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Vecchio 18-10-2007, 18.23.24   #1
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Ivo Nardi
 
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Data registrazione: 10-01-2002
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Quel che deve accadere è già accaduto

Giro a voi questa risposta del signor Martino Giusti alla lettera del signor Pasquale Faseli "Quel che deve accadere è già accaduto" presente nella rubrica LettereOnLine


Salve,
vorrei rispondere alla lettera dell’Ing. Dott. Pasquale Faseli titolata "Quel che deve accadere è già accaduto" eccependo alcune obiezioni alle sue argomentazioni.

Il Dottor Faseli, con un esempio razionale ed oggettivo, cerca di spiegare l’impossibilità di cogliere pienamente il “tutto” quando si è parte di quel tutto.
Proseguendo nel suo ragionamento afferma che “Questa difficoltà oggettiva e razionale di comprendere l’insieme che ci ospita è stata da sempre superata con le religioni trasferendo a un Ente Superiore, definito di volta in volta secondo le culture e le conoscenze, la funzione sia della comprensione che della creazione del tutto.” concludendo che “Per comunicare con questo Ente ed essere partecipe della comprensione Universale basta la fede, con la quale non ha ragion d’essere neppure la domanda: se Dio ha creato l’Universo, chi ha creato Dio?” E allora? Perché non avrebbe senso questa domanda se poi lui stesso afferma che “le scoperte scientifiche…non vedo quale altro apporto abbiano dato per la comprensione di ciò che sta al di fuori di noi”. Che senso ha la domanda “Cosa c’è oltre l’Universo, al di là del suo limite estremo?” quindi al di fuori di noi?
Poi passa al concetto dell’astronomo Fred Hoyle, “…, secondo il quale noi siamo parte di una intelligenza unica, ciò di cui siamo certi è che ogni componente dell’Universo è collegato con tutti gli altri a formare questa unica intelligenza…”
(Siamo come formiche o termiti che individualmente sono quasi nulla e che collettivamente formano una sorta di “intelligenza” unica per raggiungere uno scopo?) e scende sino alle componenti più microscopici dell’uomo ed ancora più giù sino a “quella dimensione non umana non ha senso parlare del prima e del dopo, e il tempo non è più come l’acqua che scorre nel fiume…” ma “ è immobile come l'acqua del lago, e quel che deve accadere è già accaduto”.
Evidentemente sta parlando delle misure di Planck (distanza e tempo di Planck) ma al di “sotto” di tali misure che senso ha parlare di spaziotempo?
Siamo a ben vedere in uno stato probabilistico che non ha alcun legame con quel “tutto” di cui si parlava all’inizio. Probabilmente si potrebbe ipotizzare che al di là di queste misure si si tornati semplicemente al (passatemi il termine) “momento -1” della singolarità: né spazio, né tempo quindi nessun “prima” e nessun “dopo”.
Prosegue il nostro Ingegnere “Ognuno di noi ha potuto, almeno una volta, costatare il verificarsi, nei giorni successivi, di un evento percepito durante un sogno.” presumendo che “qualcosa dentro di noi sa che il tempo non scorre ma è immobile e che la sua mobilità è frutto solo del nostro modo di pensare, derivato dall’istinto di sopravvivenza. Nessuno potrebbe vivere conoscendo anche il proprio futuro per cui ci rifiutiamo di conoscerlo e, quando casualmente lo percepiamo, lo rifiutiamo. Il tempo come entità immobile per l’uomo è un tabù”. Una presunzione, quasi un verdetto di colpevolezza per l’uomo, senza prove e, soprattutto, senza appello. Nell’universo di Faseli non c’è spazio per il libero arbitrio, qualunque cosa noi si faccia siamo comunque già stati “giudicati” da qualcuno o qualcosa. E quale ente supremo o superiore avrebbe voluto creare un gioco così complicato e meraviglioso se lui ha conosciuto, conosce e conoscerà l’epilogo?
La conclusione di Faseli è definitiva “… è impossibile comprendere l’Universo e la sua intelligenza, standone all’interno, ma nello stesso tempo, dentro ognuno di noi, ogni nostro componente che partecipa alla formazione di questa intelligenza ne è consapevole. Ma non abbiamo con lui alcun rapporto per cui ci è impossibile recapitargli le nostre domande. Ci si può provare, ma non con le leggi della fisica, bensì con la meditazione alla maniera di Siddharta”.
Bene, meditiamo. Ma allora le risposte che avremmo sarebbero unicamente personali e diverse le une dalle altre e di certo la comprensione del “tutto” sarebbe ancora “più impossibile”. La scienza si occupa di cercare spiegazioni rigorose dei fenomeni creando modelli matematici che col progresso delle varie branche diventano via via più precisi anche se quasi mai del tutto esaustivi.
Per ora limitiamoci a cercare di comprendere quel che possiamo con ciò che abbiamo, domani se si scoprirà il bosone di Higgs, la particella di Dio, avremo una nuova base da cui partire per comprendere L’Universo, che sia l’unico o uno dei tanti.
Con stima

Martino Giusti né scienziato né filosofo.
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Vecchio 19-10-2007, 17.31.03   #2
koan
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Riferimento: Quel che deve accadere è già accaduto

Sono cosciente di me...
"Quel che deve accadere è già accaduto", ed io me ne sento testimone ..
Mi viene, dopo aver letto l'articolo, da interrogarmi su quanto è e sul se io non fossi...
Se io non fossi 'tutto' si muoverebbe o, meglio, sarebbe rispetto a sé, forse, ma non rispetto a me, dato che tutto perderebbe quanto di cui lo anima: il mio pensiero e la mia consapevolezza cosciente di me rispetto al "tutto".
Ho scritto che tutto 'si muove', ma anche questo è rispetto a dei punti di vista, ovvero relativamente ad una o più, anche "infinite" cose tranne 'una'; magari quella esterna a tutto ( che sia "cosa" o meno ) ..
Mi chiedo ancora:
come potrebbe, ad esempio, un feto avere coscienza piena di sé ( me lo chiedo perché niente per me è un caso, ma ogni cosa concorre alla comprensione della verità tutta/"intera" ) ?
Sono materia cosciente di se e del tutto .. ma il tutto senza di me, senza un qualunque "me", che cosa perderebbe, che cosa 'sarebbe' ?
Un ruscello d'acqua allora - e forse solo allora - non troverebbe alcuna differenza a monte o a valle .. tutto si muove, ma nulla è detto che sarebbe, dunque concludo che tutto è fermo, come immobile.
Questo però è solo rispetto al Sé, ma se anche il sé fosse solo una parte del 'tutto', la dimensione subito superiore ad ogni parte del 'tutto' stesso, potrebbe 'essere' e basta come 'tutto' ed 'uno' al contempo: niente più spazio, niente tempo, niente pensiero... niente di niente; eccetto l'E' ..
L'assoluto non può essere relativo...
Nel piccolo posso anche dire che quanto è in me, ossia: organi, corpo, ossa, sensori spazio temporali, sangue, cervello e sentimenti, prendono 'coscienza' nel mio personale pensiero non come un pezzetto di me, ma tutto insieme; come 'uno'.
L''uno' però sono ciò che può chiamarsi Io, non certo una parte del mio corpo.
'Io' sarò allora quella parte esterna, in qualche modo, al mio personale tutto ( quello formato dal mio corpo, rispetto al "me" ), dato che ne prendo coscienza esternamente ad esso, ossia dall'esterno rispetto ad esso... Come se fossi una sorta d'universo Io stesso ..
Poiché sono, o forse credo solo di essere, mi chiedo: chi sono .. ?
Semmai lo comprendessi, forse arriverei a vedere il "panorama" per intero e tutto insieme, come 'uno'... o forse no ..

Il mio compito su questa terra è solo il prendere coscienza .. il resto potrebbe appartenere ad un'altra dimensione, un 'piano superiore', che spero di riuscire ad attraversare, dove tutto sarà/potrebbe essere finalmente chiaro .. o forse no...

Se esiste l'Io di un corpo formatosi nel cosmo di un feto, perché non potrebbe esistere anche un Io/Intelligenza che si sta formando nel 'tutto' dell'Universo ?
Vi è un Origine che ancora non conosco, ma che so abbia procurato tutto questo.

Se Io sono, nessuno potrà convincermi del contrario...
koan is offline  
Vecchio 03-06-2008, 21.15.20   #3
espert37
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Messaggi: 498
Riferimento: Quel che deve accadere è già accaduto

Citazione:Quel che deve accadere è già accaduto

La Verità unica ed inconfutabile

L’uomo sta modificando a suo danno lo stato universale alterando la armonia degli elementi. La materia e lo spirito compongono l’umano, ed a quest’ultimo il compito di fare coesistere i due elementi armoniosamente. Il corpo, essendo struttura molecolare è destinato a scomporsi,
trasformarsi, quale materia. L’amore, le passioni, tutti i sentimenti, non avendo struttura molecolare non sono scomponibili quindi hanno vita eterna, e l’Io è presente in misura preponderante in questa struttura spirituale, quindi, in dimensione ignota l’Io sarà sempre.
L’Io è, per cui tutto l’universo esiste per Lui, perché è. Se l’Io non fosse, per Lui esisterebbe nulla.
quindi, l’universo esiste perché l’Io è.
L’Io è e agisce: Perché? A quale scopo? Agisce per trasformare cose o situazioni e portarle a gradimento del proprio intelletto, e ad ogni azione compiuta ne scaturisce una reazione che si chiama piacere, soddisfazione, godimento. Si nota in oltre che, in base alla legge fisica della relatività, a maggiori difficoltà, nella riuscita è la maggiore soddisfazione.
Allora si deduce che l’Io vive ed agisce alla ricerca della soddisfazione, del piacere.
Questo stato è comune a tutto l’umano, perché ogni azione ed ogni problema risolto da chiunque procura soddisfazione. Quindi, l’essere, cioè l’Io, nonché la soddisfazione sono: Il primo, il punto di partenza, ed il secondo la meta, di un tragitto, che è niente altro che il periodo della nostra permanenza su questo pianeta. Questo è comune a tutti gli esseri umani, A questo punto viene spontaneo chiedersi; Se l’Io vive ed agisce per la soddisfazione, quale è il grado di soddisfazione più grande? E quale la strada migliore per arrivarci?
Il ladro, rubando prova soddisfazione. L’avaro, accumulando ricchezze prova anche soddisfazione.
Il maestro insegnando prova soddisfazione. Ognuno seguendo il proprio intelletto e le proprie at-titudini provoca l’azione per ottenerne una soddisfazione, ogni essere è convinto, (ignorantemente) che nella soluzione delle proprie azioni si provi la miglior soddisfazione. Ognuno logicamente potrebbe avere ragione, secondo la propria verità.
A questo punto per trovare una soluzione che accomuni tutti è da cercarla in una proposta
superparte, al di fuori di ogni convincimento individuale.
Quale fonte migliore per attingere il meglio, se non, l’esperienza formatasi da quando l’umano
è arrivato su questo pianeta, a tutto oggi, e trasmessaci dagli esseri più intelligenti attraverso le
leggi morali. Scritture ed esperienza. ( TRADIZIONE)Questa è la pietra di paragone, comune a tutti gli esseri umani.(Chi legge, è gentilmente pregato di cercare e proporre una fonte migliore, tanto cercata da chi scrive, ma purtroppo non ancora trovata.)
Ama il prossimo tuo, come te stesso, perché Dio, è in ogni luogo, ma soprattutto sta nelle persone che ti circondano, perché è in loro la fonte della tua felicità. Sono loro che ogni giorno ti possono far sentire di essere in paradiso o all’inferno. (La felicità tua sarà il riflesso della felicità del tuo prossimo) Se fosti solo al mondo, con tutte le ricchezze materiali a disposizione, saresti un povero uomo, perché non avresti nessuno con cui paragonarle od a cui donarle. La mia ricchezza è in quel che ho dato, affermazione nata dalle riflessioni di un saggio. Dona una mamma tutto il suo amore al proprio figlio, così come il figlio alla mamma. E’ facile e naturale donarsi quando c’è affetto, quindi, non trovando difficoltà, la felicità che ne scaturisce è relativa. Ma se la legge sulla relatività è assodata e condivisa, immaginiamoci quale alto grado di felicità si può ottenere provando un estremo bisogno di amare un nemico. ( Porgi l’altra guancia ) I vangeli ci parlano di un Gesù che ha dato tutto Se Stesso, la Sua vita, per aiutare e salvare coloro che Lo stavano uccidendo. Può esserci forse un grado di felicità maggiore di quella che ha provato Lui?
(Questo, tra i tanti, è forse il più grande e chiaro esempio trasmessoci da tutto il contesto biblico.
Se l’istituzione che si è assunta il compito di insegnare l’educazione morale al fine di fare convivere più armoniosamente la società umana, avesse interpretato i vangeli in modo più equo, se spiegasse che le religioni se le è fatte l’uomo e non viceversa, perché ne aveva estremo bisogno, senza di esse sarebbe il caos più completo, e lasciasse perdere tutti quei grandi misteri obsoleti, oggi non più accettabili. Purtroppo ormai, tutte le realtà fisiche e scientifiche, non si possono più ignorare, bensì la chiesa deve aggregarsi alla scienza ed alla politica, per poter gestire insieme nel modo giusto tutto il contesto sociale a favore dell’umanità, e porre fine a tutte le controversie tra clericità e laicità, lavorando più armoniosamente tutti assieme, verso l’unica verità. Solo così, penso, si potrebbe andare incontro ad una umanità migliore. Se l’uomo fosse istruito a quanto sopra cercherebbe in tutti i modi di agire adeguatamente per non far danno a se stesso, procurandosi minor soddisfazione, quindi saremmo tutti più buoni. Mi permetto di dire, umanità perché sono convinto che molti altri popoli aderirebbero.
Egoismo, vocabolo al quale è stata data una definizione estremamente errata. L’Io e l’egoismo sono due vocaboli inscindibili, perché, ogni azione dell’io è assolutamente svolta per se stesso, sempre ed immancabilmente. Buona o cattiva, l’azione intrapresa dall’umano ha il fine di procurare allo stesso una gradazione di piacere, l’azione buona, quella dettata dai canoni della educazione morale è quella che dà, come già abbiamo detto, maggior piacere, quindi colui che, ignorantemente intraprende l’azione cattiva, senza lo stimolo di dare al proprio prossimo con amore, inconsapevolmente danneggia se stesso, ma questo, (Essendo l’uomo stato creato da Dio, ed essendo riuscito ad evolversi sino allo stato attuale, in esso sta il bene perché il bene ha vinto sul male, come la luce ha vinto sulle tenebre) scaturisce senz’altro non per cattiveria, perché questa, se non vi fossero eventi patologici estranei non sarebbe nell’uomo (L’umano è fondamentalmente buono, la cattiveria è un apporto da eventi patologici esterni) ma per non conoscenza del meglio. Colui che commette il delitto, in base alla leggi morali, non può essere condannato dal suo simile perché, qualsiasi delitto è frutto dell’ignoranza, e questi non dovrebbe essere condannato bensì aiutato. In modo contrario verrebbe commesso un ulteriore delitto. Lo si isolerà per salvaguardare la società dal fattore patologico, con il proposito di toglierlo dall’ignoranza, portandolo a conoscenza della giusta ed universale legge morale che dona un più alto grado di felicità, alla quale lui senz’altro si vorrà aggrappare.
L’essere umano non sarà mai in grado di giudicare un suo simile, avrà sempre una possibilità di errore Questa facoltà spetta a qualcun altro...
L’uomo si forma nell’ambiente in cui vive, nella scuola, nella parrocchia, ma soprattutto nella famiglia, se i nostri genitori fossero stati istruiti circa la Verità sopra menzionata, oggi anche noi saremmo migliori. Quante famiglie si salverebbero, come auspica la Chiesa. Sarebbero in ben pochi a chiedere il divorzio, perché le eventuali asperità nella convivenza verrebbero risolte con più impegno per trarne la felicità che è la meta della nostra esistenza.. La famiglia è alla base della società, tante famiglie sane formerebbero una società molto migliore. Non avremmo bisogno di tribunali e di carceri, ma di una miglior catechesi che ci dia una convinzione maggiore sulla legge morale, perché si ottiene molto di più con la convinzione, che non con le molteplici imposizioni che oggi usa la Chiesa. Ad ogni domanda che si pone l’uomo ci deve essere una risposta tangibile, e convincente. I Misteri oggi non possono più esistere.
Mi scuso per le ripetizioni, ma siccome sono convinto di non sapermi esprimere in modo ortodosso,
mi pare così di farmi capire meglio.
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Vecchio 15-09-2008, 13.57.36   #4
daniele75
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Riferimento: Quel che deve accadere è già accaduto

Se Io sono, nessuno potrà convincermi del contrario...(qualkuno ha scritto)

Quel che noi in realtà sappiamo di essere é limitativo......
Quella convinzione illusoria,momentanea e decisamente fantastica crea appagamento ad un ego sicuramente vivo e vegeto....

La piena conoscenza del proprio ego e delle sue rammificazioni allenterebbe la presa,il mondo del conoscere razionale affonderebbe nel nulla lasciando spazio a Dio...pura intuizione...

Se io penso di essere qualkosa,non sono espressione libera della creazione,quindi un manichino guidato da mille idee e convenzioni ipnotiche mass-mediatiche...

L'uomo libero non sà e non appare,vive libero il momento presente e ogni sua spiegazione non é pensiero guidato ma purò istintinto tradotto in parole...

Siamo quello che pensiamo di essere ma.......lunga la strada per tornare a casa,dopo migliaia di anni di percorsi erronei...
daniele75 is offline  
Vecchio 16-12-2008, 23.04.35   #5
Sonny
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Riferimento: Quel che deve accadere è già accaduto

Citazione:
Originalmente inviato da espert37
Citazione:Quel che deve accadere è già accaduto

La Verità unica ed inconfutabile

L’uomo sta modificando a suo danno lo stato universale alterando la armonia degli elementi. La materia e lo spirito compongono l’umano, ed a quest’ultimo il compito di fare coesistere i due elementi armoniosamente. Il corpo, essendo struttura molecolare è destinato a scomporsi,
trasformarsi, quale materia. L’amore, le passioni, tutti i sentimenti, non avendo struttura molecolare non sono scomponibili quindi hanno vita eterna, e l’Io è presente in misura preponderante in questa struttura spirituale, quindi, in dimensione ignota l’Io sarà sempre.
L’Io è, per cui tutto l’universo esiste per Lui, perché è. Se l’Io non fosse, per Lui esisterebbe nulla.
quindi, l’universo esiste perché l’Io è.
L’Io è e agisce: Perché? A quale scopo? Agisce per trasformare cose o situazioni e portarle a gradimento del proprio intelletto, e ad ogni azione compiuta ne scaturisce una reazione che si chiama piacere, soddisfazione, godimento. Si nota in oltre che, in base alla legge fisica della relatività, a maggiori difficoltà, nella riuscita è la maggiore soddisfazione.
Allora si deduce che l’Io vive ed agisce alla ricerca della soddisfazione, del piacere.
Questo stato è comune a tutto l’umano, perché ogni azione ed ogni problema risolto da chiunque procura soddisfazione. Quindi, l’essere, cioè l’Io, nonché la soddisfazione sono: Il primo, il punto di partenza, ed il secondo la meta, di un tragitto, che è niente altro che il periodo della nostra permanenza su questo pianeta. Questo è comune a tutti gli esseri umani, A questo punto viene spontaneo chiedersi; Se l’Io vive ed agisce per la soddisfazione, quale è il grado di soddisfazione più grande? E quale la strada migliore per arrivarci?
Il ladro, rubando prova soddisfazione. L’avaro, accumulando ricchezze prova anche soddisfazione.
Il maestro insegnando prova soddisfazione. Ognuno seguendo il proprio intelletto e le proprie at-titudini provoca l’azione per ottenerne una soddisfazione, ogni essere è convinto, (ignorantemente) che nella soluzione delle proprie azioni si provi la miglior soddisfazione. Ognuno logicamente potrebbe avere ragione, secondo la propria verità.
A questo punto per trovare una soluzione che accomuni tutti è da cercarla in una proposta
superparte, al di fuori di ogni convincimento individuale.
Quale fonte migliore per attingere il meglio, se non, l’esperienza formatasi da quando l’umano
è arrivato su questo pianeta, a tutto oggi, e trasmessaci dagli esseri più intelligenti attraverso le
leggi morali. Scritture ed esperienza. ( TRADIZIONE)Questa è la pietra di paragone, comune a tutti gli esseri umani.(Chi legge, è gentilmente pregato di cercare e proporre una fonte migliore, tanto cercata da chi scrive, ma purtroppo non ancora trovata.)
Ama il prossimo tuo, come te stesso, perché Dio, è in ogni luogo, ma soprattutto sta nelle persone che ti circondano, perché è in loro la fonte della tua felicità. Sono loro che ogni giorno ti possono far sentire di essere in paradiso o all’inferno. (La felicità tua sarà il riflesso della felicità del tuo prossimo) Se fosti solo al mondo, con tutte le ricchezze materiali a disposizione, saresti un povero uomo, perché non avresti nessuno con cui paragonarle od a cui donarle. La mia ricchezza è in quel che ho dato, affermazione nata dalle riflessioni di un saggio. Dona una mamma tutto il suo amore al proprio figlio, così come il figlio alla mamma. E’ facile e naturale donarsi quando c’è affetto, quindi, non trovando difficoltà, la felicità che ne scaturisce è relativa. Ma se la legge sulla relatività è assodata e condivisa, immaginiamoci quale alto grado di felicità si può ottenere provando un estremo bisogno di amare un nemico. ( Porgi l’altra guancia ) I vangeli ci parlano di un Gesù che ha dato tutto Se Stesso, la Sua vita, per aiutare e salvare coloro che Lo stavano uccidendo. Può esserci forse un grado di felicità maggiore di quella che ha provato Lui?
(Questo, tra i tanti, è forse il più grande e chiaro esempio trasmessoci da tutto il contesto biblico.
Se l’istituzione che si è assunta il compito di insegnare l’educazione morale al fine di fare convivere più armoniosamente la società umana, avesse interpretato i vangeli in modo più equo, se spiegasse che le religioni se le è fatte l’uomo e non viceversa, perché ne aveva estremo bisogno, senza di esse sarebbe il caos più completo, e lasciasse perdere tutti quei grandi misteri obsoleti, oggi non più accettabili. Purtroppo ormai, tutte le realtà fisiche e scientifiche, non si possono più ignorare, bensì la chiesa deve aggregarsi alla scienza ed alla politica, per poter gestire insieme nel modo giusto tutto il contesto sociale a favore dell’umanità, e porre fine a tutte le controversie tra clericità e laicità, lavorando più armoniosamente tutti assieme, verso l’unica verità. Solo così, penso, si potrebbe andare incontro ad una umanità migliore. Se l’uomo fosse istruito a quanto sopra cercherebbe in tutti i modi di agire adeguatamente per non far danno a se stesso, procurandosi minor soddisfazione, quindi saremmo tutti più buoni. Mi permetto di dire, umanità perché sono convinto che molti altri popoli aderirebbero.
Egoismo, vocabolo al quale è stata data una definizione estremamente errata. L’Io e l’egoismo sono due vocaboli inscindibili, perché, ogni azione dell’io è assolutamente svolta per se stesso, sempre ed immancabilmente. Buona o cattiva, l’azione intrapresa dall’umano ha il fine di procurare allo stesso una gradazione di piacere, l’azione buona, quella dettata dai canoni della educazione morale è quella che dà, come già abbiamo detto, maggior piacere, quindi colui che, ignorantemente intraprende l’azione cattiva, senza lo stimolo di dare al proprio prossimo con amore, inconsapevolmente danneggia se stesso, ma questo, (Essendo l’uomo stato creato da Dio, ed essendo riuscito ad evolversi sino allo stato attuale, in esso sta il bene perché il bene ha vinto sul male, come la luce ha vinto sulle tenebre) scaturisce senz’altro non per cattiveria, perché questa, se non vi fossero eventi patologici estranei non sarebbe nell’uomo (L’umano è fondamentalmente buono, la cattiveria è un apporto da eventi patologici esterni) ma per non conoscenza del meglio. Colui che commette il delitto, in base alla leggi morali, non può essere condannato dal suo simile perché, qualsiasi delitto è frutto dell’ignoranza, e questi non dovrebbe essere condannato bensì aiutato. In modo contrario verrebbe commesso un ulteriore delitto. Lo si isolerà per salvaguardare la società dal fattore patologico, con il proposito di toglierlo dall’ignoranza, portandolo a conoscenza della giusta ed universale legge morale che dona un più alto grado di felicità, alla quale lui senz’altro si vorrà aggrappare.
L’essere umano non sarà mai in grado di giudicare un suo simile, avrà sempre una possibilità di errore Questa facoltà spetta a qualcun altro...
L’uomo si forma nell’ambiente in cui vive, nella scuola, nella parrocchia, ma soprattutto nella famiglia, se i nostri genitori fossero stati istruiti circa la Verità sopra menzionata, oggi anche noi saremmo migliori. Quante famiglie si salverebbero, come auspica la Chiesa. Sarebbero in ben pochi a chiedere il divorzio, perché le eventuali asperità nella convivenza verrebbero risolte con più impegno per trarne la felicità che è la meta della nostra esistenza.. La famiglia è alla base della società, tante famiglie sane formerebbero una società molto migliore. Non avremmo bisogno di tribunali e di carceri, ma di una miglior catechesi che ci dia una convinzione maggiore sulla legge morale, perché si ottiene molto di più con la convinzione, che non con le molteplici imposizioni che oggi usa la Chiesa. Ad ogni domanda che si pone l’uomo ci deve essere una risposta tangibile, e convincente. I Misteri oggi non possono più esistere.
Mi scuso per le ripetizioni, ma siccome sono convinto di non sapermi esprimere in modo ortodosso,
mi pare così di farmi capire meglio.
Amichevolmente espert37
Non so essendo nuovo, se sto facendo una stupidata a scrivere qui sotto, se l'ho fatta, perdonatemi.
Ma lo sai, che leggendo il tuo scritto, mi sono sentito come se avessi letto dentro di me e parlavi di cose che avrei voluto dire, ma non sono bravo come te a dirle? Le stesse cose avrei potuto dirle io stesso, se fossi in grado di esprimermi bene come te! Tutti i punti da te toccati, sono punti chiave del mio pensiero, è incredibile!
L’essere umano non sarà mai in grado di giudicare un suo simile, avrà sempre una possibilità di errore Questa facoltà spetta a qualcun altro...
Qui, vorrei fare un piccolo sorpasso, se me lo permetti: Secondo me nemmeno Dio giudicherà l'essere umano, perchè tutto è e non c'è una ragione
per la quale l'uomo debba essere giudicato, né da Dio, né dagli altri, e neppure da sé stesso! Sarebbe come gettare un sasso nell'acqua e giudicarlo colpevole perchè affonda! Tanto per fare un paragone assurdo.
Se però crediamo alla favoletta del libero arbitrio, allora mi arrendo e non parlo più.
Per il resto di quello che hai detto, non posso fare a meno di approvarlo, l'avrei detto io stesso.
Ti faccio i miei complimenti e grazie per il tuo intervento, l'ho gustato come un manicaretto!
Sonny.
Sonny is offline  
Vecchio 17-12-2008, 20.48.54   #6
espert37
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Riferimento: Quel che deve accadere è già accaduto

Citazione:
Originalmente inviato da Sonny
Non so essendo nuovo, se sto facendo una stupidata a scrivere qui sotto, se l'ho fatta, perdonatemi.
Ma lo sai, che leggendo il tuo scritto, mi sono sentito come se avessi letto dentro di me e parlavi di cose che avrei voluto dire, ma non sono bravo come te a dirle? Le stesse cose avrei potuto dirle io stesso, se fossi in grado di esprimermi bene come te! Tutti i punti da te toccati, sono punti chiave del mio pensiero, è incredibile!
L’essere umano non sarà mai in grado di giudicare un suo simile, avrà sempre una possibilità di errore Questa facoltà spetta a qualcun altro...
Qui, vorrei fare un piccolo sorpasso, se me lo permetti: Secondo me nemmeno Dio giudicherà l'essere umano, perchè tutto è e non c'è una ragione
per la quale l'uomo debba essere giudicato, né da Dio, né dagli altri, e neppure da sé stesso! Sarebbe come gettare un sasso nell'acqua e giudicarlo colpevole perchè affonda! Tanto per fare un paragone assurdo.
Se però crediamo alla favoletta del libero arbitrio, allora mi arrendo e non parlo più.
Per il resto di quello che hai detto, non posso fare a meno di approvarlo, l'avrei detto io stesso.
Ti faccio i miei complimenti e grazie per il tuo intervento, l'ho gustato come un manicaretto!
Sonny.

No carissimo amico Sonny,non hai fatto nessuna stupidata con il tuo intervento,anzi hai interpretato nel modo corretto quanto io ho espresso, e questo è essenziale. In oltre m'hai dato un buon grado di soddisfazione facendomi capire che in linea di massima la pensiamo allo stesso modo.Ricordati che per esprimersi, l'importante è rimanere sempre sè stessi e dire sempre quello che si pensa,dopo averlo ben analizzato, Per il resto si riesce sempre a farsi capire,o quanto meno un poco alla volta si impara.La chiara dimostrazione te la posso dare io, che il mese prossimo compio 72 anni ed il mio titolo di studio è la licenza di quinta elementare ottenuta nel lontano
1949,appena dopo la seconda guerra mondiale. Per cui anche tè fai il possibile di esprimerti sempre senza timore perchè sono certo che dalla tua mente potranno uscire tanti sani insegnamenti per chi ti stà vicino.
Secondo mie riflessioni, il libero arbitrio,anche se purtroppo molto condizionato
dal nostro EGO attirato sempre dai beni e piaceri materiali e poco propenso ad ascoltare quell'IO che attraverso la coscienza ci trasmette le giuste norme atte al raggiungimento della pienezza di esistere,della felicità,del paradiso su questa terra.(L'unico esistente) è in nostra dotazione sin dagli albori dell'umanità.Quindi non è la favoletta alla quale tù accenni,secondo me.
Ciao Sonny e buon Natale. espert37
espert37 is offline  

 



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