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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 09-02-2015, 15.51.57   #11
Garbino
Garbino Vento di Tempesta
 
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Riferimento: Riflessioni sulla propria nascita e sull'anima

X Nikelise

Sei il primo che fa riferimento al significato di Garbino e non potevi essere che un navigante. Infatti è molto temuto in mare per la sua pericolosità. Ricordo che a quindici anni mi salvai miracolosamente su un canotto riuscendo a tornare a riva perché trovai l' onda giusta.

A parte questo, mi scuso per il ritardo, ma sono momentaneamente senza comp e ne sto usando uno pubblico.

Provo a mettertela in un altro modo sperando di riuscire nell' intento di farti comprendere il mio punto di vista.

In altre parole, se cancelli la funzione tempo, cosa rimane? Rimane, a mio avviso lo scorrere delle cose. E' l' uomo che lo interpreta come un prima ed un poi. Ma in realtà questa è l' illusione, non lo scorrere delle cose, il divenire della vita, che è l' unica cosa reale. Ed è per questo che il presente diviene il fulcro dell' oblio.

La frase di Nietzsche aveva una sua valenza nel determinare che gli errori dell' uomo sono voluti perché è necessario per la vita stessa che sia così.

Avevo preparato un brano di Nietzsche sulla relatività del tempo, anche se Severino lo definisce giustamente custode o guardiano del tempo,ma purtroppo lo integrerò non appena potrò comunicare con il mio comp. Comunque nella pag. 7 della discussione su Nietzsche puoi trovarvi la mia scoperta di una geniale intuizione-analisi di Severino, che mi trova fondamentalmente d' accordo, tra eterno ritorno e volontà di potenza.

Ammetto che I Sepolcri, All' ombra dei cipressi...etc, mi sono sempre piaciuti, ma è ovvio che è una immortalità di cui non si può apprezzare il valore perché non si è più.

Mentre invece il tuo pensiero espresso sul pensiero psicologico è uno di quegli argomenti su cui ho ragionato molto ma non ho ancora raggiunto tesi da poter esporre. Sarebbero solo elucubrazioni di un folle.

La follia scorre veloce nella mia famiglia, parodiando una frase di Star Wars sulla 'forza'.

Non a caso ho letto tutto Freud e tutto Fromm. E Dick, che mi è stato molto utile, molto più degli altri due, per liberarmi di certe mie piccole problematiche che qualche difficoltà me la creavano. P.K.Dick è un autentico toccasana per chi vuole guarire.
Infatti consiglio spesso la lettura dei suoi romanzi a chiunque.

Grazie per la cortese attenzione e a presto.

Garbino Vento di Tempesta
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Vecchio 10-02-2015, 00.22.15   #12
Galvan 1224
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Riferimento: Riflessioni sulla propria nascita e sull'anima

Cit. Garbino

L'importante è esserci, per tutto il presente che potremo condividere con questo mondo, e poi non ci saremo più. Non c'è niente che sussista a noi stessi, tutto si disperderà nell'oblio dell'eterno presente.



Ciao Garbino,
visto che ti piace Dick… (anch’io ho apprezzato la fantascienza, ai miei tempi lessi tutti gli Urania… perché li comprava mio fratello) ho dato un’occhiata ai suoi temi:

Wiki: le sue opere sono caratterizzate da un'inquieta indagine sui temi della realtà (con riprese originalissime delle riflessioni filosofiche sull'ontologia), della simulazione e del falso, della teologia cristiana (in special modo la meditazione paolina e luterana, ma soprattutto di origine gnostica), della storia e della società degli Stati Uniti, e più in generale su quel nodo di idee e problematiche noto come postmoderno o tardo capitalismo.
Un tema frequente nelle opere di Dick è il confronto tra esseri umani e non umani: alieni, creature soprannaturali, androidi.
Pervasa da una patina di pessimismo (senza che manchino però sprazzi di ammirazione per la dignità dell'uomo comune che sappia dire di no alla prevaricazione dei potenti nei momenti cruciali, e una sotterranea fiducia nel potere salvifico dell'arte), l'opera di Dick è segnata da una profonda attenzione ai problemi psichiatrici dei vari personaggi, a una ricerca del divino che non scade mai nel dogmatismo o nel moralismo, a una meditazione non sistematica ma a tratti decisamente originale sull'idea dell'uomo e dell'umano.


… mi richiamo a quelli che concernono realtà, simulazione e falso per porti la domanda donde ti venga la sicurezza che nulla sussisterà di noi stessi, che mi par intendi come individuo corpo/mente (con i suoi contenuti).
Del corpo v’è assoluta certezza che si dissolverà, riguardo i suoi contenuti (mente inclusa) il dibattito non è ancora chiuso o forse si è riaperto in funzione di nuovi paradigmi emergenti, ad esempio:

Il primo modello olistico della nuova scienza

Il modello olografico è une della principali basi scientifico-filosofiche della nuova scienza olistica e del paradigma olistico, in quanto, partendo da dati fisico-matematici, estende la propria interpretazione all'intera esistenza e alle dimensioni della coscienza. Il modello olografico si basa sul concetto di informazione globale che lega una parte al tutto: la parte diventa un ologramma del tutto, in quanto contiene al suo interno una rappresentazione globale dell'insieme da cui deriva. Questo, di fatto, implica una relazione informatica continua, coerente e dinamica tra la parte e il tutto.
Agli inizi degli anni Ottanta, Ken Wilber, stimato autore di saggi sugli stati di coscienza ed editore della rivista Revision, ha curato la pubblicazione di The Holografic Paradigm, un testo di grande fascino scientifico e intellettuale a cui hanno collaborato David Bohm, Karl Pribram, Fritjiof Capra, Renée Weber, Itzhak Bentov, Stanley Krippner e molti altri studiosi.
Sulla scia della critica ai paradigmi scientifici e culturali che il libro di Thomas Khun, La struttura delle rivoluzioni scientifiche, aveva provocato, il libro di Wilber risuonava come una prima vera alternativa concettuale attesa da tutti i liberi ricercatori. Ogni periodo storico è caratterizzato da paradigmi differenti, dei veri modelli della realtà; le rivoluzioni scientifiche e culturali, sostiene Khun, sono basate su un cambio di questi modelli di fondo con altri più adatti alle presenti situazioni. Ad esempio, Einstein introduce, con la relatività, un differente modello rispetto a quello newtoniano, in grado di permettere una più profonda e attuale comprensione della realtà fisica.
Tutti i paradigmi su cui si è basata la scienza sono comunque materialisti, cioè non implicano l’esistenza di nessun'altra dimensione oltre a quella fisica-oggettiva.
Il modello olografico al contrario sembra implicare una complessità teorica e una semplicità intuitiva tale da renderlo indispensabile per spiegare e comprendere anche scientificamente una larga parte delle relazioni tra l’Uno e il Tutto.


http://www.enciclopediaolistica.com/...sci2/sci05.htm



Mi par che questi studiosi trattano argomenti altrettanto interessanti di quelli scientificamente prevalenti… o perlomeno affascinanti e forse anticipatori almeno in parte d’una visione futura, ad esempio come è accaduto con la fantascienza.

Vorrei capir bene chi (intendi) importante ci sia nell’eterno presente, anche se mi riesce difficile, esclusa la funzione tempo, ritenere ancor valida la nozione di “presente” (poiché implicitamente correlata alla precedente e seguente: passato>presente>futuro), forse si dovrebbe usare un altro termine (o non dir nulla, non potendolo sperimentare, evenienza che implica il tempo).

Quell’io che si dà per scontato è l’oggetto del mio interesse non specialistico (non son né filosofo né psicologo), da uomo comune, che però non si spaventa davanti alle parole difficili, cercando di sorpassar se stesso per comprendere anche chi gli è senz’altro superiore (e sperando che dalla sua parte, verso il basso, costui faccia altrettanto).

Dalla mia scarna ricerca mi son venuti dubbi che noi si conosca davvero di cosa si parli quando ci si riferisca a quell’io, per il semplice motivo che ognuno (all’interno d’una disciplina o personalmente) lo interpreta a modo suo, e seppur ne abbiamo incertezza in merito, alla fine per tagliar la testa al toro e proseguire ci si comporta nel modo più semplice: io son io.
Ma l’io è l’inizio di tutto, per me occorre riandar lì (questo il tema della mia discussione… poco discussa… a cui dedico un po’ del mio tempo) per districarsi tra falso, simulazione e realtà.

A dir la verità almeno un modo ci sarebbe (anche di metter d’accordo le persone, almeno un buon numero) per esser salvati dall’incertezza… come il buon Dick anch’io ho un po’ di fiducia nel potere salvifico dell’arte, attraverso quella (tolta l’arte-spazzatura) l’esser umano a volte esprime contenuti (… o frequenze, per restar in ambito fantascientifico, per rispetto al defunto grande scrittore) che non scorrono propriamente nello stesso fiume dove scorre il suo (misero, soprattutto il mio) io.
Vengono da un altro fiume, traghettati dall’ispirazione.


O Garbino, ti confido (pubblicamente) un segreto, in realtà non avevo domande da porti… me la son fatta venire perché m’andava di salutarti (questo è il modo principale in un forum) dopo tutti questi mesi (ci siam iscritti più o meno insieme) che osservo la tua icona, che ancor non ho capito se sia alba o tramonto (così te lo chiedo…). Nel caso sia la prima mi rammenterebbe la nascita… per la seconda… beh, l’anima, che si dissolverà o permarrà (è da vedersi) nell’eterno presente… (riflessione per restar in tema).



(PS- mi arrogo la primogenitura d’aver parlato del significato di Garbino nella discussione - da dove veniamo, che siamo, dove andiamo – pagina 3 hastag 24 il 21.5.2014: …erano qualche miglia fuor di porto quando del tutto senza preavviso montò un vento da nord-ovest, che ebbe come primo effetto veder i due disquisir se fosse da ricondurre a Roma, culla della religione, ponendo Malta al centro del mediterraneo; o Venezia, culla del buon governo (per quanto aristocratico, il più lungo che mai si conobbe) nel caso di Zante…

se non l’avevi capito o se non l’hai letta l’altro personaggio della storiella era il Duca… in onore delle calde discussioni che al tempo vi vedevano impegnati… comunque son d’accordo con te, l’importante è esserci… e aver un po’ di senso dell’umorismo.)

Un caro saluto (poco poco ho navigato anch’io, giusto per far esperienza)

Galvan 1224 is offline  
Vecchio 18-02-2015, 19.26.34   #13
Garbino
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Riferimento: Riflessioni sulla propria nascita e sull'anima

Ciao Galvan,

non ti nascondo che sono rimasto alquanto lusingato dal tuo intervento e come ripromessoti, essendo tornato in possesso del mio comp, mi accingo a risponderti cercando di viaggiare nel modo più semplice possibile, anche se è una caratteristica che ho scelto di seguire da molto tempo. Se, a volte, sono poco comprensibile è necessario che me lo si faccia presente perché è ovvio che si può sempre cadere nella rete di dar qualcosa di scontato che invece non lo è.

Dick. Il primo libro di Dick che lessi, prestatomi da un mio amico che ne era un fan sfegatato, fu Le tre stigmate di Palmer Eldritch, libro che adesso possiedo ed ogni tanto rileggo. Ricordo che a quella lettura è vincolata una delle esperienze più profonde che abbia mai vissuto.
I due eroi del romanzo sono P.P. Layotus, un terrestre a capo di un' organizzazione che gestisce un traffico di droga per le colonie marziane e Palmer Eldritch, un altro umano che torna sulla terra con lo scopo di soppiantare il business dell' altro. Due antieroi perciò. Ma la capacità di Dick nel far ruotare nelle nostre simpatie ora l' uno ora l' altro è magistrale. Il bene e il male perciò non hanno riferimenti fissi e si alternano nel corso della lettura. Ma il punto cruciale in cui ebbi un vero e proprio tilt è quando P.P. Layotus si accorge di avere le tre caratteristiche legate ad Eldritch, un braccio, la bocca e un occhio meccanici. In altre parole il bene e il male vengono a coincidere determinando una sensazione indescrivibile. Questo per Dick.

Sul modello olografico, ho dato una lettura veloce al link che mi hai fornito, ma sinceramente mi ha lasciato diversi dubbi e perplessità. Ed è abbastanza comprensibile dato il tipo di approccio che ho con tutto ciò che non mi si presenta come logico e razionale.

L' io. Sull' io i miei dubbi sono veramente grandi. Pur provenendo da una formazione Freudiana, non mi sento più tanto d' accordo con il padre della psicanalisi. Anch' io ho cominciato a dare non più come scontata questa parte della psiche. Anche perché a volte mi sento talmente frammentato che riunire l' io in una dimensione mi resta molto difficile.

Una cosa è certa e su cui hai pienamente ragione. Si è molto lontani da aver capito il funzionamento della psiche e aver determinato la localizzazione dell' io.

Sul Garbino o Libeccio devo confessarti che è un vento da sud-ovest. Un vento caldo che spesso porta burrasca. Non c' è nulla di più affascinante del mare sotto il Garbino. Naturalmente se si è sulla spiaggia e non su di una barca.

Spero di aver risposto a tutto e ti saluto. Sempre a disposizione.

Garbino Vento di Tempesta.
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Vecchio 19-02-2015, 09.41.37   #14
baylham
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Riferimento: Riflessioni sulla propria nascita e sull'anima

A Zacksin

La tua ipotesi è completamente irragionevole.
Consiglio di leggere un testo o manuale di teoria della probabilità.
Una probabilità infinitesima non è una probabilità nulla. La probabilità di nascita di un figlio da un rapporto sessuale tra adulti fertili è sicuramente alta, tanto è vero che per evitarlo si utilizzano dei sistemi anticoncezionali. Attualmente nel mondo ci sono circa 7 miliardi di uomini. Il fatto che sia nato tu o io fa poca differenza per gli altri uomini.
Per me vivere è una fortuna.
Sull’anima, assecondando la tua ipotesi, ci si potrebbe chiedere se nascano degli uomini senza anima perché sono finite le scorte, oppure se qualche uomo ne abbia due o centomila o infinite perché sono in sovrannumero. Sono convinto di rientrare nel primo caso.
Discutere di anima ha la stessa valenza di discutere del sesso degli angeli.
baylham is offline  
Vecchio 21-02-2015, 11.12.46   #15
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Riferimento: Riflessioni sulla propria nascita e sull'anima

Citazione:
Originalmente inviato da Garbino
Ciao Galvan,

non ti nascondo che sono rimasto alquanto lusingato dal tuo intervento e come ripromessoti, essendo tornato in possesso del mio comp, mi accingo a risponderti cercando di viaggiare nel modo più semplice possibile, anche se è una caratteristica che ho scelto di seguire da molto tempo. Se, a volte, sono poco comprensibile è necessario che me lo si faccia presente perché è ovvio che si può sempre cadere nella rete di dar qualcosa di scontato che invece non lo è.

Dick. Il primo libro di Dick che lessi, prestatomi da un mio amico che ne era un fan sfegatato, fu Le tre stigmate di Palmer Eldritch, libro che adesso possiedo ed ogni tanto rileggo. Ricordo che a quella lettura è vincolata una delle esperienze più profonde che abbia mai vissuto.
I due eroi del romanzo sono P.P. Layotus, un terrestre a capo di un' organizzazione che gestisce un traffico di droga per le colonie marziane e Palmer Eldritch, un altro umano che torna sulla terra con lo scopo di soppiantare il business dell' altro. Due antieroi perciò. Ma la capacità di Dick nel far ruotare nelle nostre simpatie ora l' uno ora l' altro è magistrale. Il bene e il male perciò non hanno riferimenti fissi e si alternano nel corso della lettura. Ma il punto cruciale in cui ebbi un vero e proprio tilt è quando P.P. Layotus si accorge di avere le tre caratteristiche legate ad Eldritch, un braccio, la bocca e un occhio meccanici. In altre parole il bene e il male vengono a coincidere determinando una sensazione indescrivibile. Questo per Dick.

Sul modello olografico, ho dato una lettura veloce al link che mi hai fornito, ma sinceramente mi ha lasciato diversi dubbi e perplessità. Ed è abbastanza comprensibile dato il tipo di approccio che ho con tutto ciò che non mi si presenta come logico e razionale.

L' io. Sull' io i miei dubbi sono veramente grandi. Pur provenendo da una formazione Freudiana, non mi sento più tanto d' accordo con il padre della psicanalisi. Anch' io ho cominciato a dare non più come scontata questa parte della psiche. Anche perché a volte mi sento talmente frammentato che riunire l' io in una dimensione mi resta molto difficile.

Una cosa è certa e su cui hai pienamente ragione. Si è molto lontani da aver capito il funzionamento della psiche e aver determinato la localizzazione dell' io.

Sul Garbino o Libeccio devo confessarti che è un vento da sud-ovest. Un vento caldo che spesso porta burrasca. Non c' è nulla di più affascinante del mare sotto il Garbino. Naturalmente se si è sulla spiaggia e non su di una barca.

Spero di aver risposto a tutto e ti saluto. Sempre a disposizione.

Garbino Vento di Tempesta.


Ciao Garbino,

parto dalla fine… da quanto sia affascinante il mare sferzato dal vento (nomen omen).
Ho avuto modo di vedere il recente film su Turner e ne son contento perché mi ha fatto riconsiderare il paesaggio nella pittura, è paesaggio anche quello del mare, solitamente in burrasca, che il grande pittore riusciva a fermare sulla tela, con le enormi onde in procinto di frangersi su sventurati naufraghi.

Ma tal mare per ergersi dalla sua piatta dimensione (nello stato di quiete) ed occuparle tutte abbisogna d’un motore, il vento per l’appunto.
E quell’energia - si sappia o meno donde e quando venga - si rivela nella forma che conferisce alle nuvole, sì che nei paesaggi di Turner le arcuate onde spumeggianti son il complementare delle vorticanti nuvole…


Ma, coincidenza, oggi è…


Anche il mare ha la sua primavera:
rondini all’alba, lucciole alla sera.
Ha i suoi meravigliosi prati
di rosa e di viola,
che qualcuno invisibile, la falcia
e ammucchia il fieno
in cumuli di fresche nuvole.
Si perdono le correnti
come pallide strade
tra le siepi dei venti,
da cui sembra venire, nella pioggia,
come un amaro odore
di biancospino in fiore.
E certo, nella valle più lontana,
un pastore instancabile tonde
il suo gregge infinito di onde,
tanta è la lana
che viene a spumeggiare sulla riva.

C.Govoni.



… primavera in mare, come s’usa dire in Versilia, che anticipa d’un mese quella sulla terra.


Del modello olografico forse avremo modo di riparlarne, personalmente non scarto nulla e son aperto (sarà stata la gran dose di fantascienza nella gioventù…) a ogni suggestione, proveniente da ogni ambito.

Mentre per parlar dell’io mi rifaccio ai quadri del mare in tempesta di Turner.

Nel film si vede com’egli (a differenza tua e mia che preferiamo nell’occasione star sulla spiaggia…) si sia fatto legar qual Ulisse all’albero maestro della nave che affronta la tempesta.
Ecco perché mi convincono tali opere, l’uomo è stato toccato da quel che è andato a rappresentare e nel mio sentire è come se ne avesse avuto il permesso… suggestioni, ovviamente…

Legata a quell’albero è la coscienza che alberga in noi.
L’io è il vento che le palesa davanti i contenuti più disparati, dal quieto riflesso all’orribile gorgo, in un susseguirsi che ci fa partecipar emotivamente all’esistenza, identificandoci con quelli. Questo è il gioco, terribile e affascinante, sinché quei lacci vengan sciolti e il vento non abbia più schermo su cui far apparir… la sua arte...

Ma in ogni discussione occorre richiamarsi al tema (così m’han insegnato a scuola), come ricollegarsi dunque a nascita e anima?

In questo forum ci scambiamo le nostre opinioni e riflessioni, che originano dalla cultura ed esperienza d’ognuno.
Man mano che ci si frequenta, sempre da distante, s’acquista familiarità con l’espressione altrui, sì che n’abbiamo l’impressione di conoscerci.
Mi vien l’immagine di due che s’incontrano la mattina al bar ( …) e discutono dei fatti del giorno o della vita, prima d’andar ognuno a guadagnarsi il pane e svolger le faccende che gli competono.

Poi uno esce, e dopo un po’ l’altro.

Un giorno escono entrambi, e prendon a camminar un pezzo di strada assieme.

Qualcosa è nato tra loro e se questo qualcosa ha un significato (un’anima) anche chi li abbia visti uscire parlandosi…

Altre suggestioni e riflessioni su quell’esserci così importante…


Un caro saluto

Galvan 1224 is offline  
Vecchio 21-02-2015, 23.47.11   #16
paul11
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Riferimento: Riflessioni sulla propria nascita e sull'anima

Citazione:
Originalmente inviato da Galvan 1224
Legata a quell’albero è la coscienza che alberga in noi.
L’io è il vento che le palesa davanti i contenuti più disparati, dal quieto riflesso all’orribile gorgo, in un susseguirsi che ci fa partecipar emotivamente all’esistenza, identificandoci con quelli. Questo è il gioco, terribile e affascinante, sinché quei lacci vengan sciolti e il vento non abbia più schermo su cui far apparir… la sua arte...



Caro Galvan ,
per una sottile gioco di correlazioni, questa tua raffigurazione mi ha a mia volta ricordato un antichissimo mito nordico.
Lassù si trova il Maelstrom e il mito lo immaginava come un albero sul gorgo; l'albero rappresenta l'asse terrestre e il gorgo il movimento della Terra. L'albero macina il grano, ma quell'albero che macina l'oceano in realtà fa scorrere il tempo che porta con sè il susseguirsi delle stagioni.
paul11 is offline  

 



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