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Vecchio 27-03-2006, 17.03.55   #21
maxim
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Data registrazione: 01-12-2005
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Una puntualizzazione sui discorsi inerenti la società per poi collegarmi nuovamente al tema della discussione…

Non è corretto a mio avviso distinguere società e singolo, come non è altrettanto corretto pensare che le redini di questa società siano in mano solo a qualcuno…sarà anche così ma è bene non pensarlo.
In entrambi i casi si forniscono alibi alla nostra coscienza che si consolerà scaricando le colpe verso altre persone...troppo comodo poter dire…”non ci posso fare nulla”.
Il primo tassello che influisce sul cambiamento di una società deriva dal cambiamento di quel singolo tassello...quel tassello è l’individuo…è sempre stato così e sempre sarà.
La società civile prevede il rispetto di certe regole e partendo dal presupposto che queste regole possano essere infrante dalle persone che stanno in cima alla “catena alimentare” permette e giustifica l’infrangere di queste regole anche da parte del singolo.
Uso l’esempio della famiglia per collegarmi al discorso della serenità. In una famiglia (società) se le cose non vanno per il verso giusto la colpa non è mai da attribuire al singolo componente la famiglia stessa. Tutti, nella giusta misura, contribuiscono al fallimento della famiglia (società). Partendo da questo pensiero ognuno di noi, non possedendo alibi, sarà spronato a ricercare coscienziosamente la propria colpa assumendosene la responsabilità. Così facendo indurrà anche gli altri componenti a fare altrettanto gettando quelle fondamenta solide che sono alla base di ogni conciliazione.
…e per rispondere a Lord non è affatto vero che il seme della “serenità” è un mito. Essere circondati da persone serene induce a fare altrettanto. Quando all’interno di una famiglia qualcuno dei componenti non è sereno anche le altre persone non lo saranno. Estendi questo pensiero alla società e vedrai che le cose non cambieranno. Una società serena prevede individui sereni.


Ultima modifica di maxim : 27-03-2006 alle ore 17.04.56.
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Vecchio 27-03-2006, 17.42.40   #22
Lord Kellian
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Maxim, non vorrei fare polemica ma sembra che tu abbia letto solo superficialmente il mio messaggio. Non che contenesse grandi questioni filosofiche, però, ad esempio sconfessa quello che tu scrivi dopo averlo letto.

Tu scrivi che separando individuo da società si trae la conclusione che "io non ci posso far nulla". In realtà la conclusione che ho tratto io è proprio l'inverso: non posso semplicemente aspirare alla mia serenità, ma se voglio cambiare la società devo fare qualcosa di concreto, attivarmi.

Poi, sono d'accordo con te: essere circondati da persone serene induce alla serenità. Ma questo non vuol dire che una persona serena induca serenità all'intero gruppo. Io avevo detto questo. Ci sono sempre delle persone serene. Se ne bastasse una per indurre serenità saremmo, di conseguenza, tutti sereni. Invece non è così.

Infine non sono d'accordo che in una famiglia, così come in una società, la colpa sia sempre di tutti. Mi sembra una cosa piuttosto ideologica. Può benissimo capitare che la colpa sia solo di alcuni individui. E di solito gli individui che hanno potere, coloro che dovrebbero avere più responsabilità verso gli altri, sono proprio quelli che più hanno colpe, tendendo a farsi gli affari propri anziché quelli della comunità.
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Vecchio 28-03-2006, 11.46.29   #23
maxim
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Messaggio originale inviato da Lord Kellian
Maxim, non vorrei fare polemica ma sembra che tu abbia letto solo superficialmente il mio messaggio. Non che contenesse grandi questioni filosofiche, però, ad esempio sconfessa quello che tu scrivi dopo averlo letto.

Tu scrivi che separando individuo da società si trae la conclusione che "io non ci posso far nulla". In realtà la conclusione che ho tratto io è proprio l'inverso: non posso semplicemente aspirare alla mia serenità, ma se voglio cambiare la società devo fare qualcosa di concreto, attivarmi.

Poi, sono d'accordo con te: essere circondati da persone serene induce alla serenità. Ma questo non vuol dire che una persona serena induca serenità all'intero gruppo. Io avevo detto questo. Ci sono sempre delle persone serene. Se ne bastasse una per indurre serenità saremmo, di conseguenza, tutti sereni. Invece non è così.

Infine non sono d'accordo che in una famiglia, così come in una società, la colpa sia sempre di tutti. Mi sembra una cosa piuttosto ideologica. Può benissimo capitare che la colpa sia solo di alcuni individui. E di solito gli individui che hanno potere, coloro che dovrebbero avere più responsabilità verso gli altri, sono proprio quelli che più hanno colpe, tendendo a farsi gli affari propri anziché quelli della comunità.

Come sempre qui si corre il rischio di dire le stesse cose usando parole diverse.

Vuoi cambiare la società?...ti devi attivare.
Cosa significa per te attivarsi?
Per me significa cambiare se stessi. Nulla di più, nulla di meno. E bada ben…non lo fai perché mosso da un’entusiasmante ed improvvisa coscienza sociale…lo fai esclusivamente per te.
Come a te, e solo a te, deve importare la ricerca ed il successivo conseguimento della serenità. Occorrerà forse, e nel rispetto delle regole societarie, assumere tendenze diverse, cambiare i ritmi, agire in maniera diversa dalle altre persone ma chi si deve muovere per primo, assumendosene le responsabilità, è solo l’essere individuo.

…e c’è un’altra questione che si dovrebbe analizzare a priori.
Cos’è per te la serenità?

Quando si è sereni si è anche felici? Quando si è felici si è anche sereni?
Sembrerebbe che conseguire l’una implichi automaticamente il conseguimento dell’altra e se quindi sussiste l’equivalenza serenità = felicità, allora possiamo affermare che trattasi della mèta più ambita da ognuno di noi durante l’esistenza terrena.

Sereno è colui che accetta positivamente gli eventi della vita. Chi affronta con animo sereno e tranquillo una qualsiasi situazione.
Come si consegue la serenita?...bella domanda.
A mio avviso ci sono due tipi di serenità. Quella che proviene da fattori esterni e quella che proviene dall’io. La seconda controlla la prima.
Agire sui fattori esterni a noi può influire sulla serenità (una tranquilla situazione economica, un buon stato di salute, etc) ed è la più semplice da conseguire e quella che apparentemente ha più ritorni in termini di soddisfazioni. L’uomo sciocco tende a questa curandosi poco della serenità interiore quasi non abbia raggiunto la consapevolezza che i fattori esterni cambiano (perdita del posto di lavoro, improvvisa malattia). In questo caso solo la nostra serenità interiore può sopperire al cambiamento negativo. Sanare questo evento cercando di compensare attraverso la ricerca di ulteriori fattori esterni positivi sarà sempre una serenità temporanea. Il susseguirsi di eventi negativi rende consapevole l’uomo che la serenità deve essere allora ricercata dentro di se e questo lo porta ad affrontare percorsi metafisici molto tortuosi e che tutti, chi più chi meno, conoscono.
La vera ricchezza sta nel raggiungere il prima possibile un buon equilibrio tra la serenità metafisica e quella materiale con la giusta consapevolezza che la prima comanda sempre la seconda ma che è solo quest’ultima la vera causa scatenante della prima.


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Vecchio 28-03-2006, 12.25.37   #24
Lord Kellian
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Come sempre qui si corre il rischio di dire le stesse cose usando parole diverse.

Sono d'accordo. E infatti sono abbastanza d'accordo anche sul resto che hai scritto...
Lord Kellian is offline  
Vecchio 28-03-2006, 15.40.19   #25
SebastianoTV83
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non comprendo perchè questo mito della serenità.. la serenità è preclusa all'essere umano in quanto entità dominata dall'errore e dal dubbio, inscindibile dalla propria individualità ecc.
SebastianoTV83 is offline  
Vecchio 28-03-2006, 15.46.01   #26
maxim
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non comprendo perchè questo mito della serenità.. la serenità è preclusa all'essere umano in quanto entità dominata dall'errore e dal dubbio, inscindibile dalla propria individualità ecc.

...ed io non comprendo questo mito della "precisione".

E' vero ciò che dici...ed è per il motivo da te descritto che i miei momenti di "sconforto", essendo dominati dall'errore e dal dubbio, possono a volte diventare "sereni".

maxim is offline  
Vecchio 29-03-2006, 12.26.32   #27
SebastianoTV83
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ma la serenità non è una condizione eterna.. le condizioni in cui un essere umano può vivere non sono eterni, così come gli stati della coscienza (sonno/veglia/coma ecc.) o le emozioni. Viviamo in un mondo che varia continuamente e la serenità è un mito. La serenità significa assenza di piacere e di dolore ma per nostra natura cerchiamo il piacere, l'appagamento di noi stessi e quando raggiungiamo uno scopo ne cerchiamo un'altro. Se si può raggiungere la serenità un essere umano dopo 10 minuti che si trova in quello stato si stancherebbe e cercherebbe nuovi orizzonti.
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Vecchio 29-03-2006, 14.50.34   #28
maxim
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ma la serenità non è una condizione eterna.. le condizioni in cui un essere umano può vivere non sono eterni, così come gli stati della coscienza (sonno/veglia/coma ecc.) o le emozioni. Viviamo in un mondo che varia continuamente e la serenità è un mito. La serenità significa assenza di piacere e di dolore ma per nostra natura cerchiamo il piacere, l'appagamento di noi stessi e quando raggiungiamo uno scopo ne cerchiamo un'altro. Se si può raggiungere la serenità un essere umano dopo 10 minuti che si trova in quello stato si stancherebbe e cercherebbe nuovi orizzonti.

Basta che c'intendiamo sui termini...

Scritto com'è scritto non sono d'accordo che serenità significhi assenza di piacere e di dolore...a meno che tu non abbia una visione un pò troppo generica di piacere e dolore.

Qual'è il contrario di "essere sereni"?
maxim is offline  

 



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