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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 28-12-2004, 17.09.47   #1
herzog
Ospite abituale
 
Data registrazione: 15-12-2004
Messaggi: 404
Talking teoria del mal di testa

rispondendo ad altro thread, mi è venuto in mente di proporvi quella che ho sempre chiamato la mia "teoria del mal di testa"...non avete mai notato che il mal di testa passa quando non ci si pensa più o, meglio, che quando ci si pensa nuovamente, ci si accorge che è già passato...
Non avete mai notato, insomma, che le cose spesso succedono quando non ci si pensa?
E, allora - tra il serio e il faceto - sarà vero il contrario, e, cioè, che, per far succedere una cosa, basta non pensarci? Se ragionassimo sul piano della logica pura, dovrebbe essere così, ma temo che il tutto sia più complicato...

Herzog
herzog is offline  
Vecchio 28-12-2004, 17.27.59   #2
brunika
Utente bannato
 
Data registrazione: 21-11-2004
Messaggi: 165
INVECE...
è proprio così :
i più grandi desideri si avverano
proprio quando
li metti in "quarantena"....

B. *
brunika is offline  
Vecchio 29-12-2004, 01.07.28   #3
leibnicht
Ospite abituale
 
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Data registrazione: 06-09-2003
Messaggi: 486
Pura logica

Supponiamo che la tua affermazione sia vera: solo se non penso assolutamente ad una cosa, allora questa si manifesta.
Ne consegue che: solo quando non penso "assolutamente", allora esisto.
Quando, invece, penso (in qualche modo a qualcosa), allora io non esisto.
Dunque, se penso di avere il mal di testa, allora in quel momento io non esisto.
Ma, se non esisto, come posso provare "mal di testa" ?
leibnicht is offline  
Vecchio 29-12-2004, 10.14.13   #4
Knacker
Epicurus' very son
 
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Messaggi: 375
Un Cartesio all'incontrario
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Vecchio 29-12-2004, 11.52.17   #5
herzog
Ospite abituale
 
Data registrazione: 15-12-2004
Messaggi: 404
Talking logica impura

Caro leib, pur non essendo sicuramente un esperto in materia, mi sembra che nelle tue osservazioni vi siano alcuni "salti" logici...ad esempio: perchè dalla prima premessa ne trai la conclusione: "solo quando penso assolutamente, allora esisto"? Non mi sembra sia una conseguenza necessaria, appunto, della premessa: "solo se non pesno assolutamente ad una cosa, allora questa si manifesta"...o sbaglio?
E, a rigore, non mi sembra nemmeno un Cartesio, un cogito ergo sum, all'incontrario...
Herzog

herzog is offline  
Vecchio 29-12-2004, 12.54.55   #6
gyta
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Data registrazione: 02-02-2003
Messaggi: 2,614
Re: logica impura

Citazione:
Messaggio originale inviato da herzog
..un cogito ergo sum,
all'incontrario ...

Eh no..!Dunque non funziona così.. Non esattamente..!
Io rarissimamente soffro di mal di testa micidiali.. Altro che 'moment'& c. .. riuscivo a calmarli solo con super dosi di novalgina a stomaco vuoto..!
Quando ho iniziato a pensare che se erano vere alcune mie teorie avrei potuto ben provarle su qualcosa di così 'stupido' (per quanto dolorosissimo) come il mal di testa..
Così avvertendo forti dolori nella testa invece di precipitarmi in bagno alla scorta farmaci mi sono fermata ed ho iniziato ad osservare il mal di testa come qualunque altro pensiero.. Lui era lui.. 'io' ero.. 'io'!
Il 'mio' mal di testa non faceva parte di 'me'..
'Io' (coscienza) ne ero staccata ed al di 'sopra'..
Lo potevo sentire, lo potevo cancellare.. Più ero cosciente della mia non-identificazione col mio corpo più riuscivo nel mio intento..!!
Il discorso di leibnicht non fa una piega.. con qualche piccola correzione del postulato -a mio avviso!-
Non è 'non pensando' ma è nella non-identificazione col pensiero la.. 'chiave'
Perciò.. Io non penso a me come 'pensiero' ed in questa coscienza io.. sono, io.. esisto!
Se diversamente io penso di avere-essere il mal di testa, in effetti.. io sono il mal di testa.. per cui 'io' non esisto.. lui sì..!
Giochino da poco.. ma molto-molto.. illuminante..
Una buona prova del nove per teorie ben più.. 'complesse'.. Non trovate?

Non ci 'accade' qualcosa perché non lo si è pensato.. ma perché lo si è profondamente 'sentito'.. Ben diverso dal.. 'pensare'..



Gyta

Ultima modifica di gyta : 29-12-2004 alle ore 12.59.19.
gyta is offline  
Vecchio 29-12-2004, 13.14.50   #7
iris_1
Ospite abituale
 
Data registrazione: 09-06-2004
Messaggi: 493
Re: teoria del mal di testa

Citazione:
Messaggio originale inviato da herzog
rispondendo ad altro thread, mi è venuto in mente di proporvi quella che ho sempre chiamato la mia "teoria del mal di testa"...non avete mai notato che il mal di testa passa quando non ci si pensa più o, meglio, che quando ci si pensa nuovamente, ci si accorge che è già passato...
Non avete mai notato, insomma, che le cose spesso succedono quando non ci si pensa?
E, allora - tra il serio e il faceto - sarà vero il contrario, e, cioè, che, per far succedere una cosa, basta non pensarci? Se ragionassimo sul piano della logica pura, dovrebbe essere così, ma temo che il tutto sia più complicato...

Herzog

Non vorrei romperti le uova nel paniere... ma vorrei porti una domanda... non è che la risposta alla domanda che hai fatto, riferita direttamente al mal di testa, ha una spiegazione clinica piuttosto che filosofica?

iris_1 is offline  
Vecchio 29-12-2004, 13.28.57   #8
gyta
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Data registrazione: 02-02-2003
Messaggi: 2,614
Re: Re: teoria del mal di testa

Citazione:
Messaggio originale inviato da iris_1
..ha una spiegazione clinica piuttosto che filosofica?..

Una risposta analitica (psicoanalitica)
ti andrebbe bene?
(So che la domanda non era rivolta a me.. comunque desideravo ugualmente dire questo..)
I mali sono una risposta 'fisica' del nostro corpo..
La 'spiegazione' risiede -a mio, e non solo, avviso- nella motivazione scatenante.. Certo non siamo 'Dio'.. a poter dirigere con perfezione la sinfonia.. per quanto.. volendo.. Mah...




Gyta
gyta is offline  
Vecchio 29-12-2004, 13.30.24   #9
leibnicht
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Messaggi: 486
Risposte

Per Herzog: hai solo dimenticato una negazione, ecco perchè il ragionamento non ti torna!

Per gyta: ti dò ragione, sotto il profilo ...psicologico. In effetti, così facendo, tu ottieni di disporti in una condizione non molto dissimile da quela in cui si viene indotti utilizzando tecniche di biofeedback.
Queste metodologie, è noto, funzionano: possono lenire praticamente ogni disturbo psicosomatico.
Questo stesso risultato può essere prodotto anche con tecniche ipnotiche superficiali, oppure con la meditazione yoga.

Dal punto di vista filosofico, però, occorre una piccola correzione.
Nella filosofia scolastica, la quale rappresenta la matrice concettuale di tutto il pensiero filosofico moderno, si distingue tra "sensazione", "percezione" ed "appercezione".
Anche la neurofisiologia e la neuropsicologia continuano a fare riferimento a questa terminologia, poichè essa è estremamente accurata e riproducibile in tutte le lingue occidentali (le quali condividono il pabulum culturale in cui si sono sviluppate).
Allora: la "sensazione" non è che l'interazione diretta ed immediata del mondo fisico con qualcuno dei nostri organi di senso.
Non presuppone alcun processo di coscienza ed è propria di tutto il mondo "vivente", distinguendolo da quello inanimato.
Le sensazioni possono essere semplici oppure complesse: un lampo di luce è una s. semplice, un pugno nell'occhio (lampo di luce, dolore e pressione) è una s. complessa.
La percezione è la concomitanza di una o molte s. (semplici e/o complesse) con uno stato di coscienza. Quest'ultimo, a differenza di come il freudismo ci ha abituati a pensare, può presentare un'infinita sfumatura di gradi (natura non facit saltus), ed, in ogni caso, si accompagna al possibile (in potenza, cioè non necessariamente in atto) accesso alla "Fantasia".
La fantasia è la facoltà di "rappresentare" qualche cosa, ossia il dare forma di contenuto mentale alla percezione: per esempio traducendo il lampo di luce in un'immagine mentale luminosa.
L'appercezione non è che una percezione rappresentata dalla fantasia attraverso il più alto grado degli stati di coscienza: cioè l'autoconsapevolezza, il che significa "integrazione all'Io" ed al pensiero.

Risultato: se vi è autoconsapevolezza e rappresentazione, allora vi è pensiero, con o senza sensazioni.
Se vi sono sensazioni rappresentate coscientemente, allora vi è pensiero, anche senza autocoscienza.
E' questa la separazione, infatti, tra il pensiero c.d. "astratto" (il primo) e quello c.d. "concreto" (il secondo).

In pratica, il tuo procedimento non esclude affatto il pensiero, semplicemente lo dissocia in piani di coscienza diversi.
leibnicht is offline  
Vecchio 29-12-2004, 14.14.11   #10
iris_1
Ospite abituale
 
Data registrazione: 09-06-2004
Messaggi: 493
Re: Re: Re: teoria del mal di testa

Citazione:
Messaggio originale inviato da gyta
Una risposta analitica (psicoanalitica)
ti andrebbe bene?
(So che la domanda non era rivolta a me.. comunque desideravo ugualmente dire questo..)
I mali sono una risposta 'fisica' del nostro corpo..
La 'spiegazione' risiede -a mio, e non solo, avviso- nella motivazione scatenante.. Certo non siamo 'Dio'.. a poter dirigere con perfezione la sinfonia.. per quanto.. volendo.. Mah...




Gyta

Proprio così.
Del resto Leibnicht ha dato una spiegazione molto chiara... non si tratta di esclusione del pensiero, ma di una dissociazione su piani di coscienza diversi.
In senso specifico, il mal di testa più frequente, dal quale è affetto la quasi totalità delle persone (considerando tutto l'arco della vita) è rappresentato dalla "cefalea muscolotensiva" che origina da una eccessiva tensione dei muscoli del viso e del collo.
Stress, paure, traumi o tensioni emotive, oltre che gli squilibri strutturali, sono le principali cause. Quindi chi soffre di questo tipo di mal di testa, in situazioni di stress emotivo, tensione... subisce un'esacerbazione dello stesso.
Quello che noi chiamiamo "il non pensare" e che aiuta nella risoluzione o nella riduzione, in questo caso, del dolore, in realtà è "il pensare" al dolore in modo diverso, distogliere l'attenzione dal sintomo specifico "dolore" concentrandosi su altro. Vengono utilizzate tecniche mentali (ipnosi, meditazione, pensiero positivo..), tecniche fisiche (rilassamento muscolare, kinesiterapia, controllo del respiro..).
Questo dimostra che in realtà non viene escluso il pensiero, ma viene, per così dire, veicolato... il pensiero c'è sempre, in ogni caso!
iris_1 is offline  

 



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