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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 01-08-2013, 18.44.54   #11
Eretiko
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Riferimento: Leggi di Natura non solo come generalizzazioni:

Ciao Epicurus, secondo me non e' del tutto pertinente l'osservazione di Dorato da te riportata. In effetti e' vero che nella legge di gravita' non compare esplicitamente il tempo, ma questo comporto' molti problemi allo stesso Newton (azione istantanea). In effetti la causalita' sembra essere una caratteristica fondamentale dei fenomeni naturali (o almeno cosi' li vediamo noi), e senza di essa sarebbe impossibile individuare regolarita' che poi chiamiamo leggi di natura. Nel caso della legge di Newton o quella dei gas perfetti si sottintende uno stato di equilibrio, ma non il fatto che successivi stati siano raggiunti in tempi nulli (il che potrebbe far supporre la coesistenza). Ovviamente si tratta di approssimazioni, ad esempio per la gravita' il successivo affinamento di Einstein ha introdotto il tempo e la finitezza dell'azione gravitazionale.
Secondo alcuni i brillanti risultati della meccanica quantistica avrebbero messo alla porta la causalita' (per via di certi fenomeni), ma va ricordato che in questo caso piu' che leggi della natura si e' piu' propensi a parlare di descrizione degli esperimenti.
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Vecchio 06-08-2013, 10.03.14   #12
maral
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Riferimento: Leggi di Natura non solo come generalizzazioni:

Citazione:
Originalmente inviato da epicurus
Come possiamo distinguere generalizzazioni accidentalmente vere da leggi di natura?
La domanda ha già in sé la sua risposta è in quel leggi accidentalmente vere contrapposto alle leggi di natura che invece risultano necessariamente vere (cioè tali da darsi da sé in ogni rispetto e tempo), anche se quella necessità può essere pensata solo temporanamente tale (dunque non come legge di natura), ma emergente da un determinato contesto ermeneutico. La legge di Newton ha rappresentato perfettamente tale necessità fino all'inizio del XX secolo, non la ha più perfettamente rappresentata dopo la formulazione delle teorie della relatività, ma ha continuato a rappresentarla in un ambito pienamente definibile di fenomeni e in tale ambito essa è vera legge di natura. Invece nell'affermazione "Nessuna camera da letto delle famiglie veronesi ha al suo interno un elefante adulto vivo" non si trova alcun carattere di necessità intrinseca che si dia da sé, almeno fintanto che non la si scopre (e in tale evenienza l'affermazione che ora è una semplice generalizzazione presunta a mezzo di espressioni semantiche che conservano tutta l'ambiguità del linguaggio comune, potrà un giorno apparire come legge di natura).
Una legge di natura è dunque una legge che appare darsi per necessità intrinseca, indipendentemente dal suo essere una legge di successione causale o di coesistenza. In entrambi i casi vi è una necessità logica universalmente quantificata espressa dal connettivo condizionale (Se...allora) posto in forma temporale o meno. Nel caso della successione causale è metafisicamente il riconoscimento della causa originaria universale ed epistemica ciò a cui si mira, nel secondo caso (coesistenza), si evidenzia invece la precisa corrispondenza intrinseca tra 2 definizioni linguistiche (e proprio perché linguistiche simultanee). Se ad esempio affermo che il silicio è un semiconduttore è evidente che che pongo un'equivalenza tra l'essere silicio e l'essere smiconduttore una volta che ho dato una piena definizione di entrambi i termini in modo tale che l'essere semiconduttore possa comprendere l'essere semiconduttore del silicio come caso particolare. Allo stesso modo la legge di gravitazione universale pone una stretta equivalenza semantica tra le combinazioni di termini (segni) che stanno a sinistra e a destra del segno di uguaglianza, per come sono precisamente, stabilmente e univocamente definiti.
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Vecchio 09-08-2013, 22.35.31   #13
and1972rea
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Riferimento: Leggi di Natura non solo come generalizzazioni:

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Originalmente inviato da epicurus
Come possiamo distinguere generalizzazioni accidentalmente vere da leggi di natura?

"Sulla Terra non vi e` una superficie di 2.000 Km interamente fatta di platino" o "Nessuna camera da letto delle famiglie veronesi ha al suo interno un elefante adulto vivo".

Queste 2 non sono certo leggi di natura, ma quali criteri (sintattici e/o semantici e/o altro...) possiamo adoperare per distinguere queste generalizzazioni accidentalmente vere da (ad esempio) una equazione di Maxwell o altre leggi di natura note?

Come ho voluto mostra (con l'esempio del platino e quello dell'elefante) una legge fisica non e` una semplice proposizione con uno (o piu`) quantificatori universali.


epicurus
...due tipologie di proposizioni che descrivono realta' fenomeniche, ma mentre le prime sono mere rappresentazioni di fenomeni sempre possibili ed ammissibili nel dominio dei fatti che conosciamo, le ultime descrivono fenomeni non sempre possibili nell'ambito della fisica sperimentale; non esiste , infatti, alcuna legge di natura nota che possa spiegare compiutamente fino in fondo alcun tipo di fenomeno fisico ( le leggi di Maxwell non spiegano il comportamento della luce in un campo gravitazionale, e quelle di Einstein non spiegano la sincronia nei sistemi di particelle che si uniscono in un tango in cui lo spazio perde di qualsiasi significato).
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Vecchio 10-08-2013, 19.22.10   #14
ulysse
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Riferimento: Leggi di Natura non solo come generalizzazioni:

Citazione:
Originalmente inviato da and1972rea
...due tipologie di proposizioni che descrivono realta' fenomeniche, ma mentre le prime sono mere rappresentazioni di fenomeni sempre possibili ed ammissibili nel dominio dei fatti che conosciamo, le ultime descrivono fenomeni non sempre possibili nell'ambito della fisica sperimentale; non esiste , infatti, alcuna legge di natura nota che possa spiegare compiutamente fino in fondo alcun tipo di fenomeno fisico ( le leggi di Maxwell non spiegano il comportamento della luce in un campo gravitazionale, e quelle di Einstein non spiegano la sincronia nei sistemi di particelle che si uniscono in un tango in cui lo spazio perde di qualsiasi significato).
Non so se riesco ad entrarci dentro....ma mi pare che un conto sono le leggi di natura che estrapoliamo dalla probabilità o prevalenza di certi eventi fenomenici che tuttavia, erroneamente a volte, crediamo veridici e inconfutabili "ab origine"...proprio perché "di natura".
Altro conto e una legge fisica che deve aver superato le "forche caudine" del metodo scintifico.

Forse di cosiddette "leggi di natura" (magari aleatorie, ma popolari) non è più il caso di parlare...a confronto con le leggi fisiche...sperimentalmente definite e algoritmicamente calcolate....non c'è competizione di probabilità veridicà.
Per quanto anche una legge fisica.. quando sia "metodicamente" verificata ...può essere detta scientifica...e per lo più è così!

Per esempio:
Faccio ampie ed esaurienti esplorazioni sul lago di Ginevra, magari anche su altri laghi, ed osservo che nessun cigno è di colore o nero: vedo solo cigni bianchi!
Ne estrapolo la legge di natura che così suona:

Non esistono cigni di colore o neri, esistono solo cigni bianchi!

E' una legge di natura, forse, ma non è una legge fisica...infatti nella realtà esistono anche cigni neri...ed una qualche mutazione potrebbe dar luogo a cigni color amaranto o anche di altro qualsivoglia colore.

Sarebbe un vera legge fisica solo se verificassi che nel genoma del cigno esiste solo il gene del bianco e che non sono possibili, per i cigni "geni" propedeutici a colori diversi dal bianco....cosa forse di per sé impossibile da verificare.

Si possono estrapolare altri esempi del genere dedotti solo da osservazioni della natura...che, però, non saprei quanto veridici.

In realtà lo stesso Darwin, che era un naturalista, dedusse dalla osservazione estesa ad un gran numero di viventi ed anche di fossili in ogni parte del mondo, una teoria universale...quella della evoluzione per selezione naturale!...ma fu l'intuizione di un genio!...via via rigorosamente confermata a posteriori!...anche oggi!

Un altro esempio eclatante di legge naturale e fisica a contrasto, o a integrazione, potrebbe essere il seguente:

1)- E' possibile costruire un grande globo d'oro del diametro di 100 metri?

Magari sarebbe difficile e costoso, ma in teoria è possibile!...quindi, con una estrapolazione ardita, per legge naturale..la cosa sarebbe possibile!

2)- E' possibile costruire un grande globo d'uranio del diametro di 100 metri?

Magari, in analogia a quello d'oro, sembrerebbe possibile...ma un fisico nucleare risponderebbe che non è assolutamente possibile!...Infatti una palla d'uranio già a 15 metri esploderebbe in una enorme e disastrosa deflagrazione nucleare: questa è una legge fisica!...altro che legge naturale!

Alla fine non è che io voglia screditare le cosiddette leggi naturali ...che pure hanno il loro valore, ma una legge fisica sostenuta da sperimentazione e calcolo è più affidabile... niente osta che ne contempo sia anche legge naturale.

Ed anche affidabili sono le grandi teorie... anche se le loro estrapolazioni possono dar luogo ed eventi possibili e prevedibili, ma non sempre esistenti


P.S.:
Si parla sempre come se al momento attuale la scienza fosse finita e avesse compiuto il suo cammino. In realtà la scienza è sempre "Work in Progress".. cioè ancora molto resta da chiarire e scoprire.
Comunque le equazioni di Maxwell sono relative ai campi elettromagnetici di cui fanno parte i fotoni.
Il campo gravitazionale devierebbe i fotoni quando essi fossero dotati di massa...ma sembra che a certi livelli energetici lo siano: infatti nemmeno la luce può sfuggire alla enorme gravità dei buchi neri.

Non vedo poi perché le leggi di Maxwell non possano essere definite di natura: non tendono forse a spiegare e definire fenomeni naturali nel campo elettromagnetico che tutti ci pervade?
...Noto, infatti, che è il campo elettromagnetico terrestre che mantiene conformata la nostra struttura morfologica: venisse meno saremmo un mucchietto di polvere!

La Teorie di Einstein è ancora a cavallo fra macro e micro....anzi propende a intervenire nel macro universo.
Credo comunque che per Einstein lo spazio avesse ancora un senso: non so se fosse giunto a considerere che ogni particella è anche una funzione d'onda...che, praticamente, ogni particella sarebbe equiparata ad un piccolo campo magnetico...di modo che lo spazio sarebbe "vuoto"...solo influenzato da campi!.
Il suo tentativo (di Einstein) intrapreso per l'unificazione delle 4 forze fondamentali verso la teoria del Tutto (unificazione di elettromagnetismo, gravità e forza debole) non giunse a conclusione: ancora la fisica non era pronta!

Magari la fisica, pronta, non lo è mai...ma teniamo conto che è passato un secolo...e che la "nuova fisica" è iniziata proprio allora... a cavallo del XVIII/XIX secolo.... anzi che è proprio la "nuova fisica" che ha iniziato a trattare di queste cose: ed è per questo che essa si dice nuova!

Comunque le due osservazioni sono interessanti: un esperto potrebbe meglio di me chiarire!

Ultima modifica di ulysse : 11-08-2013 alle ore 13.06.40.
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Vecchio 11-08-2013, 10.30.49   #15
Eretiko
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Riferimento: Leggi di Natura non solo come generalizzazioni:

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Non so se ci sono dentro, ma un conto sono le leggi di natura che estrapoliamo dalla probabilità o prevalenza di certi eventi fenomenici, altro è una legge fisica.
Forse di leggi di natura (magari aleatorie) non è più il caso di parlare...a confronto con le leggi fisiche...algoritmicamente definite.

Scusa Ulysse, ma stiamo parlando della stessa cosa: leggi di natura o leggi fisiche, cioe' qualcosa che non e' valido accidentalmente ma ha valore universale (o comunque localmente in una vasta regione dell'universo).
Le deduzioni facili e fuorvianti (tipo quelle sul colore dei cigni) sono state ormai superate da tempo e le lasciamo volentieri ai pre-socratici.
Riguardo alla natura aleatoria delle leggi di natura credo sia sufficiente ricordare che esse, pur quando espresse in forma matematica chiusa ed elegante, sono da considerarsi sempre approssimazioni via via piu' affinate il cui campo di validita' si estende ad agni step.
Caso emblematico e' l'evoluzione, un misto di aleatorieta' (le variazioni casuali) filtrato dal determinismo dell'ambiente (la selezione naturale o artificiale) cui molti hanno difficolta' a riconoscere lo status di "legge di natura" pur esistendo la sua formulazione matematica (il modo come si mischia il dna).
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Vecchio 12-08-2013, 12.52.59   #16
ulysse
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Scusa Ulysse, ma stiamo parlando della stessa cosa: leggi di natura o leggi fisiche, cioè qualcosa che non e' valido accidentalmente ma ha valore universale (o comunque localmente in una vasta regione dell'universo).
Amico Eretiko, è vero che una legge fisica, elaborata con tutti i crismi, è una legge di natura...e viceversa.
Solo la mia impressione è che, popolarmente, (o fra i meno accorti), quando si parla di legge di natura, vi si comprendono enunciazioni che non sempre hanno superato e/o che supererebbero le forche caudine del metodo scientifico.

Certo, nel passato post, non mi sono spiegato bene, ma è per questo che ho tuttavia cercato di distinguere e contrapporre due casi estremi:

1)- Il caso della semplice indagine esplorativa (o analoghe deduzioni passate o attuali) sul colore dei cigni, o su altro, la cui risultanza, il comune pensare definirebbe "legge di natura"!

2)- Distinto dal caso della palla di uranio che per intrinseco carattere della materia ai 15 metri di diametro innesta una rovinosa esplosione nucleare.

Quindi questo secondo caso costituisce senz'altro una "legge fisica"... rigorosamente anche "legge di natura".
E' comunque "espressione" dei caratteri intrinseci della materia/fenomeno, (del gruppo di fenomeni in studio), sperimentalmente e matematicamente verificati

Il primo caso, dedotto in prevalenza dalla indagine osservativa, raccolta dati od opinioni diffuse accolte nel comune sentire di antico passato, può essere definito "legge naturale"...e magari lo è effettivamente e rigorosamente!

Ma, sarà per mia idiosincrasia, quando sento parlare di "legge naturale" ...sorge in me come un vago sospetto che legge non sia!...poi magari il sospetto è del tutto ingiustificato!

Comunque mi pare che in fisica, o nelle scienze in genere, sia di prevalente uso parlare di leggi fisiche, astronomiche, chimiche...leggi scientifiche in genere... e non di leggi naturali...per quanto, se soddisfa i crismi del metodo, anche una specifica "legge naturale" è legge scientifica, e viceversa
Citazione:
Le deduzioni facili e fuorvianti (tipo quelle sul colore dei cigni) sono state ormai superate da tempo e le lasciamo volentieri ai pre-socratici.
Infatti ho evidenziato la non validità del metodo ...per quanto sia ancora in uso fra i meno avveduti naturalisti, presenti o passati, arrivare a definire come "leggi naturali" (apparenti ovviamente) esplicazioni in tal modo elaborate...per lo meno la cosa rientra nel senso comune: l'espressione "è naturale che sia così".... la usiamo ad ogni momento...spesso anche a sproposito!
[quote]Riguardo alla natura aleatoria delle leggi di natura credo sia sufficiente ricordare che esse, pur quando espresse in forma matematica chiusa ed elegante, sono da considerarsi sempre approssimazioni via via piu' affinate il cui campo di validità si estende ad agni step.[quote]
E' così infatti per ogni enunciazione scientifica... ma mi pare che "legge di natura" sia definizione ambigua: o la legge (l'enunciato) è elaborato con metodo scientifico (congruenza scientifica) ed allora rientra nel novero della scienza...(e diciamo legge scientifica)... o non lo è.

In questo secondo caso la cosiddetta legge di natura può anche essere veridica ...ma, secondo prassi, non offrirebbe le garanzie di veridicità che l'ambito scientifico offre.
Citazione:
Caso emblematico e' l'evoluzione, un misto di aleatorieta' (le variazioni casuali) filtrato dal determinismo dell'ambiente (la selezione naturale o artificiale) cui molti hanno difficolta' a riconoscere lo status di "legge di natura" pur esistendo la sua formulazione matematica (il modo come si mischia il DNA).
Ma ritengo il tuo discorso un po' ambiguo...ma inutile approfondire ora: la mole di lavoro volta a chiarire sarebbe immane!...oppure sono solo paranoico!

Comunque anche qui, con relative formulazioni matematiche e ricadute eclatanti estese sulle più svariate scienze umane...ma direi anche sulla generale Vision della scienza,...non avrei difficoltà a parlare, invece che di "legge di natura", piuttosto di "legge scientifica"...(che sarebbe poi la stesa cosa)...anzi di "teoria scientifica" interpretante l'evolvere del vivente...sotto la pressione della sopravvivenza dell'individuo e della specie.

Noto per inciso e con soddisfazione, che la teoria evolutiva del vivente (neodarwinismo) è ancora, fra le maggiori teorie scientifiche, quella più longeva e non accenna a decadere... anzi!!!)

Credo, comunque, che la difficolta che molti incontrano nel riconoscere la teoria evolutiva come capace di veridica interpretazione dell'evolvere del vivente, con comportamenti, tensioni e istinti, ecc... dipenda più da ragioni ideologiche piuttosto che scientifiche...o di merito!
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Vecchio 13-08-2013, 18.26.13   #17
tiziano
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preistoria del concetto di legge scientifica (1)

Come vedete preferisco parlare di legge scientifica, piuttosto che di natura, perché questa mi pare un'espressione fuorviante. Posto qui un estratto di un mio testo, poi se è il caso metto anche il resto.

Einstein affermò che la cosa più incomprensibile del mondo è che sia comprensibile; affermazione un po’ paradossale: se non comprendessimo il mondo non vivremmo, poiché viviamo lo comprendiamo, se lo comprendiamo evidentemente è comprensibile; ad esempio sappiamo molto bene che se battiamo la testa contro il muro ci facciamo male e se ci tuffiamo in acqua invece no, perché quello è solido e questa è liquida. Ma la comprensione di cui parla Einstein non è quella che nasce dalla vita, dall’esperienza e poi si struttura in efficaci ovvietà bensì quella per niente ovvia che ci fa intravedere dietro il mondo qualcosa di essenziale, tal che se questo qualcosa non ci fosse o fosse diverso anche il mondo non ci sarebbe o sarebbe diverso.
A questo qualcosa abbiamo dato il nome di legge di natura o legge fisica. Noi riteniamo che il mondo sia retto da queste leggi e, attraverso l’indagine scientifica, siamo impegnati a scoprirle (oppure ad inventarle, ma questo è un altro problema), cercando dentro l’apparente complessità dell’esistente una invisibile semplicità. E’ compito della scienza rivelare quell’intimo ordine della natura in cui consiste la legge naturale.
Ecco quindi – ad esempio - un grande scienziato moderno, Claude Bernard, esprimere con enfasi la certezza dell’esistenza delle leggi della natura ( in un testo fondamentale per la storia della scienza, Introducion à l’étude de la medicine experimentale):
"non c’è niente nella natura di oscuro né di anormale; tutto avviene secondo leggi che sono assolute"
Ma che cosa è propriamente una legge della natura, ovvero una legge scientifica? E perché - come si domandò sarcasticamente Nietzsche – si ha la buona volontà di crederla vera?
Prima che in epoca moderna s’imponesse la conoscenza scientifica il compito di rilevare l’intimo ordine della natura spettava alla filosofia, che ha fallito. Ciò che distingue la scienza dalla filosofia è che non s’inventa teorie metafisiche né si smarrisce nei fatti bensì si confronta metodicamente con la realtà. E’ ape, non ragno, non formica. L’analogia zoologica è di Bacone, che nel Novum Organum distingue tra il dogmatico filosofo che come il ragno trae la tela dalla propria sostanza, l’empirico che come la formica ammassa provviste per poi consumarle e infine lo scienziato che come l’ape tiene una via di mezzo, trae la materia prima dai fiori e poi la elabora digerendola. Fuor di metafora: la scienza è l’integrazione di due attività, la razionale e la sperimentale.
Possiamo vedere nascere questa integrazione nel momento aurorale della conoscenza scientifica. Prendiamo ad esempio le tre leggi di Keplero: 1. I pianeti descrivono orbite di forma ellittica intorno al Sole, che sta in uno dei fuochi dell’ellisse; 2. L’area spazzata dal raggio vettore è proporzionale al tempo impiegata per descriverla; 3. I cubi degli assi maggiori delle traiettorie ellittiche sono proporzionali ai quadrati dei periodi di rivoluzione; Queste leggi sono di una sbalorditiva semplicità ma lontanissime dall’evidenza, tant’è vero che la storia dell’astronomia è tutta intricata dalla errata credenza che le orbite dei corpi celesti fossero, come pareva, circolari. Perché Keplero scoprisse queste leggi ci fu bisogno di far coincidere la razionalità della matematica con la consistenza delle osservazioni; ciò fu possibile grazie all’ astronomo Tyco Bhrae, l’ empirico scrutatore dei cieli che aveva accumulato una eccezionale mole di dati. Senza quei dati Keplero non avrebbe visto nulla nella notte stellata, con quei dati vi intravide invece qualcosa di straordinario: una regolarità, delle costanti, un ordine che seppe tradurre in enunciati che consentono di descrivere il sistema solare. Perché questo è propriamente una legge fisica: un enunciato che consente di descrivere un fatto reale e di prevedere il comportamento di ogni elemento implicato da quel fatto.
Ma se ogni accadimento è descritto e previsto questo significa che non vi sono altre possibilità: accade così e non può che accadere così, per necessità. Dunque nella natura c’è una legalità, esistono leggi. Oppure l’espressione legge di natura è soltanto una metafora per dire l’indicibile, per designare il mistero di un mondo che non è disegnato dal caso?
L’idea di una legislazione del mondo fisico, dell’esistenza di leggi che ne governano gli eventi, non è sorta all’improvviso nella mente umana anzi: è il risultato di una millenaria riflessione filosofica (per certi aspetti alla filosofia è toccato il destino di Mosè: dopo aver guidato l’intelletto verso la terra promessa della conoscenza scientifica non ha potuto entrarvi) iniziata in Grecia nel VI secolo a. C.. Ad iniziare questa riflessione furono i sapienti di Mileto: Talete, Anassimandro, Anassimene.
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Vecchio 13-08-2013, 19.57.00   #18
ulysse
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Originalmente inviato da tiziano
Come vedete preferisco parlare di legge scientifica, piuttosto che di natura, perché questa mi pare un'espressione fuorviante. Posto qui un estratto di un mio testo, poi se è il caso metto anche il resto.
E ammirevole dissertazione ...per quanto ottimistica un poco...magari proprio in relazione alla filosofia...ma anche in relazione alla scienza!.

L'analogia con Mosè che ha guidato alla terra promessa per non poi entrarvi è fuorviante: Mosè ha guidato fino in fondo ed è arrivato in effetti ai confini...la filosofia ha deviato assai prima...mi pare...nonostante l'indirizzo dei saggi di Mileto.
E banale dirlo, ma chi è causa del suo mal pianga se stesso!
Citazione:
Einstein affermò che la cosa più incomprensibile del mondo è che sia comprensibile; affermazione un po’ paradossale: se non comprendessimo il mondo non vivremmo, poiché viviamo lo comprendiamo, se lo comprendiamo evidentemente è comprensibile;...ecc...
Ripeto...tutto il discorso è mirabile nel macro-universo...in cui anche ho perseguito la mia formazione!

Ma come la mettiamo col micro-universo...col subatomico...con le particelle, con le funzioni d'onda ecc...!?

Come la mettiamo col paradosso del gatto di Schroedinger , con la distribuzione delle probabilità che una particella si trovi ove previsto...con l'indeterminazione quantistica, insomma?
Conciliamo o non conciliamo?
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Vecchio 14-08-2013, 10.27.39   #19
tiziano
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@Ulysse:
1. non parlerei di deviazione della filosofia, piuttosto di una gravidanza: la filosofia ha partorito nuove forme di conoscenza e, come si sa, poi i figli uccidono i padri
2. per quanto riguarda il micro-universo non saprei che dire, magari lasciamolo lì come una sorta di indeterminato inconscio del mondo determinato. Non mi ricordo quale scienziato l'abbia detto (forse Buzzati Traverso?) ma mi par giusto: la funzione d'onda è la dimostrazione della nostra esatta ignoranza. Insomma: il mistero c'è e siccome noi non possediamo la mente di Dio (quell'ipotetico Mister X che tutto avrebbe creato) ce lo teniamo. Qualche fisico un poco metafisico insegue la Teoria di Tutte le Cose ma non credo proprio che, posto che ci sia, la troveremo.
Ma poi... le teorie ci sono o ce le inventiamo noi?
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Vecchio 16-08-2013, 13.59.28   #20
ulysse
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Citazione:
Originalmente inviato da tiziano
@Ulysse:
Citazione:
1. non parlerei di deviazione della filosofia, piuttosto di una gravidanza: la filosofia ha partorito nuove forme di conoscenza e, come si sa, poi i figli uccidono i padri.
Non sono di formazione filosofica e non so se sia che i figli uccidono i padri, ma mi pare che la gran parte dei discorsi che leggo su questo forum...che dovrebbe essere filosofico...siano per lo più frutto di impressioni personali (di un qualcosa che piace immaginare) che spaziano senza alcun costrutto fra l'essere ed il divenire...piuttosto che il perseguimento di scuole filosofiche riconosciute...in ogni caso mal digerite.
Ma non dico tutti...dico in prevalenza!
Citazione:
2. per quanto riguarda il micro-universo non saprei che dire, magari lasciamolo lì come una sorta di indeterminato inconscio del mondo determinato.
Di quantistica ne so assai poco...ma non la liquiderei in modo così spiccio: io temo piuttosto che essa sia sempre più prevalente, col suo indeterminismo nel determinare il prevalente andamento dell'universo: tanto più che essa è già fra noi...cioè lo è da tempo: la struttura dell'atomo coi livelli d'energia delle orbite degli elettroni, i superconduttori, il laser, i campi di energia, ecc...
Citazione:
Non mi ricordo quale scienziato l'abbia detto (forse Buzzati Traverso?) ma mi par giusto: la funzione d'onda è la dimostrazione della nostra esatta ignoranza.
In effetti è una battuta...ma può essere abbastanza centrata!

E' controintuitivo per noi pensare che la luce sia contemporaneamente corpuscolare e funzione d'onda...e così per i diversi campi di forza.
Citazione:
Insomma: il mistero c'è e siccome noi non possediamo la mente di Dio (quell'ipotetico Mister X che tutto avrebbe creato) ce lo teniamo.
Non credo molto nell'ipotetico Mister X ed anche i misteri prima o poi si svelano...non è questione di avere la mente di Dio!
Citazione:
Qualche fisico un poco metafisico insegue la Teoria di Tutte le Cose ma non credo proprio che, posto che ci sia, la troveremo.
Non sarei così pessimista: la gran parte (quasi tutto) di ciò che oggi consideriamo normale fisicamente e concettualmente...era inconcepibile 100 o 200 anni fa...e non siamo immersi nelle metafisica.
Citazione:
Ma poi... le teorie ci sono o ce le inventiamo noi?
Ovviamente la teorie le inventiamo noi con lo scopo di meglio interpretare i cosiddetti misteri dell'universo...alcuni risolti, altri non ancora risolti...e sembra pure che funzionino...per ora.

Cito le tre grandi teorie che tutto comprendono...o vorrebbero comprendere:

1)- La Teoria Evolutiva di Darwin con la selezione naturale del vivente: vige da otre 150 anni ed ancora è fruttifera col neodarwinismo...piu' viva che mai.
2)- La Relatività Ristretta e Generale di Einstein: per il macrouniverso
3)- La Quantistica: per il microuniverso...atomi, particelle, funzioni d'onda, ecc...

La teoria quantistica esplora l'intima essenza della materia a livello micro che poi non può che riflettersi sul macro fino alla strutturazione, con relativi fenomeni, dell'intero universo...che, in conseguenza, si rivela indeterministico...nonostante la consequenzialità causa/effetto.
ulysse is offline  

 



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