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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 28-08-2015, 15.08.56   #1
memento
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Data registrazione: 02-08-2015
Messaggi: 177
I nostri filosofi

Quali sono stati i filosofi che hanno radicalmente cambiato il vostro modo di pensare,quelli che avete fatto vostri a tal punto da diventare parte indissolubile della vostra personale crescita interiore? Potete citare anche non-filosofi,basta che vi abbiano trasmesso un messaggio.
I miei sono:

Socrate: La ricerca del dubbio e il metodo delle definizioni li tengo sempre a mente per ogni mia riflessione in modo che non risulti vana.
Hume: Il principio di causalità è un'abitudine umana. Mai frase più sconvolgente per me in campo epistemologico.
Kant: Ho fatto una fatica tremenda per liberarmi dal suo influsso,la sua critica è talmente categorica da ostacolare ogni discernimento altrui. Critica della ragion pratica è un capolavoro dell'etica,incompreso ancora oggi.
Nietzsche: Insegnare senza affermare verità è il vero compito del filosofo. Lui lo ha capito più di chiunque altro.
Severino: Scoperto da poco,encomiabile il suo lavoro di ripresa dell'essere parmenideo.
memento is offline  
Vecchio 28-08-2015, 19.15.43   #2
pepe98
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Data registrazione: 28-06-2015
Messaggi: 172
Riferimento: I nostri filosofi

Io filosofeggio da prima di studiare i filosofi, e non hanno cambiato molto il mio modo di pensare, quanto hanno confermato ció che pensavo. Mi sono ritrovato molto in:
Parmenide: l'essere fermo e immutabile. Ho anche perfezionato la sua teoria.
I sofisti: relativismo.
Aristotele: il tempo come catena di cause e conseguenze. Ho perfezionato la sua teoria.
Cartesio: Cogito ergo sum. Anche qui ho perfezionato.
Einstein(ricordato poco come filosofo): Passato e futuro esistono contemporaneamente nell'essere "spazio-tempo", che io ricollego all'essere immutabile di Parmenide.
pepe98 is offline  
Vecchio 29-08-2015, 00.31.32   #3
Sariputra
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Data registrazione: 22-03-2015
Messaggi: 257
Riferimento: I nostri filosofi

Buddha Shakyamuni: verità del dolore.Rifiuto di qualunque speculazione metafisica. Totale inutilità della filosofia perché assolutamente incapace di trovare risposta al dolore del vivere.

Omar Kayyam : una coppa di buon vino è superiore a qualsiasi filosofare. Le ossa dei grandi filosofi sono solo polvere ormai. Beviamoci sopra.

Murasaki Shikibu : ora basta! Lasciatemi solo ascoltare il suono del vento tra gli alberi.

Yeoshwa ben Joussef: ti ringrazio Padre, perché hai nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli...

Qoelet: vanità delle vanità. Tutto è vanità ( e tutto vuol dire proprio tutto).

Krishnamurti: la verità è una terra senza sentieri.

Angelo ( mio povero amico deforme, ricoperto di protuberanze su tutto il corpo e il volto, RIP): perché non mi lasciano parlare? Lo so che non capisco bene e parlo in dialetto, ma volevo fare una domanda a quel prete che fa la conferenza...

Ciuang tze: tutta la vita nella ruota delle cose e mai in sè. Tutti seguono la loro strada come l'anno. Presi nelle cose, non cambiano. A briglia sciolta via affondano sommersi nel mondo delle cose, né per tutta la vita ritornarono ( a se stessi). Non è triste?

Saggi, poeti, mistici...nessun filosofo . Ne ho letti diversi ma le loro parole sono passate in me, come le nuvole portate dal vento a Primavera, senza posarsi. Ho sempre avuto la strana sensazione che , più che amare la verità, amassero affermare la propria verità e dimostrare la superiorità del proprio pensiero su quello degli altri. Una profonda, subdola, forse inconscia volontà di autoaffermazione sull'altro. Porsi dei problemi ( perlopiù creati dal linguaggio ) e non trovare risposte se non in termini linguistici e relativi mi produce un senso di...necessità di versarmi nella dorata coppa dell'altro nettare d'uva!
Sariputra is offline  
Vecchio 29-08-2015, 15.01.50   #4
jolly666
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Data registrazione: 23-11-2014
Messaggi: 168
Riferimento: I nostri filosofi

Gesù e il Budda. ..non condivido tutto, ma parlano di possibilità. .l'uomo non è ciò che è ma è semplicemente possibiltà di essere. .
jolly666 is offline  
Vecchio 30-08-2015, 17.29.05   #5
sgiombo
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Riferimento: I nostri filosofi

Non so che importanza possa avere (forse ci aiuta a capirci reciprocamente), comunque per quel che mi riguarda i maestri del razionalismo:

Leucippo, Democrito, Epicuro, Guglielmo di Ockam, Descartes, Spinoza, Hume, Laplace, Engels.

Fra i contemporanei i negatori del materialismo semplicistico:
Nagel e Chalmers.

...Forse sarebbe anche più interessante una "lista nera" dei filosofi o altri autori più disprezzati da ciascuno di noi (aborro ipocrisia e "politicamente corretto")!
sgiombo is offline  
Vecchio 04-09-2015, 01.37.43   #6
Jacopus
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Data registrazione: 09-08-2014
Messaggi: 86
Riferimento: I nostri filosofi

Direi che non sarei me a livello di idee ed opinioni ed eventualmente pregiudizi senza:
Thomas Hobbes, per la separazione netta politica-religione;
Karl Marx, per lo smascheramento della cultura come strumento di dominio e per la metodologia (un filosofo che diventa economista per essere un filosofo migliore);
Emile Durkheim per l'attenzione ai dati empirici sorretti sempre da una robusta cornice concettuale;
Sigmund Freund, per la capacità di scavare dentro di sè secondo modalità allo stesso tempo scientifiche e umanistiche e così facendo, riuscendo a smascherare i supposti "buoni sentimenti" dell'umanità.
Scuola di Francoforte, per l'adozione di una visione multidisciplinare e per un atteggiamento sostanzialmente scettico e "critico" ed anche per aver cercato di correggere le visioni millenaristiche del marxismo.
Jacopus is offline  
Vecchio 13-09-2015, 20.38.05   #7
Davide M.
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Riferimento: I nostri filosofi

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Quali sono stati i filosofi che hanno radicalmente cambiato il vostro modo di pensare,quelli che avete fatto vostri a tal punto da diventare parte indissolubile della vostra personale crescita interiore? Potete citare anche non-filosofi,basta che vi abbiano trasmesso un messaggio.
I miei sono:

Socrate: La ricerca del dubbio e il metodo delle definizioni li tengo sempre a mente per ogni mia riflessione in modo che non risulti vana.
Hume: Il principio di causalità è un'abitudine umana. Mai frase più sconvolgente per me in campo epistemologico.
Kant: Ho fatto una fatica tremenda per liberarmi dal suo influsso,la sua critica è talmente categorica da ostacolare ogni discernimento altrui. Critica della ragion pratica è un capolavoro dell'etica,incompreso ancora oggi.
Nietzsche: Insegnare senza affermare verità è il vero compito del filosofo. Lui lo ha capito più di chiunque altro.
Severino: Scoperto da poco,encomiabile il suo lavoro di ripresa dell'essere parmenideo.
Ciao, scusami se te lo chiedo, ma perché ti sei dovuto liberare dall'influsso di Kant? Cioè come potrebbe Kant tenere "in catene", filosoficamente parlando? Anche se non è il mio preferito, Kant è un "liberatore" se vogliamo, «È la metafisica, che è il mio destino di esserne innamorato" perché su di essa si basa "il vero e duraturo benessere dell'umanità". Quindi non possiamo essere indifferenti. Ci sono tre aspetti in cui la metafisica è importante: c'è qualcosa degli esseri umani che trascende la loro esistenza contingente? è il mondo un regno della causalità pura, o c'è la possibilità di atti incausati? c'è qualcosa su cui si basa in ultima analisi, il mondo? Queste considerazioni portano Kant a porre le domande che la metafisica non può evitare: le questioni dell'immortalità, della libertà e Dio. Il suo approccio è quello della filosofia 'trascendentale', vale a dire l'indagine delle condizioni necessarie per la possibilità di qualcosa, come la conoscenza o il buon costume. Allora mi chiedo semplicemente come ci si possa liberare dal suo influsso? Significherebbe ritornare alla ricerca della pietra filosofale.
Davide M. is offline  
Vecchio 14-09-2015, 14.45.47   #8
memento
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Ciao, scusami se te lo chiedo, ma perché ti sei dovuto liberare dall'influsso di Kant? Cioè come potrebbe Kant tenere "in catene", filosoficamente parlando? Anche se non è il mio preferito, Kant è un "liberatore" se vogliamo, «È la metafisica, che è il mio destino di esserne innamorato" perché su di essa si basa "il vero e duraturo benessere dell'umanità". Quindi non possiamo essere indifferenti. Ci sono tre aspetti in cui la metafisica è importante: c'è qualcosa degli esseri umani che trascende la loro esistenza contingente? è il mondo un regno della causalità pura, o c'è la possibilità di atti incausati? c'è qualcosa su cui si basa in ultima analisi, il mondo? Queste considerazioni portano Kant a porre le domande che la metafisica non può evitare: le questioni dell'immortalità, della libertà e Dio. Il suo approccio è quello della filosofia 'trascendentale', vale a dire l'indagine delle condizioni necessarie per la possibilità di qualcosa, come la conoscenza o il buon costume. Allora mi chiedo semplicemente come ci si possa liberare dal suo influsso? Significherebbe ritornare alla ricerca della pietra filosofale.
Da quel che ho capito non neghi il potente influsso che la sua critica esercita,ma chiedi perché liberarsene e come. Cominciamo col dire che la sua non è una vera e propria critica ma un sistema teorico,formale quanto ti pare,ma sempre di sistema si tratta. Esso è basato essenzialmente sulla distinzione fra necessario e libero,fenomeno e noumeno. Ciò significa che Kant non fa altro che sostituire la fisica alla metafisica come sostanza trascendente (o a priori) del mondo. Tutto qua,il resto è giustificazione teorica di questa sostituzione. Facendo cosi,Kant non "ammazza" la metafisica,ma le da nuova vita all'interno dell'esperienza. Ma non credo ne fosse consapevole,era appena nato il metodo scientifico e forse ha ingigantito la sua portata filosofica. La cosa buffa è che secondo la sua teoria,la sua critica non avrebbe validità (in quanto non comprovata dall'esperienza dei fatti),si da la zappa sui piedi da solo insomma.
Comunque non voglio sminuire il valore di Kant,ripeto tanta ammirazione per aver scritto critica della ragion pratica;avrebbe dovuto capire però che la Scienza è essenzialmente ragione pratica,libera e stabilita dall'uomo.
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Vecchio 14-09-2015, 21.43.16   #9
Davide M.
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Da quel che ho capito non neghi il potente influsso che la sua critica esercita,ma chiedi perché liberarsene e come. Cominciamo col dire che la sua non è una vera e propria critica ma un sistema teorico,formale quanto ti pare,ma sempre di sistema si tratta. Esso è basato essenzialmente sulla distinzione fra necessario e libero,fenomeno e noumeno. Ciò significa che Kant non fa altro che sostituire la fisica alla metafisica come sostanza trascendente (o a priori) del mondo. Tutto qua,il resto è giustificazione teorica di questa sostituzione. Facendo cosi,Kant non "ammazza" la metafisica,ma le da nuova vita all'interno dell'esperienza. Ma non credo ne fosse consapevole,era appena nato il metodo scientifico e forse ha ingigantito la sua portata filosofica. La cosa buffa è che secondo la sua teoria,la sua critica non avrebbe validità (in quanto non comprovata dall'esperienza dei fatti),si da la zappa sui piedi da solo insomma.
Comunque non voglio sminuire il valore di Kant,ripeto tanta ammirazione per aver scritto critica della ragion pratica;avrebbe dovuto capire però che la Scienza è essenzialmente ragione pratica,libera e stabilita dall'uomo.
Ciao memento,
sono d'accordo sul fatto che il suo sia un sistema, formale, (ci mancherebbe, come potrebbe non esserlo un sistema??), ma sinceramente non mi sembra che Kant abbia mai parlato di sostanze trascendenti, anzi direi il contrario, la sostanza c'è, è immanente, ciò che la trascende sono i nostri sensi, i quali non l'afferrano; pertanto non sono nemmeno liberi, perché hanno bisogno di questa sostanza per potersi attivare, il senso della sua rivoluzione sta proprio in questo rovesciamento gnoseologico, cioè è la sostanza che colpisce i nostri sensi, i quali non sono liberi di esplorare ciò che vogliamo, ma solo di pensarlo. (Questo è il benedetto noumeno!). A me pare di capire, che gli rimproveri quello che gli rimproverò anche Hegel quando scrisse che non si può imparare a nuotare stando sulla terra ferma, beh secondo me la sua critica non esce mai fuori dal solco, non si può certo rimproverarlo di incoerenza, cioè rimane sempre al di qua della ragione, tant'è vero che l'io penso è la siepe che ci preclude l'infinito. Infine non ho ancora capito come intendi liberartene, cioè come avresti o si potrebbe fare?
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Vecchio 15-09-2015, 15.44.53   #10
memento
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Ciao memento,
sono d'accordo sul fatto che il suo sia un sistema, formale, (ci mancherebbe, come potrebbe non esserlo un sistema??)
Beh è più formale di altri.Kant definisce la prima critica come propedeutica,quindi come una sorta di sistema base dei sistemi scientifici.
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Originalmente inviato da Davide M.
ma sinceramente non mi sembra che Kant abbia mai parlato di sostanze trascendenti, anzi direi il contrario, la sostanza c'è, è immanente, ciò che la trascende sono i nostri sensi, i quali non l'afferrano; pertanto non sono nemmeno liberi, perché hanno bisogno di questa sostanza per potersi attivare, il senso della sua rivoluzione sta proprio in questo rovesciamento gnoseologico, cioè è la sostanza che colpisce i nostri sensi, i quali non sono liberi di esplorare ciò che vogliamo, ma solo di pensarlo. (Questo è il benedetto noumeno!).
Kant non definisce come trascendenti i sensi e l'Io penso,ma trascendentali,cioè in parte trascendenti (la forma a priori) in parte immanenti (il contenuto che attiva tale forma). La fisica è perciò da considerarsi trascendente solo rispetto al mondo fenomenico. Questo intendo quando dicevo che trasferisce la metafisica all'interno dell'esperienza.
Citazione:
Originalmente inviato da Davide M.
A me pare di capire, che gli rimproveri quello che gli rimproverò anche Hegel quando scrisse che non si può imparare a nuotare stando sulla terra ferma, beh secondo me la sua critica non esce mai fuori dal solco, non si può certo rimproverarlo di incoerenza, cioè rimane sempre al di qua della ragione, tant'è vero che l'io penso è la siepe che ci preclude l'infinito. Infine non ho ancora capito come intendi liberartene, cioè come avresti o si potrebbe fare?
Semplice e la soluzione la da inconsapevolmente anche lui: non puoi dimostrare l'esistenza delle forme a priori,perché non sono esperibili (in quanto trascendenti). Come ho già ripetuto in un altro topic,l'esperienza da sola non comunica nulla,se poi si cerca di affibiargli valori assoluti come fa Kant (e come hanno fatto tutti,tranne Eraclito e Nietzsche) è perché vogliamo trascendere le sensazioni,dargli un ordine,fare metafisica in breve. La cosa preoccupante è che,mentre la vecchia metafisica era ben voluta perché comunicava una certa armonia,la nuova (meta)fisica non è nemmeno desiderata dall'uomo,è solo necessaria. Ma è un residuo dei vecchi splendori,di cui fatichiamo a liberarci,come un filetto di carne rimasto fra i denti. Kant comunque lo ritengo importante perché a suo modo ha messo un po' di ordine nella filosofia,ma non così rivoluzionario da spingersi oltre.
memento is offline  

 



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