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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 11-09-2004, 09.25.29   #11
La_viandante
stella danzante
 
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Data registrazione: 05-08-2004
Messaggi: 1,751
molto molto interessante, se t va luvia, mi spiegheresti per bene come c si arriva a questa consapevolezza? da parte mia nutro fortissimi dubbi ke si possa riuscire a guardarsi acriticamente, perke' cmq si mette sempre in atto la nostra percezione d noi stessi ke deve cmq sottostare a skemi mentali costruiti per anni e nn credo sia facile cambiare prospettiva, lo stesso dicasi nell'osservare l'altro, un sorriso o un'espressione la possiamo sempre percepire in un nostro personalissimo modo e diverso dal senso ke ne voleva dare ki lo ha fatto
al solito mi sono incartata
ma provo lo stesso a continuare
sul fatto ke si sviluppano dei sintomi mi pare si kiami psicosomatica e questa mi interessa ancora d piu', il fatto d somatizzare con disturbi lievi o piu' gravi fisici uno stato d sofferenza psicologica o sentimentale o affettiva
parlamene meglio luvia se t va
La_viandante is offline  
Vecchio 11-09-2004, 12.45.20   #12
epicurus
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Data registrazione: 18-05-2004
Messaggi: 2,725
secondo me la consapevolezza è rappresentata da un occhio che guarda noi stessi.

la consapevolezza è la capacità di osservare il nostro operato e i nostri processi psichici.

secondo me la consapevolezza è intrinsecamente limitata per 2 distinti motivi (cioè 2 distinti modi di esser limitata):

1) non si può osservare al 100% se stessi perchè si cade nel problema dell'autoreferenzialità: una parte di noi non porta esser osservata

2) possiamo sempre salire di gradino, creando un occhio che guarda un occhio che guarda un occhio che guarda noi.

quindi la consapevolezza assoluta non può esser raggiunta.

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Vecchio 11-09-2004, 12.57.21   #13
neman1
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Data registrazione: 24-04-2004
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Messaggio originale inviato da epicurus
secondo me la consapevolezza è rappresentata da un occhio che guarda noi stessi.

la consapevolezza è la capacità di osservare il nostro operato e i nostri processi psichici.

secondo me la consapevolezza è intrinsecamente limitata per 2 distinti motivi (cioè 2 distinti modi di esser limitata):

1) non si può osservare al 100% se stessi perchè si cade nel problema dell'autoreferenzialità: una parte di noi non porta esser osservata

2) possiamo sempre salire di gradino, creando un occhio che guarda un occhio che guarda un occhio che guarda noi.

quindi la consapevolezza assoluta non può esser raggiunta.


Ciao Epicurus...


Non e' la consapevolezza ad essere limitata, ma la capacita' a "raggiungerla"....limitata , frenata appunto, per il processo di autoreferenzialita, nel tuo caso, nonostante sia qualcosa di utile. Superalo, distaccati dal fartele. Non si tratta di diventare l'occhio che guarda l'occhio ma di diventare "la consapevolezza" stessa....
neman1 is offline  
Vecchio 11-09-2004, 13.37.08   #14
luvia
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x la viandante
non ho detto che sia facile, nè veloce, nè raggiungibile completamente, ma se vuoi arrivare in Cina comincia ad uscire di casa. Immagino che tu sia una donna, abituata a valorizzare, sul piano fisico, i tuoi punti di forza e a cercare di minimizzare i tuoi difetti...per fare ciò ti guardi allo specchio con occhio critico, beh comincia a farlo anche su altri piani. L'importante è non drammatizzare se qualcosa di noi non ci piace: siamo umani e tutti abbiamo dei difetti... Se non sarai troppo severa (ma nemmeno troppo indulgente) riuscirai ad accettare di te anche le zone d'ombra e potrai illuminarle sempre più, trasformando un ostacolo in opportunità! cari saluti Luvia
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Vecchio 11-09-2004, 15.01.51   #15
epicurus
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Messaggio originale inviato da neman1
Ciao Epicurus...


Non e' la consapevolezza ad essere limitata, ma la capacita' a "raggiungerla"....limitata , frenata appunto, per il processo di autoreferenzialita, nel tuo caso, nonostante sia qualcosa di utile. Superalo, distaccati dal fartele. Non si tratta di diventare l'occhio che guarda l'occhio ma di diventare "la consapevolezza" stessa....

ciao neman, il fatto è che la consapevolezza è una capacità, non è una cosa in se. (come ho detto per l'amore, essa non è una cosa assoluta in se, bensì una capacità/azione: l'uomo ama, non esiste l'Amore, se non come astrazione linguistica. Così l'uomo è consapevole, ma non esiste la Consapevolezza.)

Quindi per me non ha senso parlare di "diventare la consapevolezza".

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Vecchio 11-09-2004, 16.21.35   #16
neman1
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ciao neman, il fatto è che la consapevolezza è una capacità, non è una cosa in se. (come ho detto per l'amore, essa non è una cosa assoluta in se, bensì una capacità/azione: l'uomo ama, non esiste l'Amore, se non come astrazione linguistica. Così l'uomo è consapevole, ma non esiste la Consapevolezza.)

Quindi per me non ha senso parlare di "diventare la consapevolezza".


Uh, se non fosse stato per la tua ultima frase....mi stavo accendendo gia con il dire: la consapevolezza una capacita'???....non e' una cosa in se'???... (scherzo) La consapevolezza e' lo stato piu naturale che possa esistere....e si "trova" esattamente in se'. Il compito e' la coscienza ( incluso sub- ed inconscio) da "attraversare", magari conoscerla tutta o dominarla per ritornare naturali-armoniosi. Quindi concordo sull'errore di dire "diventare" consapevoli....difatti me, non mi sentirai parlare in tali termini futuristici. Ciao
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Vecchio 11-09-2004, 18.20.12   #17
epicurus
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neman ci siamo chiariti linguisticamente (ormai sai quanto ci tengo alle chirificazioni linguistiche), comunque ribadisco che anche in linea di principio la consapevolezza assoluta sia impossibile.

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Vecchio 11-09-2004, 20.28.46   #18
neman1
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hehe...

..sara' anche meglio, chiarirsi il linguaggio dato che apartiene ad una delle aree piu profonde del cervello (area di Broca). Forse gli apartiene anche una via verso la consapevolezza, come tentativo per stuzzicarti Epicurus, con tutto il rispetto e sensibilita' per le tue esigenze pero' non trovo corretta l'aggiunta al (termine??) consapevolezza. Sia per l'assoluto sia per l'impossibile esistono gli opposti. Ora, se lo ritieni "solo" un fatto di linguaggio e' un motivo in piu per chiarirlo. Per quanto mi riguarda l'assoluto e il relativo esistono da quando li ho apresi a scuola...ma la vita era anche prima...e sara' anche dopo...umani o non. Sai che sono sensibile alle negazioni e limiti imposti....liberale che sono. Ciao

Ps. comunque se ti interessa qualcosa sull'area di Broca http://www.ecplanet.com/canale/salut.../ecplanet.rxdf sopratutto la parte dell'apprendimento di regole impossibili....
neman1 is offline  
Vecchio 12-09-2004, 02.46.28   #19
epicurus
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riciao neman, ho letto con attenzione il link che mi hai proposto e ti devo dire che è un argometo che già mi interessava, quindi: grazie!

non capisco poi cos'è che non condividi del mio discorso, non è che mi potresti chiarire meglio? (sei sempre molto ermetico!! )

comprendo che tu sia contro le limitazioni (anch'io sono liberale, vedi il mio nick) comunque il 900 (e prevedo anche il 2000) è stato un secolo dei limiti: limiti in logica, limiti in matematica, limiti in fisica...

bisogna conoscere bene le proprie potenzialità e i propri limiti, per avere risultati ottimi.

epicurus is offline  
Vecchio 12-09-2004, 14.27.46   #20
neman1
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Ciao Epicurus

La mia era una precisazione che, sempre dal centro di Broca, mio punto di "vista": l'infinito, l'assoluto, finisce dal momento in cui gli si attribuisce un termine-pensiero-azione mentale quale diventa automaticamente l'interferenza, il limite, la barriera per conoscerlo. Per questo ho scritto "scorretto" dire-pensare: consapevolezza assoluta. Scatterebbe lo stesso meccanismo come dire-pensare consapevolezza rosa il che non e' sbagliato farlo (o lasciarlo accadere) ma causa il ritorno alla soggettivita' verso se stessi. Mi sono impegnato a scrivere queste poche righe, ora spero di aver chiarito un po di cose. Ciao
neman1 is offline  

 



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