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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 31-10-2003, 00.24.07   #1
Marco_532
Vivi!
 
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Data registrazione: 28-10-2003
Messaggi: 1,159
Quello non vive...che cosa fa?

Ciao a tutti, è da poco che sono in questo forum, e ho cercato di fare attenzione su quello che è stato detto prima della mia entrata.
Leggendo vecchie risposte alle più svariate dicussioni, sono rimasto colpito dal fatto che molti di noi hanno usato il termine :"COSì FACENDO NON VIVE" e al contrario, nessuno ha usato il termine :"COSì FACENDO VIVE".
Questa frase mi ha fatto pensare a che cosa significasse per ognuno di loro quel termine.
Credo che nell'uso di essa venga sottinteso il senso della vita, ma poi tanto sottinteso non è.
Volevano dire che quei stili di vita erano sbagliati, inutili, diversi da come in realtà si dovrebbe essere? E come mai è così difficile trovare qualcuno che soddisfi il termine :"COSì FACENDO VIVE"?

Credo che questo argomento sia molto interessante e valga la pena discuterne.
Ciao, Marco .
Marco_532 is offline  
Vecchio 08-11-2003, 11.33.43   #2
Sissi
Ospite
 
L'avatar di Sissi
 
Data registrazione: 26-10-2003
Messaggi: 13
Vivere forse significa scegliere di vivere ogni momento della nostra esistenza, rinnovare la nostra fede nella vita. Vivere significa coraggio e consapevolezza, camminare, non essere condotti. ESISTERE è COSCIENZA DI ESSERE AL MONDO, vivere è condurre la nostra esistenza.
Sissi is offline  
Vecchio 11-11-2003, 15.14.09   #3
moni
Ospite abituale
 
Data registrazione: 03-11-2003
Messaggi: 78
Re: Quello non vive...che cosa fa?

Citazione:
Messaggio originale inviato da Marco_532
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Leggendo vecchie risposte alle più svariate dicussioni, sono rimasto colpito dal fatto che molti di noi hanno usato il termine :"COSì FACENDO NON VIVE" e al contrario, nessuno ha usato il termine :"COSì FACENDO VIVE".
Questa frase mi ha fatto pensare a che cosa significasse per ognuno di loro quel termine.
Credo che nell'uso di essa venga sottinteso il senso della vita, ma poi tanto sottinteso non è.
Volevano dire che quei stili di vita erano sbagliati, inutili, diversi da come in realtà si dovrebbe essere? E come mai è così difficile trovare qualcuno che soddisfi il termine :"COSì FACENDO VIVE"?


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...

Vivere...
in teoria ognuno di noi nel momento stesso in cui viene al mondo fino al momento in cui esala l'ultimo respiro sta vivendo e fin lì penso siamo tutti d'accordo!!

Un po' nei svariati temi di discussione si parla direttamente o indirettamente di ciò. Poi è vero il fatto che l'agire in un determinato modo per me può essere il massimo della vita, per un'altro può essere inutile e vano.

Io mi sento viva quando sono a una cena, quando sono seduta ad ascoltare un amico/a che si racconta. Quando faccio una camminata in montagna sudando come una capra e arrivando in cima ...mi sento "vincente". Quando ballo come una forsennata sentendo la musica in me. Vivo quando faccio l'amore con la persona che in quel momento sento al mio centro. Vivo quando vado a far la spesa e mi fermo a chiacchierare con la gente del mio paese per strada o con la commessa al negozio. Vivo quando alleno le mie ragazzine e urlo come una matta quando si mettono a parlare tutte insieme che sembra di stare all'oratorio, allora dico loro di cambiare "stanza"...Vivo quando, invece, gioco una partita e sento il gusto della vittoria o il senso della perdita (miiiiii quanto non sono capace di perdere...) Vivo quando mi metto a cantare a squarciagola in un bosco o su un pullman in gita o in mezzo ad una piazza o su una spiaggia con una chitarra... Vivo quando distrutta da troppe cose che faccio mi addormento ancora vestita sul divano. Vivo quando invito i miei amici a cena davanti a un buon piatto e a un bel bicchiere di vino ci si racconta per poi mettersi a giocare a "tappo". Vivo quando lavoro e cerco di non prendermela troppo quando le cose non girano per il verso giusto, cosa che non succede spesso perchè essendo un'impulsiva.. Nun so' sta zitta... Mannaggia a me...
Vivo anche quando non vivo.. perchè so che è una fase di passaggio... Ossia quando ebetita sto li in attesa che succeda qualcosa...fino a quando spossata dal troppo non far niente, mi prendo a calci nel sedere e alzo il mio fondo schiena da dove è e pur sputando "sangue"... reagisco a ciò che in quel momento mi ha sconvolto la vita.. ma non è mai ancora successo che mi abbia sconvolto così tanto da impedirmi di aggredirla questa strana bella sciocca intensa sbarazzina assurdissima e bellissima mia vita!!


moni is offline  
Vecchio 12-11-2003, 09.06.21   #4
io_paolo
Ospite
 
Data registrazione: 11-11-2003
Messaggi: 12
La Vita. Quattro lettere che non esprimono il macigno leggero che rappresentano. Ognuno la vive, molti la disprezzano, pochi l'apprezzano. Eppure se non ci fosse che ne sarebbe delle nostre anime? saremmo come un'arca in balia del nulla con tutto l'occorrente per vivere ma senza l'Essenza, il Fango primordiale, il mistero dell'esistere. Già perchè esistere è una cosa, vivere è tutta un'altra. La speranza che quell'arca si poggi su una terra, si apra e ne escano tutte le emozioni, le curiosità. La voglia di aprirsi al mondo, di offrire il petto al nemico in un impeto coraggioso e mal ripagato, comunque necessario. E la riscopri, la Vita, all'improvviso. Ti salta fuori con le sue miserie e le sue grandezze. Con i suoi uomini e le sue donne. Con i bambini quasi mai cresciuti e quelli che lo hanno fatto troppo in fretta. Con quella cosa che tutti negano e che si chiama felicità: la più puttana di tutte le emozioni: si promette sempre e non si concede mai! Allora ti chiedi se sia necessario essere felici.. e vero non serve, ma aiuta. Anche l'illusione di averla ti permette di vivere. E' li che scopri che si può barare e bleffare con la vita. Ti puoi anche vendere se ci riesci. Sicuramente campi meglio. E' come comprare le sigarette con il filtro perchè fanno meno male... cazzate. Però una sigaretta è un attimo di relax al quale non vuoi rinunciare e in quel momento sei felice. Hai barato con te stesso e non te ne sei neanche accorto. E così, una sigaretta dopo l'altra, si arriva al punto che ti chiedi se quel pizzico di felicità valga la pena di essere vissuto. Se non sarebbe più bello essere liberi dalla schiavitù della sigaretta a tutti i costi. Bisognerebbe smettere di fumare, ma già... la Vita (eccola che torna) ti offre già così poco.... Così poco??? Che significa?? Ti pare poco il fatto di svegliarti ogni mattina con un'intera giornata a disposizione per esercitare il tuo diritto alla Vita? Ti pare poco essere libero di esprimere il tuo piacere nel bere un caffè bollente? Ti pare poco imbatterti negli occhi di un altro e capire che le sue emozioni sono identiche alle tue? Ti pare poco ascoltare la poesia di quello che non sta più nella pelle perchè finalmente ha imparato a nuotare. Tu non te ne rendi conto ma così hai imparato a volare. Se in alto o rasoterra dipende solo da te. Ed è così che un giorno, senza crederci, ti accorgi che in una roccia c'è un fiorellino giallo. Non capisci come abbia potuto nascere proprio lì, ma capisci che se c'è riuscito lui puoi far nascere la felicità dentro di te... basta crederci. Io ci sto provando, non so se ci riuscirò, ma senz'altro ci avrò provato.
io_paolo is offline  
Vecchio 12-11-2003, 18.26.55   #5
Rositas
Ospite abituale
 
L'avatar di Rositas
 
Data registrazione: 19-10-2003
Messaggi: 47
Citazione:
Messaggio originale inviato da io_paolo
Già perchè esistere è una cosa, vivere è tutta un'altra.

Paolo forse non te ne sei neanche accorto ma questa frase racchiude tutte le emozioni, tutti i sentimenti le paure, le gioie, i dolori.. racchiude tutto.. davvero complimenti, mi ha colpito tantissimo..
E comunque è vero.. biologicamente parlando vita= NASCERE-CRESCERE-MORIRE.. ma come si possono definire con queste tre parole tutte le emozioni che si provano?

....cmq grazie per avermi fatto riflettere..
Rositas is offline  
Vecchio 17-11-2003, 14.45.33   #6
io_paolo
Ospite
 
Data registrazione: 11-11-2003
Messaggi: 12
NASCERE-CRESCERE-MORIRE

Rositas, è sempre stato il dilemma dell'umanità. Differenziarsi dal resto del regno animale che opera queste fasi della vita in modo inconscio. La fase drammatica della nascita è il momento più delicato per quasi tutti gli animali, la vita... sempre alla ricerca del sostentamento e dell'anima gemella per riprodursi, la morte come fase finale di un ciclo biologico del tutto naturale e scontato.
Ma l'uomo ha imparato a "vivere" queste fasi dell'esistenza dandogli dei significati che non trovano eguale nel resto del mondo animale. Ed è qui che va analizzato il senso della Vita, secondo me. Ognuno di noi stabilisce le proprie regole e condotte di vita secondo quelle che sono le proprie esigenze e le proprie aspettative. Ma quand'è che l'uomo raggiunge veramente le vette più alte che lo differenziano dagli altri animali? Con le emozioni. Con la paura, l'amore, la commozione. Sono questi, sempre secondo me, i veri motori dell'anima umana. Quando senti di amare una persona l'emozione è grande, stravolge tutto il tuo modo di vedere le cose e le colora di azzurro. Sfuma i problemi in una nuova dimensione, più accettabile, più "umana". Introduce anche la paura... quella che si prova se si pensa di perdere la persona amata. Ma è una paura dolce, commovente... ah! già c'e anche la commozione... bellissima come è bellissimo essere liberi di piangere quando la commozione è forte. Quando ti trovi a tu per tu con la natura, quella vera. Puoi stare in mezzo al mare o sulla cima di una montagna, ma se quello che provi alla vista di entrambi ti suscita commozione allora hai trovato te stesso. E parli con lui, gli racconti le tue emozioni, le tue paure e il tuo amore. Ti rivedi bambino e scopri che na parte di te non è mai cresciuta... lasciala stare così com'è perchè è la parte più bella che possiedi. Quella che ancora guarda al futuro e vuole crescere, quella, senza la quale, saresti una persona che ha raggiunto il suo punto di arrivo prima ancora di morire. Bruttissimo! Un' ultima riflessione: io ancora non so se sono credente. Posso dire che non sono praticante, non credo alle favole dei Vangeli se non come linee guida per un comportamento "corretto" (e quì ci sarebbe da scrivere un libro per stabilire quale siano i comportamneti corretti), non credo ne clero se non come un organismo politico, non credo nei sacramenti, non credo nell'aldilà nell'inferno o nel paradiso. Credo, però, negli uomini. Siano essi preti o no sono validi quando hanno il coraggio di essere se stessi, quando combattono per difendere le proprie o altrui idee se ci credono. Se hanno il coraggio di fare marcia indietro quando capiscono che hanno sbagliato o mettere la quarta se sono nel giusto. Quando danno retta al bambino che è in loro, quando si fanno prendere da lui per la mano ed accompagnare in un prato. C'è un sole splendente e l'aria profumata di fiori, poche nuvole di cotone bianchissimo e il vento tiepido di una primavera imminente e pensi che tutto ciò è stato messo li per te... per quell'attimo di felicità fatta di... niente e di tutto. Allora si che vedi Dio, lo senti dentro di te in barba a tutti i preti ed a tutte le chiese. Non importa il nome né la provenienza. Ti basta sapere che ha creato tutto quello che vedi per te, per farti essere felice in quel momento. Sei Credente perchè credi in te stesso. La tua fede ti viene da dentro e puoi confidare nelle tue capacità. Se ti piace pensare che esiste Colui che ha messo in moto l'Universo, fallo pure, ma cerca sempre le risposte ai tuoi perchè dentro di te. Ciao a tutti
io_paolo is offline  

 

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