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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 22-09-2002, 19.47.38   #21
Cecil B. Dement
F&D'ers
 
L'avatar di Cecil B. Dement
 
Data registrazione: 14-05-2002
Messaggi: 25
Citazione:
Morfeo
Quando il tutto è fatto di nulla che senso ha fare dei distinguo?

complimenti.
Cecil B. Dement is offline  
Vecchio 22-09-2002, 21.07.34   #22
neverforever
Ospite abituale
 
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Messaggi: 70
...ho come l'impressione di aver fatto una domanda non molto intelligente...è così? o forse mi sono semplicemente spiegata male...? non so, so solo che ora è arrivata questa risposta (era x me la risposta vero???) da cui mi sembra di capire che, in pratica, è inutile fare distinzioni. Solo non mi è chiaro ancora xché.
Cmq...grazie!





neverforever is offline  
Vecchio 22-09-2002, 21.20.08   #23
schieppwaters
 
Messaggi: n/a
cara never, piu' che altro io non ho capito proprio la domanda...ma si sa che i superde' capiscono un cazzo
 
Vecchio 22-09-2002, 21.35.32   #24
neverforever
Ospite abituale
 
Data registrazione: 03-04-2002
Messaggi: 70
grazie schiepp, forse hai ragione, è un po' contorta come l'ho messa giù. Ora ci riprovo...

Allora, mettiamo che devi prendere una decisione, o meglio...fare una scelta. In pratica, se vuoi fare o non fare una cosa, o meglio vedere o non vedere una persona.
Puoi avere le idee chiarissime e decidere quindi, per esempio, di non vederla. Ma ci può essere il caso in cui, nel fare questa scelta, oltre ad avere le idee chiare sul non vederla, sei sottoposto a pressione da parte di quella persona, e poi magari hai anche paura per vari motivi e sei confuso, e può darsi che la scelta che prima ti sembrava così chiara, ad un certo punto non ti sembri + tale. E così non sei + sicuro di niente. Non sai + che strada seguire.
Ecco, questo volevo dire. E allora, la mia domanda è questa. Metti che poi le conseguenze della tua decisione siano negative. Ok. A questo punto mi chiedo: "forse, se avessi avuto le idee + chiare e avessi saputo meglio come comportarmi, quelle conseguenze non ci sarebbero state...".
Perciò, sbaglia di più una persona che fa una scelta dettata da paura o confusione, rispetto ad una che ha le idee chiarissime?

Spero di essermi spiegata meglio...



a tutti

neverforever is offline  
Vecchio 22-09-2002, 21.46.41   #25
schieppwaters
 
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Citazione:
Ma ci può essere il caso in cui, nel fare questa scelta, oltre ad avere le idee chiare sul non vederla, sei sottoposto a pressione da parte di quella persona, e poi magari hai anche paura per vari motivi e sei confuso, e può darsi che la scelta che prima ti sembrava così chiara, ad un certo punto non ti sembri + tale.


ehm..... oltre ad avere le idee chiare sei confusa?? ehm...

se sei consapevole o no si sbaglia di piu' o di meno?? se uno fa un errore dubito che possa essere consapevole di stare sbagliando...non credi??

consiglio: in questi casi tirare la monetina oppure ubriacarsi prima di decidere...
 
Vecchio 22-09-2002, 21.54.18   #26
neverforever
Ospite abituale
 
Data registrazione: 03-04-2002
Messaggi: 70
grazie schiepp x la risposta, e complimenti per la tua simpatica ironia...



neverforever is offline  
Vecchio 22-09-2002, 22.43.11   #27
Pie'oh'pah
 
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Citazione:
Messaggio originale inviato da schieppwaters

consiglio: in questi casi tirare la monetina oppure ubriacarsi prima di decidere...


Se faccio entrambe le cose vale doppio?



Pie
 
Vecchio 23-09-2002, 04.13.41   #28
moorinne
Clandestina di Argo
 
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Data registrazione: 29-07-2002
Messaggi: 39
è una questione di termini

[color= green] Voi come cercate di "cancellare" i vostri errori ?? [/color]

Di solito ne commetto uno più grande, così il primo passa in secondo piano.

No, Scherzavo.

In realtà il termine "errore" lo uso solo in determinati casi del tipo:

- tocca a me trasmettere in radio e, mentre sto parlando di una cosa importantissima, mi scappa il dito sul pulsante sbagliato e partono contemporaneamente pubblicità, giornale radio e un jingle che non c'entra un caXXo....(l'errore raddoppia se mi scordo di chiudere il microfono prima di cominciare ad esibire tutte le parolacce migliori che conosco....)

- sto giocando alla lotta col gatto e, nell'enfasi del combattimento, sferro un attacco un po' troppo feroce e lo faccio involontariamente precipitare sul cane che dorme ai piedi del letto....

- sono in automobile e pretendo di rallentare premendo sull'acceleratore (l'errore, che potrebbe avere serie conseguenze anche sull'incolumità dei passeggeri, sta nel confondere il pedale dell'acceleratore con quello del freno)....

- sono seduta davanti alla prof. di letteratura e, durante l'esame, mi scappa un "se io sarei laureata me ne andrei da questo schifo di città prima di subito"....

Insomma, cose del genere. Questi sono gli errori, per me.
Sono possibili solo quando c'è già una "regola", un modo di agire necessario, stabilito a priori.

Poi ci sono:

- le musate;
- i rospi da ingoiare;
- le mani da mangiare;
- le cose pensate e non dette;
- le cose dette senza pensare;
- le porte sbattute in faccia;
- le facce rinchiuse dietro ad una porta;
- le decisioni così "giuste e sagge" che ogni volta che ci pensi ti viene voglia di sfracellarti la testa a craniate sul primo muro che incontri ;
- i treni partiti prima che riuscissi ad arrivare al binario;
- i treni partiti mentre sei fermo sul binario a decidere se salire;
- i treni che, una volta che ci sei su e che sei partito, ti avvisano che il treno su cui volevi salire è fermo su un altro binario e sta per partire;
- i cocci dei vasi rotti;
- i vasi, pieni di buchi e crepe, fatti di cocci reincollati;
- gli specchi che riflettono immagini in cui non ti riconosci;
- il fiato sprecato;
- il tempo sprecato;
- le bugie dette nel momento giusto;
- le verità dette nel momento sbagliato;
- le piccole caXXate;
- LE CAxxATE COLOSSALI.

Insomma, le esperienze.
Naturalmente l'interpretazione di ogni cosa che ho appena scritto è molto soggettiva.
Ma, in ogni caso, io non li chiamerei "errori". Non possono esserci errori se non in relazione ad un sistema di riferimento in cui ciascuna cosa è giusta o sbagliata, come se il "non errore" fosse una specie di coerenza rispetto ad un sottile, quasi impercettibile, filo rosso: quello che ci indica ciò che ci fa essere felici e ciò che ci renderà infelici.
Ma ci sono scelte che si possono considerare "errori" e che, poi, magari, ti ritrovi letteralmente a benedire perché solo grazie a quell'"errore" hai trovato, a distanza di tempo, una felicità più piena.
E ci sono scelte che ti sembrano le più giuste che puoi permetterti e che poi si rivelano i momenti che ti hanno rovinato l'esistenza.
Questo significa che non c'è un criterio, non c'è una logica lineare, non c'è nessun filo rosso da scorgere; quindi non possono esserci "errori". Anche se può essere piacevole, ogni tanto, assaporare la sottile malinconia per qualcosa che ci ha fatto soffire e chiamarla con un nome "importante", come ERRORE: sa quasi di eroe romantico e ci fa sentire più vivi e, soprattutto, più umani.

Ma la vita non è fatta di errori: è fatta di esperienze; ossia di musate, di rospi da ingoiare, di mani da mangiare, di cose pensate e non dette...............

................Soprattutto, le caXXate colossali sono quelle che commetto sempre quando ho paura di commettere degli errori.








P.S.: Non me ne vogliate, un giorno, se dovessi ritrovarmi ad ammettere che non pensavo nemmeno una parola di quello che ho scritto. Spero di non scoprire mai di non pensare tante delle cose cose che credo di pensare. Forse per questo sto facendo di tutto per non pensare nulla, per non prendere parte, per non decidere. Fottutissima paura. Ecco, lo sapevo; mi detesto di nuovo. Meglio se me ne vado a dormire.
Ciao (sigh!)
moorinne is offline  
Vecchio 23-09-2002, 09.09.00   #29
neverforever
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Messaggi: 70
Ciao Moorinne, grazie anche a te per aver riportato la tua opinione, che fa riflettere e che, per la sua originalità, è anche piacevole da leggere!

Il fatto è che, almeno per me, è davvero difficile saper accettare i miei limiti. Ma le vostre parole mi trasmettono tanto coraggio e soprattutto mi fanno capire quanta UMILTA' sia necessaria per accettarsi per ciò che si è. Per andare avanti imparando dagli "errori" del passato, "con la leggiadrìa di un adulto, e non con la tristezza di un bambino", ho letto una volta da qualche parte.

a tutti voi!
neverforever is offline  
Vecchio 23-09-2002, 10.57.55   #30
Elianto
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Messaggi: 17
il filo rosso di moorinne

Ecco ... se uno prendesse il mio precedente intrevento, lo scomprimesse (il vecchio PKUNZIP va bene), lo rendesse magari un po' più leggibile ... credo che sarebbe chiaro che dicevo circa quello che dici tu.

<Questo significa che non c'è un criterio, non c'è una logica lineare, non c'è nessun filo rosso da scorgere>

Invece io un "filo rosso" lo scorgo. E lo chiamo consapevolezza. La vita é fatta di scelte fatte e di scelte subite e trovo che subire la vita sia fondamentalmente un errore. Ma l'ho già detto.

Elianto
Elianto is offline  

 



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