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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 21-04-2015, 00.02.12   #1
Jacopus
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Totalitarismo

Il concetto di totalitarismo l'ho appreso dalla Arendt e, se non sbaglio, in esso si ricomprendono quei regimi politici che rendono la società "unidimensionale", fondata su un'unica visione del mondo legittima e che "deve" essere recepita dai membri della società, volenti o nolenti.
La domanda che vi pongo è: questo concetto è significativo? Davvero il nazismo, il fascismo, il comunismo o la società teocratica degli Ayatollah sono la stessa cosa? E' totalitaria la nostra società dei consumi? E' totalitario un certo tipo di pensiero religioso?
Se il totalitarismo rappresenta il "male", qual'è il suo contrario? Lademocrazia occidentale, l'anarchia, l'individualismo?
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Vecchio 21-04-2015, 14.43.49   #2
acquario69
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Riferimento: Totalitarismo

ma noi già viviamo nel peggiore dei totalitarismi mai esistiti finora,perché a differenza di quelli passati,come potevano essere il nazismo o il comunismo in russia,quelli erano basati sulla forza "esterna"..ora non ce ne neanche più bisogno,siamo noi stessi che diamo il consenso dal nostro "interno"…cioè peggio di così,non può esistere!
c'e a mio avviso un interessantissimo articolo qui sotto,che spiega effettivamente come sia potuto accadere e credo potrebbe darti ottimi spunti per trovare anche le risposte a questo tema
acquario69 is offline  
Vecchio 21-04-2015, 20.51.48   #3
jolly666
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Riferimento: Totalitarismo

Non è il totilarismo a essere un male, per quanto potenzialmente bello o brutto, nazismo o comunismo, riguardava tutti e tutti venivano trattati in egual maniera, per quanto brutto era coerente, ciò che manca oggi, nonostante il senso di totalirismo sia più diffuso in senso mondiale, prevale la libera idea e il libero pensiero, dando un senso di libertà falso, mascherato, prima eravamo un topo in gabbia, ora siamo un topo in gabbia che non sa di essere in gabbia, questo è ancora più grave, questo senso di apparente libertà e unicità, porta il popolo a pensare come singolo anzichè come multiplo, una volta si l'ottava per obbiettivi comuni oggi si lotta per singoli obbiettivi, venendo meno la forza comune, il popolo si schiera l'uno contro l'altro, perdendo di vista il vero male, se io metto 100 topi in gabbia e li tratto in egual maniera, tutti si schiererànno insieme contro di me, ma se divido i topi in ricchi e poveri, se i poveri mi attaccherà nno mi difenderànno i ricchi, se i ricchi mi aattaccherànno saranno i poveri a difendermi, risultato si attaccherànno tra di loro e io dietro le quinte li manovrero e non se ne accorgeranno, perché sono intenti a combattere le loro battaglie, cosa ci sta portando a questo individualismo facendoci perdere il senso comune, la tecnologia, internet, social network, cellulari, Tablet ecc ecc. Cose che paradossalmente cerchiamo noi, come dice acquario69 giustamente, una parte del popolo pensa che sia un male un altra parte pensa invece che no, un altra ancora non gli interessa, libertà di parola è di pensiero, che portano al l'individualismo, o ha formare tante piccole schiere che non nuociono a nessuno, manca l'obbiettivo comune, perché stanno adottando una psicologia di massa, un psicologia invisibile, che rende qualcosa di non indispensabile indispensabile, ma che in realtà non lo è, la cosa più assurda che a differenza di una volta che per protestare si doveva morire oggi ci basterebbe davvero poco, non acquistare determinate cose che loro stanno rendendo indispensabili e lo diventano sempre più perché noi li acquistiamo e li ricerchiamo..tornando all'esempio delle due gabbie con 100 topi, nella prima non ho adottato psicologia di massa e ho trattato tutti uguali, portando a una protesta come un e, dopo breve tempo, metrinella seconda gabbia dove ho aadottato psicologia creando ricchi e poveri, quanto ci metteranno per capire che entrambi sono in gabbia, molto di più o forse mai..sono tutte forme di totilarismo, cambia solo la forma o le modalità che vengono applicate..* ,
jolly666 is offline  
Vecchio 23-04-2015, 01.25.20   #4
paul11
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Riferimento: Totalitarismo

Citazione:
Originalmente inviato da Jacopus
Il concetto di totalitarismo l'ho appreso dalla Arendt e, se non sbaglio, in esso si ricomprendono quei regimi politici che rendono la società "unidimensionale", fondata su un'unica visione del mondo legittima e che "deve" essere recepita dai membri della società, volenti o nolenti.
La domanda che vi pongo è: questo concetto è significativo? Davvero il nazismo, il fascismo, il comunismo o la società teocratica degli Ayatollah sono la stessa cosa? E' totalitaria la nostra società dei consumi? E' totalitario un certo tipo di pensiero religioso?
Se il totalitarismo rappresenta il "male", qual'è il suo contrario? Lademocrazia occidentale, l'anarchia, l'individualismo?

Ciao Jacopus.
Il totalitarismo impone una cultura, e quale umano ha una verità così superiore da imporre ai suoi simili la "sua " verità?
Quale verità può essere definita così giusta, così equa, così libera, se non aprendo aporie e contraddizioni in quanto imposta?

Ogni sistema come ogni medicina ha delle sue controindicazioni, non esiste una società perfetta. Abbiamo conosciuto monarchie, aristocrazie, teocrazie, dittature scioviniste e altre proletarie.
Ognuna esalta una proprietà, come fosse un principio attivo medico, relegando le altre, nascondendole o sopprimendole.
Se si impone si toglie la libertà, ma quest'ultima emerge sempre prima o poi sovvertendo gli ordini costituiti o generando guerre o rivolte.

Perchè il totalitarismo è contraddittorio rispetto alla natura umana.
La creazione, l'innovazione, la scoperta hanno come premessa il libero pensiero e l'azione.Posso imporre ad un 'artista di pensare solo quello che voglio e di fargli fare quello che non vuole? E' un suddito allora non un artista. Storicamente i totalitarismi "bloccano" il processo storico culturale, come in un fermo immagine, ma è proprio la storia a travolgere i totalitarismi perchè è impossibile imbrigliare la natura umana, così quelle strutture organizzative totalitarie così immobili nella loro statuarie sudditanza, vengono travolte da contraddizioni interne economico, sociali ,culturali e muoiono per come sono nate: in una rivolta.
Il totalitarismo ha come base fondamentale un ordine precostituito ed è proprio ciò che lo "blocca" storicamente diventando antistorico.
Perchè ciò che chiamiamo progresso è innovazione e scoperta che entrano nei meccanismi economici di scambio e alterano, per quanto possano essere ordinati e controllati, i rapporti perequativi delle componenti sociali. In altre parole,è impossibile imbrigliare le motivazioni, le aspettative e le speranze umane, se non costruendo automi
La libertà è la premessa antitotalitaria ma non è la panacea, perchè anch'essa ha delle controindicazioni e una ....posologia.
paul11 is offline  
Vecchio 25-04-2015, 16.05.05   #5
elsire
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Riferimento: Totalitarismo

Acquario69 scrive: "...noi già viviamo nel peggiore dei totalitarismi mai esistiti finora,perché a differenza di quelli passati,come potevano essere il nazismo o il comunismo in russia,quelli erano basati sulla forza "esterna"..ora non ce ne neanche più bisogno,siamo noi stessi che diamo il consenso dal nostro "interno"…cioè peggio di così,non può esistere!"
Peggio di così,non può esistere?
Vallo a raccontare a quelli morti nei lager e e nei gulag, e vedrai cosa ti risponderebbero...se potessero!
Condivido il tuo assunto che anche il nostro è una sorta di totalitarismo; ho letto anche io "L'uomo a una dimensione" di Marcuse.
Ma non condivido affatto, anzi, mi fa un po' orrore, il tuo concetto di che cosa sia veramente il "peggio".
Un po' più di buon senso, e più senso della misura, per favore.
elsire is offline  
Vecchio 25-04-2015, 21.10.08   #6
maral
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Riferimento: Totalitarismo

Citazione:
Originalmente inviato da Jacopus
Il concetto di totalitarismo l'ho appreso dalla Arendt e, se non sbaglio, in esso si ricomprendono quei regimi politici che rendono la società "unidimensionale", fondata su un'unica visione del mondo legittima e che "deve" essere recepita dai membri della società, volenti o nolenti.
La domanda che vi pongo è: questo concetto è significativo? Davvero il nazismo, il fascismo, il comunismo o la società teocratica degli Ayatollah sono la stessa cosa? E' totalitaria la nostra società dei consumi? E' totalitario un certo tipo di pensiero religioso?
Se il totalitarismo rappresenta il "male", qual'è il suo contrario? Lademocrazia occidentale, l'anarchia, l'individualismo?
Mi pare evidente che ogni totalitarismo non possa che essere totalitario, laddove per totalitario intendo una posizione assolutamente monistica di riferimento per considerare il mondo (attuale o ideale che sia). E anche la democrazia può certo essere totalitaria se si esige che non possano esservi alternative ad essa, o che tutto vada ricondotto a un'unica forma di democrazia )o qualcosa che si finge tale).
Il totalitarismo non coincide tuttavia pienamente con l'essere totalitario, ma esprime la totalitarietà come un volere la completa omologazione totalizzante che tutto assorbe in sé, non lasciando nulla fuori. E in questo senso il totalitarismo è a mio avviso forma del nichilismo della volontà.
Ovviamente ogni totalitarismo, anche se vuole essere unico, è diverso e proprio in questo mostra la sua contraddizione, la falsità della sua pretesa.
Giustamente a mio avviso acquario69 ha qui posto in luce una forma di totalitarismo molto insidiosa in virtù della sua potenza totalizzante, presente nell'attuale concezione del mondo che non ammette di fatto alternative, apparentemente non per volontà, ma per razionale inevitabilità. In essa lo schiavo attuale non vede nemmeno più le catene imposte al modo di pensare e di vivere che ormai fanno parte delle esigenze della sua normale confortevole esistenza e sono presentate e sentite come ciò che sole gli garantiscono, promettendoglieli costantemente, libertà e piacere, salvo poi tradursi in un disagio psichico sempre più evidente. Ogni orizzonte di ulteriore di senso tramonta, perde di significato, seppellito da una promessa di godimento continuamente ribadita, ma già consumato nello stesso istante in cui si presenta, affinché la promessa si ripeta ancora. Nietzsche aveva previsto giusto siamo ormai entrati nel tempo dell'ultimo uomo sempre tenuto all'amo, del gregge senza alcuna necessità di un pastore, poiché ognuno vuole la medesima cosa (che si ripete identica in infinite cose diverse), ognuno è uguale (nel modo di non vivere per non sentire) e chi sente altrimenti, va (da solo) diritto al manicomio, senza più bisogno che ce lo spingano come una volta.
Un totalitarismo dal funzionamento perfetto, apparentemente senza attriti.
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Vecchio 25-04-2015, 21.39.20   #7
sgiombo
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Riferimento: Totalitarismo

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Originalmente inviato da elsire
Acquario69 scrive: "...noi già viviamo nel peggiore dei totalitarismi mai esistiti finora,perché a differenza di quelli passati,come potevano essere il nazismo o il comunismo in russia,quelli erano basati sulla forza "esterna"..ora non ce ne neanche più bisogno,siamo noi stessi che diamo il consenso dal nostro "interno"…cioè peggio di così,non può esistere!"
Peggio di così,non può esistere?
Vallo a raccontare a quelli morti nei lager e e nei gulag, e vedrai cosa ti risponderebbero...se potessero!
Condivido il tuo assunto che anche il nostro è una sorta di totalitarismo; ho letto anche io "L'uomo a una dimensione" di Marcuse.
Ma non condivido affatto, anzi, mi fa un po' orrore, il tuo concetto di che cosa sia veramente il "peggio".
Un po' più di buon senso, e più senso della misura, per favore.

Concordo con Acquario69.

Buon senso e misura imporrebbero di non occultare o comunque ignorare che anche le stragi quotidiane dei profughi di guerra e dei migranti per fame (imposte, sia le guerre che la fame, dall' imperialismo occidentale ultratotalitariamente dominante) nel canale di Sicilia (ipocritamente compiante da tantissimi degni nipotini di Goebbels che celebrano continuamente il potere ultratotalitario che ci domina e le provoca), anche le stragi perpetrate dai droni amerikani per eliminare coloro che l' autocrate Obama condanna arbitrariamente a morte senza processo con tutti quelli (tantissimi, di tutte le età) che gli stanno più o meno casualmente nei paraggi sono parte integrante di questo "peggio", che senza di queste deliberate orrende stragi di innocenti non si reggerebbe in piedi.
sgiombo is offline  
Vecchio 26-04-2015, 03.41.21   #8
acquario69
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Riferimento: Totalitarismo

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Originalmente inviato da elsire
Acquario69 scrive: "...noi già viviamo nel peggiore dei totalitarismi mai esistiti finora,perché a differenza di quelli passati,come potevano essere il nazismo o il comunismo in russia,quelli erano basati sulla forza "esterna"..ora non ce ne neanche più bisogno,siamo noi stessi che diamo il consenso dal nostro "interno"…cioè peggio di così,non può esistere!"
Peggio di così,non può esistere?
Vallo a raccontare a quelli morti nei lager e e nei gulag, e vedrai cosa ti risponderebbero...se potessero!
Condivido il tuo assunto che anche il nostro è una sorta di totalitarismo; ho letto anche io "L'uomo a una dimensione" di Marcuse.
Ma non condivido affatto, anzi, mi fa un po' orrore, il tuo concetto di che cosa sia veramente il "peggio".
Un po' più di buon senso, e più senso della misura, per favore.


non ho nessun problema ad accettare le critiche quando mi vengono rivolte,anzi ben vengano se necessario..ti posso dire che sono da sempre state quelle che mi hanno aiutato a crescere,quindi sono d'accordo non ho avuto il senso della misura..spesso tendo ad "estremizzare",anche se a mio avviso a ragion veduta.

quando io ho scritto nella mia estrema sintesi; "quelli erano basati sulla forza "esterna"..ora non ce ne neanche più bisogno,siamo noi stessi che diamo il consenso dal nostro "interno"…la descrizione più dettagliata poi te la riportata maral nel suo pieno significato,ma non ce dubbio che sia la stessa cosa che avrai capito senz'altro da te…

dici; "vallo a dire a quelli che sono morti nei lager (se potessero)" ok mi sta bene.
ora fare dei confronti del genere e' sempre affare delicato,(molto poco politically correct,altro modo modernamente totalizzante di concentrare l'attenzione solo su parametri ben definitivi e circoscritti, utili per l'appunto a neutralizzare in partenza critiche all'interno del sistema stesso) anche "ingiusto" per quelle vittime di quei lager..ma se vogliamo provare a capire meglio non possiamo esimerci da un analisi che andrebbe fatta necessariamente oltre.
percio mi chiedo pure se non sia peggio o se non faccia più orrore essere morti di fatto,se pure in quelle atroci condizioni oppure rimanere fisicamente "vivi" ma essere praticamente morti dentro,(così come vuole l'attuale sistema veramente totalizzante) ..abbiamo idea tra l'altro di quali altre conseguenze può comportare un umanità che non ha più nulla di umano in questo fondamentale senso?
non significa tra l'altro che vi sarebbe una cecità totale che ci porta inesorabilmente alla nostra definitiva estinzione?…
qui mi rifaccio pure all'esempio di jolly quando dice a mio avviso giustamente "prima eravamo topi in gabbia, ora siamo topi in gabbia che non sanno di essere in gabbia"
poi se vogliamo provare a vedere le cose nei fatti più concreti,siamo sicuri che oggi non vengano commesse stragi meno efferate di quei totalitarismi vecchia maniera?
e inoltre…di queste attuali efferatezze,ce ne rendiamo effettivamente conto oppure le assorbiamo passivamente (da morti viventi) da non farci in fondo manco più caso nella quasi "totalizzante" indifferenza?
acquario69 is offline  
Vecchio 26-04-2015, 21.13.32   #9
Jacopus
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Riferimento: Totalitarismo

Salute a tutti. Le vostre riflessioni mi hanno condotto a riprendere in mano "Dialettica dell'Illuminismo" di Adorno. Nelle prime pagine si dice che l'illuminismo è totalitario, ovvero che la sua ricerca razionale e metodica dell'agire materiale lo è. Il numero e la classificazione, l'esperimento e la trasformazione del mondo non ammettono visioni alternative e questo inevitabilmente conduce alle visioni "pessimistiche" che avete elencato, a quel mondo subdolamente totalitario che viviamo.
Anders in "L'uomo è antiquato?" si chiedeva appunto se la macchina non abbia definitivamente sostituito l'uomo, ormai ridotto ad appendice della macchina piuttosto che il contrario, in un mondo dominato da una razionalità strumentale, il cui unico fine appare l'accumulazione e il consumo in una giostra insensata.
Traverso in "La violenza Nazista", in modo magistrale, scova le origini del pensiero nazista nella ghigliottina e nel carcere, che troveranno la loro apoteosi nel lager. Questo per considerare come il pensiero liberale, nato dalla rivoluzione francese, sia in qualche modo imparentato proprio con il sistema totalitario più aberrante, e non sia contrapposto ad esso come vuole talvolta farci credere una storiografia compiacente.

Hanna Arendt, riferendosi al totalitarismo, diceva "The subterranean stream of western history has finally come to the surface and usurped the dignity of our tradition".

E' una bellissima frase che, nella sua ambivalenza, sintetizza quello che penso in proposito.
Nella storia occidentale il totalitarismo è sempre presente (Adorno lo fa iniziare con Ulisse) ed è un seme velenoso che riposa dentro il frutto del processo storico della "Zivilitation". Eppure quel frutto non è tutto da buttare. Tutt'altro...Il percorso storico della razionalità occidentale ci permette di vivere al caldo, di pensare criticamente il mondo, di parlare liberamente, almeno lo permette ad una parte di umanità molto vasta.
Ciò che non dobbiamo dimenticare è la presenza di quello ed altri semi velenosi, affinché non si sviluppino nuovamente piante del terrore. Guardare il mondo come faceva l'Adriano della Yourcenair, allorchè si definisce "Unus et multi in me", può essere un valido aiuto per combattere i sempre rinascenti totalitarismi.
buona serata e grazie per la lettura.
Jacopus is offline  
Vecchio 27-04-2015, 07.25.13   #10
elsire
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Riferimento: Totalitarismo

Sgiombo scrive: "Buon senso e misura imporrebbero di non occultare o comunque ignorare che anche le stragi quotidiane dei profughi di guerra e dei migranti per fame (imposte, sia le guerre che la fame, dall' imperialismo occidentale ultratotalitariamente dominante) nel canale di Sicilia (ipocritamente compiante da tantissimi degni nipotini di Goebbels che celebrano continuamente il potere ultratotalitario che ci domina e le provoca), anche le stragi perpetrate dai droni amerikani per eliminare coloro che l' autocrate Obama condanna arbitrariamente a morte senza processo con tutti quelli (tantissimi, di tutte le età) che gli stanno più o meno casualmente nei paraggi sono parte integrante di questo "peggio", che senza di queste deliberate orrende stragi di innocenti non si reggerebbe in piedi."
Mi dispiace, non concordo affatto con il tuo concetto di "buon senso e misura ".
Sono d'accordo che non si può misurare l'orrore, ma se proprio dobbiamo farlo, almeno contiamo bene.
E poi facciamo pure qualche considerazione di merito.
I)
QUANTITATIVAMENTE:
Quanti sono, numericamente, i morti dei barconi, o le vittime dei droni?
Centinaia.
Quanti sono, numericamente, i morti dei lager e dei gulag?
Milioni.
Controllate sui libri di storia.
II)
QUALITATIVAMENTE:
a)
Di solito, in senso tecnico, il totalitarismo ha struttura tirannica e dittatoriale...mentre chi è oggi al potere (almeno in occidente), è stato eletto dal popolo.
In modo imperfetto, sicuramente, ma nessuno ha di certo preso il potere con la forza bruta (manganelli, olio di ricino...e molto peggio).
E non mi pare che in occidente, si siano mai viste maggioranze "bulgare", come nelle dittature travestite.
Come si fa a non vedere la differenza?
b)
Che l'attuale contesto non sia totalitario, peraltro, lo dimostra il nostro stesso dibattito.
Scommettiamo che, se all'epoca fosse esistita INTERNET, sotto il Nazismo, il Comunismo e i Fascismo, un dibattito del genere non sarebbe mai potuto apparire su nessun Forum?
Secondo voi è poco?
No...secondo me è TANTO!
c)
Senza scendere troppo in dettaglio, noi, sulla barche dei migranti, non spariamo affatto...ma li soccorriamo.
Hitler e Stalin cosa avrebbero fatto?
La domanda non è retorica...rispondete.
Quanto a Mussolini, i "più buono" dei tre porcellini totalitari, nel 1930, in Libia, deportò centomila civili autoctoni in campi di sterminio nel deserto. le loro proprietà vennero confiscate e date ai coloni italiani. E il generale badoglio scrisse "La via ci è stata tracciata e noi dobbiamo perseguirla fino alla fine anche se dovesse perire tutta la popolazione libica".
Leggete un po' di storia, ragazzi, e poi fate confronti più sensati.
d)
Quanto alle vittime dei droni, pur deprecando la cosa come decisamente ORRIBILE, secondo me la maggior parte dei morti civili, sono più vittime dei terroristi, che degli americani.
Ed infatti, i terroristi pongono le loro basi "appositamente" in mezzo i civili (non "casualmente nei paraggi", come ingenuamente scrive Sgiombo!), e da lì lanciano i loro scud diretti a colpire civili della parte avversa.
Se, poi, gli occidentali, per reagire, li colpiscono con i droni (che, comunque, sono studiati apposta per essere "selettivi", anche se inevitabilmente possono sbagliare), i terroristi sono entusiasti delle stragi della loro stessa popolazione, perchè sono ottima propaganda antioccidentale.
Era proprio quello che cercavano di ottenere.
Quella sì che è propaganda criminale...per chi è così ingenuo da cascarci.
elsire is offline  

 



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