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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 17-03-2004, 20.23.50   #1
miky 1987
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Question Un problema di comune interesse: l'identità!

Nella società di oggiquale valore si attribuisce alla parola identità?
Noi personalmente riteniamo di avere un'identità?
E i vari campi quali la scuola, e la stessa letteratura, o la filosofia o in modo particolare la politica, hanno ancora una loro identità o la stanno perdendo?

La parola identità ha sicuramente una grande estensione di significati e un'altrettanta vastità di lemmi che hanno un qualche legame con essa, ma indirizzerei la discussione partendo innanzitutto da una definizione personale di questa, intesa come l'agire usando il proprio pensiero, senza lasciarsi influenzare da un'idea pre-fabbricata da qualcun altro.

Inviterei anche ad una riflessione sulla relazione che parole quali moda, o la stessa pubblicità... mettano in crisi la nostra libertà di pensiero.

...
Miky 87'
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Vecchio 18-03-2004, 08.54.40   #2
Giuliano
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secondo me c'e' una diffusa crisi d'identita'
le principali "agenzie" che ne stavano alla base erano e sono nelle societa' non ancora "avanzate" la religione , la comunita' e/o il clan , la famiglia (ben strutturata e anche almeno un poco autoritaria),il senso di appartenenza a un mestiere , a una corporazione o a una classe sociale

vedete voi se tutto questo oggi non e' in crisi ....

Ciao
Giuliano is offline  
Vecchio 23-03-2004, 19.33.07   #3
miky 1987
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Lightbulb Spunti per la riflessione sul problema identità nel mondo odierno!

Penso che possa essere utile alle vostre riflessioni riguardo il problema in questione la visita della mia homepage, nella quale ho scritto un breve articolo proprio a proposito dell'identità.

Ultima modifica di miky 1987 : 23-03-2004 alle ore 19.37.33.
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Vecchio 24-03-2004, 19.07.10   #4
A.Nilic
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Che l'identità sia un'istanza fortemente labile e fragile è un punto che non ci viene mai insegnato abbastanza quando andiamo a scuola e che viene trascurato fortemente all'interno della nostra società occidentale, a mio modo di vedere. L'accento che viene dato attualmente in modo sempre più massiccio dai mezzi di comunicazione di massa su questioni come la proprietà, il possesso, l'autorealizzazione sono una spinta in più verso la cancellazione di questo dato. A guardare la nostra società, come si sviluppa adesso, mi sembra che l'importanza data all'IO sia addirittura esorbitante. La pubblicità del gruppo UNICREDIT, la prima che mi viene in mente, è incentrata interamente su slogan del tipo: "Io costruisco", "Io progetto", "Io rispetto", "Io bla bla", "Io IO IO!!!". In ogni caso, questa attenzione esagerata verso l'individualità che ci trasmette il mondo media a me sembra qualcosa di troppo ostentato e forzato per non nascondere dietro qualcosa di importante e, mio avviso, ignobile. Infatti, mentre la pubblicità tenta di fare leva sul narcisismo dello spettatore e tenta di esaltare il suo IO fluttuante, tenta proprio di attentare all'indipendenza e all'originalità, seppure minima, di questo IO. Il tentativo messo in opera dai grandi gruppi economici di monopolizzare il mercato con merci che non vengono assolutamente incontro ai bisogni degli individui, li spinge a tentare in ogni modo di nascondere la loro reale intenzione, ovvero di far si che i consumatori vadano incontro ai bisogni della merce, annichilendosi nel loro intimo per servirla. Tutto questo, anche se è un pò fuori tema, ho voluto dirlo perché mi sembrava attinente a quanto miky diceva nella sua pagina.
Per passare, però, al tema che è quello dell'individualità, quindi per entrare in tema, vorrei dire qualcosa. Vorrei dire, appunto, che sono convinto anche io del fatto che l'individualità sia un'istanza davvero molto piccola e fragile presente al nostro interno, tuttavia non sono d'accordo con quanti credono che debba essere messa in secondo piano rispetto a bisogni collettivi o, più semplicemente, alla società. Infatti, la malattia che viene tirata in ballo parlando della società attuale, l'individualismo, per me, e lo dico con grande dispiacere, è davvero in via di estinzione sul nostro pianeta. Per quanto ne so, non è mai esistita un'epoca nella quale il consenso verso dei valori condivisi avesse varcato i confini delle nazioni per agire su scala planetaria. Soldi facili, sesso a tutte le ore, consumismo e spreco incivile sono le parole d'ordine che la pubblicità, la televisione e anche molte riviste tentano di inculcare, e purtroppo con successo, alle persone. Non sono mai esistiti mezzi cosi persuasivi e annichilenti come gli attuali mezzi di comunicazione di massa, che trattano appunto le persone come masse e non come individui.
Sono quindi dell'idea che questo fuoco davvero debole che è l'individualità che è in grado di esprimersi solo tramite i vuoti che crea in quello che esiste, per via negativa, deva essere preservata, per quanto possa essere una parte minima delle forze in gioco dentro di noi. Non posso davvero piegarmi all'idea dell'inesistenza ontologica del soggetto, perché credo che sia un aberrazione prodotta da una completa astrazione da quanto avviene all'interno dell'uomo. La nostra diversità, seppure minima, credo che sia innegabile. Abbiamo storie diverse, vissuti diversi, reazioni diverse...niente di significativo di fronte alla STORIA, alla CULTURA, al LINGUAGGIO, ma qualcosa che per me va difeso proprio oggi più che mai con tutte le armi possibili.
A.Nilic is offline  
Vecchio 25-03-2004, 19.42.39   #5
miky 1987
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Wink Risposta a Nilic

Ringrazio molto per i loro interventi Giuliano e Nilic, i quali hanno entrambi scritto delle cose molto interessanti e che condivido interamente. Dell’intervento di Nilic mi ha colpito in modo particolare quando dice:”Non sono mai esistiti mezzi così persuasivi e annichilenti come gli attuali mezzi di comunicazione di massa, che trattano appunto le persone come masse e non come individui”. E poi ancora la messa in luce, chiara e lampante, di quello che è il modo di vivere della società di oggi:”soldi facili, sesso a tutte le ore, consumismo e spreco incivile”. Eccole qui le parole chiave che devono invitarci ad una riflessione.
Viviamo proprio in un bel mondo! Ora, mi sorge spontanea una domanda: si può trovare un barlume di felicità in una società del genere? Come può la gente considerarsi soddisfatta di una condotta del genere? Ci vengono posti alla luce del sole, esplicitamente e in modo terso, trasparente, limpido dei problemi che sono di importanza esistenziale. E questi non vanno nascosti o ignorati, perché altrimenti oltre a rimanere insoluti, rischiano di peggiorarsi. Dunque è questa la nostra identità? E’ questo il modo in cui ci piace vivere? O forse questo può essere il frutto dei risultati che televisioni, pubblicità, riviste… stanno ottenendo nei confronti di noi cittadini? Strumenti che demoliscono la nostra identità, che tendono alla massificazione come giustamente puntualizza anche Nilic. Dobbiamo riflettere usando la nostra mente e non lasciandoci influenzare dai mezzi di comunicazione di massa. Dobbiamo fare quello che noi consideriamo giusto debba essere fatto e non agire seguendo i comportamenti che la moda ti dice di utilizzare in una determinata circostanza. Credo che agendo di conseguenza un individuo si senta anche più realizzato personalmente. Invece, dipendere dalle mode è limitante e non può portare che all’infelicità, specialmente se ci sentiamo obbligati a seguirle pur essendo in disaccordo con i loro contenuti.
Lo stesso fatto del “sesso a tutte le ore” è estremamente negativo. C’è un’enorme differenza, un oceano, un abisso tra il fare l’amore e il fare sesso, ed il più corretto è chiaramente il primo. L’amore è una parola che ahimè, lo dico a malincuore, è ormai in disuso, si potrebbe dire addirittura in via di estinzione nella società occidentale in particolare, ma non solo. Significativo a mio modo di vedere per chiarire il problema è il simpatico dialogo avvenuto tra il parrucchiere, dal quale vado abitualmente a farmi i capelli, e un giovane africano, che riporto integralmente.

Dialogo:

Parrucchiere: “Allora giovine, sei sposato?”
Giovane africano: “No, fidanzato.”
Parrucchiere: “Ed hai intenzione di sposarti?”
Giovane: “Certamente.”
Parrucchiere: “Ma che cosa ti sposi a fare; fai come facciamo noi in Italia. Da noi tutti convivono. Da voi non è così?”
Giovane: “No. Ma è sbagliato questo vostro modo di fare.”
Parrucchiere: “Lo so. Ma ormai tutti fanno così e vedrai che presto anche da voi le cose diventeranno in questo modo. E’ solo questione di tempo.”

Io credo che il loro discorso sia molto significativo per capire fino a che punto stia degenerando il mondo in cui viviamo, ed è facile comprendere come questo processo sia tutt’altro che intenzionato a fermarsi, ma si delinea piuttosto come inarrestabile e irreversibile.
Da sottolineare anche la risposta del giovine africano alla prima domanda, lui usa la parola fidanzato. Oggi, pure questa sta cadendo in disuso. Infatti si dice sto con questa ragazza, sto con questo ragazzo e non sono fidanzato con questo o questa.
Ritengo che vi sia ampio materiale atto a stimolare la discussione di molti ad un problema che come ho detto, oltre a riguardarci tutti in prima persona, ha anche un campo molto vasto nel quale si può spaziare per la nostra indagine. E speriamo insieme di poter giungere a delle soluzioni comuni applicabili anche in senso pratico nella nostra vita.
Avrei inoltre da rivolgere una piccola domanda a Nilic riguardo una frase del suo discorso che non mi è risultata molto chiara (magari di poca importanza), vale a dire quando dice: “Tutto questo, anche se è un po’ fuori tema, ho voluto dirlo perché mi sembrava attinente a quanto miky diceva nella sua pagina.” Non capisco in che senso, ciò che ha detto, gli sembri fuori tema. Spero di poter avere dei lumi in questo senso.

Ultima modifica di miky 1987 : 25-03-2004 alle ore 19.49.18.
miky 1987 is offline  
Vecchio 25-03-2004, 22.22.29   #6
Mary
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L'identità ci viene fornito dall'ambiente circostante, ci viene modellato addosso da questo o da quello: genitori, fratelli, sorelle, compagni, insegnanti, ambiente di lavoro......

Alla mia nascita mio padre mi impose il nome Maria, perché così si chiamava sua madre (a quei tempi non vi era possibilità di scelta, pena venir considerati figli degeneri).
Mi ha dato quel nome ed il suo cognome, così sono stata immediatamente catalogata.
Successivamente tutti si sono prodigati a modellare quel che io avrei dovuto essere. Così, senza rendermene, sono stata plasmata da mille scultori alcuni armati di buone intenzioni, altri armati di spranghe ed asce.

Così che tutto il lavoro svolto da altri ora ha un nome: identità.

Fino al giorno in cui mi sono resa conto che quella identità non mi apparteneva e dovevo cercarne un'altra. Volevo quella vera, quella che era solo mia. Ma come si fa a liberarsi di un abito che ti è stato cucito addosso senza lasciare intravedere alcuna apertura?!

C'è un'identità interna ma, se davvero esiste, deve confrontarsi con il mondo esterno se vuole sopravvivere.

La parte più vera di me non ha alcuna identità, non ha schemi, non ha modelli, non ha regole, non ha un nome, non ha un ruolo.

Mary
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Vecchio 28-03-2004, 20.32.06   #7
miky 1987
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Talking

E' davvero molto interessante il tuo messaggio Mary, soprattutto la frase che più mi ha colpito è quando dici: "senza rendermene conto, sono stata plasmata da mille scultori alcuni armati di buone intenzioni, altri armati di spranghe ed asce.

Così che tutto il lavoro svolto da altri ora ha un nome: identità. "

Alla domanda che ti poni dopo poi, è veramente difficile dare una risposta.
Comunque ti ringrazio perchè ciò incoraggerà di certo la mia mente a trovarne una.

Ultima modifica di miky 1987 : 28-03-2004 alle ore 20.36.15.
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Vecchio 28-03-2004, 21.51.19   #8
A.Nilic
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Credo che sia il caso di precisare una cosa. Il mio "sesso a tutte le ore" non aveva nulla di moralistico e nemmeno di tradizionalista. A dire il vero non ho nulla contro quello che viene chiamata "libertà sessuale" e credo sia sbagliato difendere la famiglia ad ogni costo, il matrimonio ed incentivare la natalità. Secondo me al mondo siamo già troppi e spingere persone a sposarsi, unirsi per tutta la vita, anche se questo è fonte di tristezza e di vessazioni infinite, e, per di più, portarli, con vergognosi incentivi statali, a fare dei figli, anche se poi li affideranno alla televisione e all'isolamento più totale, mi sembra davvero sbagliato. Il problema attuale per me non è la crisi dei cosiddetti "valori", ma proprio il fatto che questi "valori" ancora oggi, anche se apparentemente violati in ogni occasione, sono ancora rispettati nel modo più acritico. Mi è capitato spesso di conoscere o di sentir parlare di persone che hanno la vocazione del seduttore e che non perdono alcuna occasione per "conquistare", per un giorno o due, ogni donna che scatena in loro una certa attrazione. In ogni caso, molti di loro sono padri di famiglia, sposati da molti anni, ed alcuni magari, dopo aver fatto la loro "ultima" conquista, si sposano il giorno dopo. Perché? Perché bisogna essere dei grandi amanti, dei magnifici seduttori, ma la famiglia...i figli....E' questo che per me è abberrante, non avere il coraggio delle proprie scelte, ma vivere in un'ambiguità riprovevole.
Quando ho detto che ero fuori tema, mi riferivo semplicemente al fatto che per parlare dell'identità ho preso il problema un pò alla larga, soffermandomi su come la società attuale secondo me tende a ridurre a zero quest'istanza presente in ogni uomo. In ogni caso sono d'accordo quando Miky dice che i mezzi di comunicazione di massa sono strumenti che demoliscono la nostra identità. Infatti, anche se usandoli attentamente potrebbero, forse, avere una funzione utile e anche positiva, i mass-media racchiudono al loro interno, nella loro natura, una forte carica livellatrice e una grande pericolosità. Il fatto che, a partire da quando siamo bambini, con i cartoni animati, le trasmissioni per i più piccoli, e tanti altri prodotti televisivi, fino a quando raggiungiamo l'età adulta nelle nostre case, ormai purtroppo quasi in tutte, arrivino messaggi perfettamente uguali, porta, come non è difficile immaginare, ad una conseguenza pericolosa. La conseguenza nefasta è quella di creare un'umanità dotata tutta di ricordi identici, prodotti in serie, percepiti in serie, di modo che il patrimonio di memorie che ognuno ha della sua vita, quella piccolissima parte che viene detta "storia personale", venga a sparire sotto i colpi di un bacino di informazioni che certo veicolano esperienze e situazione, che, seppure false, eccedono per il loro numero quello delle situazioni che una sola persona è in grado di vivere in molti anni. Certamente questo lo fa anche la cultura, dotandoci di strumenti che sono anche questi uguali per tutti, ma la differenza sta nella complessità che possiede questo mondo rispetto a quello dei mezzi di comunicazione di massa, che sono incentrati su canoni di trasparenza e semplicità, e rappresentano perciò la vita come priva di contraddizioni, spacciandola per reale a tutti noi. Se il messaggio è così semplice, banale addritturra, come quello che la televisione veicola, allora è molto difficile che venga interpretato da molte persone in modi diversi. Se il messaggio invece è complesso, caotico, intricato, com'è quello della cultura, allora è più probabile che ognuno di noi possa averne una percezione "personalizzata", diversa da quella degli altri, essendo in ballo un gran numero di aspetti, numero sicuramento maggiore di quello che racchiudono i messaggi pubblicitari o televisivi, che per loro natura sono estremamente limitativi.
A.Nilic is offline  
Vecchio 02-04-2004, 14.27.40   #9
Giuliano
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limitativi ma numericamente eccessivi , ogni giorno ,per ore

tendendo a creare degli uomini pulsionali , quindi consumatori ottusi , ripetitivi e mai soddisfatti
o al massimo tendendo a creare degli "idiot savant"
Giuliano is offline  
Vecchio 09-05-2004, 20.37.29   #10
kitry
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eh eh eh....ciao miky!!!sono anna!!!ma che sorpresa vederti scrivere qui!!!!
cmq,secondo me viviamo in un mondo in cui sono davvero poche le persone che non recitano un ruolo.sono daccordo in modo particolare con mary,quando dice che,in parole povere da come l'ho interpretato,è il mondo esterno che ci modella.molti dicono che la tv è uno specchio del mondo...ma secondo me sta dventando il contrario
kitry is offline  

 



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