anzi......
Nella filosofia occidentale non troverai molti riscontri e riferimenti all'unità in compenso ne puoi trovare molti in quella orientale che fra l'altro colloca la percezione della nostra unità col tutto molto avanti sulla scala dell'illuminazione. Non stò scherzando e stò semplificando concetti che hanno dietro volumi e volumi e di pensiero e non è facile se non hai familiarità con questi insegnamenti, comunque ti ho copiato qualche stralcio di un noto sapiente indiano presi dal libro “Io sono quello” di Nisargadatta Maharaji.
Prova a dargli un occhio. Se ti dicono qualche cosa puoi trovare in internet l'intero libro così magari ti serve per orientarti. (se non lo trovi e sei interessato di do io l'indirizzo).

(I sta per interrogante e M sta per Maharaj)

I: E il vostro [mondo] è così?
M.: Oh no. Io vivo in un mondo di realtà, non di immaginazioni come il tuo. Il tuo mondo è strettamente privato, non puoi parteciparlo a nessuno, nessuno può varcarlo, vede come tu vedi, ode come tu odi, vibra alle tue emozioni e pensa i tuoi pensieri. Sei solo, murato nel sogno cangiante, che scambi per la vita. Il mio è un mondo aperto e accessibile. In esso c'è comunione, intuito, amore, vera qualità; l'individuale coincide con l'universale, e viceversa. Tutti sono uno, e l'Uno è tutti.

I.: Ho l'impressione di essere tante scatole l'una nell'altra. La più esterna funge da corpo, la limitrofa da anima. Se alieno la prima, la limitrofa diventa a sua volta il corpo; e la sua vicina, l'anima. Domando: è una serie infinita di rimandi, un aprirsi senza fine di scatole, o esiste l'ultima, l'anima finale?
M.: Se hai un corpo, hai anche un'anima; e fin qui la similitudine delle scatole funziona. Ma qui-ora, attraverso tutti i corpi e le anime che sono tuoi, brilla la consapevolezza, la pura luce del chitta. Fìssatici incrollabilmente. Senza la consapevolezza il corpo non durerebbe un istante. C'è nel corpo una corrente di energia, di intelligenza e amore che lo guida, lo preserva e gli dà forza. Scoprila, e tienila con te.
Naturalmente, sono modi di dire. Le parole sono sia barriere che ponti. Trova la scintilla di vita che permea i tessuti del tuo corpo, e sta' con essa. È l'unica realtà che il corpo abbia.

I.: Alcuni yoghi raggiungono lo scopo, ma non sanno o non possono parteciparlo. Altri sì, e iniziano dei discepoli. Qual è la differenza?
M.: Non c'è differenza. La questione è mal posta. Non ci sono "altri" da aiutare. Come al ricco, assegnati tutti i beni alla famiglia, non resta neanche un soldino da dare al mendicante, così il saggio (gnani) è spogliato di tutti i poteri e i possessi. Niente, proprio niente si può dire dì lui. Poiché è tutti, non può aiutare nessuno. È il povero ma anche la povertà, il ladro ma anche il furto. Come può sovvenire se non è separato? Lascia che aiuti il mondo chi se ne crede separato.

I.: Sembra come se nel vostro mondo foste solo.
M.: Che senso ha "solo" o "non solo", quando le parole non servono? Sono solo, certo, perché sono tutti.

I.: Tutti dicono "io sono", anche il realizzato.
M.: La differenza sta nel significato attribuito all'"io sono". Per il realizzato, "io sono il mondo, il mondo è mio", è un'esperienza piena e valida, perché egli pensa, sente e agisce in comunione con tutto ciò che è vivo. Può darsi che non conosca la teoria e la pratica dell'autorealizzazione, e che non intercetti nozioni metafisiche o religiose. Tuttavia non ci sarà la minima incrinatura nella sua comprensione e compassione.

I.: Secondo la tradizione indù, è il destino che traina la sofferenza, e il destino è meritato. Basta considerare le immense calamità naturali, inondazioni, terremoti, o quelle provocate dall'uomo, guerre e rivoluzioni. Dobbiamo pensare che ognuno soffra di peccati di cui non ha la minima idea? I miliardi di persone che soffrono, sono tutti criminali giustamente puniti?
M.: Perché dovremmo soffrire di peccati personali? Siamo davvero separati? In questo vasto oceano soffriamo dei peccati di tutti, nostri e degli altri. Naturalmente, la legge dell'equilibrio regna suprema, e i conti alla fine quadrano. Ma finché siamo vivi, ci influenziamo profondamente l'un l'altro.
VanLag is offline  
Vecchio 21-02-2014, 03.12.48   #5
acquario69
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Originalmente inviato da AnimaB.
Salve a tutti, ultimamente ho come la sensazione che tutti siamo Uno, fino a qui nulla di nuovo, ne parlava anche Plotino, però io ora ho proprio la consapevolezza di questo, negli altri vedo la mia stessa anima/essenza/coscienza (chiamatela come volete). Il fatto è che finchè lo studiavo come teorie di grandi pensatori era tutto ok, ma ora che provo questa sensazione mi sento quasi spaventato, quasi estraneo da tutti (visto che sono solo io a pensarla cosi). Forse sono andato oltre aprendo porte della psiche che non andrebbero aperte ? Sinceramente la paura maggiore è quella di impazzire o di provare solitudine (visto che ho una consapevolezza estranea alla massa), certo pensare che Pitagora, Platone, Plotino ecc la pensavano cosi è un pò di aiuto, ma non so...
Vi è mai capitato una cosa simile ? Forse io ne sono spaventato ma in realtà è una cosa positiva ciò che mi succede ?
Grazie in anticipo.

credo che quello che hai tentato di descrivere qui sopra (dico tentato solo perché da un certo punto in poi le stesse parole non possono avere lo stesso metro di paragone del sentire) e' corrispondente ad un salto evolutivo,come tu stesso spieghi intimorisce ed e' vero perché nello stesso tempo provi pure la sensazione di soffocamento e angustia che puoi riscontrare tutto intorno,(dove magari prima difficilmente sapevi cogliere) insieme a una strana nostalgia che improvvisamente ti coglie..questo per lo meno rappresenta l'inizio che caratterizza questo passaggio..dunque non così facile da superare..
e' anche probabile,anzi direi quasi scontato che ti sentirai dire dai più che devi subito tornare a mettere di nuovo i piedi per terra così che ti potrebbero pure venire dei dubbi (come ad esempio spiega Mardo,quando dice di aver riscontrato che molti poi sono tornati indietro)
ad ogni modo per quello che ti posso dire lascia pure tranquillamente che ti vengano alla luce certe sensazioni che ora stai provando e segui con estrema fiducia quello che ti sta suggerendo il tuo spirito..o anima che sia..col tempo ti sarà tutto ancora più chiaro di quello che hai cominciato ad intravedere
acquario69 is offline  
Vecchio 21-02-2014, 08.28.18   #6
jeangene
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@Tutti voi

Perchè l' Uno, l' Unità dovrebbe essere verità?
Questa consapevolezza, queste sensazioni, sono sempre e comunque modalità di ri-velazione dell' essere in noi.
Perchè questa modalità dovrebbe essere veritiera rispetto alle altre?

Un saluto
jeangene is offline  
Vecchio 21-02-2014, 09.54.10   #7
Angelo Cannata
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ho come la sensazione che tutti siamo Uno
Secondo voi è possibile un confronto, un dialogo, tra il vivere queste percezioni e il senso critico razionale, quello che getta dubbi e sospetti su tutti e su tutto, oppure si tratta di due modalità di pensiero irrimediabilmente parallele, che mai potranno avere alcun punto di incontro?

Nel caso in cui questo confronto sia ritenuto impossibile, penso che ne conseguirà un'accusa: chi si basa sulla percezione dell'Uno accuserà la razionalità critica di ristrettezza o chiusura mentale.

Credo che però, da parte della razionalità, ci sia una differenza: io, che mi ritengo razionale e autocritico, almeno cerco il dialogo e sono sempre pronto a cercare i difetti del mio modo di pensare. Chi invece segue le percezioni dell'Uno, a quanto mi sembra,

1) è più propenso a risolvere le cose accusando gli altri di essere chiusi di mente, piuttosto che sforzandosi di cercare dei punti di incontro;
2) inoltre mi sembra che sia meno propenso a cercare difetti nel proprio modo di pensare.

In altre parole, trovo la linea di pensiero, che persegue la percezione dell'Uno, molto vicina a convinzioni di tipo religioso e, a quanto mi sembra, le convinzioni di tipo religioso contengono il rischio del fanatismo, poiché ogni religione chiede ai propri seguaci di essere fortemente convinti delle loro idee ed esperienze e li incoraggia poco o niente a sottoporle ad autocritica, discussione, dubbi. È proprio per questo che ho visto tanti forum di religioni chiudere: perché i componenti prima o poi si accapigliavano e, secondo me, non per colpa loro, ma perché, come ho detto, purtroppo è tipico delle religioni chiedere agli adepti di essere fortemente convinti delle loro idee, e per conseguenza meno elastici di mente.
Angelo Cannata is offline  
Vecchio 21-02-2014, 11.58.01   #8
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Originalmente inviato da Angelo Cannata
Secondo voi è possibile un confronto, un dialogo, tra il vivere queste percezioni e il senso critico razionale, quello che getta dubbi e sospetti su tutti e su tutto, oppure si tratta di due modalità di pensiero irrimediabilmente parallele, che mai potranno avere alcun punto di incontro?

Nel caso in cui questo confronto sia ritenuto impossibile, penso che ne conseguirà un'accusa: chi si basa sulla percezione dell'Uno accuserà la razionalità critica di ristrettezza o chiusura mentale.

Credo che però, da parte della razionalità, ci sia una differenza: io, che mi ritengo razionale e autocritico, almeno cerco il dialogo e sono sempre pronto a cercare i difetti del mio modo di pensare. Chi invece segue le percezioni dell'Uno, a quanto mi sembra,

1) è più propenso a risolvere le cose accusando gli altri di essere chiusi di mente, piuttosto che sforzandosi di cercare dei punti di incontro;
2) inoltre mi sembra che sia meno propenso a cercare difetti nel proprio modo di pensare.

In altre parole, trovo la linea di pensiero, che persegue la percezione dell'Uno, molto vicina a convinzioni di tipo religioso e, a quanto mi sembra, le convinzioni di tipo religioso contengono il rischio del fanatismo, poiché ogni religione chiede ai propri seguaci di essere fortemente convinti delle loro idee ed esperienze e li incoraggia poco o niente a sottoporle ad autocritica, discussione, dubbi. È proprio per questo che ho visto tanti forum di religioni chiudere: perché i componenti prima o poi si accapigliavano e, secondo me, non per colpa loro, ma perché, come ho detto, purtroppo è tipico delle religioni chiedere agli adepti di essere fortemente convinti delle loro idee, e per conseguenza meno elastici di mente.


Ti assicuro la religione e il fanatismo non centrano, anche perchè questa sensazione non porta dogmi ma solo a vedere il mondo con occhi diversi. Quando vedo un altro vedo un me con una altra forma, con una mente separata e un retroterra diverso, ma nella sostanza vedo me. E' come dire che due cubetti di ghiaccio si vedono e si percepiscono diversi, ma una volta sciolti ritornano Uno (sotto forma di acqua). Io non so se questa sensazione sia la verità, anzi se non fosse che viene narrata in vari libri filosofici... penserei che sto impazzendo.
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Vecchio 21-02-2014, 12.04.13   #9
AnimaB.
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Grazie a tutti mi siete di grande aiuto, le sensazioni rispecchiano proprio quello che voi avete descritto. Io personalmente capisco bene chi torna indietro da questa stato/sensazione. Il problema è che sono percezioni forti e durature, quindi o si ha una mente forte o bisogna aspettare e tornare indietro. Certo sarebbe bello se ci fosse una sorta di "scuola" dove poter analizzare e capire questo, ma ormai la filosofia sembra morta, e chi indaga sull'origine del tutto in termini filosofici viene visto un pò come folle o pedante.
AnimaB. is offline  
Vecchio 21-02-2014, 12.41.54   #10
acquario69
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Perchè l' Uno, l' Unità dovrebbe essere verità?
Questa consapevolezza, queste sensazioni, sono sempre e comunque modalità di ri-velazione dell' essere in noi.
Perchè questa modalità dovrebbe essere veritiera rispetto alle altre?

Un saluto

perché il "grande" può contenere il "piccolo",ma il "piccolo" non può contenere il "grande"
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