Forum di Riflessioni.it
WWW.RIFLESSIONI.IT

ATTENZIONE: Questo forum è in modalità solo lettura
Nuovo forum di Riflessioni.it >>> LOGOS

Torna indietro   Forum di Riflessioni.it > Forum > Filosofia

Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
>>> Sezione attiva sul forum LOGOS: Tematiche Filosofiche

Vecchio 06-10-2005, 20.19.29   #21
z4nz4r0
weird dreams
 
L'avatar di z4nz4r0
 
Data registrazione: 22-05-2005
Messaggi: 483
beh, scusa
non volevo tediare nessuno.

Chiedo scusa a tutti i conforumisti da me sbadatamente tediati.

E chiedo perdono in particolare a te se in qualche modo ti sei sentito direttamente preso di mira.




Quello a cui volevo conversare, è l'informe concetto di informazione.
L'informazione, ciò che continuamente attua la forma.
Ma la forma di cosa è fatta?
Io credo di qualcosa che non ha forma, quindi di qualcosa che non è definibile(.)
Qualcosa di trascendente.
z4nz4r0 is offline  
Vecchio 06-10-2005, 20.45.03   #22
z4nz4r0
weird dreams
 
L'avatar di z4nz4r0
 
Data registrazione: 22-05-2005
Messaggi: 483
Citazione:
Messaggio originale inviato da nexus6
l'informazione è l'oggetto della scienza e le teorie scientifiche ne descrivono le relazioni e la ordinano.

Ma i sistemi formali hanno una forma?
Secondo me si, e consiste, si identifica, nell'insieme degli assiomi di cui è composto.
Una forma molto semplice che funge da catalizzatore, tipo come quasi un'enzima, ordinando forme all'informazione.
z4nz4r0 is offline  
Vecchio 06-10-2005, 22.10.44   #23
Alessandro D'Angelo
dnamercurio
 
L'avatar di Alessandro D'Angelo
 
Data registrazione: 14-11-2004
Messaggi: 563
Il velo di Einstein. Il nuovo mondo della fisica quantistica

Per chi desidera leggere il libro.....


Il velo di Einstein. Il nuovo mondo della fisica quantistica
Zeilinger Anton, il :

Prezzo: € 20.00

Disponibilità: Normalmente disponibile in 1/2 giorni lavorativi


Alessandro D'Angelo is offline  
Vecchio 06-10-2005, 22.35.08   #24
Alessandro D'Angelo
dnamercurio
 
L'avatar di Alessandro D'Angelo
 
Data registrazione: 14-11-2004
Messaggi: 563
Interessante è anche questa lettura di ATHENA BARBERA:

<<<La preoccupazione per l’uomo e per il suo destino devono rappresentare il primo interesse di ogni sviluppo tecnologico. Non dimenticate mai questo nelle vostre equazioni e nei vostri digrammi”. Un’affermazione che, in forme diverse, sentiamo ripetere sempre più spesso, tra le tante parole che si sprecano in dibattiti infuocati sul futuro del nostro pianeta, sulla necessità che la tecnologia e la ricerca scientifica non trascurino il fatto che dietro ogni scoperta ed ogni sua conseguenza ci sia sempre il benessere dell’uomo. Eppure a pronunciare questa frase per primo è stato un oscuro impiegato all’Ufficio Brevetti di Berna, in Svizzera, un fisico appassionato che nel 1900, subito dopo la laurea, ancora non sapeva che in breve tempo sarebbe diventato uno dei più grandi scienziati di tutti i tempi, l’icona del genio irriverente e spettinato, che non smette di affascinare.

Stiamo parlando di Albert Einstein, bambino solitario, professore distratto, padre della teoria della relatività. Nella primavera di cento anni fa Albert Einstein formulò alcune teorie che avrebbero distinto il 1905 come Annus Mirabilis della fisica,un anniversario che l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha deciso di celebrare dichiarando il 2005 “Anno Mondiale della Fisica”.

Le pubblicazioni dello scienziato, allora ventiseienne, riguardavano la struttura atomica della materia, l’effetto fotoelettrico e la celeberrima teoria della relatività ristretta. Di che cosa si tratti nei dettagli è, naturalmente, roba da fisici, ma un breve accenno è sufficiente a spiegare che, grazie alla spiegazione teorica einsteiniana, l’intera comunità scientifica dell’epoca dovette ammettere l’esistenza di atomi e molecole come componenti fondamentali della materia. Un concetto nient'affatto ovvio in un momento storico per cui reale era solo ciò che si potesse vedere, un’epoca priva di quei “microscopi a scansione tunnel” che attualmente ci permettono di gettare uno sguardo sull’incredibilmente piccolo e che sono stati realizzati, tra l’altro, proprio grazie all’analisi dei modi bizzarri in cui la materia si comporta.

Ancora concentrato su quel miracolo pieno di promesse che è la materia, Einstein, tra un brevetto e l’altro, trova il tempo di mettere a fuoco quella che lui stesso giustamente definì una “intuizione rivoluzionaria” e che gli varrà il Premio Nobel nel 1921. Seguendo l’idea che “dietro tutte le cose ci doveva essere qualcosa di profondamente nascosto”, introduce il concetto di quanto di luce, fornendo così la spiegazione del fenomeno fotoelettrico, cioè il motivo per cui un metallo emette cariche elettriche quando viene colpito da un certi tipo di luce. Detta così non sembra proprio trattarsi di una scoperta vicina al nostro quotidiano, ma in realtà le applicazioni tecnologiche dell’effetto fotoelettrico rendono la nostra vita sempre più facile e divertente: lo strumento che legge i codici a barre al supermercato, le porte che si aprono automaticamente, la fotocopiatrice, la macchina fotografica digitale, i lettori Cd e Dvd sono tutti pronipoti delle idee di Einstein.

E se la famosa teoria della relatività, che svela la curvatura dello spazio-tempo sotto l’effetto della gravità, porta con sé lo spettro di una formula che divenne la base per la realizzazione della bomba atomica, non dobbiamo dimenticare che anche l’antifurto satellitare, così come il sistema di navigazione con un dispositivo Gps, sono progressi tecnologici impensabili prima di quella formula magica E=mc2 che mise sottosopra ogni concezione scientifica fino ad allora accreditata.

Un’espressione semplice semplice, orecchiabile come le musiche per violino che Einstein suonava con passione, ma capace di operare una rivoluzione di tale portata da essere paragonabile solo a quella di Isaac Newton, all’interno di un paradigma scientifico costituito in primo luogo da immagini fisiche semplici ed eleganti. Ed è proprio questa immediatezza a rendere straordinario uno scienziato che sosteneva con grande convinzione che, se una nuova teoria non si basava su un’immagine fisica abbastanza elementare da essere compresa da un bambino, allora molto probabilmente questa teoria non possedeva nessun valore.

Anche il primo impulso alla meccanica quantistica è frutto della relatività einsteiniana, ma lo scienziato, la cui onestà morale si applicava in primo luogo nei confronti della ricerca pura, proprio non riusciva ad accettare la rozza impostazione probabilistica di quella teoria perché, secondo una delle sue affermazioni più conosciute “Dio non gioca a dadi con il mondo”.

Nel 1955, dopo aver ripetutamente compromesso la sua fama di scienziato per le sue posizioni pacifiste, Einstein si ammalò gravemente e lasciò questo mondo con quella stessa discrezione e umiltà che hanno caratterizzato il suo pensiero “E’ di cattivo gusto prolungare la vita artificialmente. Ho fatto la mia parte; è ora di andare. Lo farò con eleganza”. In quel momento sulla sua scrivania si trovavano gli appunti della più grande visione einsteiniana: una teoria unificata in cui forze gravitazionali ed elettromagnetiche si rivelano essere aspetti diversi di un'unica forza.

Sono passati esattamente cento anni, ma le ricerche di Albert Einstein danno ancora filo da torcere a migliaia di fisici, matematici e ingegneri: la teoria quantistica è in costante fase di sviluppo e di ricerca, mentre l’incompiuto concetto di unificazione di tutte le forze in una “teoria del tutto”, in passato oggetto di derisione e di commenti dispregiativi, ha assunto una posizione centrale nel mondo della fisica teorica.

In vista dell’Anno Mondiale della Fisica sono numerosissime le pubblicazioni scientifiche dedicate al grande scienziato e agli sviluppi delle sue teorie, poiché la consapevolezza che la fisica, come parte essenziale della scienza, svolge un’indispensabile chiave di lettura per la società moderna costituisce una risorsa fondamentale per il patrimonio dell’umanità.

Athena Barbera
08/04/2005
Alessandro D'Angelo is offline  
Vecchio 07-10-2005, 01.04.36   #25
Weyl
iscrizione annullata
 
Data registrazione: 23-02-2005
Messaggi: 728
Mio buon Jack

naturalmente ho letto l'ultima fatica di Zeilinger.
Come vedi dal decorso dei post in questa thread il limite filosofico delle sue sintesi sta esattamente nella debolezza ed ambiguità del concetto di "informazione".
Zeilinger lo intende, evidentemente, in senso informatico.
La trasposizione di tale, indiscutibile, formalizzazione in termini assiomatici, si scontra con le nebulose idiomaticità del linguaggio della tribù.
Ciao.
Weyl is offline  
Vecchio 07-10-2005, 08.31.04   #26
Vapensiero
iscrizione annullata
 
Data registrazione: 14-04-2005
Messaggi: 195
Re: Alesandro D'Angelo.

riferimento.

....< La preoccupazione per l'uomo e il suo destino devono rappresentare il primo interesse di ogni sviluppo tecnologico...>

Albert Einstein

Quest'altra preoccupazione è più filosofica, romantica e veritiera.

...< Si potrà continuare a convivere con l'evoluzione tecnologica, senza che questa ci sovrasti, fino al punto di farci dimenticare il patrimonio iniziale dell'umanità, rappresentato dalle limitazioni dell'uomo, con i suoi lenti cicli, le distanze incolmabili e la consapevolezza sulle fatiche necessarie per vivere la vita?...>

Oppure:

.....< Un giorno, sarà mai possibile agli uomini vivere la propria vita, senza lasciarsi ingannare dai quei tanti nuovi "Dei" d'ogni occasione opportunistica?...>

(Con riferimento anche alla tanta tecnologia inutile).

La TELA DI ULISSE -2005- G. De Angelis F. Divisi Prezzo € 8,00

Sarebbe opportuno, con riferimento all'informazione, distinguere i sistemi d'informazione convenzionale con quelli insistenti nel patrimonio genetico di qualsiasi cosa esistente in natura, e legare strettamente l'informazione alla memoria.
Naturalmente in natura, l'informazione è quasi sempre chimica, sensoriale o fisica, quindi si puo scendere nella composizione dell'atomo ecc.

Infatti, se è vero che l'albero non ha un cervello come l'abbiamo noi (che albero sarebbe), è pur vero che, come minimo, ha una memoria fisica che le fornisce le "informazioni e quindi i comportamenti" d'attuare verso il mondo esterno; come il Girasole per esempio, nei confronti del sole.

Z4n, non sono stato colpito personalmente dalla tua insistente domanda-senza apporto- poichè non sono io che ha creato l'informazione (non staremmo qui a parlare), solo che da un dialogo, una riflessione o una discussione mi aspetto anche il tuo contributo, altrimenti e come fare il gioco che facevamo da bambini, quando si nascondeva qualcosa e poi altri l'andavano a cercare: "Fuoco, fuocarello, acquolina, acquolina, acqua, acqua" ecc. tutto qua.
Ciao

Ultima modifica di Vapensiero : 07-10-2005 alle ore 08.39.18.
Vapensiero is offline  
Vecchio 07-10-2005, 11.34.43   #27
Jack Sparrow
Pirate of the Caribbean
 
L'avatar di Jack Sparrow
 
Data registrazione: 23-05-2005
Messaggi: 363
Re: Mio buon Jack

Citazione:
Messaggio originale inviato da Weyl
naturalmente ho letto l'ultima fatica di Zeilinger.
allora vuoi dirmi cosa ne pensi?

a me tale riflessione ha colpito tantissimo. avevo già pensato qualcosa del genere, ma sempre accorgendomi che qualcosa non funzionava.

qui non si tratta di definire il mondo "come informazione" come già fecero alcuni filosofi basandosi sul fatto che noi possiamo SOLO ricevere informazioni.
...questo è un modello fisico oggettivo, ipotizzato proprio in base alle proprietà quantistiche dell'universo.

specie riguardo la complementarietà:
è incredibile come appaia evidente che una particella sia un pacchetto di informazioni


Citazione:
Messaggio originale inviato da Weyl
La trasposizione di tale, indiscutibile, formalizzazione in termini assiomatici, si scontra con le nebulose idiomaticità del linguaggio della tribù.
Ciao.
purtroppo non sono sufficientemente ferrato in tema da poter discutere formalizzando matematicamente la questione.

ma io credo che anche attraverso l'idioma della tribù, per quanto nebuloso e confusionario, sia possibile discutere di tutto questo.

in fondo zeilinger cerca di fare proprio questo!
Jack Sparrow is offline  
Vecchio 07-10-2005, 13.35.02   #28
z4nz4r0
weird dreams
 
L'avatar di z4nz4r0
 
Data registrazione: 22-05-2005
Messaggi: 483
Re: Re: Mio buon Jack

Citazione:
Messaggio originale inviato da Jack Sparrow

specie riguardo la complementarietà:
è incredibile come appaia evidente che una particella sia un pacchetto di informazioni

però già l'idea di pacchetto richiede una forma che l'informazione non ha.

secondo mia specchiolosa riflessione, l'informazione consiste di niente ((((più precisamente +o- "dei minoranti e dei maggioranti dell'intervallo di "concretastrazione" percepibile")))) .
O meglio, nella scissione di niente dei suoi complementari:
da una parte il punto inesteso e dall'altra lo spazio vuoto.
E a partire da questa dualità assiomatica fondamentale sarebbero generate tutte le forme.
In che modo? successivamente, le forme più semplici, dal minor numero di dimensioni, farebbero da sfumati limiti (imitando il ruolo del punto originale(si provi a pensare alla teoria delle dimensioni contratte)) su dimensioni maggiori per delimitare i contorni di nuove e piu complesse forme
(ovviamente in tal caso, il significato dell'assioma andrebbe arricchito di "significati" che completino quelli di uso comune nei sistemi formali).

ero già sull'argomento, per cui, ecco, ora chiudo un cerchio di collegamenti dimensionali:
ngi
z4nz4r0 is offline  
Vecchio 07-10-2005, 14.03.35   #29
Vapensiero
iscrizione annullata
 
Data registrazione: 14-04-2005
Messaggi: 195
Re. z4nz4r0

Scusami, ma poiché la maggior parte delle frasi che usi nell'ultimo messaggio, sono alla portata solo dei pochi e non dei molti (me compreso), sbaglio se sintetizzo il tutto con una sola parola, ormai conosciuta da tutti, come quella di: "Evoluzione", gradino dopo gradino?

Vapensiero is offline  
Vecchio 07-10-2005, 15.04.56   #30
z4nz4r0
weird dreams
 
L'avatar di z4nz4r0
 
Data registrazione: 22-05-2005
Messaggi: 483
no che non sbagli, solo non segui il verso; poichè il senso dell'evoluzione è quello di estensione tautologica, ovvero quello di "creare"(o meglio riconoscere e svelare) equazioni sempre più lunghe e complesse a partire dallo 0. Ad esempio:
0 = -1+1..

Ultima modifica di z4nz4r0 : 07-10-2005 alle ore 15.10.15.
z4nz4r0 is offline  

 



Note Legali - Diritti d'autore - Privacy e Cookies
Forum attivo dal 1 aprile 2002 al 29 febbraio 2016 - Per i contenuti Copyright © Riflessioni.it