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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 27-11-2014, 09.51.40   #21
CVC
Ospite abituale
 
Data registrazione: 30-01-2011
Messaggi: 747
Riferimento: Il pubblico invisibile

Citazione:
Originalmente inviato da jolly666
La domanda è tu chi sei?? Sei quello che tu pensi di essere?? O se quello che gli altri dicono tu sia? Sei bello?? Lo sai perché ti guardi allo specchio o perché sono gli altri a confermarlo?? Se tu allo specchio ti vedresti bello, però tutti gli altri dicono che tu sei brutto, come ti sentiresti bello o brutto??il vero specchio della vita non è lo specchio che riflette un immagine tua e vista da te,ma sono le altre persone che possono confermare o smentire ciò che tu vedi,più che un pubblico invisibile lo definirei uno specchio in cui avvolte ci piace specchiarci e avvolte no, la possibilità di poterci confrontare con altri è l'unica cosa che ci permette di essere vivi, altrimenti la vita sarebbe fine a se stessa..se si discute come pubblico inteso nel senso comune il suo unico compito è quello di giudicare una determinata cosa o persona solo nel momento in cui gli viene chiesto o sottoposto alla sua attenzione...
?
Tu chi sei? Ma la domanda potrebbe anche essere: davvero non sai tu chi sei? Veramente non sai di essere quello stesso che prima era bambino e poi e diventato ragazzo, quindi adulto, e poi ancora vecchio, decrepito, cellule in consunzione che nutriranno altri organismi che verranno dopo di te, e a cui spetterà questo medesimo destino? E non è forse questo il destino di tutto l'universo, considerato come organismo di tutti gli organismi? E se dentro di te c'e questa componente razionale, che ti fa pensare in modo cosciente di fronte a questo tuo mortale destino e, anzi, che ti porta ben oltre, nella realtà del pensiero che pensa se stesso, allora l'universo, organismo di tutti gli organismi, non dovrebbe anch'esso essere dotato di questa dote razionale, seppure in grado infinitamente più elevato? E se è così, cos'altro bisogna ricercare nella vita se non quella cosa per la quale siamo simili all'universo nel sui complesso? E che importanza hanno le opinioni degli altri di fronte a questi problemi, opinioni che semmai distraggono da essi?
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Vecchio 27-11-2014, 13.35.52   #22
Duc in altum!
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Riferimento: Il pubblico invisibile

** scritto da CVC:

Citazione:
E se è così, cos'altro bisogna ricercare nella vita se non quella cosa per la quale siamo simili all'universo nel sui complesso? E che importanza hanno le opinioni degli altri di fronte a questi problemi, opinioni che semmai distraggono da essi?

Può darsi che l'obiettivo (del pubblico invisibile) sia proprio questo, allontanare l'individuo dal traguardo da te descritto:- "...cos'altro bisogna ricercare nella vita se non quella cosa per la quale siamo simili all'universo nel sui complesso..." - , distraendolo, allontanandolo da quella verità, forse, acquistando anche qualche gratificazione.
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Vecchio 27-11-2014, 20.22.13   #23
jolly666
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Riferimento: Il pubblico invisibile

Cos' è razionale per te?? Cosa si può definire razionale?? Noi siamo come l'universo siamo fatti di energia come tutto il resto in realtà, razionale è un concetto che nasce e muore con l'uomo, noi assistiamo al trascorrere della nostra vita in questa forma di materia, ma in realtà noi siamo sempre esistiti però in un altra forma di energia, nell'universo la quantità di materia e di energie è sempre la stessa, cambia solo in forma, ora abbiamo una forma diversa di energia e struttura, nel tempo cambieremo di nuovo forma e struttura come lo facciamo da 13 miliardi di anni..in questa forma particolare, sembra accade che ne possiamo prendere coscienza, ma di cose strane nell' universo ne accadono, soprattutto in 13 miliardi di anni con miliardi e miliardi e miliardi e miliardi di combinazioni possibili. .magari più in là nel tempo acquisterò una nuova forma di energia e struttura con capacità ancora più sorprendenti di quelle dell'uomo..secondo me qualsiasi uomo prima di sentirsi speciale nell'universo dovrebbe minimamente cercar di capire le sue dimensioni..cioè se ci sforzarsi moal massimo, saremmo lontani di miliardi seguiti da 30 zeri, per arrivare alla minima comprensione..si, rispetto la grandezza dell'universo non siamo neanche classificabili in termini di misura, altro che invisibili..
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Vecchio 28-11-2014, 11.16.36   #24
CVC
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Riferimento: Il pubblico invisibile

Citazione:
Originalmente inviato da jolly666
Cos' è razionale per te?? Cosa si può definire razionale?? Noi siamo come l'universo siamo fatti di energia come tutto il resto in realtà, razionale è un concetto che nasce e muore con l'uomo, noi assistiamo al trascorrere della nostra vita in questa forma di materia, ma in realtà noi siamo sempre esistiti però in un altra forma di energia, nell'universo la quantità di materia e di energie è sempre la stessa, cambia solo in forma, ora abbiamo una forma diversa di energia e struttura, nel tempo cambieremo di nuovo forma e struttura come lo facciamo da 13 miliardi di anni..in questa forma particolare, sembra accade che ne possiamo prendere coscienza, ma di cose strane nell' universo ne accadono, soprattutto in 13 miliardi di anni con miliardi e miliardi e miliardi e miliardi di combinazioni possibili. .magari più in là nel tempo acquisterò una nuova forma di energia e struttura con capacità ancora più sorprendenti di quelle dell'uomo..secondo me qualsiasi uomo prima di sentirsi speciale nell'universo dovrebbe minimamente cercar di capire le sue dimensioni..cioè se ci sforzarsi moal massimo, saremmo lontani di miliardi seguiti da 30 zeri, per arrivare alla minima comprensione..si, rispetto la grandezza dell'universo non siamo neanche classificabili in termini di misura, altro che invisibili..
È necessario distinguere la razionalità tecnica, se così si può dire, che è quella che stabilisce che qualcosa è razionale perché risponde a taluni principi dimostrati o dimostrabili, dalla razionalità sostanziale, che è semplicemente ciò che ci permette di pensare, ragionare, dire cose sensate, e che non è necessariamente circoscrivibile in uno schema. È la volontà di privilegiare l'agire ragionato rispetto a quello impulsivo, imponderato
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Vecchio 28-11-2014, 17.37.09   #25
Caeiro
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Riferimento: Il pubblico invisibile

Probabilmente la dimensione umana ha sempre bisogno di fare della propria vita un teatro, oggi sarebbe meglio dire un cinema (luogo nel quale nel tempo delle riprese si è di fronte ad un pubblico che non c'è, ma che ci sarà dopo, quando gli attori però non saranno che rappresentazioni). Ho sempre pensato sia perché in qualche modo ci si dà un'importanza maggiore, per credersi protagonisti in un'esistenza che invece ci mette sempre all'ultimo piano. Abbiamo bisogno di un pubblico che non c'è perché vogliamo dei testimoni (anche se impossibili) che dicano in qualche modo che ci siamo stati e che non siamo dileguati via come polvere...
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Vecchio 29-11-2014, 16.14.01   #26
jolly666
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Riferimento: Il pubblico invisibile

Di razionalità c'è ne è solo una, ed è quella cosa che ci rende il mondo comprensibile. .se io tiro la palla verso avanti è razionale pensare che si sposti davanti a me, anche questo è razionalità, ma il problema è che in realtà non esiste avanti nello spazio, esiste avanti a me..quindi cos'è razionale in realtà?? .anche la razionalità per quando verificabile e sempre relativa alla misurazione di chi la applica, quindi non è reale...
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Vecchio 29-11-2014, 17.10.20   #27
CVC
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Originalmente inviato da Caeiro
Abbiamo bisogno di un pubblico che non c'è perché vogliamo dei testimoni (anche se impossibili) che dicano in qualche modo che ci siamo stati e che non siamo dileguati via come polvere...
Ottima osservazione. Pertanto, se è così, significa che siamo insicuri e che l'unica sicurezza autentica bisogna cercarla dentro di noi
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Vecchio 29-11-2014, 17.20.42   #28
CVC
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Riferimento: Il pubblico invisibile

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Originalmente inviato da jolly666
Di razionalità c'è ne è solo una, ed è quella cosa che ci rende il mondo comprensibile. .se io tiro la palla verso avanti è razionale pensare che si sposti davanti a me, anche questo è razionalità, ma il problema è che in realtà non esiste avanti nello spazio, esiste avanti a me..quindi cos'è razionale in realtà?? .anche la razionalità per quando verificabile e sempre relativa alla misurazione di chi la applica, quindi non è reale...
Mi sottraggo volentieri dallo schema secondo il quale si ragiona sul fatto che la ragione sembra non esistere, cosa sia o cosa non sia. Sto ragionando? Si. Allora esiste la ragione. Che cos'è la ragione? Ciò che mi permette di ragionare. Io me lo faccio bastare
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Vecchio 29-11-2014, 20.48.12   #29
sgiombo
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Riferimento: Il pubblico invisibile

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Originalmente inviato da jolly666
quindi cos'è razionale in realtà?? .anche la razionalità per quando verificabile e sempre relativa alla misurazione di chi la applica, quindi non è reale...

Relativo non é il contrario di reale ma di assoluto (contrario di reale é irreale). Quindi che qualcosa sia relativo non implica necessariamente che non sia reale e ciò che é relativo non per questo (ma casomai, eventualmente per qualche altro motivo) non é reale.
E anche la ragione (umana, come per lo meno tutto ciò che è umano) é relativa. Ma non per questo non é reale.

Tutto ciò che é umanamente conoscibile, per lo meno ciò che é conoscibile scientificamente, nel campo materiale - naturale della realtà (che secondo me non esaurisce l' intera realtà) é relativo.
Ma ciò non significa che non sia reale.

Razionalità é (fra l' altro) operare deduzioni corrette, e la deduzione "quindi non é reale" dalla premessa "è sempre relativa alla misurazione di chi la applica" non é logicamente corretta, e quindi non é razionale.
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Vecchio 16-12-2014, 20.03.38   #30
Roquentin
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Originalmente inviato da CVC
Se vi fosse al mondo un uomo veramente sapiente, e se io fossi tanto fortunato da essere lui prossimo e considerato da egli degno di poterlo interrogare, una sola domanda vorrei porgli: perché mai tutti si comportano come se fossero dinnanzi ad un pubblico che guarda, commenta, disdice, approva, giudica? Se solo si potesse sapere il motivo per cui il genere umano, riunito secondo le categorie della civiltà, dia così tanto importanza a questa commedia quotidiana, per cui uno è architetto e l'altro impiegato, uno muratore l'altro fattorino, uno venditore l'altro prestatore di denaro; fino a quando, ineluttabilmente, ogni sera cala il sipario e, tutti questi attori, svestono i panni di scena e rientrano nei loro propri: uomini soli, nel vero senso del termine, di cui unico spettatore é la propria coscienza: abisso infernale o angelo redentore

Leggere molto di Foucault, tanto. Sapere-Potere: sempre è il meccanismo di comprensione del reale. Comprendiamo a partire dalla cultura narrata e storiografata. “Comprendiamo-se-possediamo” piste di comprensione di epistemologia inventata, sarebbe a dire: “Storie”, o sortite storiografiche verso l'interpretazione della storicità-narrata della mal ridotta Verità-Storica.

«[p]erché mai tutti si comportano come se fossero dinnanzi ad un pubblico che guarda, commenta, disdice, approva, giudica?» Cit.

Rispondere a questa domanda evoca un Parnasso di talenti da mettersi le mani ai pochi capelli che mi restano. “Evocare” significa “mettere in gioco”, lasciare che gli elementi liberi giochino le soluzioni possibili dentro la propria possibilità di dinamiche in dis-continuo movimento. Panoptismo: da “Zeus-Narciso” a “Foucault-Personaggio-Filosofo” = trascorrere mezza vita a scovare le polveri malefiche della costruzione del Potere in forma di Dispositivi che depotenziano chi indaga il Potere e chi lo vive. Ritratti psicotici emergono dalle piste filosofiche di Foucault e dai suoi lettori.

Tutti i “dannati” dello strutturalismo hanno evinto una “forma”, una “apparenza” - Fenomeno dei loro studi - dalla storia personale-intima confrontata col vivere... fino alla Morte: Deleuze che si getta dal balcone; o Foucault che pratica l'estremo sessuale come medio di sganciamento dall'assurdo borghese che vive-rigetta-conserva-mostra fino al massacro biologico (necropolitica... altro che biopolitica).

Strutturare è dare forma a ciò che si presume non tenere una propria forma, o quantomeno, non una forma “conclamata e visibile”. Non si struttura, in apparenza, l'Ignoranza sotto forma di Cultura perché coinciderebbe col dare forma-organizzata alla Ignoranza. La ignoranza è “coperta” e “rivestita” dalla spiegazione dei modelli strutturali-antropologici = divertimento dell'indagine e ri-scoprimento della Verità.
“Scoprire” è come girare un guanto, tirare fuori quello che ci veste e che non vediamo. Scoprire è portare ad evidenza una “propria” evidenza. Ma chi porta all'evidenza l'evidenza del guanto che ha fatto sudare la nostra mano?

Da qui il secondo modello tragico della contemporaneità – tanto per ricordare che viviamo “in-no-noi” e non in Severino - : impossibilità di ricollegare modalità di comprensione evolutesi in fasi di oralità-scrittura che non possediamo più (assedio storico).

Per chi non lo sapesse siamo nel web 3.0, e il Social 2.0 è defunto come medio, resta solo una fase del trasporto alla fine del pensiero.

Gettare via le ancore del Sapere-Potere non è facile. Tuttavia, il residuo non-addomesticato dell'umano smette di “vigilare per castigare” e si rivolge alla rete come ad un bosco. Il Ciber-Sapiente non può costruire Instabilità sulla Rete, pertanto la tua domanda è sottoposta al Big Data google... è dentro un sistema di Potere e Vigilanza Assoluta. Credo che alcune questioni sartriane sulla Mirata siano obsolete quando l'altro avviene costantemente al di fuori della sua fisicità-umana.
Come diceva McLuhan «La elettricità porterà tutto a galla». Del resto, la domanda è un galleggiante dell'esperienza Google: cerchiamo continuamente, ma non pensiamo che ciò che cerchiamo sia cercato.
Roquentin is offline  

 



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