Forum di Riflessioni.it
WWW.RIFLESSIONI.IT

ATTENZIONE: Questo forum è in modalità solo lettura
Nuovo forum di Riflessioni.it >>> LOGOS

Torna indietro   Forum di Riflessioni.it > Forum > Filosofia

Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
>>> Sezione attiva sul forum LOGOS: Tematiche Filosofiche

Vecchio 09-11-2006, 10.42.37   #1
Respirazzurro
RESPIRAZZURRO
 
Data registrazione: 19-12-2002
Messaggi: 24
Memoria E Oblio

Scritto il 15-09-06

Riflettevo sul tema “Oblìo e Memoria”, e penso sia uno di quei temi che offrono infiniti spunti.
Soprattutto,a voler rovistare nel “bosco” della storia della filosofia,si torna a casa con un cesto pieno di idee.
Ma per quanto mi riguarda lo spunto non è venuto dalla storia filosofica (se non in minima e necessaria parte),quanto da quella che,visto il poco tempo trascorso,si puo’ chiamare attualità.
Mi riferisco alla recente commemorazione dell’11 settembre.
“Commemor-azione”.
Credo che questa parola non sia del tutto precisa e adatta a spiegare cio’ che ricordiamo davvero in una situazione come quella dell’11 settembre,seppur necessaria linguisticamente.
Se mi fosse infatti concessa la libertà di un neologismo,direi senza dubbio che abbiamo assistito ad un “Commemor-atto”.
Cercherò di fornire una spiegazione piu’ esaustiva.
Se noi intendiamo con la parola “azione” una serie di eventi ordinati progressivamente che ad un certo punto(punto fissato dallo scopo) sfociano in un “atto”,la spiegazione di cui sopra è presto data.
Una commemorazione,commemora l’atto,non l’azione; riportare al presente un dramma è Memoria dell’atto e Oblìo dell’azione.
Questo avviene perché il Dramma,la Tragedia, ha la sua “dignità” storica nel momento in cui l’azione sfocia nell’atto.
Celebriamo l’Evento.
Lo smemoramento dell’azione in una tragedia non è privo di conseguenze. Infatti l’onda d’urto povocata dall’atto crea un inevitabile successivo disordine che sfugge al controllo della coscienza.
La Reazione che si innesca fa in modo che si perda l’intelligenza delle azioni future e conseguenti all’Atto.
Non ci puo’ essere logica nella risposta ad un atto,è solo sentimento.
A mio avviso questo avviene perché l’azione che precede un evento nefasto è sempre un fiume sotteraneo,quindi nascosto e ignorato;questa potenzialità che ad un momento si puntualizza nell’atto,o piu’ semplicemente si attualizza, è un terremoto sotto i piedi.
L’evento tragico è l’esplosione del Fine ignoto dell’azione anch’essa ignota.Questo ci annichilisce.
Siamo abituati ogni giorno a “finalizzare” le nostre azioni quasi sempre coscientemente,ma nel dramma noi abbiamo tra le mani qualcosa di già concepito,già formato,senza capire né come e né quando.
E la nostra risposta è senza come e quando,ma questo una nazione non puo’ permetterselo…
Non conoscere l’Inizio e la Modalità dell’azione che è già stata,ci getta davvero nel buio assoluto.
Emblematica è la differenza che possiamo riscontrare quando si celebra qualche festa nazionale.
La festa infatti si pone come Memoria dell’Azione e Oblìo dell’Atto.
Se pensiamo alla festa del 25 aprile,cio’ che davvero si celebra,cio che vogliamo rimembrare è cio’ che ha portato alla liberazione.
E’ l’azione.
L’atto finale lo vediamo come un simbolo,non come l’essenza di questo ri-presentarci l’avvenimento.
La differenza con la tragedia è che in questo caso noi eravamo coscienti del fine,non c’è nessun “spuntare all’improvviso” dell’Atto .
Non c’è nessun disorientamento.
Senza dimenticare ovviamente che poi per una nazione il concentrarsi sull’azione è vitale perché l’azione che ha avuto successo è un dito teso che ci indica di proseguire per questa strada,diventa racconto storico che inevitabilemente “eroizza” tutto cio’ che incontra sulla sua strada.
E l’eroismo è senza dubbio linfa vitale che permette ad ogni popolo di realizzare cio’ a cui ambisce,ossia di illuminarsi nella Storia.
L’atto in sé del 25 aprile è un coperchio che si apre ri-presentando la memoria dell’azione,il ricordo dell’atto progettato e realizzato.
Forse,e qui concludo, è proprio questa differenza essenziale appena illustrata tra Festa e Commemorazione (ossia memoria dell’azione/oblìo dell’atto e memeoria dell’atto/oblìo dell’azione),questo essersi lasciati stordire dall’Atto Tragico che ha provocato una Reazione(inevitabile antropologicamente) la quale,smarrendo il senso dell’Azione passata,ha smarrito l’efficacia dell’intelligenza delle azioni conseguenti.
Respirazzurro is offline  

 



Note Legali - Diritti d'autore - Privacy e Cookies
Forum attivo dal 1 aprile 2002 al 29 febbraio 2016 - Per i contenuti Copyright © Riflessioni.it