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Vecchio 24-05-2015, 14.21.01   #1
Davide M.
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Data registrazione: 06-04-2014
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Destra e Sinistra

Carissimi,
in una discussione che sto avendo con amici di area prettamente anglosassone, mi è venuto un dubbio. Le discussioni, sapete, iniziano su di un soggetto, nella fattispecie una dichiarazione di David Horowitz, per poi finire su altri lidi apparentemente alieni rispetto al soggetto originale. Le persone di estrazione anglosassone, americani, inglesi, canadesi, australiani, sono molto più pragamatici di noi europei, vanno dritti al cuore del problema senza tanti giri di parole. In uno di questi post, un amico mi ha scritto che un cosiddetto left-wing concept, cioè una prerogativa della Sinistra, diremmo noi italiani, è la diversità. Ora, per quello che io ne sapevo, la diversità dovrebbe essere una prerogativa della cosiddetta Destra. Cioè gli uomini sono allo stesso tempo eguali e diversi, però per la destra è la non eguaglianza la loro caratteristica fondamentale: la diversità è l’elemento principe del mondo, che lo rende tale e lo guida. D’altra parte, le diseguaglianze fra le persone (l’incontro fra differenze) inducono ad instaurare rapporti di forza fra gli individui, che sarebbe stupido ignorare o sminuire, perché determinano prima il quotidiano, poi il divenire storico. Allora gli ho fatto presente che invero la diversità dovrebbe essere una prerogativa della destra piuttosto che della sinistra, al che mi ha risposto che negli States l'orientamento generale negli ambienti accademici, culturali, è di area prettamente socialista, di stampo anti-capitalista, ma con un caratteristico accento su quelle differenze antropologiche inevitabili in una società consumistica postmoderna. E la cosa bella, è che ci credono veramente. Cioè è la prassi, la normalità. Mi ricorda Gaber, ma cos'è la destra? cos'è la sinistra? Ecco, io non lo so più. Quello che voglio dire, è che la fuori il mondo corre, si evolve, mentre noi in Italia siamo ancora abituati ad etichettare determinati atteggiamenti, concetti, ideali, che apparentemente non hanno nulla di politico ma che invece finiscono e definiscono l'estrazione sociale e culturale di un singolo o un gruppo di persone rispetto a quelle che dovrebbero essere per così dire le coordinate politiche storiche. Ma io penso che oggi si sia perso un pò il senso non dico di appartenenza, ma proprio di identificazione ideologica. E non so se questo sia un bene o un male. Oggi nessun giovane sa quali siano le prerogative o gli ideali della cosidetta destra e della cosiddetta sinistra. Quali sono secondo voi?
Fate conto che io sia un diciottenne che si appresti per la prima volta ad entrare in una cabina elettorale, mi elencate quali sono i cavalli di battaglia dell'una e dell'altra parte? So che la famiglia è un caposaldo sociale della destra, ma perché le lotte per il riconoscimento giuridico delle coppie di fatto da parte della sinistra non è anche un atto politico a favore della famiglia? La proprietà privata dovrebbe essere abolita, secondo la più schietta tradizione di sinistra, ma quelle persone che oggi si rispecchiano in questa corrente politica la pensano proprio così? Quando si apprestano a votare alle elezioni ci pensano a queste cose? Chi si sente più vicino alle posizioni di destra lo sa che nel proprio retroterra culturale c'era la divisione della società in base al censo? Io onestamente penso di no. Penso che oggi il nostro Paese sia diventato un coacervo di assoluta ignoranza ideologica. Non dico che l'ideologia sia un bene in senso assoluto, sia chiaro, ma almeno si dovrebbe avere la percezione del tipo di società in cui vogliamo che crescano i nostri figli, e se non si hanno dei riferimenti culturali definiti non si possono nemmeno avere degli obiettivi storici condivisi, e questo secondo me porta ad un relativismo politico per il quale ci ritroviamo a vivere in un Paese in cui non si capisce più un cazzo.
Davide M. is offline  
Vecchio 26-05-2015, 14.18.09   #2
elsire
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Data registrazione: 27-08-2014
Messaggi: 162
Riferimento: Destra e Sinistra

Il problema che poni è molto interessante e complesso, per cui non è facile (e, forse, nemmeno corretto) semplificarlo al massimo; come ora mi accingo a fare, per ragioni di tempo e di spazio.
Ovviamente, si tratta di una "mia" semplificazione: non condivisa, nè condivisibile da tutti.
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A) DESTRA
Al riguardo, innanzitutto, io distinguerei tra:
1) DESTRA ECONOMICA, che, sia pur semplificando al massimo, è la politica vista nell'ottica "capitalistica" e/o "finanziaria", di chi immette nella produzione il fattore "capitale" (mobiliare e immobiliare); e, più in generale, è l'orientamento politico dei "ricchi" e dei "possidenti". Tende al globalismo internazionale.
2) DESTRA POLITICA, che, sia pur semplificando al massimo, è la politica vista nell'ottica "conservatrice" (e, a volte, "reazionaria"); e, più in generale, è l'orientamento politico dei "tradizionalisti" sociali, religiosi ecc. Tende al nazionalismo (e/o al localismo) e al protezionismo.
1 e 2 spesso tra di loro si mescolano, e tendono partiticamente a fondersi...ma non sono MAI la stessa cosa.
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B) SINISTRA
Dopodichè, simmettricamente, distinguerei tra:
1) SINISTRA ECONOMICA, che, sia pur semplificando al massimo, è la politica vista nell'ottica di chi immette nella produzione solo il fattore "lavoro" (di solito non specializzato e subordinato); e, più in generale, è l'orientamento politico dei "poveri". Tende, almeno oggi, ad una visione nazionalistica delle tutele del lavoro.
2) SINISTRA POLITICA, che, sia pur semplificando al massimo, è la politica vista nell'ottica "progressista" (e, a volte, "rivoluzionaria"); e, più in generale, è l'orientamento politico degli "innovatori dei diritti sociali", non necessariante di carattere economico. Tende al globalismo delle rivendicazioni.
1 e 2 spesso tra di loro si mescolano e tendono partiticamente a fondersi...ma non sono MAI la stessa cosa.
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Premesso quanto sopra, sottolineo che, per ogni voce, bisognerebbe fare una dozzina di ulteriori precisazioni e di "distinguo"...ma credo che, molto "grosso modo", la classificazione di fondo sia corretta.
E, confondere tali categorie di fondo, come se ci fosse una sola DESTRA e una sola SINISTRA, spesso conduce a gravi errori politici.
Ad esempio, molti sostenitori della destra politica, possono essere contrari ai sostenitori della destra economica, come molti sostenitori della sinistra politica, possono essere contrari ai sostenitori della sinistra economica.
Ad ogni modo, a mio avviso, ritengo che sia errato sostenere che la "diversità" dovrebbe essere considerata una prerogativa della cosiddetta Destra.
Ed infatti se vogliamo confondere il significato di "diversità" con quello di "diseguaglianza" (che è una cosa ben differente)...allora sicuramente la "diversità" è una bandiera della "destra economica" (A1).
Ma è, ovviamente, un raggiro, perchè Tizio e Caio possono essere diversissimi tra di loro, pur avendo lo stesso reddito, mentre Sempronio e Fulgenzio possono avere un identico carattere e identici gusti, pur essendo l'uno ricchissimo e l'altro poverissimo.
Se poi vogliamo parlare di "destra politica", non c'è dubbio che essa sia nemica giurata di qualsiasi"diversità"; basti pensare al tema dei matrimoni gay.
Stesso discorso vale per la sinistra; per esempio, i ricchi "radical chic" progressisti, possono avere una visione molto diversa dagli operai metalmeccanici.
elsire is offline  
Vecchio 27-05-2015, 01.32.49   #3
paul11
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Riferimento: Destra e Sinistra

Citazione:
Originalmente inviato da Davide M.
Carissimi,
in una discussione che sto avendo con amici di area prettamente anglosassone, mi è venuto un dubbio. Le discussioni, sapete, iniziano su di un soggetto, nella fattispecie una dichiarazione di David Horowitz, per poi finire su altri lidi apparentemente alieni rispetto al soggetto originale. Le persone di estrazione anglosassone, americani, inglesi, canadesi, australiani, sono molto più pragamatici di noi europei, vanno dritti al cuore del problema senza tanti giri di parole. In uno di questi post, un amico mi ha scritto che un cosiddetto left-wing concept, cioè una prerogativa della Sinistra, diremmo noi italiani, è la diversità. Ora, per quello che io ne sapevo, la diversità dovrebbe essere una prerogativa della cosiddetta Destra. Cioè gli uomini sono allo stesso tempo eguali e diversi, però per la destra è la non eguaglianza la loro caratteristica fondamentale: la diversità è l’elemento principe del mondo, che lo rende tale e lo guida. D’altra parte, le diseguaglianze fra le persone (l’incontro fra differenze) inducono ad instaurare rapporti di forza fra gli individui, che sarebbe stupido ignorare o sminuire, perché determinano prima il quotidiano, poi il divenire storico. Allora gli ho fatto presente che invero la diversità dovrebbe essere una prerogativa della destra piuttosto che della sinistra, al che mi ha risposto che negli States l'orientamento generale negli ambienti accademici, culturali, è di area prettamente socialista, di stampo anti-capitalista, ma con un caratteristico accento su quelle differenze antropologiche inevitabili in una società consumistica postmoderna. E la cosa bella, è che ci credono veramente. Cioè è la prassi, la normalità. Mi ricorda Gaber, ma cos'è la destra? cos'è la sinistra? Ecco, io non lo so più. Quello che voglio dire, è che la fuori il mondo corre, si evolve, mentre noi in Italia siamo ancora abituati ad etichettare determinati atteggiamenti, concetti, ideali, che apparentemente non hanno nulla di politico ma che invece finiscono e definiscono l'estrazione sociale e culturale di un singolo o un gruppo di persone rispetto a quelle che dovrebbero essere per così dire le coordinate politiche storiche. Ma io penso che oggi si sia perso un pò il senso non dico di appartenenza, ma proprio di identificazione ideologica. E non so se questo sia un bene o un male. Oggi nessun giovane sa quali siano le prerogative o gli ideali della cosidetta destra e della cosiddetta sinistra. Quali sono secondo voi?
Fate conto che io sia un diciottenne che si appresti per la prima volta ad entrare in una cabina elettorale, mi elencate quali sono i cavalli di battaglia dell'una e dell'altra parte? So che la famiglia è un caposaldo sociale della destra, ma perché le lotte per il riconoscimento giuridico delle coppie di fatto da parte della sinistra non è anche un atto politico a favore della famiglia? La proprietà privata dovrebbe essere abolita, secondo la più schietta tradizione di sinistra, ma quelle persone che oggi si rispecchiano in questa corrente politica la pensano proprio così? Quando si apprestano a votare alle elezioni ci pensano a queste cose? Chi si sente più vicino alle posizioni di destra lo sa che nel proprio retroterra culturale c'era la divisione della società in base al censo? Io onestamente penso di no. Penso che oggi il nostro Paese sia diventato un coacervo di assoluta ignoranza ideologica. Non dico che l'ideologia sia un bene in senso assoluto, sia chiaro, ma almeno si dovrebbe avere la percezione del tipo di società in cui vogliamo che crescano i nostri figli, e se non si hanno dei riferimenti culturali definiti non si possono nemmeno avere degli obiettivi storici condivisi, e questo secondo me porta ad un relativismo politico per il quale ci ritroviamo a vivere in un Paese in cui non si capisce più un cazzo.


ciao Davide M.
Al giorno d’oggi non c’è una grande differenza fra destra e sinistra, è un problema comune a tutto l’Occidente. Sono sfumature storiche che rimangono a farne la differenza.
Il pragmatismo americano come da te giustamente sottolineato ha alcune peculiarità, la prima è la convivenza di più etnie dalla sua origine storica e la seconda quella di non aver sedimi storici come l’Europa. Loro sono molto poco ideologici, noi europei siamo fortemente segnati dalla storia.
Praticamente nessuno crede più all’abolizione della proprietà privata, perché ormai è popolarmente diffusa, solo gli estremismi ideologici la professano.
I valori di libertà ed uguaglianza che erano il discrimine fra destra e sinistra in realtà hanno perso differenza e consistenza appiattendosi verso i centralismo, facendo sparire, almeno fino ad adesso, gli estremismi.
La sinistra è più Stato e meno privato e la destra è viceversa.Perché i servizi più importanti dello Stato, come la scuola e la sanità pubblica, o le pensioni quindi la previdenza e l’assistenza, per poter essere garantiti all’intera popolazione soprattutto salvaguardando le fasce più povere e deboli, hanno necessità di cospicui investimenti e sostegni da parte dell’ intera comunità nazionale.
In realtà sono avvenute storture storiche anche ideologiche. Il nazismo e il fascismo sono “costole” sociali nazionalistiche ,Intendo dire che salvaguardarono gli strati più deboli della popolazione, ma mantennero i privilegi tipici del capitalismo. Gli assegni familiari e le pensioni sono stati elargite dal fascismo in Italia .Quello che intendo dire è che ci sono state commistioni originarie ideologiche dove le caratteristiche endemiche della storia delle ideologie calate nelle diverse società nazionali soprattutto in Europa, hanno appunto caratterizzato a seconda del tipo di capitalismo ed economia su cui si sono impiantate le ideologie, la storia dei partiti delle singole nazioni.

Nei fatti tutti i partiti di potere ,di destra o sinistra, la prima cosa che fanno è patteggiare con i “poteri forti”,che siano americani o italiani l’antifona non cambia.
Da diversi decenni ormai è il come si costruisce il Documento di Programmazione Economica dello Stato, di come si interviene nelle manovre economiche congiunturali in cui le spese dello Stato o sono superiori agli introiti, che si decide come il partito di destra o sinistra sia in realtà, cioè è la realtà ormai che dichiara chi sia di destra o di sinistra e non più l’appartenenza a priori.
paul11 is offline  
Vecchio 27-05-2015, 08.24.32   #4
sgiombo
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Riferimento: Destra e Sinistra

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Originalmente inviato da Davide M.
Carissimi,
in una discussione che sto avendo con amici di area prettamente anglosassone, mi è venuto un dubbio. Le discussioni, sapete, iniziano su di un soggetto, nella fattispecie una dichiarazione di David Horowitz, per poi finire su altri lidi apparentemente alieni rispetto al soggetto originale. Le persone di estrazione anglosassone, americani, inglesi, canadesi, australiani, sono molto più pragamatici di noi europei, vanno dritti al cuore del problema senza tanti giri di parole. In uno di questi post, un amico mi ha scritto che un cosiddetto left-wing concept, cioè una prerogativa della Sinistra, diremmo noi italiani, è la diversità. Ora, per quello che io ne sapevo, la diversità dovrebbe essere una prerogativa della cosiddetta Destra. Cioè gli uomini sono allo stesso tempo eguali e diversi, però per la destra è la non eguaglianza la loro caratteristica fondamentale: la diversità è l’elemento principe del mondo, che lo rende tale e lo guida. D’altra parte, le diseguaglianze fra le persone (l’incontro fra differenze) inducono ad instaurare rapporti di forza fra gli individui, che sarebbe stupido ignorare o sminuire, perché determinano prima il quotidiano, poi il divenire storico. Allora gli ho fatto presente che invero la diversità dovrebbe essere una prerogativa della destra piuttosto che della sinistra, al che mi ha risposto che negli States l'orientamento generale negli ambienti accademici, culturali, è di area prettamente socialista, di stampo anti-capitalista, ma con un caratteristico accento su quelle differenze antropologiche inevitabili in una società consumistica postmoderna. E la cosa bella, è che ci credono veramente. Cioè è la prassi, la normalità. Mi ricorda Gaber, ma cos'è la destra? cos'è la sinistra? Ecco, io non lo so più. Quello che voglio dire, è che la fuori il mondo corre, si evolve, mentre noi in Italia siamo ancora abituati ad etichettare determinati atteggiamenti, concetti, ideali, che apparentemente non hanno nulla di politico ma che invece finiscono e definiscono l'estrazione sociale e culturale di un singolo o un gruppo di persone rispetto a quelle che dovrebbero essere per così dire le coordinate politiche storiche. Ma io penso che oggi si sia perso un pò il senso non dico di appartenenza, ma proprio di identificazione ideologica. E non so se questo sia un bene o un male. Oggi nessun giovane sa quali siano le prerogative o gli ideali della cosidetta destra e della cosiddetta sinistra. Quali sono secondo voi?
Fate conto che io sia un diciottenne che si appresti per la prima volta ad entrare in una cabina elettorale, mi elencate quali sono i cavalli di battaglia dell'una e dell'altra parte? So che la famiglia è un caposaldo sociale della destra, ma perché le lotte per il riconoscimento giuridico delle coppie di fatto da parte della sinistra non è anche un atto politico a favore della famiglia? La proprietà privata dovrebbe essere abolita, secondo la più schietta tradizione di sinistra, ma quelle persone che oggi si rispecchiano in questa corrente politica la pensano proprio così? Quando si apprestano a votare alle elezioni ci pensano a queste cose? Chi si sente più vicino alle posizioni di destra lo sa che nel proprio retroterra culturale c'era la divisione della società in base al censo? Io onestamente penso di no. Penso che oggi il nostro Paese sia diventato un coacervo di assoluta ignoranza ideologica. Non dico che l'ideologia sia un bene in senso assoluto, sia chiaro, ma almeno si dovrebbe avere la percezione del tipo di società in cui vogliamo che crescano i nostri figli, e se non si hanno dei riferimenti culturali definiti non si possono nemmeno avere degli obiettivi storici condivisi, e questo secondo me porta ad un relativismo politico per il quale ci ritroviamo a vivere in un Paese in cui non si capisce più un cazzo.


Per me aveva ragione il buon Gaber (su questa questione, oggi in Italia).

Aggiungerei alla sua nota canzone:

La coppola é di sinistra, il Borsalino di desta.
Ma poiché tutto é relativo, la coppola può anche essere di destra (rispetto al basco) e il Borslino di sinistra (rispetto alla bombetta).
sgiombo is offline  

 



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