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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 14-01-2005, 21.50.02   #1
VanLag
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Data registrazione: 08-04-2002
Messaggi: 2,959
L'ateo morale o amorale?

Può un uomo che non crede in Dio, nell’anima, nello spirito o in nulla di trascendente essere morale ed etico e se si perché lo fa?
VanLag is offline  
Vecchio 14-01-2005, 22.31.45   #2
dana
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Data registrazione: 18-10-2003
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Secondo me sì, sicuramente sì.
E' riconoscere in ogni persona un fratello, in una specie di solidarietà umana universale, che senza far riferimento al trascendente induce a tenere un comportamento etico, corretto, rispettoso verso gli altri (quindi non uccidere, non rubare, ecc.).
Credo che questa legge morale universale che è in ognuno nasca dal fatto di riconoscere l'altro come uguale a sè, una specie di solidarietà umana dovuta al fatto di condividere un destino comune (quindi si cerca di non fare agli altri quello che non gradiremmo venisse fatto a noi).
dana is offline  
Vecchio 14-01-2005, 22.47.17   #3
rodi
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Data registrazione: 07-05-2003
Messaggi: 1,952
Re: L'ateo morale o amorale?

Citazione:
Messaggio originale inviato da VanLag
Può un uomo che non crede in Dio, nell’anima, nello spirito o in nulla di trascendente essere morale ed etico e se si perché lo fa?

Per una forma di amore e di rispetto alla vita ed ad ogni sua manifestazione.
Non si ama e si rispetta quello che ci circonda solo se si crede in Dio, non c'è corrispondenza biunivoca tra le due cose.
Si può credere in Dio, nell’anima, nello spirito e non essere morali ed etici.
Si può non credere in Dio, nell’anima, nello spirito ed essere morali ed etici.

rodi is offline  
Vecchio 14-01-2005, 23.12.37   #4
edali
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Data registrazione: 08-04-2002
Messaggi: 780
Si. Cosi era mio padre. Bella domanda. Non me lo sono mai chiesto il perché della moralità e della etica di una persona. Fino adesso ho solamente apprezzato questa bellissima peculiarità di un essere umano perché comunque giova alle persone con le quali si relaziona (non a tutte solo a quelle che condividono questo modo di vivere)
Se devo pensare al perché, le risposte potrebbero essere molte e solo presuntive.
Riprendendo l’esempio di mio padre, posso pensare a due risposte: una per l’educazione ricevuta in una famiglia di contadini montanari e l’altra per il suo amore per la natura.
Ma può darsi che ce di più.
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Vecchio 15-01-2005, 10.40.38   #5
Rolando
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Data registrazione: 01-04-2002
Messaggi: 855
Re: L'ateo morale o amorale?

Citazione:
Messaggio originale inviato da VanLag
Può un uomo che non crede in Dio, nell’anima, nello spirito o in nulla di trascendente essere morale ed etico e se si perché lo fa?
Penso di si.Non è ovvio che ciò è spesso il caso? I più tolleranti e democratici sono spesso gli uomini dei paesi "materialistici" mentre i così detti "religiosi" sono spesso intolleranti e senza amore, per esempio gli integralisti islamici o cristiani.
La ragione è che il grado di "umanità" o la "morale" dell'individuo dipende da quanto sofferenza ha sperimentato o vissuto durante le incarnazioni passate. Queste esperienze, presente nell'individuo sotto forma delle qualità umane, determinano quindi il grado della "morale" che mostra nella vita attuale. E queste esperienze influenzano quindi l'atteggiamento dell'individuo anche se in questa vita non crede in Dio.
Ciao
Rolando is offline  
Vecchio 15-01-2005, 14.58.29   #6
r.rubin
può anche essere...
 
Data registrazione: 11-09-2002
Messaggi: 2,053
Citazione:
Messaggio originale inviato da dana
Secondo me sì, sicuramente sì.
E' riconoscere in ogni persona un fratello, in una specie di solidarietà umana universale, che senza far riferimento al trascendente induce a tenere un comportamento etico, corretto, rispettoso verso gli altri (quindi non uccidere, non rubare, ecc.).
Credo che questa legge morale universale che è in ognuno nasca dal fatto di riconoscere l'altro come uguale a sè, una specie di solidarietà umana dovuta al fatto di condividere un destino comune (quindi si cerca di non fare agli altri quello che non gradiremmo venisse fatto a noi).

è la reciprocità, una norma molto probabilmente innata, per cui ci si rapporta all'altro come se fosse la nostra immagine riflessa nello specchio: se faccio il male mi ritorna il male, così per il bene.
è la struttura della minaccia, in fondo: non provare a far così, altrimenti ti succede così.

è una norma che funziona nelle relazioni simmetriche, alla pari, ma non in quelle asimmetriche, di potere e dominio: il potente non teme più la ritorsione della reciprocità perchè non c'è più uguaglianza, perchè l'altro non è più in grado di riflettergli il male fatto, in quanto dominato, controllato, impossibilitato a reagire perchè impossibilitato ad utilizzare quegli strumenti che conferiscono all'altro il potere, togliendolo, in modo complementare, al primo; che è impossibilitato ad avvalersi della minaccia, perchè questa, proveniendo "dal basso", non è più credibile, non ha i mezzi per rendersi credibile.

anche i rapporti di potere, credo, siano naturali, innati (li vediamo anche negli animali, sottomissione eccetera).

quindi la logica della reciprocità non può essere la logica di una morale universale.

a meno di non ammettere che anche i rapporti di dominio, che possono essere intesi come una declinazione della reciprocità (che in effetti è ancora, sotto altra forma, presente) sono morali, giusti.
r.rubin is offline  
Vecchio 15-01-2005, 16.37.18   #7
sisrahtac
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Data registrazione: 04-11-2002
Messaggi: 2,110
Mio padre è un classico caso di ateo morale, infatti quando parlo con lui lo chiamo sempre "il prete ateo". Sarà a causa dell'educazione cattolica che ha ricevuto...non crede in dio ma ha una certa rigidità e austerità cxhe mi ricorda molto l'inquisizione...hehe, magari perchè sono suo figlio...io invece sono un agnostico amorale...ne deduco che la morale può esistere a prescindere dal presupporre dio come esistente o meno..
sisrahtac is offline  
Vecchio 15-01-2005, 16.54.30   #8
iris_1
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Data registrazione: 09-06-2004
Messaggi: 493
Re: L'ateo morale o amorale?

Citazione:
Messaggio originale inviato da VanLag
Può un uomo che non crede in Dio, nell’anima, nello spirito o in nulla di trascendente essere morale ed etico e se si perché lo fa?

Certo... ogni uomo, credente o meno in qualcosa di trascendente, possiede una coscienza. La coscienza è ciò che caratterrizza l'essere umano e deriva da un processo personale che produce principi e valori morali che ci permettono di fare delle scelte delle quali poi ogni individuo è responsabile. Essa ci permette di individuare ciò che è bene e ciò che è male ed è su questa base che operiamo delle scelte.

Il credere in Dio, in una particolare religione ecc... fa parte delle scelte conseguenti ad un ragionamento morale e che sono diverse in base all'individuo che le opera. Perciò la coscienza, principi e valori morali e l'etica vengono prima di tali decisioni e non dipendono da esse.

iris_1 is offline  
Vecchio 15-01-2005, 21.03.57   #9
r.rubin
può anche essere...
 
Data registrazione: 11-09-2002
Messaggi: 2,053
Citazione:
Messaggio originale inviato da r.rubin
è la reciprocità, una norma molto probabilmente innata, per cui ci si rapporta all'altro come se fosse la nostra immagine riflessa nello specchio: se faccio il male mi ritorna il male, così per il bene.
è la struttura della minaccia, in fondo: non provare a far così, altrimenti ti succede così.

è una norma che funziona nelle relazioni simmetriche, alla pari, ma non in quelle asimmetriche, di potere e dominio: il potente non teme più la ritorsione della reciprocità perchè non c'è più uguaglianza, perchè l'altro non è più in grado di riflettergli il male fatto, in quanto dominato, controllato, impossibilitato a reagire perchè impossibilitato ad utilizzare quegli strumenti che conferiscono all'altro il potere, togliendolo, in modo complementare, al primo; che è impossibilitato ad avvalersi della minaccia, perchè questa, proveniendo "dal basso", non è più credibile, non ha i mezzi per rendersi credibile.

anche i rapporti di potere, credo, siano naturali, innati (li vediamo anche negli animali, sottomissione eccetera).

quindi la logica della reciprocità non può essere la logica di una morale universale.

a meno di non ammettere che anche i rapporti di dominio, che possono essere intesi come una declinazione della reciprocità (che in effetti è ancora, sotto altra forma, presente) sono morali, giusti.




scusate le precedeni contraddizioni, avevo fretta e ho riflettuto male.

in effetti la logica della reciprocità può essere una logica che sorregge il bene morale, e la non-reciprocità, al contrario, che sorregge il male.

questo perchè la morale trova la sua forza nella promessa\speranza e nella minaccia: se fai il bene ti tornerà il bene, se fai il male sarai punito con il male.
ma per dare senso alla minaccia\promessa, serve un "ente morale" che sappia vedere il comportamento orientato al bene o al male, e quindi in grado di premiare e punire.

Dio onniscente e onnipotente è il più maestoso "ente morale", nulla gli sfugge, è il grande occhio che tutto vede, colui che accetta in paradiso o caccia all'inferno.

perchè la legge morale della reciprocità si faccia rispettare allora, bisogna trovare partner di relazione che: sappiano cogliere il male, e abbiano le potenzialità per punire.

devo scappare di nuovo!
r.rubin is offline  
Vecchio 15-01-2005, 21.08.58   #10
r.rubin
può anche essere...
 
Data registrazione: 11-09-2002
Messaggi: 2,053
Re: Re: L'ateo morale o amorale?

Citazione:
Messaggio originale inviato da iris_1
Certo... ogni uomo, credente o meno in qualcosa di trascendente, possiede una coscienza. La coscienza è ciò che caratterrizza l'essere umano e deriva da un processo personale che produce principi e valori morali che ci permettono di fare delle scelte delle quali poi ogni individuo è responsabile. Essa ci permette di individuare ciò che è bene e ciò che è male ed è su questa base che operiamo delle scelte.

Il credere in Dio, in una particolare religione ecc... fa parte delle scelte conseguenti ad un ragionamento morale e che sono diverse in base all'individuo che le opera. Perciò la coscienza, principi e valori morali e l'etica vengono prima di tali decisioni e non dipendono da esse.


ciao, ma secondo te i valori si sviluppano spontaneamente nell'interiorità dell'individuo, o risultano da un apprendimento?
r.rubin is offline  

 



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