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Vecchio 11-07-2015, 09.36.32   #11
acquario69
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Riferimento: Sono coscienza. Chi ha scritto questa frase è solo una delle mie fonti.

Dire che ognuno di noi ha una sua propria coscienza (separata) equivale a restare chiusi nel proprio mentale,credendo che esista appunto una realtà separata (soggetto-oggetto)
la nostra e' solo una manifestazione particolare e quindi "mutevole" della coscienza (mi trovo pienamente d'accordo con jolly nella sua spiegazione,davvero molto interessante)
e' lo spirito che e' unico ed immutabile.
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Vecchio 11-07-2015, 10.09.38   #12
pepe98
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Riferimento: Sono coscienza. Chi ha scritto questa frase è solo una delle mie fonti.

Jolly666: a quanto pare non tutti lo sanno, e comunque parlo anche per esperienza. Il fatto è che ci sono molti pensatori seri che indagano sull'anima, sulla morte... cose che dopo questo semplice ragionamento non sono necessarie. C'è chi crede alla reincarnazione, e chi ci crede non riesce ad accettare il fatto che si possa essere coscienti in più corpi allo stesso momento. I sensi ci fanno percepire il tempo come qualcosa che scorre, mentre siamo noi a ordinare il tempo in modo tale da far venire prima cause e poi conseguenze.
Credo che questo fatto non sia divulgato abbastanza.
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Vecchio 11-07-2015, 15.30.41   #13
jolly666
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Riferimento: Sono coscienza. Chi ha scritto questa frase è solo una delle mie fonti.

Pepe98 vuoi sapere realmente cosa non ha mai capito nessun filosofo, che il punto di vista di un essere umano che esprime la realta è sbagliato inquanto è il punto di vista di un essere umano e ci sono due fattori importanti, il pensiero qualsiasi esso sia sarà sempre condizionato da due fattori imprescindibili, il nostro modo di vedere il mondo tramite i nostri sensi e l'egoismo proprio che nasce di base in ognuno di noi, cioè qualsiasi pensiero è rivolto a noi, casa è meglio o casa è peggio per noi..qualsiasi pensiero sarà sempre condizionato da questi due fattori..per me la vecchia filosofia è superata, bella vera per noi ma superata..dobbiamo cominciare a cercar di vedere il mondo sotto punti di vista diversi da noi...
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Vecchio 11-07-2015, 20.16.00   #14
jolly666
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Riferimento: Sono coscienza. Chi ha scritto questa frase è solo una delle mie fonti.

Dire che ognuno di noi ha una sua propria coscienza (separata) equivale a restare chiusi nel proprio mentale,credendo che esista appunto una realtà separata (soggetto-oggetto)
la nostra e' solo una manifestazione particolare e quindi "mutevole" della coscienza (mi trovo pienamente d'accordo con jolly nella sua spiegazione,davvero molto interessante)
e' lo spirito che e' unico ed immutabile.


Ti ringrazio per la condivisione del mio pensiero, come detto anche in altri discorsi devo precisare ciò che ritengo l'errore più grande di oggi anzi di sempre che ci impedisce di arrivare a conclusioni così ovvie..il concetto di tempo ribadisco che è mal interpretato se viene visto come qualcosa di esterno a noi, avevo già aperto una discussione proprio su questo concetto, la coscenza di noi è in realtà tutto ciò che ci permette di inquadrarci in un determinato tempo e con il corpo fisico in un determinato punto nello spazio, tutto il resto che vediamo di non animato fa parte solo di un punto nello spazio, senza un determinato tempo, quello c'è lo mettiamo noi con il nostro punto di vista...questo perché avviene? perché l'universo esiste per intero in un determinato momento solo, come un film che esiste per intero in un cd...noi siamo molto piccoli rispetto l'universo, quindi vediamo con i nostri sensi non solo una porzione piccola di spazio, ma anche una porzione piccola di tempo che esiste per intero nello spazio, come il film nel cd che esiste per intero ma con i nostri senzi lo vediamo in suddivisione di momenti uno dietro l'altro..ho avuto la passione di capire cos' è il tempo in realtà si da piccolo e dopo tanti e tanti e tanti pensieri ed informazioni per me l'unica conclusione logica che poi spiegherebbe tutto se si abbandona se l'idea del big ben o dell'espansione, finché avremo coscenza di noi l'universo si espandere sempre perché creeremo sempre più tempo, quindi è logico e non esclude che possa essere solo interno a noi, crolla però la teoria del big bang, perché ciò presuppone che come ho detto l'universo esiste per intero, quindi presuppone che sia infinito senza inizio ne fine cioè senza tempo, visto che siamo noi a crearlo..quadra tutto se si sposta questo piccolo concetto...io ne sono sicuro ma non ho prove di ciò, tranne noi stessi che ne siamo la prova vivente..
jolly666 is offline  
Vecchio 12-07-2015, 16.16.42   #15
Coscienza
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Riferimento: Sono coscienza. Chi ha scritto questa frase è solo una delle mie fonti.

L'inghippo della coscienza unica sta nella sua conseguente condivisione con più soggetti.

Si può fare un paragone parlando della materia.

Analisi della materia
Definendo la materia come un'entità, diciamo che è una ed una sola. Diciamo che l'uomo suddivide col suo ragionamento la Terra, le stelle, la luna, ma in realtà l'entità materia è una sola.

Questo si può fare perchè infatti possiamo allargare il nostro angolo di visione (anche solo logicamente, teoricamente) sull'universo e indendere tutto quanto come una cosa sola.

Con la coscienza è più difficile.
Analisi della coscienza
Definendo la coscienza come un'entità, diciamo che è una ed una sola (monade di coscienza universale).
Diciamo che l'uomo suddivide col suo ragionamento, con la sua logica, o auto-illudendosi, più coscienze, la mia, la tua, la sua, quella di gente che sta dall'altra parte del mondo, ma in realtà l'entità coscienza è una sola.

Ora dobbiamo allargare il nostro angolo di visione (anche solo logicamente, teoricamente), sulla coscienza monade universale, e qua sta l'inghippo: non ha senso nemmeno dal punto di vista teorico, logico. Infatti siccome la coscienza siamo noi direttamente, e non siamo un osservatore esterno, non possiamo autoanalizzarci. Nel caso dell'universo, il nostro corpo fisico è parte di esso, ma la nostra ragione ci può, usando la teoria, il ragionamento, la logica, far uscire dall'universo, intenderlo come un oggetto esterno (io sono qua e l'oggetto è là, è esterno a me, è analizzabile) e dire: quella cosa è una sola, e io lo chiamo "Universo" e riconosco che le cose che lo formano sono solo categorizzazioni fatte per comodità.
Con la coscienza, invece, l'oggetto in questione sono io (nel senso più pieno, profondo e completo del termine), e non ho a disposizione altri strumenti di analisi per fare appunto una analisi.

L'unica esperienza che si fa della coscienza è la propria. Affermare una coscienza universale è assurdo perché non combacia assolutamente con l'esperienza quotidiana di coscienza. Mentre invece affermare che l'universo materico è una cosa sola, combacia con l'esperienza quotidiana, infatti sappiamo che particelle di corpi possono fondersi con altre e quindi la luna non è una cosa a sè, indipendente dal resto del sistema solare.

Affermare che esiste una coscienza universale, o affermare qualsiasi altra cosa che non sia solipsismo della coscienza (esiste solo la mia coscienza) è assurdo (nel senso di paradossale, sbagliato, non logico, non razionale, non compatibile con l'esperienza), è un atto di fede.
Ovviamente può benissimo essere che in realtà io sia in errore e che esista una coscienza universale, ma se così è, avreste ragione per atto di fede / fortuna e non per ragionamento, per giusta formulazione di una teoria, siccome ogni tipo di ragionamento a favore della coscienza universale contrasta con l'esperienza quotidiana (la tua quotidiana esperienza, di te che stai leggendo).


Tipiche obiezioni, di seguito.

Ma tu fai esperienza solo di una parte della coscienza!
Risposta: chiediti chi è il "tu" della frase. Il "tu" della frase è l'io, cioè la coscienza stessa, cioè l'elemento di analisi.
Ovvero è già tutta la possibile coscienza pensabile e sperimentabile. Da dove mai esce l'idea della coscienza unica? Viene dal fatto che è difficile e scomodo accettare il solipsismo. Ma il fatto che sia difficile e scomodo non significa che ci sia alcuna correttezza nell'ideare una soluzione campata in aria come la coscienza universale. Non c'è alcun elemento che confermi che noi siamo solo una parte di coscienza e che non vediamo quella più grande.
Nel caso dell'analisi sulla materia, al contrario, mentre lo scienziato ancora ignorante analizza la Terra, di colpo si accorge, guardando in alto nel cielo, che ci sono la Luna e le stelle. Ecco quindi che fa esperienza di altro, e quindi può affermare che tutto ciò che esiste non è più solo la Terra, ma anche altro.
Nel caso della coscienza, ciò non accade. La coscienza è sempre legata al cervello.
Tipiche obiezioni sono stati mentali derivati dall'uso di droghe, N.D.E. (Near Death Experience), e altro, tutte cose in realtà spiegabili da un punto di vista scientifico.
Coscienza is offline  
Vecchio 13-07-2015, 04.35.48   #16
acquario69
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Riferimento: Sono coscienza. Chi ha scritto questa frase è solo una delle mie fonti.

Citazione:
Originalmente inviato da jolly
il concetto di tempo ribadisco che è mal interpretato se viene visto come qualcosa di esterno a noi..

Concordo sul fatto che lo spazio-tempo sia una condizione imprescindibile dell'esistenza individuale e nel nostro caso umana..e infatti non vuol dire nemmeno che non vi siano altri livelli di esistenza (non umana o individuale) al di "fuori" del tempo.


Citazione:
Originalmente inviato da Coscienza
Affermare che esiste una coscienza universale, o affermare qualsiasi altra cosa che non sia solipsismo della coscienza (esiste solo la mia coscienza) è assurdo (nel senso di paradossale, sbagliato, non logico, non razionale, non compatibile con l'esperienza), è un atto di fede.
Ovviamente può benissimo essere che in realtà io sia in errore e che esista una coscienza universale, ma se così è, avreste ragione per atto di fede / fortuna e non per ragionamento, per giusta formulazione di una teoria, siccome ogni tipo di ragionamento a favore della coscienza universale contrasta con l'esperienza quotidiana (la tua quotidiana esperienza, di te che stai leggendo).

diciamo che la coscienza e' la caratteristica che ci distingue,questa ce l'hanno tutti a diversi gradi e livelli (uomini,animali,piante…)
quello che caratterizza l'uomo in particolare e' lo stato mentale.
cio che per noi e' reale,dal nostro punto di vista sarebbe così solo una "fetta" della realtà complessiva che ci rende coscienti ma che e' limitata al nostro stesso stato.
se il mentale ci fornisce una distinzione o se vogliamo una "separazione",questa di fatto può esistere solo nel nostro stesso ambito

quello che secondo me tu consideri solo come atto di fede,sarebbe in definitiva un intuizione intellettuale superiore o trascendente (da non confondere percio con una intuizione della sola ragione o mentale, inferiore)
sarebbe poi cio che fa coincidere simultaneamente il conoscente con il conosciuto e a quel punto non può esserci più dualità
acquario69 is offline  
Vecchio 13-07-2015, 09.22.11   #17
pepe98
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Riferimento: Sono coscienza. Chi ha scritto questa frase è solo una delle mie fonti.

Citazione:
Originalmente inviato da Coscienza


Tipiche obiezioni, di seguito.

Ma tu fai esperienza solo di una parte della coscienza!
Risposta: chiediti chi è il "tu" della frase. Il "tu" della frase è l'io, cioè la coscienza stessa, cioè l'elemento di analisi.

Quel "tu", in realtà, si riferisce alla tua coscienza di ora, e il tuo ragionamento implicherebbe che ad ogni istante tu sei una coscienza diversa, infatti non fai esperienza del tuo futuro.

Nel caso dell'analisi sulla materia, al contrario, mentre lo scienziato ancora ignorante analizza la Terra, di colpo si accorge, guardando in alto nel cielo, che ci sono la Luna e le stelle. Ecco quindi che fa esperienza di altro, e quindi può affermare che tutto ciò che esiste non è più solo la Terra, ma anche altro.
Nel caso della coscienza, ciò non accade. La coscienza è sempre legata al cervello.

Attenzione, perché quando lo scienziato analizza la materia, non la analizza mai come puramente materiale, ma la percepisce in base a come il suo cervello interpreta le informazioni materiali. Non si è mai in contatto diretto col mondo materiale, tutto ciò che si percepisce è coscienza. Quindi, facendo esperienza di altro, fa sempre esperienza di nuova coscienza. La materia stessa è coscienza, in quanto percepita.
.

Chiamarlo atto di fede è eccessivo, si tratta di un'ipotesi dovuta al fatto che non abbiano elementi logici che ci permettano di dividere la coscienza. Infatti, cercando questi elementi, si cade in contraddizione, affermando che ci dovrebbe essere una coscienza diversa per ogni istante di tempo nello stesso organismo.

I commenti stanno dentro alla citazione.
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Vecchio 13-07-2015, 19.05.49   #18
jolly666
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Concordo sul fatto che lo spazio-tempo sia una condizione imprescindibile dell'esistenza individuale e nel nostro caso umana..e infatti non vuol dire nemmeno che non vi siano altri livelli di esistenza (non umana o individuale) al di "fuori" del tempo.



Sarà io che mi sbaglio ma per me non esistono mondi paralleli e in più come detto prima il tempo è solo interno a noi e quindi noi creiamo il movimento esterno, ma in realtà nulla si muove, ne la terra ne i pianeti ne la galassia ne l'universo, tranne noi.. lo so sembra impossibile e c'è qualcosa che mi sfugge che riesca a far spiegare tutto ciò che vediamo e percepiamo, ma sono convinto che sia così, c'è qualcosa che ci sfugge nell'interazine tra spazio tempo e la nostra percezione.. la terra in realtà non si muove e lo spazio che si muove....

Dirò la stessa frase di Galileo però al contrario..e pur non si muove..fortunatamente non mi uccidono per questa frase oggi..

Ultima modifica di jeangene : 14-07-2015 alle ore 15.57.28. Motivo: Merge messaggi
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Vecchio 13-07-2015, 20.20.33   #19
mariodic
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Riferimento: Sono coscienza. Chi ha scritto questa frase è solo una delle mie fonti.

Citazione:
Originalmente inviato da pepe98
Chiamarlo atto di fede è eccessivo, si tratta di un'ipotesi dovuta al fatto che non abbiano elementi logici che ci permettano di dividere la coscienza. Infatti, cercando questi elementi, si cade in contraddizione, affermando che ci dovrebbe essere una coscienza diversa per ogni istante di tempo nello stesso organismo.

I commenti stanno dentro alla citazione.
L'IO (che non che non è l'io) equivale a Coscienza. L'IO, in quanto Coscienza, è unico ed è identificabile con l'Universo del quale è, diciamo, il Centro ed il riferimento assoluto. In termini di fisica l'IO è equivalente all'Osservatore (però qui faccio riferimento ad una visione idealistica e non oggettivistica del mondo).
Questo argomento è stato oggetto di post in altri forum o altre discussioni su argomenti simili. Devo però dire che ho incontrato, spesso ma non sempre, opposizioni ed incomprensioni; non potrebbe essere diversamente perché la visuale corrente è assolutamente oggettivistica (il mondo è fuori e sostanzialmente indipendente dall'Osservatore (IO) pertanto può essere analizzato, calcolato, discusso) senza che, per questo, subisca apprezzabili alterazioni di fondo salvo per volute o accidentali variazioni ad opera dell'Osservatore stesso, al contrario, per l'ottica idealistica lìuniverso è nell'IO).
L'Osservatore vorrebbe e dovrebbe dominare l'Universo -di cui è titolare assoluto- ma il suo dominio è, diciamo in modo figurato, flaccido. Una metafora illustrerebbe questo concetto: un non-vedente stringe in un pugno un fascio di guinzagli di lunghezza variabile da qualche centimetro a vari chilometri, all'estremo di di ogni guinzaglio ci sarebbe un cagnolino, l'insieme dei cagnolini dovrebbero guidare il non-vedente e da questo essere guidati e dominati. La mente del non-vedente è 'IO o Coscienza osservante o Osservatore, il suo corpo il braccio col pugno, il fascio di guinzagli, i cagnolini, ecc. sono l'Universo nella sua unicità e totalità ma il dominio del suo Osservatore è flaccido perché i guinzagli, e non solo, sono flessibili sicché il padrone riesce a dominare solo i cagnetti col guinzaglio più corto. L'obiettivo dell'Osservatore è quello di acquisire conoscenza del mondo che è come tendere tutti i guinzagli della nostra metafora.
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Vecchio 13-07-2015, 20.58.09   #20
sgiombo
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Originalmente inviato da pepe98
Chiamarlo atto di fede è eccessivo, si tratta di un'ipotesi dovuta al fatto che non abbiano elementi logici che ci permettano di dividere la coscienza. Infatti, cercando questi elementi, si cade in contraddizione, affermando che ci dovrebbe essere una coscienza diversa per ogni istante di tempo nello stesso organismo.

I commenti stanno dentro alla citazione.


Chiedo scusa per l' intromissione, ma l' argomento interessa molto anche me.

Non trovo eccessivo chiamare "atto di fede" il credere vera un' ipotesi indimostrabile (come quella dell' esistenza reale di altre esperienze coscienti, oltre "questa immediatamente accadente o esperita"). Anzi, questa mi sembra precisamente la definizione di "atto di fede".

Non vedo invece come si possa cadere in contraddizione distinguendo (prendendo in considerazione separatamente) nella stessa coscienza (quella di ciascuno, se altre, oltre a "questa immediatamente esperita", ne esistono realmente; altrimenti quest' ultima) diverse parti o componenti o eventi (fenomenici) accadenti (nel suo ambito) in diversi lassi di tempo.
sgiombo is offline  

 



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