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Vecchio 17-12-2015, 19.29.55   #1
g.s.
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Critica al pragmatismo

Pragmatismo: "Per pragmatismo si intende l'indirizzo filosofico contemporaneo secondo il quale l'attività pratica, che agisce direttamente sulla realtà, deve avere la preminenza sulle attività speculative, e la verità, o la validità di una teoria è affidata alla sua verifica pratica, nella quale la funzione fondamentale dell'intelletto è di consentire una conoscenza obiettiva della realtà, e non è separabile dalla funzione di consentire un'efficace azione su di essa" (Wikipedia)

Presa la definizione di pragmatismo è possibile notare subito la preminenza dell'attività pratica nei confronti della speculazione filosofica. Ma l'uomo si differenzia dall'animale proprio per l'attività speculativa. L'uomo sopravvive lavorando per il proprio semplice sostentamento; ma egli è, egli vive, non sopravvive. Vivendo, come essere pensante, è inevitabile quindi che non si ponga domande esistenziali alla quale seguirà, inevitabilmente, un tentativo di risposta attraverso l'attività speculativa. Quest'ultima ovviamente non produrrà materiali utili al sostentamento e alla sopravvivenza dell'uomo, ma produrrà possibili risposte utili all'animo umano e al naturale bisogno che egli ha di conoscere l'ignoto e l'infinito. Ovviamente risposte su argomenti come l'infinito, trattandosi di metafisica, non potranno mai essere uniche, certe, indiscutibili e dimostrabili, come pretende il pragmatismo.
Ritengo che proprio questa visione pragmatica della realtà sia la rovina della società odierna, ovvero il dare importanza all'utilità materiale che si raggiunge attraverso l'attività pratica, tralasciando l'utilità spirituale che si raggiunge attraverso la speculazione filosofica. L'uomo così è ridotto ad una pura macchina, che non riflette più sulla sua esistenza ma agisce solo in virtù della produzione di beni materiali utili per il suo sostentamento. L'uomo diventerà man mano essere non pensante, essere dedito solo al lavoro, tanto da non arrivare nemmeno più a riflettere su cosa sia utile e cosa non sia utile produrre. Di conseguenza si dovrà sottomettere, per continuare nella sua sopravvivenza, ad un autorità che gli ordina ciò che è necessario che lui produca.
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Vecchio 17-12-2015, 22.56.51   #2
Sariputra
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Riferimento: Critica al pragmatismo

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Originalmente inviato da g.s.
Pragmatismo: "Per pragmatismo si intende l'indirizzo filosofico contemporaneo secondo il quale l'attività pratica, che agisce direttamente sulla realtà, deve avere la preminenza sulle attività speculative, e la verità, o la validità di una teoria è affidata alla sua verifica pratica, nella quale la funzione fondamentale dell'intelletto è di consentire una conoscenza obiettiva della realtà, e non è separabile dalla funzione di consentire un'efficace azione su di essa" (Wikipedia)

Presa la definizione di pragmatismo è possibile notare subito la preminenza dell'attività pratica nei confronti della speculazione filosofica. Ma l'uomo si differenzia dall'animale proprio per l'attività speculativa. L'uomo sopravvive lavorando per il proprio semplice sostentamento; ma egli è, egli vive, non sopravvive. Vivendo, come essere pensante, è inevitabile quindi che non si ponga domande esistenziali alla quale seguirà, inevitabilmente, un tentativo di risposta attraverso l'attività speculativa. Quest'ultima ovviamente non produrrà materiali utili al sostentamento e alla sopravvivenza dell'uomo, ma produrrà possibili risposte utili all'animo umano e al naturale bisogno che egli ha di conoscere l'ignoto e l'infinito. Ovviamente risposte su argomenti come l'infinito, trattandosi di metafisica, non potranno mai essere uniche, certe, indiscutibili e dimostrabili, come pretende il pragmatismo.
Ritengo che proprio questa visione pragmatica della realtà sia la rovina della società odierna, ovvero il dare importanza all'utilità materiale che si raggiunge attraverso l'attività pratica, tralasciando l'utilità spirituale che si raggiunge attraverso la speculazione filosofica. L'uomo così è ridotto ad una pura macchina, che non riflette più sulla sua esistenza ma agisce solo in virtù della produzione di beni materiali utili per il suo sostentamento. L'uomo diventerà man mano essere non pensante, essere dedito solo al lavoro, tanto da non arrivare nemmeno più a riflettere su cosa sia utile e cosa non sia utile produrre. Di conseguenza si dovrà sottomettere, per continuare nella sua sopravvivenza, ad un autorità che gli ordina ciò che è necessario che lui produca.


E' vero che l'uomo si sottomette al pragmatismo del fare, ma questa sottomissione non è solo "imposta" dall'ambiente competitivo in cui si trova a vivere, per me. La maggior parte della gente ama il fare e non il riflettere. Desidera l'avere ( beni materiali) e non l' arricchirsi interiormente. Ripara e ristruttura la propria casa e non le macerie del proprio animo. L'uomo, in generale, non si pone la domanda se una cosa è realmente necessaria oppure no. La desidera e la vuole. E tanto più la desidera se vede che anche gli altri la desiderano e la posseggono. E così abbiamo auto uguali, giardini perfettamente tenuti in modo uguale al vicino, uguali gadget tecnologici, uguale vestire all'interno di un dato gruppo in cui si crede di riconoscersi, ecc.
Però starei attento a creare il dualismo pragmatismo/schiavitù da opporre a metafisica/libertà. Molte metafisiche hanno creato , e creano tuttora, sottomissioni ancor peggiori del pragmatismo . E le metafisiche costituitesi in religioni mi appaiono spesso come le più pericolose. Pericolose socialmente in quanto capaci di creare divisioni e conflitti e pericolose interiormente in quanto creatrici di argini mentali, capaci di ingabbiare e infine condurre il pensiero, del singolo e delle masse.
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Vecchio 18-12-2015, 04.41.51   #3
acquario69
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Riferimento: Critica al pragmatismo

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Pragmatismo: "Per pragmatismo si intende l'indirizzo filosofico contemporaneo secondo il quale l'attività pratica, che agisce direttamente sulla realtà, deve avere la preminenza sulle attività speculative, e la verità, o la validità di una teoria è affidata alla sua verifica pratica, nella quale la funzione fondamentale dell'intelletto è di consentire una conoscenza obiettiva della realtà, e non è separabile dalla funzione di consentire un'efficace azione su di essa" (Wikipedia)

Presa la definizione di pragmatismo è possibile notare subito la preminenza dell'attività pratica nei confronti della speculazione filosofica. Ma l'uomo si differenzia dall'animale proprio per l'attività speculativa. L'uomo sopravvive lavorando per il proprio semplice sostentamento; ma egli è, egli vive, non sopravvive. Vivendo, come essere pensante, è inevitabile quindi che non si ponga domande esistenziali alla quale seguirà, inevitabilmente, un tentativo di risposta attraverso l'attività speculativa. Quest'ultima ovviamente non produrrà materiali utili al sostentamento e alla sopravvivenza dell'uomo, ma produrrà possibili risposte utili all'animo umano e al naturale bisogno che egli ha di conoscere l'ignoto e l'infinito. Ovviamente risposte su argomenti come l'infinito, trattandosi di metafisica, non potranno mai essere uniche, certe, indiscutibili e dimostrabili, come pretende il pragmatismo.
Ritengo che proprio questa visione pragmatica della realtà sia la rovina della società odierna, ovvero il dare importanza all'utilità materiale che si raggiunge attraverso l'attività pratica, tralasciando l'utilità spirituale che si raggiunge attraverso la speculazione filosofica. L'uomo così è ridotto ad una pura macchina, che non riflette più sulla sua esistenza ma agisce solo in virtù della produzione di beni materiali utili per il suo sostentamento. L'uomo diventerà man mano essere non pensante, essere dedito solo al lavoro, tanto da non arrivare nemmeno più a riflettere su cosa sia utile e cosa non sia utile produrre. Di conseguenza si dovrà sottomettere, per continuare nella sua sopravvivenza, ad un autorità che gli ordina ciò che è necessario che lui produca.

non credo ci sia molto da aggiungere a quello che hai già descritto tu se non magari prendere in esame tutti gli aspetti deleteri che ha assunto in ultimo il pragmatismo fino a risalire alle conseguenze che si sarebbero nel tempo inevitabilmente concatenate l'una all'altra per giungere al momento presente ad una quasi totale alienazione,ovviamente nemmeno riconosciuta e come credo intendi anche tu alla fine di umano non rimane più niente e cio che viene a sostituirsi e' pura macchina,votata solo alla distruzione

io credo pure che tutto questo si possa pure riscontrare parallelamente in cio che viene in tal senso mano a mano trasformandosi intorno a noi,(cio che e' dentro riflette cio che e' fuori e viceversa)
attraverso un semplice sguardo di quello che ci circonda…l'esempio più lampante e' nel paesaggio,che concepito appunto unicamente come qualcosa da sfruttare utiliristicamente (e pragmaticamente) si e' modificato fino a diventare una discarica..e se non e' pazzia questa..
e siamo tra l'altro l'unica "civiltà" che produce rifiuti non riciclabili al suo ecosistema..e anche questo la dice lunga..
e la cosa ancora più assurda e' che piano piano questa e' stata assunta come "normalità"
..tipo; ritenere normale,magari inconsapevolmente,poiché in effetti nessuno osa ribellarsi di tale assurdità, vivere in luoghi dove addirittura bisogna mettersi le mascherine per respirare..per poi respirare cosa?
oppure considerare di valore e costo lungamente superiore (che chi lo compra e' pure costretto a indebitarsi e schiavizzarsi di sua stessa mano,fino all'oltretomba!) un appartamento alveare immerso nel caos (come sopra) rispetto magari a una bella casa in mezzo al verde.

mi viene in mente la rana che messa su una pentola di acqua fredda rimane li senza accorgersi che piano piano l'acqua diventa calda fino a bollire insieme a lei
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Vecchio 19-12-2015, 00.01.23   #4
memento
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Riferimento: Critica al pragmatismo

Il pragmatismo è l'altra faccia della medaglia,laddove l'idealismo non riesce che a dare risposte vuote e totalmente sconnesse dalla realtà (e quindi dalle esigenze dell'uomo) in cui tutto si riduce a simbolo ma contestualmente perde di significato. Il materialismo non fa altro che riflettere questa pochezza di spirito,il pragmatico è solo un idealista che ha tolto la maschera dell'edificio retorico,manifestandosi agli altri come è in verità. Che l'essere umano sia fatto per filosofeggiare è falso:in realtà è un'attività adatta a pochi,che esige una capacità di discernimento critico fuori dal comune.Gran parte delle persone invece chiede solo un senso per andare avanti nella vita,che risponda ad ogni dilemma al loro posto:sono schiave non dei fatti,ma del loro pensiero..

Ultima modifica di memento : 19-12-2015 alle ore 12.21.50.
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Vecchio 20-12-2015, 11.58.05   #5
g.s.
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Riferimento: Critica al pragmatismo

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Originalmente inviato da memento
Il pragmatismo è l'altra faccia della medaglia,laddove l'idealismo non riesce che a dare risposte vuote e totalmente sconnesse dalla realtà (e quindi dalle esigenze dell'uomo) in cui tutto si riduce a simbolo ma contestualmente perde di significato. Il materialismo non fa altro che riflettere questa pochezza di spirito,il pragmatico è solo un idealista che ha tolto la maschera dell'edificio retorico,manifestandosi agli altri come è in verità. Che l'essere umano sia fatto per filosofeggiare è falso:in realtà è un'attività adatta a pochi,che esige una capacità di discernimento critico fuori dal comune.Gran parte delle persone invece chiede solo un senso per andare avanti nella vita,che risponda ad ogni dilemma al loro posto:sono schiave non dei fatti,ma del loro pensiero..

Io ritengo che la filosofia sia invece proprio un attività peculiare dell'uomo. Il riflettere, il pensare il domandarsi, sono attività utili che permettono all'uomo di essere libero. Ogni uomo dovrebbe chiedersi qual'è il bene morale, riflettere su esso e cercare di raggiungerlo. Per questo io insisto non tanto sul rapporto metafisica/libertà bensì sul rapporto filosofia/libertà che si oppone al rapporto pragmatismo/schiavitù. Il pragmatismo consente di comprendere la realtà circostante, anzi di comprenderla con certezza empirica, ma allontana, aliena l'uomo dalla verità che può essere raggiunta solo con la filosofia.
Per fare un semplice esempio: mi trovo davanti ad un muro. Il pragmatismo, la scienza, potrà dirmi che quello che percepisco è un muro perchè composto di mattoni, alto un certo numero di metri e spesso un certo numero di metri. Ma al pragmatismo, al contrario della filosofia classica non importerà mai riflettere su perché ci sia un muro lì e cosa ci sia aldilà di quel muro. Quindi solo con la speculazione filosofica l'uomo può arrivare a comprendere quasi l'intera verità attorno ad un oggetto, che però non potrà mai essere dimostrata con certezza.
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Vecchio 21-12-2015, 02.33.30   #6
acquario69
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Il pragmatismo consente di comprendere la realtà circostante, anzi di comprenderla con certezza empirica, ma allontana, aliena l'uomo dalla verità

infatti..
si potrebbe pure dire che il pragmatismo e' cio che viene appena prima dell'utilitarismo,che e' una sua diretta conseguenza e che prima ancora del pragmatismo si possa risalire alle sue più profonde radici,quali il razionalismo e l'individualismo
tutto questo non e' stato altro che una progressiva e inarrestabile riduzione dell'orizzonte speculativo umano di cui appunto credo anch'io sia una sua specifica peculiarità (l'uomo e' il ponte tra il cielo e la terra)
e quando questa viene a mancare o viene così ridotta,si trasforma in uno schiavo meccanico che e' ancora peggio che lasciato al suo solo istinto animale.

chiaro che al pragmatico sarà escluso tutto cio che va al di la dei suoi sensi,finendo per credere che quella sia l'unica realtà a cui fare riferimento e questo non riuscire più a vedere le cose in maniera più ampia ed "organica" e dunque Reale nella sua accezione del Vero (ma al contrario settoriale,chiusa e meccanica) non può che portare alle conseguenze più disastrose e senza nemmeno più riuscire a spiegarsene i motivi..anche se,per taluna "ragione" si può sempre benissimo dare la scusa al caso!..in fondo non viene sostenuto come un mantra che tutto e' relativo!?

come nell'esempio del muro,il pragmatico guarda ma non vede
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Vecchio 21-12-2015, 13.49.52   #7
paul11
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Mi sembra che nella discussione il pragmatismo sia equivalente alle scienze e contrapposto alle teoretiche intese come sole filosofie: non è affatto così.
La filosofia pragmatista americana è una teoria.
Tutte le filosofie e spiritualità hanno una teoretica e una prassi; la morale e l'etica sono delle prassi, delle pragmatiche.

Forse, da come si evince dalla discussione, il problema è un pragmatismo troppo fisico e materialista rispetto ad una teoretica più riflessiva.
Le scienze e le correnti in esse riduzioniste, tendono ad estremizzare il concetto di"evidenza" in ciò che è solo accertabile scientificamente e tautologicamente dai sensi, ma è altrettanto vero che vi sono scienziati ,come filosofi, più "aperti" e più "chiusi", tanto che è difficile a volte delimitare scienze e filosofie sia dal punto di vista dei modelli linguistici che assiomatici. C'è una metafisica quantistica, quanto una filosofia della mente, dove è difficile limitare (e aggiungo giustamente dal punto di vista epistemologico) scienza e filosofia, pragmatica e teoria.
Nelle scienze sociali la problematica è ancora più evidente in quanto difficilmente inquadrabile l' "assioma" uomo.
Questa ambiguità linguistica di fondo è la premessa delle strumentalizzazioni ideologiche da parte di diversi autori , ad esempio l' interpretazione delle teorie evoluzionistiche che pongono l'accento troppo sulla competizione,eludendo volutamente altre fattori.

Per dirimere le questioni servono sia le teorie che le prassi in quanto convivono dialetticamente, l'una se muta può far mutare l'altra.Nuove evidenze e scoperte possono far mutare interpretazioni teoriche ed assiomi, così come nuove teorie raccolgono e tentano di comprendere diverse pratiche per dare nuovi modelli culturali.

L'uomo pratica una teoria di fatto. Noi "facciamo" e pensiamo e di nuovo mutiamo pratiche e teorie perchè essendo vissute le affiniamo come sistema esperto, cioè l'esperienza di una pratica a sua volta affina una teoria e così...infinitamente:miglioria mo e innoviamo(...si spera).
e ...Buon Natale a tutti quanti
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Vecchio 21-12-2015, 17.03.22   #8
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Io ritengo che la filosofia sia invece proprio un attività peculiare dell'uomo. Il riflettere, il pensare il domandarsi, sono attività utili che permettono all'uomo di essere libero. Ogni uomo dovrebbe chiedersi qual'è il bene morale, riflettere su esso e cercare di raggiungerlo. Per questo io insisto non tanto sul rapporto metafisica/libertà bensì sul rapporto filosofia/libertà che si oppone al rapporto pragmatismo/schiavitù. Il pragmatismo consente di comprendere la realtà circostante, anzi di comprenderla con certezza empirica, ma allontana, aliena l'uomo dalla verità che può essere raggiunta solo con la filosofia.
Per fare un semplice esempio: mi trovo davanti ad un muro. Il pragmatismo, la scienza, potrà dirmi che quello che percepisco è un muro perchè composto di mattoni, alto un certo numero di metri e spesso un certo numero di metri. Ma al pragmatismo, al contrario della filosofia classica non importerà mai riflettere su perché ci sia un muro lì e cosa ci sia aldilà di quel muro. Quindi solo con la speculazione filosofica l'uomo può arrivare a comprendere quasi l'intera verità attorno ad un oggetto, che però non potrà mai essere dimostrata con certezza.
Che la filosofia sia un'attività degna per l'uomo ne sono convinto ,ma l'uomo può essere degno della filosofia? Dipende da come la utilizza.
Non capisco perché tendi a separare la certezza empirica dalla verità: anche volendoli dividere,allora ciò vorrebbe significare che la verità non è in alcun modo dimostrabile. Quindi questa cosiddetta Verità non avrebbe infine la stessa valenza di una Illusione? La volontà di credere che l'essenza delle cose si nasconda dietro le cose stesse è idealismo,non filosofia. Non è forse presuntuoso pensare di sapere cosa possa celarsi oltre le apparenze? Non rende l'uomo schiavo dei propri pregiudizi?
A mio giudizio invece la filosofia deve sempre rimanere con i piedi ben piantati a terra,non ponendosi come alternativa alla scienza,quasi fosse cieca,bensì adoperandola come prezioso strumento di indagine della realtà.

Ultima modifica di memento : 22-12-2015 alle ore 01.25.04.
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Vecchio 23-12-2015, 03.10.00   #9
acquario69
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Non capisco perché tendi a separare la certezza empirica dalla verità: anche volendoli dividere,allora ciò vorrebbe significare che la verità non è in alcun modo dimostrabile. Quindi questa cosiddetta Verità non avrebbe infine la stessa valenza di una Illusione? La volontà di credere che l'essenza delle cose si nasconda dietro le cose stesse è idealismo,non filosofia. Non è forse presuntuoso pensare di sapere cosa possa celarsi oltre le apparenze? Non rende l'uomo schiavo dei propri pregiudizi?
A mio giudizio invece la filosofia deve sempre rimanere con i piedi ben piantati a terra,non ponendosi come alternativa alla scienza,quasi fosse cieca,bensì adoperandola come prezioso strumento di indagine della realtà.

saper vedere l'essenza delle cose,e cosa si cela dietro,al contrario di quello che affermi tu ci libera mentre limitarsi alle apparenze rende schiavi… e' come credere ad esempio che viviamo in un sistema libero e democratico,come finora non sia mai esistito sulla faccia della terra,magari per il semplice motivo (uno solo dei tanti) che siamo noi a scegliere andando a votare,oppure che viviamo nel migliore dei mondi possibili rispetto a tutte le altre forme di civiltà che ci hanno preceduto e sempre perché continuo a credere (cioè ci fanno credere) che questo sistema mi lascia libero di decidere e pensare cio che ritengo giusto, quando in realtà quel "giusto",quel modello e' lo stesso che ci viene inculcato come se fosse l'unico possibile..

ma del resto vuoi mettere la differenza,aver saputo finalmente mettere i piedi per terra senza tutte quelle ingenue illusioni o banali superstizioni non dimostrabili e non verificabili.
strano pero che proprio dal momento in cui l'uomo ha cominciato ad escludere tutto cio che non era alla portata dei suoi soli sensi -fisici ed empirici- (questa si che si chiama presunzione!) e quanto mai pragmatici,e al solo riduttivo uso della sua "illuminante" ragione le cose sono andate progressivamente deteriorandosi fino a giungere alla sua fase terminale odierna..

Citazione:
Che la filosofia sia un'attività degna per l'uomo ne sono convinto ,ma l'uomo può essere degno della filosofia? Dipende da come la utilizza.

appunto.
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Vecchio 23-12-2015, 15.14.34   #10
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Originalmente inviato da acquario69
saper vedere l'essenza delle cose,e cosa si cela dietro,al contrario di quello che affermi tu ci libera mentre limitarsi alle apparenze rende schiavi… e' come credere ad esempio che viviamo in un sistema libero e democratico,come finora non sia mai esistito sulla faccia della terra,magari per il semplice motivo (uno solo dei tanti) che siamo noi a scegliere andando a votare,oppure che viviamo nel migliore dei mondi possibili rispetto a tutte le altre forme di civiltà che ci hanno preceduto e sempre perché continuo a credere (cioè ci fanno credere) che questo sistema mi lascia libero di decidere e pensare cio che ritengo giusto, quando in realtà quel "giusto",quel modello e' lo stesso che ci viene inculcato come se fosse l'unico possibile..

ma del resto vuoi mettere la differenza,aver saputo finalmente mettere i piedi per terra senza tutte quelle ingenue illusioni o banali superstizioni non dimostrabili e non verificabili.
strano pero che proprio dal momento in cui l'uomo ha cominciato ad escludere tutto cio che non era alla portata dei suoi soli sensi -fisici ed empirici- (questa si che si chiama presunzione!) e quanto mai pragmatici,e al solo riduttivo uso della sua "illuminante" ragione le cose sono andate progressivamente deteriorandosi fino a giungere alla sua fase terminale odierna..
Gli esempi che mi hai fatto sono tutti tipi di pregiudizio: d'altronde la superficialità è un difetto di pensiero,non di vista. Non i sensi,ma la mente si inganna,falsifica e corrompe le cose perché non abbia timore a guardarle. Non può esistere il muro,troppo duro sarebbe se io dovessi sbatterci la testa.
Io non vedo oggi una società matura e consapevole dei propri mezzi,vedo una banda di allucinati che perde sempre più ogni contatto con le proprie necessità. Tu dove vedi il trionfo della ragione?

Ultima modifica di memento : 23-12-2015 alle ore 22.38.35.
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