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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 11-12-2006, 17.59.57   #11
Heraclitus
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Riferimento: Filosofare fin da bambini

Citazione:
Originalmente inviato da maxim
"I filosofi hanno mantenuto attorno a sé stessi...una certa aura di magia. La filosofia è considerata come qualcosa di strano e di assurdo, che si occupa di quei misteri di cui si occupa la religione, ma non in modo tale da poter essere "rivelata ai bambini" o alla gente comune." (Popper)

Sono d’accordo.
Le domande filosofiche non sono mai delle belle domande. Lasciano poco spazio alla fantasia, mentre i bambini devono vivere con essa! Non offrono mai risposte certe…ed i bambini hanno bisogno di certezze. Necessitano di una buona dose di ragione…ma i bambini amano i sentimenti e le emozioni. Più tardi un bambino si pone determinate domande, meglio è…ed anche qualora, per tutta la vita, non ci sia il bisogno di porsele, benvenga…in fondo rimanere bambini è il sogno di tutti gli uomini.

Il fatto che Popper dica che la filosofia pare tratti di misteri tali che non può esser rivelata ai bambini non mi sembra proprio che voglia dire che è meglio che i bambini non si facciano domande filosofiche, semplicemente che per far sì che a uno piaccia far filosofia occorre che usare la mente più del solito.

Le domande filosofiche non sono mai belle domande? Io ho visto vari bambini divertirsi davanti ai paradossi di Achille e della Tartaruga, della nave di Teseo (quella che a legno a legno veniva sostituita), quello del granello di sabbia che aggiungendone altri ad uno ad uno non veniva mai un mucchio...

Lasciano poco spazio alla fantasia? A me pare esattamente il contrario!
Io a volte chiedo "Quel sasso ha uno scopo?" E il bambino risponde "Sì, tantissimi, a fare da fermacarte ad esempio!"

I bambini hanno bisogno di certezze? Certo ma il mondo per me è bello anche perchè è come un film in cui non si conosce nulla della trama. Se no si perde tutto il gusto a viverlo!

I bambini hanno bisogno oltre che dalla ragione, di sentimenti e di emozioni? Ma la filosofia non ha una sua parte, l'etica in cui parla anche del bene e del male, della felicità e della tristezza?

Naturalmente ciò che ho detto finora lo dico per esperienza personale. In fondo un bambino nascendo ignorante per definizione nasce senza certezze.

Io sono cresciuto in un ambiente in cui mi insegnavano la religione cristiana, tuttavia non ho mai creduto ad essa perchè notavo già a quel momento che molte cose non convincevano ma tuttavia non ho avuto affatto un'infanzia triste o malinconica, anzi.
Pensavo che anche se la mia vita fosse non decisa da nessun dio e non fosse destinata ad alcuno scopo essa fosse degna di vivere e se anche finiva io ero sempre fatto della stessa materia della terra, dell'acqua e delle stelle. Penso che molti abbiano avuto un'infanzia così.

La stessa cosa si può dire per la morale (anche se mettevo in discussione molte meno cose). Se in famiglia mi dicevano che alcuni dolci era male mangiarne troppi io dicevo che altri bambini ne mangiavano più di me e dunque mettevo in dubbio che questa legge fosse assoluta. Ma comunque ciò non mi faceva diventare più disubbidiente di altri.

Finora non ho mai visto bambini star male dopo che io gli abbia posto una domanda filosofica, ma forse il fatto che i bambini siano diversi tra loro può far generare ciò.
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Vecchio 11-12-2006, 18.05.54   #12
epicurus
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Riferimento: Filosofare fin da bambini

Be', a me piacerebbe che i bambini fossero curiosi e attivi nella ricerca in generale, diciamo frizzanti. Poi se questa proponsione sboccierà in filosofia, matematica, fisica, informatica, antropologia, sociologia, o quant'altro, non credo dovrebbe più di tanto interessare.

epicurus is offline  
Vecchio 12-12-2006, 10.22.18   #13
maxim
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Riferimento: Filosofare fin da bambini

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Originalmente inviato da Heraclitus
Il fatto che Popper dica che la filosofia pare tratti di misteri tali che non può esser rivelata ai bambini non mi sembra proprio che voglia dire che è meglio che i bambini non si facciano domande filosofiche, semplicemente che per far sì che a uno piaccia far filosofia occorre che usare la mente più del solito.

Usare la mente più del solito non si confà alla mente di un bambino . Lasciamogliela anche e soprattutto alla fantasia…alla riflessione si, ma alla riflessione fantasiosa e divertita.

Mi sembra peraltro chiaro che quando Popper parlava di filosofia “magica” facesse riferimento alla metafisica in sostituzione della religione. (tant’è che parla di misteri dei quali la religione si occupa). Ora, io penso che “tartassare la mente” di un bambino con risposte che non sono risposte e che vanno a scardinare il suo mondo di favole e balocchi, possa risultare alquanto distruttivo.

Citazione:
Originalmente inviato da Heraclitus
Le domande filosofiche non sono mai belle domande? Io ho visto vari bambini divertirsi davanti ai paradossi di Achille e della Tartaruga, della nave di Teseo (quella che a legno a legno veniva sostituita), quello del granello di sabbia che aggiungendone altri ad uno ad uno non veniva mai un mucchio...
…e ci mancherebbero pure i paradossi…
Il bambino lo potrà anche trovare divertente fintantoché riesce a seguire il discorso e se si rimane nell’ambito del gioco. Ho esperienza con mio figlio…la riflessione è positiva. La riflessione con il gioco è addirittura essenziale per una buona crescita. Ma la filosofia “pura” che tocca temi importanti della vita dell’uomo è altro affare. Un po’ di giorni fa, non sapendo a chi lasciare il bambino, abbiamo dovuto portarcelo dietro ad un incontro di filosofia…l’unico bambino in mezzo a 150 persone e questo ti fa comprendere quanto la cosa possa interessare ai più giovani. Dopo 10 minuti di filosofese aveva preso il sonno…dopo un’ora abbiamo dovuto abbandonare l’aula…



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Originalmente inviato da Heraclitus
I bambini hanno bisogno di certezze? Certo ma il mondo per me è bello anche perchè è come un film in cui non si conosce nulla della trama. Se no si perde tutto il gusto a viverlo!
Ah beh si!
Tu pensi che una frase del genere, frutto di un percorso indubbiamente molto profondo, possa essere recepito, digerito e accantonato come certezza da parte di un bambino?
No!...lui ti spiazza…lui distrugge le tue “certezze” filosofiche…lui sa che quel film prima o poi finirà…e lo sai anche tu. Però mentre tu non ti azzardi a ricercare risposte certe oltre il “the end” il bambino non avrà problemi a chiedertele…e da te, adulto maturo al riparo nella tua roccaforte di illusioni diventate realtà, le esige!

Citazione:
Originalmente inviato da Heraclitus

Io sono cresciuto in un ambiente in cui mi insegnavano la religione cristiana, tuttavia non ho mai creduto ad essa perchè notavo già a quel momento che molte cose non convincevano ma tuttavia non ho avuto affatto un'infanzia triste o malinconica, anzi.
Pensavo che anche se la mia vita fosse non decisa da nessun dio e non fosse destinata ad alcuno scopo essa fosse degna di vivere e se anche finiva io ero sempre fatto della stessa materia della terra, dell'acqua e delle stelle. Penso che molti abbiano avuto un'infanzia così.

La stessa cosa si può dire per la morale (anche se mettevo in discussione molte meno cose). Se in famiglia mi dicevano che alcuni dolci era male mangiarne troppi io dicevo che altri bambini ne mangiavano più di me e dunque mettevo in dubbio che questa legge fosse assoluta. Ma comunque ciò non mi faceva diventare più disubbidiente di altri.

Finora non ho mai visto bambini star male dopo che io gli abbia posto una domanda filosofica, ma forse il fatto che i bambini siano diversi tra loro può far generare ciò.


Direi che è il percorso seguito un po’ da tutti…anch’io mi ponevo simili domande ma ho avuto la fortuna, almeno fino ad una certa età, di non trovarmi qualcuno di fronte che mi abbia costretto ad indagare un po’ più a fondo in quanto la mia mente non sarebbe stata pronta.
Da un punto di vista religioso per esempio, l’aleatorietà con la quale vengono trattati certi argomenti “spirituali” è perfetta. I bambini sono liberi se porsi domande più profonde o se passare ai giochi. Religioni che prevedono insegnamenti più ferrei, producono bambini che fino ad una certa età hanno certezze estremamente tranquillizzanti ma che con l’avanzare dell’età (tanto la filosofia prima o poi arriva da sé ) saranno tanto più difficili da scardinare quanto più ferreo sarà stato l’indottrinamento.

Penso quindi che le riflessioni siano essenziali per una buona crescita…quelle libere, spensierate, spassionate, divertenti…per le indagini filosofiche aspetterei qualche “buona” esperienza che le faccia nascere da sé.

maxim is offline  
Vecchio 12-12-2006, 12.28.27   #14
Patri15
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Riferimento: Filosofare fin da bambini

Concordo pienamente con Maxim!

Aiutare un bambino a riflettere su alcune questioni, ma soprattutto rispondere alle sue domande senza fretta è un buon punto di partenza, ma mi fermerei lì.

Conosco alcuni adulti che, per la estrema solitudine della loro infanzia, hanno cercato risposte a quesiti esistenziali, filosofici, da soli, sfruttando al massimo la loro intelligenza, il loro spirito di osservazione, pagandone però le conseguenze nell'età adulta.

La certezza al bambino viene data dalla presenza affettiva dei genitori, secondo me.

Ciao!
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Vecchio 13-12-2006, 20.30.51   #15
elair85
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Riferimento: Filosofare fin da bambini

A voglia!!! non a caso mi kiamano "l'enigma umano"... di domande me ne sono sempre fatte una cifra, su ogni cosa...=D
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Vecchio 15-12-2006, 11.04.05   #16
iris_1
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Riferimento: Filosofare fin da bambini

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Originalmente inviato da Heraclitus
Secondo voi ci sono anche ora dei bambini che si fanno domande simili? Voi siete stati uno di loro? E' meglio che siano i bambini spontaneamente a farsi tali domande senza obbligarli o è utile invogliarli a farle? Ed è meglio dirli "io la penso così e accontentati di tale risposta, in seguito puoi decidere se cercartela da te" oppure è meglio dirli "non ti obbligo a condividere la mia risposta perciò fai una ricerca libera?"

Citazione:
Originalmente inviato da Patri15
Concordo pienamente con Maxim!

Aiutare un bambino a riflettere su alcune questioni, ma soprattutto rispondere alle sue domande senza fretta è un buon punto di partenza, ma mi fermerei lì.
[...]
La certezza al bambino viene data dalla presenza affettiva dei genitori, secondo me.

Io credo che fondamentalmente il porsi domande sia una caratteristica peculiare dell'essere bambini, perché il bambino in quanto tale ha bisogno di conoscere e capire il mondo (per lui del tutto nuovo) in cui si trova; deve imparare a vivere nella realtà in cui è calato e per questo sente il bisogno di comprenderla.
Credo anche che crescere, divenire adulti e maturare non debba essere cosiderato come il punto di arrivo in cui ormai tutto è conosciuto e niente è più un mistero. Nasciamo tutti filosofi, ma molti crescendo vengono trascinati nel vortice della quotidianità dimenticando, o meglio soffocando il bambino che è in loro, perché non c'è più tempo per porsi domande, per crescere ancora, per imparare e per cercare risposte a nuovi dubbi.
Il "filosofo adulto" è colui che non ha mai dimenticato di vivere in un mondo di infiniti misteri e che ha mantenuto quella voglia di scoprire, di capire e di crescere che ha sempre avuto sin da bambino. La crescita per lui non rappresenta un passaggio dal "sogno" (in cui molti credono che vivano i bambini) alla "realtà della vita quotidiana", ma un processo che lo ha portato a capire che il sapere può essere infinito e che un uomo può non smettere mai di imparare.
Anche io ricordo che da bambina facevo infinite domande e avere una mamma molto presente che mi ascoltava e cercava di darmi delle risposte e allo stesso tempo di farmi riflettere mi ha dato la possibilità di non rinunciare mai a pormi delle domande e cercare di capire.
Mi rendo conto che per un bambino è importante la presenza di una figura che lo aiuti a riflettere (e non deve essere necessariamente un genitore) anche attraverso il gioco, una figura che lo ascolti quando gli pone delle domande e che non lo metta davanti alla TV o al computer in modo che non possa interrompere il ciclo frenetico della propria giornata.
Ricordo anche che da piccola avevo a disposizione "tot" ore per stare alla tv e dovevo scegliere come sfruttarle, per il resto del tempo giocavo con il lego, i puzzle, inventavo nuovi giochi con mio fratello trasformando la cameretta in una giungla piena di insidie, trabocchetti... per farla breve avevamo il modo di usare la fantasia e quindi di non "spengere" il cervello.
Farsi domande è anch'esso un modo di usare la testa e sopire nel bambino questo desiderio di conoscere e la possibilità di usare la fantasia rischia di trasformarlo da adulto in uno dei tanti che vive la vita per inerzia senza intuirne o cercarne il significato.

Buona giornata a tutti
iris_1 is offline  
Vecchio 17-12-2006, 21.00.03   #17
individuo
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Talking Riferimento: Filosofare fin da bambini

...perchè farsi domande? a parte questa ovviamente...eh!! eh!!...perchè rendersi la vita un problema facendosi domande? ce n'è davvero bisogno?

In altre parole chiedendosi chi sono, perchè sono, perchè non sono eccetera eccetera eccetera, dimostriamo davvero di essere interessati a queste questioni? oppure lo siamo ma solo ad un livello molto superficiale? oppure il farsi domande è un modo impaziente per trovare facili risposte evitando di calarsi appieno nella vita, in una vita che esige, come ogni cosa d'altronde se la si vuole comprende completamente, di essere vissuta fino ad impregnarsene?

E' possibile trasformare la domanda in qualcosa di più concreto? e quando l'abbiamo fatto la domanda ha ancora senso?

Mi spiego meglio: ci potremmo chiedere che cos'è la solitudine e magari ognuno darà la propria risposta oppure quella del dizionario, ma conoscere sulla propria pelle cos'è la solitudine non è forse tutt'altra cosa?

mi domando: quando si sperimenta qualcosa c'è ancora bisogno della domanda?

Forse chi si fa domande su cos'è la vita con i consequenziali perchè è perchè non la vive!!

Forse chi si fa domande è perchè vuole una risposta solo a livello razionale...ma si può ragionevolmente dare risposta a certi quesiti sulla vita senza viverla? e se davvero si vivesse con tutto noi stessi ce le si farebbe ancora? fare continuamente domande farsi certe domande non rischia di ridurre la vita ad una faccenda intelletuale? E se non faceste le domande giuste? diciamo che uno ad una fermata sbagliata aspetta un autobus che ovviamente non arriva e continua a chiedersi perchè l'autobus è in ritardo ( e questa ovviamente è la prima domanda da farsi ); ma diciamo che questa persona dando per scontato di essere alla fermata giusta non passa a formulare quella successiva, ovvero " non è che per caso ho sbagliato orario o fermata"... non rischierà forse di rimanere fermo tutta la vita a quella fermata ad aspettare quell'autobus?
Ecco voi come fate a sapere che state formulando la domanda giusta?

Vi chiedereste perchè state giocando a tennis o perchè state cantando o facendo qualsiasi cosa d'altro se lo steste facendo con tutto voi stessi? credo che non ce sarebbe lo spazio o il tempo...cheddite?

voglio forse concludere che chi si fa domande è perchè non vive?...no certamente no...il mio vuole solo essere un spunto di riflessione un pò provocatorio e basta!

E comunque farsi domande è bello...dargli troppa importanza rischioso e farlo per simulare un qualche sentimento esistenzialista direi piuttosto superficiale.

p.s.
Quest'ultima affermazione è soprattutto rivolta ....a me

Ultima modifica di individuo : 18-12-2006 alle ore 09.59.55.
individuo is offline  

 



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